Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Giovedì 24 maggio radio onda rossa compie 35 anni. Come ormai da tradizione, vi invitiamo a festeggiare con noi in via dei volsc 56i, a partire dalle ore 16,30. La strada sarà chiusa, sarà possibile visitare gli studi della radio ed incontrare redattori e redattrici...

a partire dalle 17,00:

- console e trasmissioni live

- mostra ''resistenza notav'' di Iskra Coronelli http://iskracoronelli.altervista.org/?p=56

- presentazione delle due autoproduzioni /I quaderni di Ondarossa/ ''Non pago - Cronaca alla resistenza sociale al debito greco'' e ''Grecia 1943-1949 - Una guerra civile dimenticata''

- Aperitivo musicale con:

Nick Puglielli

Pasta e patate

Djovedi Django

 

Serata per il compleanno di Radiondarossa dal 1977 libera nell'etere.

 

Cena romanesca (anche vegetariana) e dalle 2130

 

parole e musica con:

Eleonora Danco, Daniele Miglio, Valerio Aprea, Elio Germano, Johnny Palomba

 

 

accompagnamento musicale degli Ardecore in duo acustico

 

 Martedi 15 maggio

Ore 17.30 a Piazzale Aldo Moro
Manifestazione della Nakba, da Piazzale Aldo Moro , (ingresso principale dell'università " Sapienza" verso Piazza dell'Esquilino.
Serata a Piazza dell'Esquilino 
Ore 19.00 Iniziativa sulla Nakba palestinese

Saranno installati tende per simboleggiare gli attendamenti del 1948 e
per raccontare le storie dei palestinesi tramandate dai loro genitori/ nonni
di seguito collegamenti telefonici con: Layla Khaled militante e componente del Consiglio Legislativo Palestinese. Hanin Zoabi politica palestinese, membra del Knesset, rappresentante A.N.D. Concerti musicali, Cena palestinese, Danze di R-esistenza palestinesi, VJ e Dj-Set Resistance.Immagine rimossa.

64° Anniversario della Nakba (La Catastrofe palestinese)

Da 64 anni, dal 1948, il 15 Maggio di ogni anno il popolo palestinese tutto commemora, ovunque si trovi, dalla Palestina ai luoghi della Diaspora, l'anniversario della Nakba palestinese.

Tragedia e pulizia etnica sistematiche iniziano nel 1948 per mano delle milizie terroriste sioniste, da quella data confluite ufficialmente nell’esercito dello Stato di Israele, fondato sulla terra di Palestina. La Nakba è la pulizia etnica con l’espulsione e la cacciata di 900mila palestinesi, da allora entrati nello status di rifugiati fuori dalla loro terra, massacrati ovunque in Palestina, dove 532 villaggi e 9 città palestinesi furono cancellati.

La continuazione delle pratiche coloniali sioniste: Apartheid, prigionia e tortura, bombardamenti indiscriminati, demolizioni di case, furto della terra, sono tutti crimini contro l'umanità compiuti da Israele ai danni del popolo palestinese, che poi non si sono mai arrestati, grazie anche alla complicità e al silenzio della comunità internazionale sulla conduzione della pulizia etnica e sulla costruzione delle colonie sulle terre della Palestina.

LA TERRA E’ AL CENTRO DELLA LOTTA DI LIBERAZIONE DELLA TERRA DI PALESTINA

Questo è lo sfondo nel quale collocare l’incerta sorte degli oltre 10milioni di palestinesi che abitano nei Territori palestinesi occupati nel '48 (oggi Israele), nella Palestina occupata nel 1967 da Israele (Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme) e a coloro che vivono in Diaspora, nell’esilio, lontani dalla patria d’origine.

Al 64° anniversario della Nakba e di fronte all’attualità palestinese, affermiamo quanto segue:

1. E’ necessaria la condanna dell'occupazione sionista e del regime d'Apartheid che Israele ha instaurato in Palestina. Tale politica deve avere un termine. Chiediamo che si realizzi giustizia sociale, dignità e pace genuina per il popolo palestinese, per mezzo di provvedimenti e sanzioni di legge, boicottaggio nei confronti dei responsabili israeliani di tali crimini praticati contro il popolo palestinese..

2. Il Diritto al Ritorno degli oltre 7milioni di rifugiati palestinesi che dal 1948 attendono di tornare nelle loro case d'origine in Palestina e il risarcimento per i danni causati loro.

3. Diritto di autodeterminazione del popolo palestinese sulla sua terra, la Palestina Storica.

un diritto legittimo e umano e principio di autodeterminazione dei popoli previsto dal diritto internazionale.

4. La libertà di migliaia di prigionieri politici palestinesi nelle disumane prigioni dell'occupazione israeliana, in questi giorni impegnati nel più generale degli scioperi della fame, alcuni anche della sete, ad oltranza. La lora è una forma di protesta contro le violazioni dei propri diritti fondamentali. Essi protestano contro le detenzioni in isolamento, la detenzione amministrativa (senz’accusa e prorogabile a oltranza, ndr), per il ripristino del diritto allo studio, quello a ricevere le visite, contro le irruzioni nelle celle.

