Diamo il benvenuto alla Brigada Callejera al L38 squat venerdì 27 alle 19.00
Come parlarsi, come capirsi, come risolvere un conflitto. Come costruire relazioni sane, basate su rispetto e consenso e su un equa distribuzione del lavoro di cura.
Come si ama oggi e come ci si potrebbe amare domani? Perchè parlare di amore e di relazioni è oggi un atto importante da un punto di vista politico e sociale?
Per tentare di riscrivere e ridefinire in modo collettivo il linguaggio delle relazioni esplorando gli stereotipi che ci tengono legatə a vecchi modelli relazionali e tentando di esperire nuovi modi di amarsi e stare insieme, fuori da schemi precostituiti.
Una conversazione collettiva per ri_fare l'amore, giovedì 26 Marzo dalle 19.00 a Casa Khan, via Acqua Bullicante, 28, Roma.
L'associazione @zoe_zoneoltreevidenze con Giulia Galzigni e Ivana Marrone di Associazione Vanvera vi aspettano: ascolteremo alcuni stralci del podcast @il_cuore_scoperto e traendo spunto anche dal libro, cercheremo di creare un cerchio di parola, con un confronto libero da pregiudizi.
Per info e prenotazione scrivete a info@zoehub.it.
Aperitivo a sottoscrizione a seguire.
Dalle 18 alle 24 in sala da tè del CSOA Forte Prenestino, un ascolto condiviso benefit ondarossa
Opening: BDC (live)
Closing: Indispensa (djset)
presidio davanti al carcere minorile di casal del marmo
microfono aperto per freestyle e saluti solidali
In studio compagn@ di diversi movimenti dei territori romani e dei Castelli interverranno sui processi speculativi che stanno trasformando Roma e la nostra regione. Il consumo di suolo e la sua messa a profitto, anche alla luce del recente disegno di legge costituzionale su Roma Capitale in discussione in Parlamento, rivelano i processi di finanziarizzazione dei nostri luoghi di vita.
TROPPO... Troppo da difendere per rimanere in via dei Volsci mentre compagnx con cui siamo cresciutx sono sotto sgombero.
13 Km separano la radio dallo squat del Laurentino38, e non sono mai stati più brevi.
Per questo mercoledì e giovedì mattina faremo rassegna stampa con il picchetto permanente già lì dalle 5 di mattina.
Veniteci a trovare, partecipa alla diretta e sosteniamo L38squat.
Troppo da difendere, stand by me!
I quartieri di case popolari non sono quartieri di serie B!
LUNEDÌ 23 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ATER
ATER, l’ente incaricato della gestione del 70% del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica a Roma, è commissariato dal 2014.
Gestisce decine di migliaia di alloggi, la maggior parte costruiti fra gli anni ’40 e gli anni ’80.
Questo patrimonio pubblico, che rappresenta la principale soluzione abitativa prevista dalle istituzioni per le persone che non riescono ad affrontare i prezzi in continua crescita del mercato degli affitti, o ad accedere a un mutuo, è lasciato in un grave stato di abbandono da decenni.
Vivere dentro una casa popolare significa ammalarsi per le infiltrazioni e per la muffa, significa rischiare di non avere il riscaldamento.
Significa non ricevere alcuna risposta quando si contatta l’ATER per segnalare un cornicione pericolante.
Significa essere umiliati/e quando ci si reca negli uffici dell’ente e non si hanno tutti i documenti richiesti.
Significa vivere con lo stigma di essere del Quarticciolo, del Laurentino 38, di Primavalle o di San Basilio.
La misura è colma, ora devono ascoltarci!
Da inizio 2026 non è passata una settimana senza che ci piovesse dentro casa, senza che in un condominio crollasse un solaio, senza che ci arrivasse notizia di un appartamento in fiamme per gli impianti elettrici difettosi.
Mentre gli alloggi abitati cadono a pezzi per l’incuria, ATER vuole iniziare un nuovo cantiere al sesto ponte del Laurentino 38 dopo aver lasciato marcire tra le macerie e gli abusi il cantiere del quinto ponte.
Un nuovo cantiere che resterà incompiuto, un nuovo tassello nella speculazione che produce espulsione dalla città per chi non può permettersela e porterà con sé lo sgombero del centro sociale che da 35 anni lotta in quartiere con chi rivendica una casa.
Nel frattempo su Quarticciolo sono stati annunciati 30 milioni di fondi dalla Regione sul patrimonio ATER.
