Dai bambini di Gaza agli adolescenti di tutto il mondo per il loro diritto alla vita, alla libertà, alla crescita. Contro tutte le violenze sistemiche e le leggi fasciste come quelle di Bongiorno e Valditara che usano il consenso come strumento di sottomissione patriarcale per annullare il dissenso e imporre la cultura dello stupro.
Oggi 4 maggio manifestazione in piazza Cavour, davanti alla Cassazione, per ricordare a chi al Senato pensa di poter trovare una linea di compromesso sulla legge contro la violenza sessuale che femministe e transfemministe non accetteranno nessuna mediazione sui corpi delle donne e delle altre soggettività esposte alla violenza.
Il dl Bongiorno che ributtava addosso a chi subisce la violenza il peso di dimostrare il dissenso è stato ritirato ma invece di inserire il consenso libero e attuale come unico criterio, così come stabilito anche dalla Convenzione di Istanbul, nella legge contro la violenza sessuale si parla ancora di trovare una linea di "compromesso".
Un commento di una compagna del Centro Donna Lisa su ciò che è avvenuto il 27\01 fuori dal Senato alle compagne in conferenza stampa con grande resistenza e dignità contro la votazione in Commissione Giustizia del ddl stupri.
Oggi nella Commissione Giustizia del Senato è stata approvata la modifica proposta da Giulia Bongiorno che cancella la parola consenso dalla legge sullo stupro sostituendola con dissenso, facendo di nuovo ricadere il peso della violenza a chi la subisce. Davanti al senato femministe, transfemministe, centri antiviolenza che fra l'altro sono state circondate dalle forze dell'ordine.
Da oggi parte la mobilitazione, i prossimi appuntamenti sono manifestazioni in ogni città il 15 febbraio e un corteo nazionale a Roma il 28 febbraio; per mettersi in contatto e firmare il documento d'indizione nonsuinostricorpi@gmail.com
NON SUI NOSTRI CORPI!
La proposta di modifica della norma sulla violenza sessuale, portata avanti dalla destra, è inaccettabile e pericolosa!
In spregio alla normativa sovranazionale, ed alla avanzata evoluzione della giurisprudenza sul tema del consenso agli atti sessuali, si vuole introdurre la parola “dissenso” facendo ricadere sulle vittime l‘onere di dimostrare la volontà contraria all’atto sessuale.
Si vuole obbligare i Giudici e le Giudici a valutare tale volontà contraria tenendo conto della “situazione”, concetto vago che si presta a strumentalizzazioni e interpretazioni.
La costruzione di una norma penale deve rispondere a principi precisi e, soprattutto, tutelare chi il reato lo subisce.
Questa scellerata proposta sgretola anni di lotte e conquiste dei diritti delle donne e delle persone vulnerabili!
Contro tutto questo invaderemo le strade tuttə insieme!