5.Porre fine al vergognoso silenzio della comunità internazionale durato 64 anni fino ai giorni nostri. Silenzio complice e responsabile della negazione dei diritti fondamentali del popolo palestinese

TU NON FARTI COMPLICE DELLA NEGAZIONE DELL’ESISTENZA DI UN INTERO POPOLO !

6.Fermare la cooperazione politica, economica e militare tra la Repubblica Italiana e il regime d'Apartheid di Israele, fermare le forme di copertura internazionale ai crimini che Israele continua a commettere, violando per mezzo di tale collaborazione la Costituzione della Repubblica, nella quale si vieta allo Stato italiano di sostenere o cooperare pratiche di persecuzione e pulizia etnica nei confronti di persone inermi.

Auspicando di essere riusciti a creare in te consapevolezza della Questione Palestinese, ti invitiamo a condividere la tua opinione partecipando alla presente iniziativa nel nome della dignità umana, della giustizia e per la pace per il popolo palestinese.

 

 LUNEDì 14 MAGGIO ORE 16:30

PALESTINIAN ROADS - AULA VETRI FACOLTA’ DI LETTERE SAPIENZA
proiezione di OCCUPATION 101
DIBATTITO CON :
__ MIRIAM MARINO SCRITTRICE DELLA RETE E.C.O (EBREI CONTRO L’OCCUPAZIONE)
__ I GIOVANI PALESTINESI IN ITALIA

 

 

Per non dimenticare Giorgiana Masi

Per la solidarietà ai compagni e alle compagne arrestate


 


 

Il 12 maggio del 1977 le squadre speciali dell’allora ministro dell’Interno Francesco Kossiga assassinavano Giorgiana Masi, compagna femminista scesa in piazza insieme a tante e tanti altri sfidando il divieto di manifestare, nell’anniversario della vittoria referendaria sul divorzio. Le forze di polizia risposero sparando candelotti lacrimogeni e colpi di arma da fuoco. Picchiati e maltrattati anche fotografi, giornalisti e passanti.

Pochi minuti prima delle 20, durante l’ennesima carica della polizia, due compagne furono raggiunte da proiettili sparati da Ponte Garibaldi, dove erano attestati poliziotti, carabinieri e agenti in borghese. Elena Ascione rimase ferita a una gamba. Giorgiana Masi, 19 anni, studente del liceo Pasteur, venne centrata alla schiena. Morirà durante il trasporto in ospedale.

Le chiare responsabilità emerse a carico di polizia, questore, Ministro dell’Interno, porteranno il governo con la complicità vergognosa del PCI, a intessere una fitta trama di omertà e menzogne. Kossiga prima elogiò in Parlamento “il grande senso di prudenza e moderazione” delle forze dell’ordine, poi fu costretto a modificare la propria versione dei fatti, ammettendo la presenza delle squadre speciali ma continuò sempre a negare che la polizia avesse sparato, pur se smentito da testimoni, foto e filmati.

L’inchiesta per omicidio si concluse nel 1981 con sentenza di archiviazione del giudice istruttore Claudio D’Angelo “per essere rimasti ignoti i responsabili del reato”.

Questa, in breve, la storia di quella giornata da cui sono passati 35 anni.


Da almeno 15 anni non si svolge una manifestazione nazionale in ricordo di Giorgiana, l'ultima fu nel 1997. Da almeno 5 anni non si svolge neanche più un corteo cittadino.


 

In questi ultimi tempi assistiamo a una crescente repressione e violenza dello Stato contro movimenti e individui, diversi per pratiche e ispirazioni, ma tutti mossi da una critica alla società esistente.

Il numero delle persone arrestate, rinchiuse e trattate, perché socialmente non disciplinate, sale di giorno in giorno. A dimostrazione che alla brutalità delle forze dell'ordine è sempre seguita la solerte repressione della magistratura: dalle 10 condanne per devastazione e saccheggio per il G8 di Genova 2001 con le quali sono stati dati fino a 12 anni di carcere, agli ultimi arresti del 15 ottobre del 2011, condannati a pene esemplari per il semplice reato di resistenza aggravata.


 

Anche alle lotte contro la nocività e al movimento NoTav hanno presentato il conto: centinaia di persone ferite alcune anche in maniera grave, truppe d'occupazione, espropri, per non parlare degli ultimi arresti e denunce.


 

Nonostante questo noi vogliamo continuare a metterci in gioco in prima persona.


