Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

San lorenzo, suoni e voci dalla strada

 

Dalle 18: aperitivo musicale con i DJ di Radio Onda Rossa e la Orchestra Filo & Armonica di San Lorenzo

 

a seguire braciolata

 

iniziativa a sostegno della radio, a cura delle trasmissioni del Mercoledi': La Conta, Sapienza Clandestina, I nomi delle cose

 

Il Tre Serrande Occupato si trova all'interno della citta' universitaria, tra le facoltà di Farmacologia e Medicina Legale (vedi mappa)

radio ondarossa presenta: 20 anni apostasia 20 anni di rock&roll!! siete tutte e tutti inviat* alla serata al centro sociale spartaco. dalle ore 21 

- succulenta cena + o - vegana

- dj set: tuttti frutti apocalypse

- concerto con: rancore, captain surfari e gioventù bruciata

e a mezzanotte: tanti auguri radio ondarossa!

 

 

Dalle ore 13.00: pizze, brace e tanto ancora

Alle ore 16.00: lettura di fiabe a cura di Scarpette Rosse

Durante tutta la giornata, selezioni musicali a cura di Radio Onda Rossa.

 

Orto Ins_Orto: via degli angeli, 140

Domenica 29 Marzo presso Ned- P.S.M.

Raccontare la Rivoluzione presentazione de "I quaderni di Onda Rossa"
"Kurdistan Rojava: Viaggio nella rivouzione delle donne"

A seguito delle battaglie che da Agosto del 2014 ha visto impegnate le forze rivoluzionarie dell'autonomia curda in difesa dei propri principi e delle proprie terre (prima a Sinjar e in seguito nella battaglia per Kobane), molte compagne e compagni sono partiti per portare praticamente il proprio sostegno alle popolazioni in lotta nel Nord della Siria. Contributo fondamentale e decisvo ad ogni solidarietà internazionale che voglia essere incisiva, la narrazione di ciò che sta avvenendo nel territorio del Rojava, come in tutto il Kurdistan, è uno dei punti di partenza per appoggiare la lotta rivoluzionaria curda, ma si rivela sopratutto uno stimolo per chi, a partire da quella,voglia immaginare un mondo diverso. Partendo dai racconti delle delegazioni e dei singoli che in questi mesi hanno potuto testimoniare cosa succede in Rojava si cercherà di capire a che punto è il processo rivoluzionario, i suoi punti di forza e le sue specificità, gli ostacoli che ha davanti. UN racconto che riporta le molte voci che dalla mezzaluna fertile dicono che è ancora possibile la rivoluzione, che il capitalismo non è l'unico orizzonte possibile.

...

h 18:00

Presentazione/dibattito con
Compagni e compagne della Delegazione Romana per Kobane
Compagne della Delegazione internazionale delle Donne
UIKI-Ufficio d'informazione Kurdistan Italia
...

a seguire aperitivo



Ned-Punto Solidale  Marranella - Via Augusto Dulceri, 211

Mercoledì 11 marzo, cena vegan a sostegno di ROR a Centocelle, via delle Resede 5, nello Spazio sociale 100celle Aperte, dalle ore 20.

 

Menu resistente Libera tutt

 

 

 

JIN, JÎYAN, AZADÎ

LA LOTTA DELLE DONNE CURDE È LA LOTTA DI OGNUNA DI NOI

 

L‘8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata

Internazionale delle Donne, le donne di tutto il mondo combattono ancora

contro il sistema di dominio patriarcale.

Gli attacchi contro le donne diventano sempre più profondi e si

sviluppano in modo sistematico o strumentalizzato per 

alimentare/aumentare norme repressive e securitarie in ogni ambito 

dell’esistenza fino al femminicidio, che spesso non viene riconosciuto come tale.

