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ddl Bongiorno

Fermiamo il DDL Bongiorno: prossimi appuntamenti della mobilitazione.

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Con Carla Quinto, avvocata di BeFree, parliamo dei prossimi appuntamenti della mobilitazione contro il DDL Bongiorno. Domani giovedì 2 aprile alle 18 assemblea cittadina presso "Quelle", via dei Piceni 9/a

Il DdL Bongiorno è la proposta del governo Meloni di modifica della legge sulla violenza sessuale. Arriverà al Senato per essere approvata subito dopo Pasqua.

Il DDL Bongiorno modifica il reato di violenza sessuale. Introduce il principio del Dissenso, anziché il Consenso, come previsto dalla Convenzione di Istanbul — il trattato internazionale contro la violenza di genere ratificato anche dall'Italia — che definisce violenza ogni atto sessuale senza consenso libero e attuale.
Vuol dire una cosa semplice: con il Dissenso nella legge sulla violenza sessuale, devi dimostrare di esserti sufficientemente opposta, di aver reagito, di aver resistito
altrimenti non è violenza.

Sembra assurdo, vero? Pensiamo ad altri tipi di reato: chi riceve un pugno o una coltellata deve dimostrare di essersi opposto e di non aver indotto l'aggressore a colpirlo? È un paradosso inaccettabile e inumano, discriminante e pericoloso, a tutti gli effetti ideologico e politico.

Questo ribaltamento rende norma e aggrava la violenza nei tribunali, in cui il comportamento di chi ha subito abusi viene già messo sotto esame. Spingerebbe ancora di più chi subisce violenza a non denunciare, a non sottrarsi, a invertire la rotta della consapevolezza e del rifiuto maturata in questi anni.
Introdurre nella legge il "dissenso" invece del "consenso" significa affermare che la ibertà sessuale dei nostri corpi non è un diritto pieno, ma qualcosa che dobbiamo contrattare e difendere costantemente. Non possiamo accettarlo: un atto sessuale senza consenso non è un malinteso. È violenza. E stupro.
Lo abbiamo detto forte in decine di migliaia nel weekend lungo di sciopero transfemminista, lo abbiamo ribadito con il referendum sulla riforma della giustizia, lo ripeteremo ancora: per noi è NO!

La vendetta del Governo alla sconfitta referendaria sarà violenta come le norme che propone, e il corpo femminile e femminilizzato sarà il campo di battaglia.
L'opposizione a questa riforma deve essere di tutta, perché riguarda la società e i rapporti di potere che la regolano. Solo il consenso è sexy. Tutt3 sotto il senato! Il 7 e l'8 aprile tieniti liberx. 
 
 
 

DDL Bongiorno verso la manifestazione nazionale del 28 febbraio

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Domenica dalle 11 alle 13 ritorniamo a parlare del DDL Bongiorno a ROR aprendo i microfoni. Trovate l'audio nel primo file.
Abbiamo parlato in particolare della storia del piacere delle donne per non cadere nel binomio di scelta si o no che rimanda comunque l'accettare o il rifiutare il piacere maschile, è giunto il momento di mettere la centro della storia il piacere delle donne*. Il consenso come paradigma di prospettiva di rivolta che questo governo vuole annulla iniziano dal decreto rave a quello sulle sostanza a quello sul dissenso. La lotta contro il del Bongiorno deve quindi essere abbracciata da tutto il movimento come parte integrante di un percorso contro queste destrerà autoritario che voglio legiferare su tutte le nostre scelte e sulla nostra autodeterminazione. Diverse telefonate da Scosse e Nudm Roma che rimandano alla manifestazione nazionale del 28 ottobre e poi all'8 marzo e allo sciopero del 9 marzo. 

Con l'avvocata Tatiana Montella ritorniamo ancora sul DDL Bongiorno e sul cambio giuridico che si vuole apportare alla legge contro la violenza sulle donne sostituendo la parola consenso con il dissenso. Dopo la manifestazione nel centro di roma del 15 febbraio scorso, giovedi c'è assemblea alle 17 all'Università Roma3 alla facoltà di lettere per poi arrivare al corteo nazionale del 28 febbraio.