 


 

SABATO 12 MAGGIO ORE 15

APPUNTAMENTO A PONTE GARIBALDI


 


 


 

le compagne e i compagni

Causa pioggia oggi 13 aprile alle 17 l'incontro con le realtà territoriali che lottano contro la cementificazione a Roma si terrà all'università La Sapienza di Roma - Facoltà di Lettere

 

 

 

E’ chiaro ormai che la lotta No Tav è la lotta di tutti coloro che si battono contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite.

 

Le ragioni NOTAV si trovano in ogni ospedale che chiude, nei finanziamenti negati all’istruzione, in ogni pezzo di terra ceduto alla cementificazione, in ogni persona che perde la casa, nella libertà di licenziare regalata ai padroni, in ogni persona privata della libertà.

 

Il 27 febbraio scorso Luca, un amico e compagno, ha rischiato di morire nel tentativo di intralciare l’esproprio delle terre della Maddalena. 

In quell'occasione hanno occupato militarmente un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey e filo spinato. 

 

Il prossimo mercoledì 11 aprile gli ufficiali giudiziari ratificheranno l’esproprio delle terre dei valsusini. Un’ipocrisia legale sancirà così l’allargamento del cantiere e da quel giorno le ditte potranno cominciare di fatto i lavori.

 

Sarà una settimana in movimento per portare la valle in città, una settimana di lotta contro quelle politiche speculative che stanno trasformando ogni pezzo di mondo in un’occasione per fare profitti.

 

Una possibilità per connettere le resistenze che si stanno opponendo a questi folli progetti: dall’esperienze di autogestione degli orti urbani, ai comitati contro le discariche e gli inceneritori, dalle lotte contro la cementificazione selvaggia, all’ occupazione di spazi contro le speculazioni.

 

 



dalle 17 a Piazzale Tiburtino: presidio informativo/crativo in solidarietà

con la Val di Susa in lotta.

 

Giovedi 12 Aprile

dalle 18 presso il presidio NOTAV: incontro con i comitati

territoriali della provincia di Roma contro inceneritori e discariche.

 

Venerdi 13 Aprile

dalle ore 18 presso il presidio NOTAV: incontro con le esperienze di

lotta contro la cementificazione nei quartieri di Roma.

 

Sabato 14 Aprile

dalle ore 10 presso il presidio NOTAV: tutti e tutte insieme al Corteo ad Albano per dire no alla sentenza del consiglio di stato che di fatto autorizza la costruzione dell'inceneritore.

 

Domenica 15 Aprile

dalle 12 presso il presidio NoTAV pranzo sociale e alle ore 15 incontro con gli/le abitanti della Val di Susa.

 

Ancora una volta, la val di Susa è ovunque.

 

A SARA' DURA

 

Assemblea NoTAV di Roma

 

 

11 aprile. Appello dal movimento No Tav Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che, in questi lunghi mesi di occupazione militare, in questi mesi di lotta e resistenza NoTav, si sono schierati al nostro fianco in ogni dove d’Italia. Grazie a voi è stato chiaro a chi ha cuore e intelligenza che la lotta dei No Tav di quest’angolo di Piemonte è la lotta di tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali. Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque. In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni. Dopo la terribile giornata del 27 febbraio, quando uno di noi ha rischiato di morire per aver tentato di intralciare l’allargamento del fortino della Maddalena, il moltiplicarsi dei cortei, dei blocchi di strade, autostrade, porti e ferrovie, in decine e decine di grandi e piccole città italiane ci ha dato forza nella nostra resistenza sull’autostrada. In quell’occasione abbiamo capito che, nonostante le migliaia di uomini in armi, il governo e tutti i partiti Si Tav erano in difficoltà. Si sono aperte delle falle nella propaganda di criminalizzazione, si sono aperte possibilità di lotta accessibili a tutti ovunque. Il 27 febbraio non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno dei noi, hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey, filo spinato. Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale. Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori. I No Tav anche questa volta ci saranno. Saremo lì e saremo ovunque sia possibile inceppare la macchina dell’occupazione militare. Facciamo appello perché quel giorno e per tutta la settimana, che promoviamo come settimana di lotta popolare No Tav, ci diate appoggio. Abbiamo bisogno che la rete di solidarietà spontanea che ci ha sostenuto in febbraio, diventi ancora più fitta e più forte. Non vi chiediamo di venire qui, anche se tutti sono come sempre benvenuti, vi chiediamo di lottare nelle vostre città e paesi. Vi chiediamo di diffondere la resistenza. Movimento No Tav