Vogliamo avere garanzie su tempi e interventi puntuali, vogliamo che gli/le abitanti, che conoscono il territorio dove vivono, possano avere voce in capitolo.
La Regione ha annunciato che verrà finalmente realizzata la seconda palazzina di via Ugento e assegnati gli alloggi completati della prima.
Gli/le abitanti che hanno lottato da 5 anni per questi alloggi hanno diritto all’assegnazione di queste abitazioni.
È ATER che è in debito con chi abita nei quartieri popolari, è ATER ci deve delle risposte.
LUNEDÌ 23 FEBBRAIO
ORE 10 DAVANTI AD ATER
Lungotevere Tor di Nona, 1
DAI QUARTIERI POPOLARI PORTIAMO LE BACINELLE, LE UNICHE CHE CI HANNO AIUTATI/E CON LE INFILTRAZIONI D’ACQUA DURANTE TUTTO L’INVERNO
Comitato di quartiere Quarticciolo
Coordinamento popolare Laurentino 38
Domenica Priamo di nuovo i microfoni per parlare del del Bongiorno che vorrebbe sostituire la parola consenso con dissenso riguardo alla violenza contro le donne.
Mentre questo governo cancella l’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole – possibile solo con il parere favorevole delle famiglie - le dichiarazione del Ministro della Giustizia Nordio sono illuminanti: la pulsione aggressiva nella sessualità maschile è “genetica”, l’impulso bestiale degli uomini è un’idea atavica non rimuovibile, è la donna che ha la responsabilità di “non svegliare la bestia che c’è nell’uomo”. Un ministro della Giustizia sdogana e legittima una cultura giuridica che rivendica che sia la donna a dover dire no e non invece che sia l’uomo a capire che il consenso non c’è e a comportarsi di conseguenza.
Cancellare la parola consenso non è un problema lessicale, nè una differenza da poco, è un colpevole passo indietro.
Oggi – come trent’anni fa -avrebbe potuto essere un altro importante salto di qualità, ma ha vinto la misoginia e il sessismo delle destre.
Per questo apriamo i microfoni domenica dalle 11 alle 13, intervenite allo 06491750
Perchè la mobilitazione sarà permanente, fino alla manifestazione nazionale il 28 febbraio a Roma, con un corteo che da piazza della Repubblica arriverà a piazza San Giovanni.
Per segnalare la propria iniziativa senzaconsensoèstupro.com
Per andare insieme alle 15 appuntamento a Metro Pigneto
Da Il Sole24Ore del 1/2/2026: “In sostanza, il problema dei bassi salari e della quota di reddito del lavoro dipendente non è spiegato dalla scarsa produttività del lavoratore italiano, ma da meccanismi di estrazione dei profitti a livello del sistema economico. Non abbiamo un’economia in crisi, se la si guarda dal lato dei profitti. La crisi è tutta sul lato dei salari”
Sempre nello stesso articolo (dopo aver evidenziato l’alta produttività delle lavoratrici e dei lavoratori in Italia rispetto altri paesi) leggiamo: “Se la produttività italiana risulta alta rispetto all’Asia significa che alto è il Valore Aggiunto che viene generato. Il problema sociale dell’Italia è che questo valore va a coprire costi energetici folli, rendite immobiliari, tasse sul lavoro o rimane nei margini aziendali, invece di finire nella busta paga dei lavoratori…..Se i prezzi sono influenzati da monopoli, posizioni di rendita o bolle finanziarie, la produttività diventa un numero che riflette solo la capacità di estrarre valore dal mercato, non di crearlo.”
Perfino i padroni si accorgono che in Italia c’è un problema di bassi salari e lo riscontriamo anche sul lato del salario indiretto (welfare) o differito (pensioni). Per parlare di questo e dare qualche elemento di riflessione e conoscenza (fisco, politiche di bilancio ecc.), per cercare di capire come organizzarsi e lottare sintonizzati su Radio Onda Rossa 87.9Mhz domenica 15/2/2026 dalle ore 11, per intervenire in diretta tel. 06491750.
A San Valentino vogliamo portare una festa per le strade del Laurentino 38.
Una festa per chi desidera, una festa per chi resiste, una festa per chi prova a realizzare i sogni più assurdi, una festa di chi ha bisogno di solidarietà per trovare la forza.
Una Love L38 Parade con tutto l’amore per chi non può stare in strada con noi perché privat3 della libertà o perché impegnat3 a lottare altrove.
La costruzione di questa street parade parte da un’idea: “l’amore è un’altra cosa!”. Ma perché parlare di amore all’interno di un percorso di lotta per la casa? Perché nominarlo per le strade della periferia romana, e cosa ha a che fare con lo sgombero del sesto ponte occupato?