La violenza sulle donne, l'eteronormatività, il sessismo, il razzismo, lo

sfruttamento, le restrizioni sulla libertà di scelta e di autodeterminazione, l’isolamento sono i dispositivi attraverso cui lo stato capitalista e patriarcale esercita il proprio controllo sulle nostre vite e contro cui ci vogliamo ribellare.
Le donne hanno oggi più che mai l’urgenza di costruire insieme la
propria autodifesa.
È proprio questo che attualmente sta succedendo nel Rojava. Nei tre
cantoni curdi dell’amministrazione autonoma nel nord della Siria, le
Unità di Difesa delle Donne YPJ combattono per la liberazione delle
donne e dell’intera società. Le YPJ conducono una lotta contro
l'oppressione e il femminicidio a tutti i livelli.
La lotta delle donne curde non è solo una lotta militare contro IS,
ma una posizione politica contro il capitalismo, in questo momento
neoliberista e neocoloniale e contro la struttura patriarcale.
Non limitano la loro lotta contro la violenza e l’oppressione sulle
donne a una sola giornata, ma con la loro lotta trasformano ogni giorno
nell'8 marzo.
Migliaia di donne - donne curde da Turchia, Iran, Iraq, Siria, Armenia,
Russia e Europa ma anche donne internazionaliste del Medio Oriente e dai
paesi Europei - partecipano attivamente a questo movimento come
militanti. Hanno deciso di lottare contro una vita determinata dal
sistema patriarcale e capitalistico insieme a tante altre donne anche
differenti da loro.
Il movimento delle donne curde è infatti consapevole che la libertà deve
comprendere tutti gli aspetti della vita perché oppresso e
marginalizzato in molte forme diverse: etnia, classe, genere. La
liberazione delle donne è diventata perciò inscindibile momento della
resistenza curda contro tutte le oppressioni e non sorprende che siano
tante le donne a partecipare alle unità armate e alla gestione delle
amministrazioni locali in tutta la regione, siano loro di provenienza
araba, turca, armena e assira.
La forza contagiosa della lotta delle donne e del generale processo di
rivoluzione sociale in Rojava viene oscurato e criminalizzato
dall’imperialismo occidentale a guida statunitense che continua a
classificare il PKK come organizzazione terroristica, al pari dell'IS,
svelando così la sua vera natura cioè la pretesa egemonica del capitale.
Insieme alle donne kurde combattiamo contro la guerra imperialista che
arma sempre gli oppressori e impone con la sua ideologia il marchio
itinerante di terrorista a chiunque si sottragga al disegno del sistema
di sfruttamento globale impostoci.
Organizziamo la nostra resistenza di genere e di classe ovunque nel
mondo. Liberiamoci insieme dal sistema di dominio patriarcale e
capitalistico.
Viva la solidarietà internazionale delle donne!


DOMENICA 8 MARZO CORTEO DELLE DONNE
PARTENZA ORE 10 DALLE CAGNE SCIOLTE VIA OSTIENSE 137B
ARRIVO AL CENTRO SOCIO CULTURALE ARARAT CON PRANZO SOCIALE A
SOSTEGNO DELLA RICOSTRUZIONE DI KOBANE
A SEGUIRE PROIEZIONI E ASSEMBLEA PUBBLICA
_Assemblea femminista e lesbica del 22 febbraio ad Ararat_

Ore 19.00 presentazione dell' Agenda Scarceranda,

Ore 20.30 Apericena

a seguire Dj set a cura di Radio Onda Rossa

 

CONTRO CARCERE E CARCERIERI
CONTRO LO STATO CHE UCCIDE
CONTRO OGNI REPRESSIONE
PERCHE' NOI NON DIMENTICHIAMO

TOTAL BENEFIT 
PER IL SUPPORTO LEGALE A GENOVA 2001,NO TAV,A.C.A.D.,SPESE LEGALI LOTTA PER LA CASA.

Immagine rimossa.

Immagine rimossa.

Cogliamo l'occasione della presentazione della Scarceranda, agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal1999, per condividere insieme ai compagni della radio alcuni ragionamenti sul carcere e sulla repressione. 

