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Caravaggio non si sgombera. Almeno per ora.

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La barricata solidale eretta questa mattina per proteggere l'occupazione abitativa di viale del Caravaggio da tentativi di sgombero ha sortito i suoi effetti, non si è proceduto ad alcun tentativo di liberare lo stabile né le forze dell'ordine si sono fatte vedere. I prossimi giorni saranno cruciali però per il destino delle e degli occupanti, sono previsti vari incontri e diverse mobilitazioni ed è necessaria la massima mobilitazione e il più alto livello di sostegno da parte della città

Barricata Solidale. Difendiamo Caravaggio! Venerdì mattina 11 giugno dalle ore 5

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Venerdì 11 giugno è il giorno che il prefetto Matteo Piantedosi ha indicato come termine ultimo per lo sgombero dei 105 nuclei familiari che vivono nello stabile di proprietà della famiglia Armellini in viale del Caravaggio. Per domani mattina dalle 5 è prevista una barricata solidale in via del caravaggio 105. Ne parliamo con una compagna.

CARAVAGGIO NON SI SGOMBERA

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Una settimana di passione per il movimento di lotta per la casa a Roma. Giovedì pomeriggio si tiene un incontro fra i movimenti per il diritto all'abitare e i rappresentanti delle amministrazioni locali per chiedere chiarezza sul futuro delle occupazioni abitative romane, in primis quelle di viale del Caravaggio e di Torrevecchia. Venerdì 4 giugno, alle ore 17.30, assembea cittadina a viale del Caravaggio 105.

#ROMASIBARRICA

Ancora sotto attacco le occupazioni abitative a Roma

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Ancora sotto attacco le occupazioni a scopo abitativo della capitale. Per lo stabile di viale del caravaggio, che ospita 105 famiglie, il prefetto ha annunciato lo sgombero entro quindici giorni; non molto migliori le prospettive per l'occupazione di Torrevecchia, bersaglio un paio di settimane fa di un'irruzione delle forze dell'ordine che hanno proceduto, su mandato dell'amministrazione municipale, ad un censimento forzoso degli abitanti in vista di futuri e imminenti sgomberi.

Il 4 giugno si svolgerà un'assemblea pubblica a via del Caravaggio, che seguirà un incontro fra famiglie, regione, comune, ATER e VIII municipio convocato per il 3 giugno. Ne parliamo con una compagna dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma.

#CaravaggioNonSiTocca

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Martedì 20 ottobre, a partire dalle ore 17.00, assemblea cittadina al Caravaggio occupato, in viale del Caravaggio, per fare il punto sulla situazione delle occupazioni abitative in città. Di seguito il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma.

LO SGOMBERO CHE VERRÀ

20 ottobre ore 17 ASSEMBLEA CITTADINA #CaravaggioNonSiTocca

Dopo l’intervista rilasciata al Messaggero dal neo prefetto di Roma
Matteo Piantedosi, molti hanno espresso il proprio punto di vista,
criticando la decisione di avviare un’accelerazione verso nuovi
sgomberi in città, a dispetto del mantra della pandemia ‘Restiamo a
Casa’ e del fatto che, ad oltre un anno dallo sgombero, la ferita di
Cardinal Capranica è ancora aperta. Gli unici nuclei che hanno trovato
una soluzione alloggiativa dignitosa sono infatti quelli che sono
stati ospitati dentro le occupazioni abitative (come successo,
d’altronde, nei casi di Scorticabove, Cinecittà e Piazza
Indipendenza), mentre le famiglie collocate nel costoso sistema di
assistenza alloggiativa dell’amministrazione comunale vivono tra mille
disagi, e con la costante spada di Damocle di finire in mezzo alla
strada da un giorno all’altro. Perché allora rilanciare in questo modo
minacce e richiami addirittura alla ‘sacralità’ della proprietà
privata?