 CASA PER TUTTI E TUTTE

A tre giorni dalla riapertura degli spazi di via Boccea 506 continua il presidio permanente. Venerdì mattina siamo entrati in questi spazi abbandonati da oltre 15 anni dall'amministrazione e dalla proprietà. In un quartiere come Casalotti dove la carenza di servizi come il prolungamento della metropolitana, case popolari, asili nido e di luoghi di partecipazione e socialità va a braccetto con il costante aumento del prezzo degli affitti e dei mutui, uno spazio come questo viene utilizzato esclusivamente per speculazioni finanziarie. In queste giornate lo spazio è stato vissuto e attraversato da molte persone del quartiere contribuendo alla sua pulizia e partecipando alle iniziative. Non lasciamo questo spazio di nuovo al degrado e all'abbandono cosi come è stato in questi anni. L'augurio è quello di poter continuare a vivere insieme uno spazio cosi importante. Per questo abbiamo deciso di continuare a presidiare questi spazi, invitiamo tutti e tutte a passare a vedere questo spazio recuperato per il quartiere. Purtroppo la risposta delle forze dell'ordine è sempre la solita, dopo la notifica di alcune denunce per l'occupazione di venerdì questa mattina ci è stato promesso lo sgombero a breve, per restituire questo luogo alla speculazione. L'emergenza abitativa che tutti e tutte noi ci troviamo a vivere, insieme all'entusiasmo dimostrato da chi è venuto a vedere ed ha vissuto anche solo per poche ore questo spazio liberato ci spingono a portare avanti comunque questa lotta. I momenti più delicati sono comunque le prime ore del mattino, in cui già da domani si potrebbero presentare le forze dell'ordine, e tentare di sgomberarci. Rilanciamo invitandovi alle prossime iniziative che si terranno in questo nuovo spazio. PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE MERCOLEDI 4 APRILE: Ore 17 body painting e merenda/giochi per bambini, graffiti Ore 19 aperitivo musicale di periferia Ore 21 proiezione film “ET IN TERRA PAX” GIOVEDI 5 APRILE: Ore 17 ASSEMBLEA PUBBLICA: SPECULAZIONE EDILIZIA ED EMERGENZA ABITATIVA http://www.facebook.com/events/360304614008284/ alla quale interverranno numerose realtà del territorio e cittadine, impegnate su  

 

30.3 Giordano Bruno

2.4 Newton

3.4 Cavour

3.4 Manara (Collettivo)

4.4 Caravillani

 

Mercoledi 4 al liceo Mamiani ore 16-18 Incontro komitato giovani NoTav con incursioni teatrali di Attricecontro 

ore 18 Live Innacantina & dj set 

 

 

INIZIATIVE NO TAV A ROMA

 

 

Dal 27 marzo al 5 aprile notav tour nelle scuole medie superiori della città.

 

Martedi 27 marzo, pranzo alla Facoltà di Lettere Roma 3, ore 14:00

 

Mercoledi 28 marzo, iniziativa in ricordo di Baleno al Pigneto

 

Venerdi 30 marzo cava quadro alto - Via tiberina ore 19.30 iniziativa
notav al presidio contro la discarica
 

Martedi 3 aprile, Facoltà di Lettere La Sapienza,  pratone - dibattito
 

 

 

Dalle ore 12.00 - BRINDISI DI APERTURA

 

A seguire
CORO MULTIETNICO DI TORPIGNATTARA
con Sara Modigliani e Piero Brega


GIOCOLERIA, CANTI E BALLI..

 

Mangia e bevi con noi, ma porta le tue stoviglie! (piatto, bicchiere, etc)

Per altre info: http://ortoinsorto.noblogs.org/

ortoinsorto.noblogs.org
ortorpigna@gmail.com

 

 

Quanta rabbia abbiamo provato alla notizia della condanna di Lorenzo
e Giuseppe?

 


Quanta altra sapendo che Giovanni doveva ancora rimanere in carcere?
Oggi come oggi, ribadire, gridare e far sentire concretamente che
nessuno/a è solo/a è indispensabile.

Per Sabato 10 marzo alcuni/e compagni/e si sono fatti/e promotori e
promotrici di un presidio sotto il carcere di Velletri, per portare un
saluto a Giovanni, che in una delle sue lettere, ci ha detto
chiaramente: “Se venite nel piazzale e vi mettete vicino ai due
alberi, riesco anche a vedervi…”


Tocca fare un piccolo sforzo, che in fondo è una cazzata per chi
lotta per le proprie libertà e quelle di tutti/e.
Sveglia un po’ prima e tutti/e a Velletri.


Per chi vuole c’è un appuntamento per andare insieme da Termini alle
9.30 e prendere il treno regionale delle 10.07.

Durante il presidio allestiremo un gazebo dove raccoglieremo libri,
materiali, messaggi, lettere, riviste, disegni, poster, manifesti,
magliette, insomma qualsiasi cosa tu voglia far arrivare ai ragazzi
che sono al momento privati della loro libertà, per far sentire
vicinanza e solidarietà…

Se ne colpiscono alcuni/e, per mettere paura a tanti/e ed è in
tanti/e che bisogna rispondere.

Perchè nessuno/a rimanga solo/a, ci vediamo sotto il carcere di Velletri.

Di seguito il comunicato:

TUTTE LIBERE ! TUTTI LIBERI !

Giovanni, Robert, Ilaria, Lorenzo, Giuseppe: nomi come altri, di
persone tra tante.


