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Conferenza stampa del movimento per il diritto all’abitare: giovedì 8 Luglio alle ore 14 davanti al palazzo occupato di viale del Caravaggio

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Al termine di una complessa e difficile trattativa, la soluzione per i nuclei abitanti nello stabile di proprietà della famiglia Armellini – minacciati di sgombero a causa di una sentenza che riconosce un risarcimento di 260mila euro mensili all’ineffabile proprietaria per il mancato intervento della forza pubblica per liberare il palazzo occupato nel 2013 – è una realtà.

L’impegno della Regione Lazio, che ha messo a disposizione la quasi totalità degli alloggi necessari, del Comune di Roma e della Prefettura, ha fatto sì che non si dovrà assistere ad un nuovo scellerato intervento muscolare in divisa come quelli che abbiamo vissuto in città negli ultimi anni.

La garanzia del passaggio da casa a casa, per chi è stato costretto dallo stato di necessità ad occupare stabili abbandonati, ora può diventare un orizzonte nuovamente praticabile, e che segna la strada di quella nuova stagione di politiche abitative per cui continuiamo a lottare con risolutezza.

Questo passaggio diviene infatti ancora più rilevante se guardiamo al prossimo futuro, con migliaia di sfratti in programmazione e nuovi sgomberi sui quali aprire percorsi risolutivi possibili.

Senza dimenticare i numerosi pignoramenti (anche delle prime case) cresciuti come le morosità con la crisi pandemica, e per i quali anche le tutele di legge diventano più sottili e sbilanciate a favore di grandi proprietari e istituti di credito.

Alla luce di un incontro fatto lunedì 5 luglio con il prefetto Piantedosi, dove si è affrontata la vicenda sfratti e i paventati nuovi sgomberi che potrebbero riguardare Torrevecchia, Metropoliz e via Tempesta, oggi pomeriggio alle 14 si terrà una conferenza stampa dove si daranno  informazioni più dettagliate sulla destinazione dei nuclei di viale del Caravaggio e sulle criticità da affrontare nei prossimi giorni per le emergenze di cui sopra.

Coordinamento Regionale Sanità

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Resoconto dell'iniziativa svolta nella mattinata sotto la sede dell' ASL Rm 2, messa in onda di un intervento fatto durante l'iniziativa e dei momenti di concitazioine con le forze dell'ordine.
 

Corrispondenza con una compagna di ZAM a Milano sulla manifestazione svolta sotto la Regione Lombardia domenica 20 giugno, contro la gestione della pandemia.

Aggiornamenti sull'occupazione di Caravaggio e rilancio della manifestazione dei movimenti per il diritto all' abitare di sabato 26 giugno

Case popolari per gli occupanti del Caravaggio

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Dopo una lunga battaglia il movimento di lotta per la casa romano è riuscito a strappare una soluzione per le e gli occupanti dell'occupazione abitativa di viale del Caravaggio dopo l'incontro avuto ieri con ATER,Regione e Municipio. Le famiglie presenti nell'occupazione si trasferiranno in 77 alloggi popolari messi a disposizione della regione e in 13 del Comune di Roma. Il 19 giugno si terrà una nuova grande assemblea cittadina, per il 26 è indetta una manifestazione nazionale.

Caravaggio non si sgombera. Almeno per ora.

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La barricata solidale eretta questa mattina per proteggere l'occupazione abitativa di viale del Caravaggio da tentativi di sgombero ha sortito i suoi effetti, non si è proceduto ad alcun tentativo di liberare lo stabile né le forze dell'ordine si sono fatte vedere. I prossimi giorni saranno cruciali però per il destino delle e degli occupanti, sono previsti vari incontri e diverse mobilitazioni ed è necessaria la massima mobilitazione e il più alto livello di sostegno da parte della città

Barricata Solidale. Difendiamo Caravaggio! Venerdì mattina 11 giugno dalle ore 5

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Venerdì 11 giugno è il giorno che il prefetto Matteo Piantedosi ha indicato come termine ultimo per lo sgombero dei 105 nuclei familiari che vivono nello stabile di proprietà della famiglia Armellini in viale del Caravaggio. Per domani mattina dalle 5 è prevista una barricata solidale in via del caravaggio 105. Ne parliamo con una compagna.

CARAVAGGIO NON SI SGOMBERA

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Una settimana di passione per il movimento di lotta per la casa a Roma. Giovedì pomeriggio si tiene un incontro fra i movimenti per il diritto all'abitare e i rappresentanti delle amministrazioni locali per chiedere chiarezza sul futuro delle occupazioni abitative romane, in primis quelle di viale del Caravaggio e di Torrevecchia. Venerdì 4 giugno, alle ore 17.30, assembea cittadina a viale del Caravaggio 105.

#ROMASIBARRICA

Ancora sotto attacco le occupazioni abitative a Roma

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Ancora sotto attacco le occupazioni a scopo abitativo della capitale. Per lo stabile di viale del caravaggio, che ospita 105 famiglie, il prefetto ha annunciato lo sgombero entro quindici giorni; non molto migliori le prospettive per l'occupazione di Torrevecchia, bersaglio un paio di settimane fa di un'irruzione delle forze dell'ordine che hanno proceduto, su mandato dell'amministrazione municipale, ad un censimento forzoso degli abitanti in vista di futuri e imminenti sgomberi.

