Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

In occasione dei festeggiamenti per i suoi 46 anni di vita,

Venerdì 26 Maggio, presso il CSOA Ex-SNIA, Via Prenestina 173, ore 18:00, RADIO ONDA ROSSA presenta:
QUIZ A PREMI NUCULARE,
hai la preparazione necessaria per le lotte del futuro?
10 domande su 10 temi riguardanti l'energia nucleare e le sue criticità,
per ragionare assieme divertendoci e per aprire con qualche nozione in più il dibattito sulle LOTTE AMBIENTALI IN TEMPO DI GUERRA che seguirà l'iniziativa.

Venghino signoru venghino, in palio ricchi premi e cotillons!!

Una storia proletaria è un ritratto di Salvatore Ricciardi, Salvo per amic* e compagn*, un militante comunista che ha attraversato la lunga fase di ribellione collettiva che ha segnato per quasi 30 anni la storia italiana: dagli scontri di Porta S.Paolo a Roma nel 1960, alle lotte studentesche e operaie degli anni '60 e '70, dall’esperienza della lotta armata ai lunghi anni di carcere, in una rinnovata e mai interrotta militanza, nelle piazze, nei movimenti, nei luoghi di lavoro, dai microfoni di una radio. 

Ritornando nelle strade e nei quartieri che l’hanno visto protagonista e dove si è formato politicamente, Salvatore ricostruisce la sua esperienza umana e politica, contraddistinta dalla coerenza, che, come diceva lui, è la sola morale proletaria.

 

13 MAGGIO ORE 16:00
Piazza G. Belli (Trastevere)
Presidio separato femminista e transfemminista
PER GIORGIANA, PER NOI.

Giorgiana Masi venne uccisa a Roma sul Ponte Garibaldi, colpita da un proiettile sparato alle spalle dalle forze dell'ordine, il 12 maggio del 1977 nell'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.
L’allora ministro dell’interno Cossiga aveva vietato la manifestazione, sostenendo che i gruppi extraparlamentari stessero fomentando una situazione che avrebbe messo a rischio lo Stato e l'ordine pubblico, ma il movimento ha rotto il divieto riversandosi in massa nelle vie della capitale.
Giorgiana,  diciannovenne, studente del Liceo Scientifico Luis Pasteur, era tra le manifestanti rimaste fino all'ultimo in piazza.
All'epoca - seconda metà degli anni '70 - la partecipazione politica, la voglia di cambiamento di studenti, operai/e e femministe aveva pervaso ogni ambito della società.
La lotta di classe, le mobilitazioni di autodifesa contro governo e provocazioni fasciste si facevano spazio nonostante la repressione di Stato che provava ad arrestare “per decreto”ogni forma di conflitto .
Da quel 12 maggio 1977 ogni anno le compagne sono scese in strada per ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale e repressiva dello Stato che l'ha uccisa.

Quest’anno ci incontreremo in piazza Gioachino Belli, il 13 maggio alle ore 16, per un appuntamento di lotta femminista e transfemminista con parole d’ordine antiautoritarie, antimilitariste, antirazziste e anticapitaliste per noi irrinunciabili.

Continuiamo ad essere in guerra: a quelle armate dallo Stato in tutto il mondo corrisponde una guerra interna che colpisce le persone oppresse e chiunque scelga di lottare.
Il militarismo e il nazionalismo marciano in sincrono e la guerra rende ancora più evidente – se mai ce ne fosse bisogno – l’incapacità, intrinseca alla cultura capitalista e patriarcale, di guardare in faccia l’altrx senza sottometterlx e sfruttarlx.
Lo stesso Stato responsabile delle stragi in mare delle persone migranti, complice della violenza capitalista che devasta e saccheggia il pianeta, si serve strumentalmente della costruzione di nemici pubblici per scaricare le responsabilità politiche del proprio agire e spezzare la complicità tra oppressx e sfruttatx, nel tentativo di mettere lx unx contro lx altrx.

Viviamo un tempo in cui la cultura reazionaria e autoritaria si mostra in tutta la sua ferocia, rivendicando il potere di disporre dei nostri corpi e attaccando frontalmente la nostra libertà di autodeterminazione: cercano di impedirci di abortire, ci trasformano in imputate nei processi per le violenze che abbiamo subito, riaffermano con forza paradigmi eteronormativi e binari, militarizzano i nostri quartieri in nome del decoro e del contrasto alla criminalità quando il vero obiettivo è criminalizzare chi è oppressx, costringerci a rimanere chiusx in casa.
Eppure la casa e la famiglia sono spesso gli spazi in cui ci sentiamo meno al  sicuro, dove la violenza patriarcale si manifesta in modo ancora più feroce e pervasivo.
Questo Giorgiana lo sapeva bene: lottare per il divorzio è stato il primo passo per liberarci da un contesto di relazioni che impone ruoli, generi e genitorialità definite.

Ieri come oggi vogliamo riprenderci la vita, rivendichiamo l’autodifesa e l’autorganizzazione, continuiamo a costruire memoria collettiva e a riattualizzarla perché ci parla sempre.
Vogliamo riprenderci tutto e non sarà la repressione a fermarci.