Nomi come altri, tra tutti coloro che il 15 ottobre erano a Roma.
Persone tra tante, che quel giorno hanno portato la loro rabbia per
le strade della città.


Giovani ragazzi e ragazze, ai quali lo Stato sta presentando il
conto; sentenze “esemplari”, che suonano come monito rivolto a tutti
coloro che osino alzare la testa, a tutti/e coloro che non si
rassegnano a recitare un copione già scritto, a tutti/e coloro che
esprimono conflittualità al di fuori delle regole imposte e del
consentito.
Se, infatti, il sistema impone delle regole per la sua stessa
esistenza, chi ha fatto e continua a fare il gioco dei poteri forti?
Chi divide tra buoni e cattivi? E chi continua ad accettare questa
distinzione?

Giovanni, Robert, Ilaria, Lorenzo, Giuseppe: ragazzi e ragazze che
hanno avuto, come tutti/e gli/le altri/e, le loro buone ragioni per
non restare a casa, da contrapporre a quelle di chi, in questo paese
come in tutto il mondo, antepone gli interessi di banche, padroni e
politici di ogni colore, alle vite delle persone.

Al momento a pagare sono loro.
3 anni e 4 mesi per Giovanni, ancora rinchiuso in carcere.
2 anni per Robert.
Ilaria ancora agli arresti domiciliari in attesa della prossima udienza.
E il 22 Febbraio un’altra batosta: 5 anni per Giuseppe, altri 4 per Lorenzo.

I mostri sbattuti in prima pagina, con la maschera confezionata su
misura: il Tg5 vomita menzogne e millanta inesistenti video che
ritraggono Lorenzo e Giuseppe mentre lanciano dei sassi, dopo che il
magistrato Anna Maria Fattori, accogliendo in tutto le richieste del
Pm Ilaria Calò, ha sputato la sua sentenza, infame ed inequivocabile:
non si punisce il fatto specifico, ma l’aver partecipato alla
manifestazione del 15 Ottobre. Compartecipi della rabbia che accomuna
tutti/e noi per una vita da sfruttati/e, per una crisi fatta pagare
alle popolazioni di tutto il mondo, per un presente che parla di
esclusione dai bisogni primari, di sottomissione ai profitti del
capitale e ai diktat del mercato.

E il solito stucchevole ritornello: i manifestanti buoni e quelli cattivi.

Ma chi sono questi ragazzi/e? Chi è Giovanni? Chi è Robert? Chi è
Ilaria? Chi è Giuseppe? Chi è Lorenzo?

Ragazzi/e come tanti/e, sfruttati/e tra gli sfruttati/e. Che vengano
da un paese del sud Italia o dall’est Europa, che abitino la periferia
di Roma, o siano emigrate in un altro paese, che studino, lavorino o
si arrangino come possono.

Nomi diversi, vite diverse, stessa rabbia.

Oltre a loro, altri 14 denunciati.
Nomi diversi, vite diverse, tutte colpite dalla repressione.

Tra loro non si conoscono, ma si sono riconosciute in tutte le
persone che erano in piazza San Giovanni quel giorno: troppe per
conoscersi tutte tra loro, abbastanza da stare fianco a fianco e
mettere paura a chi ci vorrebbe indifferenti e rassegnati.

Affinché Giovanni, Robert, Ilaria, Giuseppe e Lorenzo non rimangano
solo dei nomi.
Affinché nessuno sia solo/a, affinché la paura cambi di campo.
La solidarietà è un’arma.

La rabbia non si arresta. Libertà per tutti e tutte.

 

 



SABATO 10 MARZO: UN SALUTO A GIOVANNI E UN PENSIERO A ROBERT, ILARIA,
GIUSEPPE E LORENZO

Una giornata cosciente e militante, gesti concreti di vicinanza e
solidarietà.



alle h 9,30, appuntamento alla stazione Termini, ingresso su via
Giolitti, per andare insieme al carcere di Velletri


alle h 11, presidio sotto il carcere e gazebo di raccolta di messaggi
di solidarietà: porta una lettera, un libro, una rivista, un disegno,
una maglietta, un manifesto o qualsiasi cosa tu voglia, per far
sentire vicinanza e solidarietà ai ragazzi che sono al momento privati
della loro libertà.


Il presidio aderisce alla chiamata di mobilitazione sotto le carceri
italiane lanciata dal Movimento NO TAV della Val di Susa.

 



EVASIONI – Rete solidale contro carcere, cie e repressione

 




 

Una due giorni di sensibilizzazione, controinformazione, dibattito e musica per sostenere Autistici/Inventati e supportare un’idea diversa – autonoma e indipendente – di usare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Venerdì 9 marzo, dalle 22.30 in poi – “Nuova tecnologia… vecchia scuola: la solita musica”, ovvero come continuare a fare musica con il tuo PC anche quando Ableton non sarà più né di moda, né supportato. Si parla di linguaggi di programmazione visuali per la creazione audio/video, di reti e protocolli di comunicazione musicale, di strumenti liberi e di dominio pubblico.