La città, pur esprimendo preoccupazione per il futuro delle
occupazioni sotto attacco, non ha ancora prodotto un passaggio univoco
e chiaro, comprensibile dalla Prefettura e da coloro che ancora
insistono con il mito della legalità ad ogni costo. Anche le
amministrazioni regionale e comunale che siedono al tavolo del
Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica non hanno
ancora definitivamente sconfessato il calendario degli sgomberi, né il
protocollo di ‘gestione’ stilato proprio da Piantedosi nella sua
precedente funzione di Capo di Gabinetto di Salvini durante il governo
Conte I.
Tale elenco, peraltro, vede coinvolte decine di realtà occupate che
hanno rigenerato dal basso, e restituito alla collettività spazi sia
pubblici che privati in completo abbandono.

Riteniamo che una rotta del genere vada invertita decisamente e con
urgenza. I numeri già spaventosi dell’emergenza abitativa dentro la
città di Roma sono diventati ancora più inquietanti dentro la crisi
generata dalla pandemia (come dimostrano, ad esempio, le oltre 500
richieste di sfratto pervenute ogni mese al Tribunale Civile di Roma
per morosità degli inquilini). Di fronte a questo scenario, le risorse
(comprese quelle che dovrebbero sopraggiungere dal Recovery Fund
europeo) e le energie politiche vanno convogliate verso la creazione
di soluzioni alloggiative strutturali e di massa, non verso
provvedimenti temporanei e inefficaci (come il buono affitto), o
ancora peggio verso la gestione dell’ordine pubblico, il contenimento
sociale e la difesa della proprietà privata ad ogni costo. Almeno le
ultime parole del Pontefice, se non le nostre, dovrebbero risuonare
forti e chiare nelle orecchie dei gendarmi della legalità senza
giustizia sociale. Ma non può essere un’enciclica a dettarci il passo,
in questa città ci sono storie ed intelligenze che possono e devono
fare la differenza.

Lo stucchevole dibattito sulle candidature a sindaco rischia di
consegnare Roma ad un futuro gestito dal rumore dei manganelli, degli
scudi, dei caschi, con le occupazioni abitative e gli spazi sociali e
culturali sacrificati come vasi di coccio in un contenzioso basato più
sul tono muscolare che sull’articolazione di una visione e di un
orizzonte che liberi la città da decenni di sfruttamento del suolo ed
estrazione di valore da parte della rendita e dei suoi garanti, a
danno del reddito e dei diritti di decine di migliaia di abitanti in
sofferenza economica, abitativa, sanitaria e nello studio. Prova ne
sono anche le trattative bilaterali sfibranti cui sono sottoposte
realtà culturali e sportive autogestite, ricattate da bandi dove è
impossibile concorrere e da richieste burocratiche astruse.

Possiamo e dobbiamo prendere parola collettivamente, e dobbiamo farlo
ora. Ci rivolgiamo alla città che un tempo qualcuno si è divertito a
chiamare “di sotto”, che si vorrebbe schiacciata dalla superiorità
della prepotenza, della collusione e della politica contrattata in
nome del profitto e dell’egoismo sociale. Proponiamo di muovere un
passo insieme senza aspettare la scadenza elettorale per poi riporre
nel candidato sbagliato le proprie speranze. Proviamo a regalarci una
possibilità di confronto scevra da appuntamenti risolutivi e
salvifici.

Viale del Caravaggio con la sua occupazione abitata e minacciata di
sgombero, intende ospitarlo e propone martedì 20 ottobre alle ore 17
per provare a dirci su che strada ci mettiamo per fermare il timing
del disastro sociale che verrà.

Movimento per il Diritto all’Abitare

Caravaggio non si sgombera

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In questi minuti si è tenuta una conferenza stampa dei movimenti per il diritto all'abitare per ribadire che l'incidente che c'è stato qualche settimana fa nello stabile di Via del Caravaggio, dove vivono più di 100 famiglie, non può essere utilizzato come scusa per concordare con la proprietà dello stabile uno sgombero. Ci sono state pressioni in questi giorni per decretare l'inagibilità di uno stabile che invece è perfettamente funzionante, ed è l'unica soluzione abitativa per centinaia di persone in questo momento. In una città dove l'emergenza abitativa non fa che aggravarsi, oltre a tentare di sgomberare i palazzi abbandonati che sono stati occupati dai movimenti si tenta di allontanare da questo paese migranti che lottano come stanno tentando di fare con Madalina, per la quale è partita una grande compagna di solidarietà che continua in queste giornate.