Radiondarossa dalle 15 alle 20 trasmetterà da Piazza Nuccitelli al Pigneto. Troverete anche il banchetto per il Radioabbonamento. 

Sabato 22 aprile dalle 8 del mattino fino alle 20 e poi in replica dalle 20 alle 8 di domenica Radiondarossa manderà in onda una staffetta radiofonica anticarceraria, con tutte le altre radio di movimento. Da sempre pensiamo che non si può vivere in un mondo di galere, da sempre lottiamo per abbatterle queste galere, giorno dopo giorno. Questa necessità è ancora più forte in questo periodo grazie anche allo sciopero della fame di Alfredo Cospito che ha centrato nel 41bis e nell'ergastolo due forme di tortura dello stato carcerario.

Per rilanciare la sua lotta e non far cadere i riflettori STAFFETTA RADIOFONICA ANTICARCERARIA 
Radio Ondadurto (che trasmetterà dalle 8 alle 10.30),
Radio Blackout (h.10.30-13),
Radio Wombat (13-15.30),
Radio Ondarossa (15.30-18)
Radio Eustachio (18-20),

e con Radio  Ciroma, Radio Spore, Radio Neanderthal, Radio Gramma, Radio Città Pescara e Radio Quar che manderanno dei contributi e rimanderanno il segnale. Vogliamo dare un segnale forte, unitario contro tutti i carceri! Sintonizzatevi sullo streaming di queste radio e telefonate al numero unitario 06491750 per lanciare un messaggio anche a chi si trova al di là di queste galere. Rompiamo questi muri. 

Giorgiana Masi venne uccisa a Roma sul Ponte Garibaldi, colpita da un proiettile sparato alle spalle dalle forze dell'ordine, il 12 maggio del 1977 nell'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.
L’allora ministro dell’interno Cossiga aveva vietato la manifestazione, sostenendo che i gruppi extraparlamentari stavano fomentando una situazione che avrebbe messo a rischio lo Stato e l'ordine pubblico, ma il movimento ruppe il divieto riversandosi in
massa nelle vie della capitale. Giorgiana,  diciannovenne, studente del Liceo Scientifico Luis Pasteur, era tra le manifestanti rimaste
fino all'ultimo in piazza.
All'epoca - seconda metà degli anni '70 - la partecipazione politica, la voglia di cambiamento di studenti, operai e operaie e femministe aveva
pervaso ogni ambito della società. La lotta di classe, le mobilitazioni di autodifesa contro governo e provocazioni fasciste, si facevano spazio nonostante la repressione di Stato che provava ad arrestare “per decreto” ogni forma di conflitto .
Da quel 12 maggio 1977 ogni anno le compagne scendono in strada per ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale e repressiva dello Stato
che l'ha uccisa.

Anche quest’anno ci incontreremo in piazza Gioacchino Belli il 13 maggio alle ore 15 per un appuntamento di lotta femminista e transfemminista con parole
d’ordine antiautoritarie, antimilitariste e anticapitaliste per noi irrinunciabili
.

Continuiamo ad essere in guerra: a quelle armate dallo Stato in tutto il mondo corrisponde una guerra interna che colpisce le persone oppresse e chiunque scelga di lottare. Il militarismo e il nazionalismo marciano in sincrono e la guerra rende ancora più evidente – se mai ce ne fosse bisogno  l’incapacità, intrinseca alla cultura capitalista e patriarcale, di guardare in faccia l’altrǝ senza sottometterlǝ e sfruttarlǝ.
Lo stesso Stato responsabile delle stragi in mare delle persone migranti, complice della violenza capitalista che devasta e saccheggia il pianeta, si serve strumentalmente della costruzione di nemici pubblici per scaricare le responsabilità politiche del proprio agire e
spezzare la complicità tra oppressx e sfruttatx, nel tentativo di mettere lx unx contro lx altrx.

Viviamo un tempo in cui la cultura reazionaria e autoritaria si mostra in tutta la sua ferocia, rivendicando il potere di disporre dei nostri corpi e attaccando frontalmente la nostra libertà di autodeterminazione: cercano di impedirci di abortire, ci trasformano in imputate nei processi per le violenze che abbiamo subito, riaffermano con forza paradigmi eteronormativi e binari, militarizzano
i nostri quartieri in nome del decoro e del contrasto alla criminalità, quando il vero obiettivo è criminalizzare chi è oppressx e costringerci a rimanere chiusx in casa.
Eppure la casa e la famiglia sono spesso gli spazi in cui ci sentiamo meno al  sicuro, dove la violenza patriarcale si manifesta in modo ancora più feroce e pervasivo.
Questo Giorgiana lo sapeva bene: lottare per il divorzio è stato il primo passo per liberarci da un contesto di relazioni che impone ruoli, generi e genitorialità definite.

Ieri come oggi vogliamo riprenderci la vita, rivendichiamo l’autodifesa e l’autorganizzazione, continuiamo a costruire memoria collettiva e a riattualizzarla perché ci parla sempre. Vogliamo riprenderci tutto e non sarà la repressione a fermarci.