 

A seguire: Gabbroral Complex liveset + DBVRST djset

 

Sabato 10 marzo, dalle 18.00 in poi – “Repressione, difesa della libertà e dei diritti in rete”, ovvero due chiacchere su A/I e mondi vicini/lontani: la censura in Italia e nel mondo, gli strumenti legali, la repressione istituzionale, e due chiacchiere sul progetto A/I , a dieci anni dalla nascita.

 

A seguire: Livore + Luddraising + Congegno + Cattivo Sangue

 

http://cavallette.noblogs.org/2012/02/7669

 

8 marzo 2012

 

La Coordinamenta femminista e lesbica

invita

le donne, le compagne, le femministe, le lesbiche

nelle spazio separato del 22  di via dei Volsci

giovedì 8 marzo dalle 19.00

per

 

"pensare creare programmare attuare autodifesa e autorganizzazione"

 

 perchè combattere contro la violenza sulle "donne" significa:

 

. trovare forme di autodifesa e autorganizzazione

 

. ribellarsi e aiutare le donne a ribellarsi

 

. combattere i meccanismi che in questa configurazione sociale incentivano ed aumentano le possibilità di violenza. Per questo l'autodeterminazione delle donne non può essere svincolata da una critica radicale al sistema capitalistico/neoliberista. La società neoliberista, infatti, sdogana la violenza gerarchica per favorire i rapporti di subordinazione e mercificazione. La liberazione della donna  è inseparabile dalla lotta di classe , dalla lotta per una società dove non ci sia sfruttamento e non può significare in alcun modo partecipazione alla gestione dell'attuale sistema di potere.

Per questo riteniamo che l'emancipazione, così come si è venuta configurando, sia stata uno strumento di "pacificazione sociale".

Molte donne sono diventate attraverso l'emancipazione parte integrante ed attiva del sistema di potere della società patriarcale e del relativo controllo sociale. Mentre prima perpetuavano il dominio patriarcale con l'accettazione passiva e/o partecipe dei ruoli loro assegnati, ora agiscono direttamente violenza contro le altre donne.

 

. combattere i linguaggi e gli atteggiamenti sessisti

 

. combattere le parole "politicamente corrette" come "convivenza civile", "sereno confronto tra i sessi", "affido condiviso", "partecipazione e scelta responsabile", "educazione alla convivenza".....che, strumentalizzando le lotte delle donne, confondono l'aggredita con l'aggressore e mettono sullo stesso piano chi la violenza la subisce  e chi la esercita

 

. battersi contro le leggi securitarie e contro il controllo sociale

 

. battersi contro i ruoli

 

. smascherare i meccanismi che opprimono e dividono buone/i e cattive/i, omologate/i e non omologate/i, "normali" e diverse/i.

 

. affrontare il tema della violenza esercitata dalle donne contro le donne anche nei rapporti di coppia e affettivi, dato che i meccanismi ed i valori della società patriarcale sono fortemente introiettati

 

. cercare di scardinare il rapporto di potere all'interno dei rapporti affettivi ed il concetto di famiglia ed il concetto di coppia, sia etero che non, come microcosmo in cui si riproducono dinamiche di sopraffazione

 

. analizzare la violenze sulle donne partendo da noi e, quindi, dal personale che è politico. Perchè le problematiche del rapporto tra i sessi vengano tirate fuori dalla sfera privata e se ne riconosca la valenza politica.

 

 

No alla vittimizzazione No alla delega

ribellarsi

aiutare le donne a ribellarsi

difendere supportare sostenere le donne che hanno subito violenza e le donne che reagiscono e si ribellano in famiglia... nelle strade... sul lavoro...nei Cie..nella scuola...nelle istituzioni totali...dovunque!

 

E poi....ballare, divertirsi, bere e mangiare cose buone insieme!

Vi aspettiamo!

 

 

Coordinamenta femminista e lesbica di collettivi e singole-Roma

coordinamenta@autistiche.org

 

 

LA VAL SUSA NON E' SOLA, SIAMO TUTTI/E NO TAV!