Io sto con Caravaggio

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Tano D'Amico ci presenta la lezione su Caravaggio che terrà giovedì 31 gennaio alle 17.00 presso l'occupazione abitativa di viale del Caravaggio 105/107 a Roma, prima dell'assemblea pubblica per discutere del futuro dello stabile.

Di seguito il comunicato delle e degli attivisti del Caravaggio occupato.

IO STO CON CARAVAGGIO

Nelle due palazzine gemelle di viale del Caravaggio, occupate dal 2013, 150 nuclei familiari con oltre 70 tra bambini e bambine, da diversi giorni di respira un'aria di preoccupazione sempre più forte per le minacce di sgombero che leggiamo sui giornali e che le amministrazioni non smentiscono. L'ultimo tavolo provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza che si è riunito venerdì 18 gennaio sembra abbia messo al primo posto tra gli stabili da sgomberare proprio i palazzi di viale del Caravaggio, vale a dire il posto da dove viviamo da ormai sei anni. Sia il Municipio che il comune di Roma non sono in grado di tranquillizzarci ed è per questo che ci rivolgiamo alla città che avrà la sensibilità di comprendere come la questione non possa essere risolta con l'impiego della forza pubblica. Se questo avverrà senza che si siano trovate soluzioni per l'emergenza abitativa che, per necessità, ci ha portato a occupare, molte persone e molti minorenni si ritroveranno in mezzo alla strada. Quelle stesse persone che - nel quartiere - avete avuto modo di conoscere, incontrandole al bar o al supermercato o davanti alla scuola, mentre accompagnano i propri figli. Con un'azione di forza, la dignità costruita in questi anni sarà spazzata via e la signora Armellini, proprietaria di centinaia di case a Roma, sarà l'unica a essere contenta, perché il luogo in cui viviamo è di sua proprietà e ha chiesto allo stato un risarcimento milionario per il mancato sgombero.
In mancanza di politiche abitative non può certo essere il manganello il modo in cui risolvere il problema della casa a Roma e crediamo di non essere i soli a pensarlo. Perché allora non aspettare di definire soluzioni dignitose e consentire alle famiglie di vivere senza questa continua minaccia sulla testa: una tensione che proprio i più piccoli e le più piccole soffrono più intensamente? Chiediamo a tutti e a tutte voi di girare lo sguardo verso la nostra condizione e sostenere il nostro tentativo di resistere a una decisione che sembra già presa e per la quale è solo questione di tempo.

Per questo vi invitiamo a partecipare all'assemblea pubblica che organizzeremo presso di noi, in viale del Caravaggio 105/107, il 31 gennaio alle 17.

Prima dell'Assemblea avremo l'onore di ascoltare Tano D'Amico, che terrà una lezione aperta sulla vita e le opere di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Grazie per la solidarietà e il sostegno che in tanti e tante ci avete già dimostrato,

Caravaggio Occupato

Appello di solidarietà per l'occupazione di Via del caravaggio

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Sta girando un appello di solidarietà per portare materiale che possa aiutare le famiglie dell'occupazione di Via del Caravaggio, dopo l'incendio divampato accidentalmente all'interno di parte dello stabile Venerdì notte. Lo stabile è ancora agibile ma diverse famiglie hanno purtroppo perso parte dei loro averi. E' possibile aiutarei reperendo: Letti, materassi, cuscini, lenzuola coperte, frigoriferi, armadi, piatti, bicchieri, posate, pentole, vestiti uomo donna bambini, pannolini. Diversi articoli usciti sulle cronache, lasciano presagire la volontà di approfittare di quello che è successo (Nonostante la situazione sia tornata rapidamente sotto controllo e l'immobile sia stato dichiarato agibile nella quasi totalità ), accelerando pericolose manovre di sgombero che lascerebbero sulla strada circa 130 famiglie e decine decine di bambini .. Mobilitiamoci insieme non lasciamoli soli ! Ne parliamo con un compagno dei movimenti per il diritto all'abitare.