\\ Il dibattito è moderato dagli studenti e le studentesse di Sapienza Clandestina, trasmissione in onda sulle libere frequenze 87.9 di R.O.R. tutti i mercoledi dalle 10.30 e che dà voce alle lotte del mondo della formazione. //
----->> A seguire aperitivo sociale a sostegno di Radio Onda Rossa FM 87.9 
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Scarceranda è un'agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal 1999. Il suo motto fin dalla nascita è “contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva”. 
L'agenda ospita le “Ricette evasive”: ricette culinarie di facile preparazione pensate soprattutto per chi è prigioniero/a riutilizzando anche parte del vitto fornito dall'amministrazione penitenziaria. 
Partecipa ogni anno alla mostra "Crack! Fumetti dirompenti" organizzata al CSOA Forte Prenestino di Roma, esponendo le tavole delle edizioni passate e raccogliendo disegni per l'edizione dell'anno successivo. Scarceranda viene donata alle persone prigioniere che ne facciano richiesta o segnalate a Radio Onda Rossa che provvede alla spedizione postale in carcere

Nella Sala da The' del Fronte del Porto Fluviale

 

ore 19.30: presentazione della Scarceranda 2015

ore 20.30: cena benefit a sostegno di radio ondarossa

 

via del porto fluviale, 18 - Roma.

 

http://scarceranda.ondarossa.info/

NESSUNA GABBIA RINCHIUDERA' LE NOSTRE VITE!
di donne, uomini e animali

Serata a sostegno di RADIO ONDA ROSSA - 87.9 FM


dalle ore 18 dibattito e presentazione della campagna internazionale "Senza Ritorno", contro Air France/KLM,l’azienda aerea numero uno nel trasporto di animali destinati ai laboratori di vivisezione, e del commercio delle espulsioni dei migranti.

dalle ore 20 cena vegan libera tutt*

dalle ore 22:30 (puntuali) concerto con:

Serpe in Seno  rap hardecore - roma
The Dirty Jobs turbo R'n'R - roma
LAFURIA rap/punk hc - roma
Kalashnikov Collective romantic punx - milano


Ingresso a sottoscrizione ror


VERITA' PER SAKINE, FIDAN E LEYLA!
Il silenzio è dei complici
 

I prossimi giorni, nel secondo anniversario dell'assassinio delle militanti curde Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Soleymez, la comunità curda marcerà a Parigi per continuare a denunciare la complicità di Francia e Turchia in queste atroci uccisioni. Lo slogan che raccoglierà la giornata di lotta sarà “IL VOSTRO SILENZIO È DOVUTO AL VOSTRO ESSERE COMPLICI”. Tra il 9 e il 10 gennaio 2013, all'interno dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan nel cuore di Parigi, furono uccise a colpi di pistola tre militanti curde impegnate anche dall'esilio a costruire la pace per il loro popolo: Sakine Cansiz era tra le fondatrici del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, ancora considerato un'organizzazione terrorista dalla Turchia, dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea. Fidan Dogan era impegnata a livello diplomatico in Europa nel processo di soluzione democratica della questione curda. Leyla Saylemez era una giovane militante che aveva deciso di dedicare tutto il suo tempo alle attività dei giovani. Tutte e tre avevano dovuto sperimentare l'esilio, e sono state colpite perchè rappresentavano la forza delle donne nel movimento curdo.
Con la dichiarazione finale della prima conferenza delle donne del Medio Oriente si è deciso di fare del 9 gennaio la giornata contro i femminicidi politici.
Anche a Roma è importante mobilitarsi per rompere il silenzio, ricordando le compagne uccise con una giornata di lotta che dimostri la nostra solidarietà concreta con chi oggi sta combattendo una dura guerra contro l'Isis, per difendere il progetto dell'autonomia democratica che è contro il sistema capitalista e patriarcale, un progetto di rivoluzione sociale sulle proprie terre e un modello per tutto il Medio Oriente e oltre.
Numerosi gruppi di compagne e compagni stanno incontrando abitanti e rifugiati da Suruç al Rojava, i preziosi incontri di questi ultimi mesi non possono altro che spingerci a scendere in strada.
 