 

 



Qualche settimana fa si è svolta un'operazione repressiva con decine di arresti e denunce nei confronti di attivisti/e NO TAV in tutta Italia. Da quel momento la solidarietà continua a esprimersi in molteplici forme, dal Nord al Sud del Paese: nessuna/o è sola/o, non ci sono buone/i e cattive/i. Un corteo di 80 mila persone si è riversato nella valle, da Bussoleno a Susa, per dire che il movimento NO TAV non si arresta e non ha paura. Il giorno dopo parte l'allargamento dei cantieri, attraverso l'esproprio militare delle terre valsusine. La resistenza dei NO TAV è immediata. Un compagno, Luca, per impedire l'avanzamento delle ruspe, si arrampica su un traliccio. Inseguito da un carabiniere rocciatore, cade, rischiando la vita: è tuttora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. I giornali e i media screditano e minimizzano l'accaduto, insultando il coraggio e la determinazione di Luca. La risposta della Val di Susa è determinata, con blocchi e barricate che vengono immediatamente ricostruite non appena vengono sgomberate. Ancora una volta in tutta Italia la solidarietà si fa sentire con manifestazioni spontanee, presidi, blocchi stradali e ferroviari. 
Queste sono solo le ultime pagine di una lotta che va avanti da 23 anni.
Di fronte all'attacco dello Stato nei confronti del movimento No Tav, di fronte alla repressione di ogni forma di conflitto, al di fuori del “consentito”, tanto il 3 luglio in Val di Susa quanto il 15 Ottobre a Roma, è necessario reagire. La lotta contro il Tav fa paura ai poteri politici, economici e giuridici, perché ne mette in discussione la loro stessa essenza. Si vuole reprimere l'autorganizzazione, il rifiuto della delega, la molteplicità e la radicalità di azioni e pratiche. Si vuole colpire tanto il dissenso e il contrattacco nei confronti dei poteri costituiti, quanto la condivisione di esperienze di vita che generano forme di cospirazione e di complicità sociale.
Anche attraverso Il TAV e la politica delle grandi opere il capitalismo vuole imporre ancora una volta l'idea di un mondo sottomesso alle leggi del profitto e dello sfruttamento affaristico dei beni comuni. La Val di Susa fa paura perché la lotta contro il Tav esprime la possibilità concreta di un cambiamento reale allo stato di cose presenti: determinarne il seguito spetta a tutti e tutte noi!

 



IL TAV E' OVUNQUE, LOTTIAMO OVUNQUE CONTRO IL TAV

TUTTI/E LIBERI/E!

 



Sabato 3 marzo, ore 15:00, corteo NO TAV, partenza da Piazzale Tiburtino


Daje Luca, Sempre no Tav, a sarà düra!



Assemblea No Tav di Roma

 

 

 

 

Care tutte,
la street art di donne Wall against sexism! _Disegna la tua libertà
prevista per sabato 3 marzo a san lorenzo è stata rimandata,
vi faremo sapere la nuova data al più presto!

E sempre, se volete partecipare a questa giornata libera dal sessismo,
se avete idee, materiali, performance da proporre, scrivete a
22resiste@autistiche.org.

 

 



Wall against sexism! _Disegna la tua libertà.
Street art di donne


a piazza dell'immacolata, san lorenzo

Vorresti, dopo una giornata di lavoro, stress e malumore tornare a
piedi verso casa o rimanere in strada e rilassarti un pò?
E invece no perché ci sono occhi molesti che ti seguono fino a
stressarti ancora di più!

Vorresti un consultorio nella tua zona dove non sentirti
criminalizzata e colpevole, gestito magari da un'assemblea di donne?
E invece no, perché i consultori li stanno chiudendo uno dopo
l'altro.

Ti dicono che rimanere a casa e non uscire la sera è la cosa per te
più sicura?
E invece no, perchè l'80% delle violenze avvengono in famiglia.


Vorresti un lavoro ben pagato che ti lasci tempo per le tue passioni
e per te stessa?
E invece no, perché certezza di un lavoro, di uno stipendio e di una
pensione sono cose d'altri tempi.

Vorresti uno spazio di femministe e lesbiche dove socializzare e
immaginare iniziative con le altre?
E invece no, perché i machisti del quartiere hanno messo la colla
alla serratura della porta e non riesci a entrare.

Vorresti uno spazio e un tempo in cui esprimere te stessa, la tua
creatività, la tua rabbia, le tue idee?
E... infatti eccolo!

 



La strada è anche nostra! Occupiamola con idee, arte, musica e corpi
vibranti!
 

 


Se vuoi costruire insieme a noi questa giornata libera dal sessismo,
se hai idee, materiali, performance da proporre, scrivici a
22resiste@autistiche.org

 



stay tuned on 22resiste.noblogs.org or MFLA 87.9 fm every Tuesday from
5 pm


 

 

 

Come ogni ultimo mercoledì del mese, tornano le cene a sostegno dell'Agenda Scarceranda.

 

Saranno con noi, questa sera gli Evi Evàn, gruppo di rebetiko, musica popolare greca.

 

 

Dalla valle, alle carceri, alla Grecia...non ci serve un treno ad alta velocità!

 

 

AGGIORNAMENTO DEL 22 FEBBRAIO 2012

 

I PULLMAN PRENOTATI SONO AL COMPLETO, PERCIO' NON E' PIù POSSIBILE EFFETTUARE PRENOTAZIONI.