Fare una love parade il giorno di San Valentino, il giorno in cui L38Squat compie 35 anni di occupazione ed autogestione, è emerso come bisogno di tuttx. Scegliere di partire da sé, dalle nostre relazioni e da quello che ci succede attorno, si fa proposta concreta da portare avanti per le strade della città: perché non stiamo parlando solo dello sgombero di un centro sociale ma dell’attacco a un modo di stare insieme e di pensare, alla volontà di vivere i nostri sogni e la libertà dei nostri corpi.
Abbiamo scelto di stare in strada perché pensiamo che valga la pena portare fuori dalle nostre quattro mura quello che ci lega e quello che facciamo: un tentativo di vita comune che prova a ragionare fuori da un’idea delle relazioni e da modelli di genere imposti che non hanno altra funzione se non quella di opprimere e controllare i corpi, e alcuni in patricolare. Un tentativo che non ci mette al riparo da contraddizioni ed errori ma che ci dà la possibilità di guardare alle dinamiche di potere e ad affrontarle collettivamente.
Pensiamo sia importante che le esperienze di lotta intorno a noi scelgano di essere presenti in questa giornata, regalando a noi stessə e al quartiere un momento di socialità e passione. Apriamo le porte di una parte di Roma che sembra grigia, cupa e pericolosa e vogliamo riscattarci dallo stigma parlando noi dei quartieri che abitiamo e delle relazioni che vogliamo. Che cos’è il giorno di San Valentino lo decidiamo noi, che cos’è l’amore siamo prontə a sovvertirlo, specie se è in nome di quell’amore – fatto di possesso e dominio – che le vite di donne, frocie, puttane e persone povere sono costantemente in pericolo.
La violenza patriarcale che viviamo sulla nostra pelle, a lavoro, a casa, a scuola abita purtroppo anche gli spazi sociali e di lotta. Per costruire la love l38 parade del 14 febbraio abbiamo scelto di riunirci in un’assemblea trasfemminista separata e in un’assemblea mista, proponendo alle nostre collettività che l’assemblea separata fosse lo spazio di immaginazione ed autorganizzazione dei 2 carri che comporranno la manifestazione.
Abbiamo chiesto ai nostri compagni di essere alleati e di rinunciare ai ruoli di potere che conosciamo nei nostri contesti.
Questo tentativo proviene da diverse riflessioni. Per primo crediamo che il trasfemminismo non sia una nota di colore ma uno sforzo irrinunciabile nelle nostre vite, una lente con cui guardiamo ogni forma di dominio e sopraffazione scegliendo di confliggere. Usando l’autocritica come metodo di analisi interna, abbiamo considerato due episodi recenti per provare a cambiare le cose: il primo, più vicino, riguarda la violenza che si è scatenata contro le compagnx che hanno organizzato una serata tekno separata benefit per la Palestina in un centro sociale di Roma, il secondo invece riguarda la prima street parade organizzata al Laurentino 38, dove il carro trasfemminista separato è stato continuamente osteggiato da persone presenti al corteo, tanto da costringerci a spiegare minuto per minuto le nostre ragioni, traendo la conclusione che i contenuti non erano stati presi in carico da tutti.
Ci fanno schifo tutti i padroni figuriamoci quelli della tekno.
Guardando ancora alla prima street parade di quartiere avvenuta nell’ottobre 2023 al Laurentino 38, eravamo agli albori dell’applicazione del decreto Caivano nei quartieri popolari e dell’ennesimo massacro sulla popolazione palestinese.
Da una parte la scelta di militarizzare le periferie descrivendole come i soli luoghi dove si scatena la violenza sulle donne e stringendo le maglie della repressione sempre più intorno alle persone giovani, dall’altra la scelta di annientare una popolazione intera, ricoprendola con un tappeto di bombe e macerie, parlando di liberazione e di diritti.
Quanto accaduto in questi due anni in una società educata alla guerra, alla conquista e al razzismo non può che essere il terreno per maggiori violenze, dove le donne e le persone trans e queer che non hanno disponibilità economica avranno sempre meno possibilità di costruirsi una vita desiderabile in autonomia; dove l’unica forma di relazione accettata e auspicata è quella della coppia borghese e tutte le altre forme di intimità, affettività, vita comune vengono cancellate, dallo stato e dalla speculazione che accompagna l’espulsione di massa dai quartieri popolari.