VENERDÌ 9 GENNAIO DALLE ORE 13 ALLE ORE 18 APPUNTAMENTO DAVANTI L'AMBASCIATA FRANCESE
PIAZZA FARNESE PER CHIEDERE CHE LA FRANCIA COLLABORI A FARE PIENA LUCE E A INDIVIDUARE TUTTI I RESPONSABILI, MATERIALI E POLITICI, DELL'ASSASSINIO DI SAKINE, FIDAN E LEYLA
 
Rete romana di solidarietà con il popolo kurdo, Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia (UIKI), centro socio-culturale
Ararat, coalizione popolare internazionale contro l'ISIS
Info e contatti: info@retekurdistan.it

Toccano una, toccano tutte! Liberiamoci insieme dalla violenza contro le donne

 

E' il 12 febbraio del 2012 quando Rosa si trova con una sua amica in una discoteca a Pizzoli.
E' sabato sera e a L'Aquila fa molto freddo. Nella discoteca non ci sono tante persone se non quei militari che il terremoto ha portato là per l' Operazione strade sicure.
Verso le 4:00 di mattina Rosa verrà ritrovata in mezzo alla neve, con una temperatura sotto zero, sanguinante e in stato di non coscienza. Altri cinque minuti e sarebbe morta. Almeno tre i militari direttamente responsabili della violenza.

L’8 gennaio 2015 alla Corte Suprema di Cassazione si svolgerà l'ultima tappa del processo per lo stupro avvenuto quel 12 febbraio. L'unico imputato su tre responsabili, Francesco Tuccia (Michele Schiavone e Stefano Buccella, gli altri due), dopo esser stato condannato colpevole, sta prestando servizio di ambulanza in Campania.
Un processo che la dice lunga sull'ipocrisia e sulla violenza istituzionale caratteristiche di qualsiasi  processo per stupro, nei quali è la donna a ritrovarsi colpevolizzata e ridicolizzata; dove il Pronto Soccorso dell'ospedale cerca di nascondere la violenza efferata prescrivendo solo 20 giorni di prognosi ad una ragazza in fin di vita; dove diventa legittimo che un avvocato difensore faccia il nome e il cognome della ragazza stuprata in diretta televisiva; dove il sistema legislativo e giudiziario mostra la non volontà della ricostruzione dei fatti accaduti in quella discoteca a Pizzoli, poiché il piano legale non può rischiare di contraddire la cultura dello stupro che lo regge. Una cultura imbevuta della violenza maschile sulle donne che permea la nostra società ed è l’arma con la quale esercitano il controllo su di noi.
Nei tribunali, nelle questure, per strada e in famiglia, lo Stato e la Legge si impegnano a cancellare la voce delle donne che nominano e reagiscono alla violenza. La Legge non potrà mai corrispondere alle nostre esigenze perché essa si preoccupa di difendere e perpetuare, la cultura dello stupro. Tutto questo risulta evidente anche dall'ultimo decreto antifemminicidio.
Un “Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” che fa rientrare il contrasto alla violenza di genere in un pacchetto in cui la donna è dichiarata come “soggetto debole” da tutelare persino da se stessa, togliendole anche il diritto di autodeterminazione, laddove le impedisce di revocare la querela anche nel caso sia fatta da altri e non dalla donna che ha subito la violenza. Purtroppo di straordinario nella violenza maschile contro le donne c’è ben poco, non è un’emergenza in quanto è un dato strutturale della nostra società che non può essere affrontato con misure straordinarie.