 

GRAZIE A TUTTI E TUTTE

 

 

 ------------

 

Pullmann da Roma, partenza VENERDI' 24 FEBBRAIO ore 23: 00 da Piazzale del Verano

 

per prenotazioni chiamare Radio Onda Rossa : 06 49 17 50

 

ritorno approssimativamente alle ore 06:00 di domenica 26 Febbraio

 

costo approssimativo del viaggio 30 euro/persona

 

 

di seguito il comunicato:

 

CORTEO NAZIONALE NO TAV - 25 FEBBRAIO - SI PARTE E SI TORNA INSIEME


 
Il 26 gennaio il movimento no tav è stato colpito da 26 arresti e 15 obblighi di dimora. Dalla Val Susa a Palermo i compagn* sono stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesione. I fatti a cui si riferiscono i reati sono le manifestazioni che vanno dal ventisette luglio all'otto dicembre 2011.
Niente di nuovo sotto il cielo!
Il tentativo di dividere il movimento tra buoni e cattivi è cosa nota, come è successo nel G8 del 2001 o per il 15 ottobre dell'anno scorso. Si cerca di imbastire teoremi che releghino gli atti resistenziali di un intero movimento addosso a singoli compagni, utilizzati mediaticamente come capri espiatori, per poi essere segnati per la maggior parte della loro vita dalla scure dei processi. Ma questo meccanismo deve essere inceppato dalla difesa unanime e comune della lotta, dalla rivendicazione collettiva della resistenza contro la sopraffazione dello stato.
Il movimento no tav è una delle espressioni locali di quello che in questi ultimi anni si sta esprimendo nei grandi appuntamenti di piazza.
Una lotta per la riappropriazione del proprio territorio usurpato militarmente, in un contesto di crisi della rappresentanza politica istituzionale e di fine della mediazione politica.
Una lotta che, prendendo linfa dalla disillusione di una possibile alternativa istituzionale, fa intravedere la possibilità della ricomposizioni tra soggetti eterogenei attraverso meccanismi decisionali dal basso. Un meccanismo di riappropriazione che riprende impeto, contro la violenza che il capitale sta ritorcendo contro tutti i settori sociali maggioritari di questo paese.
Sostenere la Valle che resiste vuol dire sostenere e difendere tutte le lotte.
Gli arresti no tav vorrebbero essere da esempio per chiunque si mettesse in testa di voler costruire un'alternativa alla logica dominante del paese portata avanti da Monti come da Berlusconi, per chiunque chiedesse diritti o volesse riprenderseli.
Dopo questi arresti, con il sorriso sulla bocca, dobbiamo dimostrare che non abbiamo paura della repressione e di chi vuole zittire le nostre richieste e le nostre maniere di riappropriarci di ciò che ci spetta. La repressione non si può comprendere se la sleghiamo dalle lotte di cui siamo protagonisti. Essa è un effetto nel momento in cui le nostre rivendicazioni sono causa di trasformazione reale. La repressione è anche sintomo di paura, paura di un movimento popolare e forte che sta vincendo, non solo nel bloccare la nascita di un non-cantiere,
ma sopratutto nella crescita di consapevolezza e determinazione di migliaia di uomini e donne con i quali continueremo a scendere nelle valli e nelle piazze per riappropriarci del nostro domani.
Dietro quelle barricate, in quei boschi, davanti a quelle recinzioni c'eravamo (e ci ritorneremo) tutt*!
Consapevoli di questo, la nostra solidarietà al movimento no tav ed a tutte le persone arrestate attraverserà le iniziative di lotta.
Verso il corteo nazionale del 25 febbraio in Val di Susa.

           
23 feb - Presidio di solidarietà al 'sud ribelle' in occasione della sentenza di Cassazione, ore 10 piazza Cavour

per prenotazioni e informazioni sui pullman chiamare a Radio Onda Rossa (06491750)

LA VALLE NON SI ARRESTA
LIBERI TUTTI, LIBERE TUTTE_

Assemblea romana No Tav_

 

 

 

BELLA VITA A CASALE   

   
presenta


tre aperitivi a tema
di finanziamento alla cucina
a partire dalle 19:00




VEN 3 FEBBRAIO 2012



finger food (mangiare con le mani)

 


ma se hai un piatto o una forchetta che ti avanza portala pure!!

solo per questa sera..direttamente dal Perù: PISCO SOUR

 

 


VEN 10 FEBBRAIO 2012



Cruderie

 


quando avremo le pentole cucineremo!!

 

 



VEN 17 FEBBRAIO LA BELLA VITA



porta quello che vorresti trovare da mangiare...da bere lo portiamo noi

 


SCAMBIO DI RICETTE E SAPERI PER UNA CUCINA SOSTENIBILE


Tutte le serate saranno accompagnate da DJset a cura di PUNKAFARAI

numeri musicali di giocoleria...palcoscenico libero...viva la spontaneità e l'improvvisazione



...troverai anche vegetariano e vegano