Il 4 giugno si svolgerà un'assemblea pubblica a via del Caravaggio, che seguirà un incontro fra famiglie, regione, comune, ATER e VIII municipio convocato per il 3 giugno. Ne parliamo con una compagna dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma.

#CaravaggioNonSiTocca

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Martedì 20 ottobre, a partire dalle ore 17.00, assemblea cittadina al Caravaggio occupato, in viale del Caravaggio, per fare il punto sulla situazione delle occupazioni abitative in città. Di seguito il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma.

LO SGOMBERO CHE VERRÀ

20 ottobre ore 17 ASSEMBLEA CITTADINA #CaravaggioNonSiTocca

Dopo l’intervista rilasciata al Messaggero dal neo prefetto di Roma
Matteo Piantedosi, molti hanno espresso il proprio punto di vista,
criticando la decisione di avviare un’accelerazione verso nuovi
sgomberi in città, a dispetto del mantra della pandemia ‘Restiamo a
Casa’ e del fatto che, ad oltre un anno dallo sgombero, la ferita di
Cardinal Capranica è ancora aperta. Gli unici nuclei che hanno trovato
una soluzione alloggiativa dignitosa sono infatti quelli che sono
stati ospitati dentro le occupazioni abitative (come successo,
d’altronde, nei casi di Scorticabove, Cinecittà e Piazza
Indipendenza), mentre le famiglie collocate nel costoso sistema di
assistenza alloggiativa dell’amministrazione comunale vivono tra mille
disagi, e con la costante spada di Damocle di finire in mezzo alla
strada da un giorno all’altro. Perché allora rilanciare in questo modo
minacce e richiami addirittura alla ‘sacralità’ della proprietà
privata?

La città, pur esprimendo preoccupazione per il futuro delle
occupazioni sotto attacco, non ha ancora prodotto un passaggio univoco
e chiaro, comprensibile dalla Prefettura e da coloro che ancora
insistono con il mito della legalità ad ogni costo. Anche le
amministrazioni regionale e comunale che siedono al tavolo del
Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica non hanno
ancora definitivamente sconfessato il calendario degli sgomberi, né il
protocollo di ‘gestione’ stilato proprio da Piantedosi nella sua
precedente funzione di Capo di Gabinetto di Salvini durante il governo
Conte I.
Tale elenco, peraltro, vede coinvolte decine di realtà occupate che
hanno rigenerato dal basso, e restituito alla collettività spazi sia
pubblici che privati in completo abbandono.

Riteniamo che una rotta del genere vada invertita decisamente e con
urgenza. I numeri già spaventosi dell’emergenza abitativa dentro la
città di Roma sono diventati ancora più inquietanti dentro la crisi
generata dalla pandemia (come dimostrano, ad esempio, le oltre 500
richieste di sfratto pervenute ogni mese al Tribunale Civile di Roma
per morosità degli inquilini). Di fronte a questo scenario, le risorse
(comprese quelle che dovrebbero sopraggiungere dal Recovery Fund
europeo) e le energie politiche vanno convogliate verso la creazione
di soluzioni alloggiative strutturali e di massa, non verso
provvedimenti temporanei e inefficaci (come il buono affitto), o
ancora peggio verso la gestione dell’ordine pubblico, il contenimento
sociale e la difesa della proprietà privata ad ogni costo. Almeno le
ultime parole del Pontefice, se non le nostre, dovrebbero risuonare
forti e chiare nelle orecchie dei gendarmi della legalità senza
giustizia sociale. Ma non può essere un’enciclica a dettarci il passo,
in questa città ci sono storie ed intelligenze che possono e devono
fare la differenza.

Lo stucchevole dibattito sulle candidature a sindaco rischia di
consegnare Roma ad un futuro gestito dal rumore dei manganelli, degli
scudi, dei caschi, con le occupazioni abitative e gli spazi sociali e
culturali sacrificati come vasi di coccio in un contenzioso basato più
sul tono muscolare che sull’articolazione di una visione e di un
orizzonte che liberi la città da decenni di sfruttamento del suolo ed
estrazione di valore da parte della rendita e dei suoi garanti, a
danno del reddito e dei diritti di decine di migliaia di abitanti in
sofferenza economica, abitativa, sanitaria e nello studio. Prova ne
sono anche le trattative bilaterali sfibranti cui sono sottoposte
realtà culturali e sportive autogestite, ricattate da bandi dove è
impossibile concorrere e da richieste burocratiche astruse.

Possiamo e dobbiamo prendere parola collettivamente, e dobbiamo farlo
ora. Ci rivolgiamo alla città che un tempo qualcuno si è divertito a
chiamare “di sotto”, che si vorrebbe schiacciata dalla superiorità
della prepotenza, della collusione e della politica contrattata in
nome del profitto e dell’egoismo sociale. Proponiamo di muovere un
passo insieme senza aspettare la scadenza elettorale per poi riporre
nel candidato sbagliato le proprie speranze. Proviamo a regalarci una
possibilità di confronto scevra da appuntamenti risolutivi e
salvifici.

Viale del Caravaggio con la sua occupazione abitata e minacciata di
sgombero, intende ospitarlo e propone martedì 20 ottobre alle ore 17
per provare a dirci su che strada ci mettiamo per fermare il timing
del disastro sociale che verrà.

Movimento per il Diritto all’Abitare