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Contenzione psichiatrica: la vergogna del silenzio

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La contenzione si nasconde in quelli che dovrebbero essere luoghi della cura. Nel nostro paese, in gran parte dei servizi psichiatrici ospedalieri di diagnosi e cura, la contenzione è pratica diffusa,  La pratica della contenzione - meccanica e farmacologica - è ben conosciuta negli istituti che si occupano di persone anziane (rsa) e nei luoghi che accolgono bambini e adolescenti, nelle REMS, nelle carceri. In molti di questi luoghi si lega ma si fa di tutto per non parlarne. Salvo quando avviene qualcosa. Francesco Mastrogiovanni, maestro di cinquantotto anni, muore nel servizio psichiatrico di Vallo della Lucania (SA) ai primi di agosto del 2009, dopo 4 giorni di contenzione; tre anni prima, nel 2006, moriva nel Servizio psichiatrico dell’ospedale "Santissima Trinità” di Cagliari, Giuseppe Casu dopo che per una settimana era rimasto legato al letto. Elena Casetto, ragazza di 19 anni morta arsa viva dalle fiamme di un incendio sviluppatosi nel reparto di psichiatria del “Papa Giovanni” di Bergamo nel 2020 e che non ha potuto mettersi in salvo perché legata al letto. In occasione della Seconda Conferenza Nazionale sulla salute mentale del giugno scorso che ha tracciato la road map per rilanciare l’assistenza territoriale per la salute mentale allo scopo di “migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi a beneficio di pazienti e operatori”, il ministro Speranza ha annunciato anche che è pronto l’accordo con le Regioni per “il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale". Eppure nel Pnrr di fragilità psichica non si parla. Ne parliamo con un compagno del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.

Aggiornamenti sulla vicenda di Alice con il collettivo Artaud

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Con il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa torniamo sulla vicenda di Alice Di Vita, una ragazza di 26 anni rinchiusa che il padre non riesce a vedere dal giorno del ricovero. Commentiamo anche l'aumento della pratica dei TSO e delle richieste di supporto che arrivano al collettivo.

Qui una lettera di Antonio Di Vita con gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda di Alice: https://artaudpisa.noblogs.org/post/2020/07/23/aggiornamenti-sulla-vice…

Psichiatria: Presidio per Alice

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Con il collettivo antipsichiatrico torniamo sulla vicenda di Alice una ragazza di 26 rinchiesa per motivi psichici che il padre non riesce a vedere dal giorno del ricovero. Con lui hanno organizzato un presidio. Di seguito la lettera del padre.https://artaudpisa.noblogs.org/post/2020/05/29/lettera-di-denunica-di-u…

Commentiamo anche la proposta del ministro Speranza di fare il TSO a chi non vuole sottoporsi al ricovero causa Covid.

Indagine su un'epidemia: sul ruolo e gli effetti degli psicofarmaci

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Martedì 16 ottobre alle 18.30 appuntamento alla sala ovale del parco delle energie, via prenestina 175 per presentare "Indagine su un'epidemia" di Whitaker, con la presenza dell'autore. Si parlerà della psichiatria e dell'effetto degli psicofarmaci sui nostri corpi e sulla nostra società.

Ascolta anche la presentazione fatta venerdì.

Un ricordo di Giorgio Antonucci

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Durata 16m 32s

Un ricordo di Giorgio Antonucci medico, poeta, scrittore, psicanalista, Antonucci ha lavorato per un breve periodo nell'ospedale psichiatrico di Gorizia, diretto da Franco Basaglia. Antonucci non fece mai ricorso al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e abolì tutti i sistemi di contenzione fisica, nonché l'uso di psicofarmaci.

 

Ascolta anche quest altro contributo su Giorgio

https://www.ondarossa.info/redazionali/2017/11/e-morto-giorgio-antonucc…

È morto Giorgio Antonucci, psichiatra che non voleva i manicomi

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Durata 7m 26s

Sconfitto da una malattia, ci ha lasciato Giorgio Antonucci: medico, poeta, scrittore, psicanalista, Antonucci ha lavorato per un breve periodo nell'ospedale psichiatrico di Gorizia, diretto da Franco Basaglia. Antonucci non fece mai ricorso al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e abolì tutti i sistemi di contenzione fisica, nonché l'uso di psicofarmaci.

Ricordiamo la figura di Antonucci assieme a Gavino, compagno e collaboratore assieme ad Antonucci e Salvatore Ricciardi di un ciclo di trasmissioni su Radio Onda Rossa ("Più scheletri che armadi").