A San Valentino, quest’anno, vogliamo divertirci e soprattutto ascoltarci.
Sarà Carnevale e saremo tuttə in maschera. Saremo mostruos3 e saremo bell3 perchè riconosciamo il sabotaggio dei ruoli di genere come pratica di lotta: alle logiche di odio e sopraffazione contrattacchiamo con delle modalità di amore e di cura.
Cura non intesa come sacrificio, come ci è stato insegnato, ma per come lo viviamo con le nostre sorelle: abbiamo imparato a scindere il ruolo che ci hanno affibiato dal desiderio di amore, il bisogno indotto dalla scelta concreta, per portare avanti pratiche di lotta senza sfruttamento.
Sarà uno spazio, seppur temporaneo, dove liberarsi da una società controllata dal carcere e dalla psichiatria come soluzione alla violenza patriarcale, ai conflitti, all’uso e alla dipendenza dalle sostanze.
Sì, ci vuole un grande sforzo. Sì, la lotta è una possibilità di vita.
Perché ci vogliono isolat3 ma crediamo negli spazi collettivi come palestre trasformative.
Tuttx in strada il 14 febbraio, appuntamento alle ore 16 sotto al sesto ponte occupato [via Ignazio Silone all’altezza di via Domenico Giuliotti]
Libertà per la Palestina
Libertà per il Rojava
Tutt* liber*
Per saper leggere le nostre buste paga e dotarci di strumenti di tutela e lotta nei posti di lavoro ci vediamo venerdì 13/2/2026 dalle ore 18 al mercato di Villa Gordiani via Roviglno d'Istria, 28.
Se vuoi porta la tua busta paga e vediamo se è corretta.
Il carcere è abitato dalla città di serie B.
In particolare dagli abitanti delle periferie, a Roma dette borgate.
C’è un legame quasi viscerale fra questi luoghi, troppo spesso dimenticati dal resto della società.
Lo stigma di essere una persona detenuta, come lo stigma di essere nato in borgata.
In carcere si vive male, si muore e ci si suicida molto di più rispetto al “fuori”, ci si ammala di più.
La funzione del carcere non è rieducare e reinserire, in Italia c’è un tasso di recidiva vicino al 70%, usciti dal carcere si è bollati, è ancora più difficile trovare un lavoro.
Allora cos’è il carcere oggi?
Che rapporto ha con quartieri come il Quarticciolo, Rebibbia, Tar Sapienza, San Basilio e Laurentino38?
Ne parliamo con chi il carcere l’ha vissuto e ha cercato di alzare la voce al suo interno, come i Detenuti Liberi di Regina Coeli, con chi dentro al penitenziario femminile di Rebibbia costruisce un progetto sportivo di calcio a 5, l’Atletico Diritti, e con Radio Ondarossa che dal 1977 da voce alle persone detenute e approfondisce il ruolo del carcere nella società.
"Herbalist.
Un viaggio dentro le contraddizioni del proibizionismo…
e dentro una pianta che, da decenni, divide politica, scienza e società."
"Quattro puntate per capire cosa sta succedendo davvero:
la stretta del Governo, le nuove norme sulla guida,
la repressione della cannabis light,
le accuse di spaccio, la coltivazione, i rimedi naturali
e i diritti calpestati di migliaia di persone."
"Con noi, in diretta, con le vostre domande:
per smontare pregiudizi, spiegare le leggi,
e raccontare ciò che nei tribunali non si vuole vedere."
"Herbalist.
Informazione, storia, diritti…
e un po’ di sana disobbedienza civile."
"Prima puntata mercoledì 4 febbraio ore 20:00 su Radio Onda Rossa"
L’istituzione del SSN nel 1978 era la risposta delle istituzioni alle lotte diffuse nella società, a partire dai luoghi di lavoro, per un servizio sanitario universale, gratuito e laico che desse attuazione alla definizione di salute pubblica dell’OMS “uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l'assenza di malattia o di infermità”.
Le lotte ponevano quindi due grandi obiettivi al centro della propria azione: 1) una sanità pubblica, partecipata e accessibile a ognuna e ognuno a prescindere dalle proprie condizioni sociali, economiche, culturali e giuridiche; 2) una promozione della salute volta a costruire un ambiente sociale e territoriale sano e accogliente.
La riforma del 1978 era un primo passo.
Assistiamo da decenni al suo smantellamento e, paradossalmente, il dopo Covid vede accelerare i processi di privatizzazione e messa a profitto della salute.
Proviamo a confrontarci su questi processi e le possibilità di costruire percorsi di lotta.