Per organizzare il corteo ci vediamo all’Università La Sapienza di Roma, il 20 aprile alle ore 18 sulla scalinata di Lettere. Invitiamo le studenti dei licei e delle Università a partecipare.

Sabato 25 marzo, corteo da Albano ad Ariccia contro l'inceneritore da 600.000 tonnellate l'anno che Gualtieri e Cerroni vogliono imporre al territorio e per la chiusura e la bonifica della discarica di Roncigliano.


Ore 15.30, piazza Mazzini (Albano), con arrivo ad Ariccia.

Il corteo promosso dal "Coordinamento contro l'inceneritore" ed il "Presidio permanente contro la discarica"

 

Una bugia dalle gambe lunghe - la strage di Bologna e l'invenzione della pista palestinese -

Domenica 5 marzo ore 11 sugli 87.9 di radio ondarossa. Partecipa telefondando allo 06491750

https://www.produzionidalbasso.com/project/i-nodi-al-pettine/

Tra i vari materiali lasciati dall'artista Marcello 'Pocaluce' Blasi, scomparso nel 2010, la scorsa estate abbiamo trovato il racconto dattiloscritto, completo e inedito 'I Nodi al pettine', una divertente storia in una megalopoli alla vigilia del capodanno del Duemila, tra grandi sconvolgimenti politici. Lì, una famiglia di oppositori, che ha subìto carcere, torture e un lutto, organizza - con altri sodali - il rapimento del proprio aguzzino.
C'è la Roma degli anni '80 (epoca in cui è stato scritto), c'è ironia, c'è poesia, con versi di canzoni.

Vogliamo autopubblicarlo in sottoscrizione di Radio Onda Rossa e CSOA Forte Prenestino, due dei luoghi di Marcello. Insieme proprio alla Radio e al Forte lanciamo qui una campagna di crowdfunding per far conoscere il progetto e sostenere le spese di stampa.
Una delle immagini di copertina sarà un disegno di Cristiano Rea realizzato appositamente.

Puoi contribuire a questo progetto attraverso una donazione semplice.

"Per cosa dovrebbero agire i personaggi d'un romanzo?
Per gli stessi futili motivi per cui conduciamo una robotica esistenza nella vita reale, pratica, di tutti i giorni?
Il denaro? La carriera? La fama? Il dovere? Il lavoro?
No certo! Essi possono agire per amore, per odio, per passione, per amicizia, per avventura, basta lasciarli fare.
Il come appartiene ai romanzi già scritti, non alla storia che si sta per iniziare.
Vi prego di credermi. Ciò che leggerete è vero. È realmente accaduto a me. Potreste dubitare della mia capacità di riconoscere e descrivere il vero... Sarebbe un dubbio meschino. 
Da sempre i filosofi cercano, senza riuscirvi, una briciola di vero fuori da loro stessi. 
Come riuscirvi io?"

Marcello Blasi

Due sale

Dalle 21 Dancehall!!!!

  • Sala Trash-Reggae-Afrobeat,

djset con le crew di:

Disaccordo, Io te l’avevo detto, Radio Torre e molti altri.

  • Sala Elettronica Techno

dalle 21 live di Amptek. A seguire si danza con le crew di Musica Machina, Rotation e Totem Sound System.

Sottoscrizione 3 euro a sostegno della radio

 

C.s.o.a.Ex-Snia Viscosa - via Prenestina 173 RM

Roma - Sabato in corteo al fianco di Alfredo contro 41 bis ed ergastolo ostativo

Nonostante il tentativo di definire come terrorismo le iniziative in solidarietà ad Alfredo Cospito, di infondere un clima di paura con fermi e perquisizioni, molte centinaia di persone si sono trovate ieri in assemblea nella facoltà di Lettere dell’università La Sapienza. Una discussione partecipata e vivace, che, oltre a ribaltare la grottesca narrazione mediatica dell’antiterrorismo, ha ribadito una volta ancora che salvare la vita del compagno anarchico Alfredo Cospito è una lotta che riguarda tutte e tutti perché significa combattere quel mondo che ha bisogno del carcere, del 41bis e dell’ergastolo per mantenere un ordine basato sulla sopraffazione e sullo sfruttamento.

Un’assemblea che ha organizzato il corteo di sabato convocandosi dal lato di via Conte Verde a Piazza Vittorio per partire in corteo verso Roma est, attraversando così i quartieri vissuti da molte realtà di lotta. Gli/le studenti hanno scelto di contribuire alla mobilitazione in corso e alla costruzione del corteo occupando la facoltà di Lettere, lo striscione calato dal tetto parla chiaro: Al fianco di Alfredo, contro 41bis, ergastolo e ostatività.

Per la vita di Alfredo, per il nostro futuro e per quello di tutte e tutti è necessario continuare a portare la nostra solidarietà, essere sempre di più, senza farci intimorire né dividere.

Sabato 4 febbraio, come in tante città, scendiamo tutti e tutte in strada.

Appuntamento alle ore 15 a piazza Vittorio angolo via Conte Verde.

Compagne e compagni