 

Rispondiamo a tutto questo con la solidarietà tra donne, a fianco di Rosa, di tutte quelle che in diverse forme rompono il silenzio e che spesso per questo sono esposte alla vendetta e alla violenza del sistema giudiziario e mediatico. Affinché la fatica di raccontare i nostri vissuti e smascherare la violenza che subiamo sia compensata dalla forza che viene dalla consapevolezza e dalle nostre reazioni per combatterla.
Affinché la nostra voce si possa sentire nel rumore e nella confusione prodotti dalla cultura dello stupro. Affinché  questo rumore confuso non ci impedisca di reagire insieme aldilà della denuncia legale!

 

8 gennaio ore 10 (puntuali) Piazza Cavour davanti alla Corte Suprema di Cassazione
Compagne femministe e lesbiche
militariallaquila@anche.no

7 GENNAIO:
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

Dal 1979, il
7 gennaio la Roma antifascista si ritrova davanti la sede del Comitato di
Quartiere Alberone per impedire ai fascisti, nel giorno dell’anniversario dei
morti di Acca Larentia, di compiere impunemente le loro provocazioni nel
quartiere.

Questo
appuntamento non ha nulla di rituale ed anacronistico, ma è dettato dalla
necessità di ribadire con fermezza che nei nostri quartieri non c’è spazio per
l’apologia del fascismo, il razzismo, il sessismo, l’omofobia, il settarismo
religioso e l’odio verso chiunque venga percepito come “diverso”.

Oggi
più che mai, in un momento in cui la crisi del sistema capitalistico impone ai
padroni di condurre un duro attacco alle condizioni di vita e di lavoro delle
classi subalterne attraverso le politiche di taglio ai servizi sociali, la
riduzione dei salari, l’aumento delle tariffe, è necessario tenere alta la
guardia e smascherare il vero ruolo dei fascisti.

I recenti fatti di Corcolle,
Torpignattara, Tor Sapienza, solo per citare quelli maggiormente enfatizzati
dai mass media, in cui le diverse organizzazioni neofasciste hanno provato ad
inserirsi, in alcuni casi riuscendoci, per strumentalizzare la rabbia degli
abitanti di quei quartieri dovuta alle condizioni di disagio ed abbandono in
cui sono costretti a vivere, confermano che, oggi come ieri, il ruolo dei
fascisti è quello di cani da guardia di un sistema che giorno dopo giorno
provoca disuguaglianza, sfruttamento e devastazione ambientale.

La classe dirigente di questo paese,
utilizzando i fascisti come utili servi sciocchi, ha tutto l’interesse di
alimentare la “guerra tra poveri”, perché è l’unico strumento che ha per
distogliere l’attenzione dai veri responsabili della crisi che attanaglia i
ceti popolari: finché il nemico rimane il migrante, il rom, il “diverso”,
padroni e ceto politico potranno continuare a fare sonni tranquilli.

Inoltre, quanto sta emergendo in
questi giorni dall’inchiesta su “mafia capitale” conferma, come da sempre
abbiamo denunciato, la connivenza tra fascisti, malavita organizzata e gruppi
affaristici e clientelari trasversali al mondo della politica.

Coloro che soffiano sul fuoco del
razzismo e della paura del diverso, che invocano la legalità contro le
occupazioni abusive, che parlano di “degrado”, sono gli stessi personaggi che,
dietro le quinte, speculano e rubano milioni attraverso la gestione dei campi
rom, dell’accoglienza dei rifugiati, dell’emergenza abitativa e del ciclo dei
rifiuti.

Lo diciamo chiaramente: non
permetteremo mai a fascisti, mafiosi e speculatori di spadroneggiare
impunemente nei nostri quartieri.

Il miglior antidoto contro i
rigurgiti neofascisti è quello di mettere in campo nei territori e nei posti di
lavoro vertenze reali portatrici di istanze di cambiamento radicale dello stato
di cose presenti.

MERCOLEDI’ 7 GENNAIO DALLE ORE 16,30

DAVANTI LA SEDE DEL COMITATO DI QUARTIERE ALBERONE - VIA
APPIA NUOVA, 357

PRESIDIO
ANTIFASCISTA

ANTIFASCISTE
E ANTIFASCISTI DI ROMA