Trovate gli altri redazionali qui

- con i Centro Antiviolenza Befree e Lucha y Siesta -- https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/02/consenso-mobilitazione-p…

-- con il centro Donna Lisa e il CSA Astra -- https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/02/15-febbraio-piazza-ribad…

Prossima riunione lunedi 23 gennaio al CSA Astra - Via Capraia 18

 

Consenso/dissenso

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Consenso/dissenso. Autodeterminazione dei corpi e dei popoli in preparazione del 28 febbraio e dell'8 marzo e dello sciopero generale del 9 marzo. Per immergerci con Blos nella meravigliosa fase di crescita dell'adolescente e scoprire insieme quanto sia importante la capacità dell'adulto di essere coerente, costante, stimolante, rispettoso dell'altru che sta battagliando per scoprire se stesso e costruire il proprio futuro e esserne protagonista. 

15 febbraio in piazza per ribadire che senza consenso è stupro

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Con il CAV Centro Donna Lisa continuiamo a parlare del DDL Bongiorno che vuole cambiare la legge contro la violenza sulle donne approvato dopo 20 anni di dibattito nel 1996. Allora e anche grazie alla Convenzione di Istambul la legge considerava stupro qualsiasi atto che andasse contro il consenso dell'altra persona. Oggi invece si vuole sostituire il termine consenso con il dissenso, cioè è stupro solo se dici no. Sappiamo quanto sia difficile spesso riuscire a respingere chiaramente un partner violento che ad oggi si sentirà sempre più autorizzato a praticare la sua volontà di portare a compimento un atto sessuale perchè non si sente dire no. Anziché sentire la donna che ha davanti ed entrare in relazione con essa perchè si è in due ad avere un atto sessuale, si riporta alla non corporeità delle donne che devono essere sempre disponibile.  

Per questo in tutta Italia i CAV, i collettivi femministi, transfemministi le varie soggettività si stanno mobilitando per fermare in maniera determinata questo disegno di legge.

Parliamo anche del 21 febbraio e del corteo per Valerio Verbano che sarà attraversato anche da interventi sul disegno di legge. 

APPUNTAMENTI Il 15 febbraio in tante piazza italiane a Roma l'appuntamento è alle 16 a piazza santi apostoli

28 FEBBRAIO corteo nazionale a roma.

Per info senzaconsensoèstupro.com

Di seguito la seduta e le parole di Bongiorno

Nella seduta del 22 gennaio 2026, la Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha presentato in qualità di relatrice un emendamento che riformula l’art. 609 bis c.p. rispetto alla versione approvata dalla Camera.

Per il resoconto della seduta della Commissione Giustizia, clicca qui

Rispetto al testo del disegno di legge A.S. 1715, approvato alla Camera all’unanimità il 19 novembre 2025, l’emendamento Bongiorno:

a) abbandona il modello del consenso (“assenza di consenso” libero e attuale) in favore del modello del dissenso (“contro la volontà”, espressione che ricorre anche nella violazione di domicilio ex art. 614 c.p.). Il modello del dissenso è adottato ad es. nel codice penale tedesco (§ 177);

b) precisa il concetto di “volontà contraria” stabilendo che essa ricorre anche quando il fatto è commesso a sorpresa (come nel caso delle condotte repentine – es., palpeggiamenti) ovvero, approfittando dell’impossibilità della persona offesa di esprimere il dissenso (ad es., perché ubriaca o sotto l’effetto di stupefacenti). Tale precisazione riprende il modello del § 177 del codice penale tedesco, pure improntato al modello del dissenso. Da notare che non si fa riferimento a un dissenso che può essere manifestato in ogni momento (anche dopo un iniziale consenso), come già riconosce peraltro la giurisprudenza;

c) precisa – in linea con quanto prevede l’art. 36 della Convenzione di Istanbul per l’accertamento dell’assenza del consenso – che la volontà contraria deve essere valutata “tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”;

d) prevede non più la stessa pena per condotte dal differente disvalore (in particolare, quelle propriamente violente – per l’uso di forza fisica o minaccia –  e quelle non violente), ma - in linea con il principio costituzionale di proporzionalità della pena - modula la pena diversamente per i fatti commessi contro la volontà (reclusione da 4 a 10 anni), da un lato, e, dall’altro lato, per i fatti più gravi perché commessi con violenza o minaccia o abuso di autorità o approfittamento di condizioni di inferiorità psicofisica (reclusione da 6 a 12 anni, cioè la stessa pena comminata oggi dall’art. 609 bis c.p.). Da notare che, rispetto alla vigente cornice edittale, (una volta tanto) non viene aumentato il massimo ma diminuito il minimo per i fatti privi di particolari modalità della condotta (con effetti di retroattività della lex mitior, che sarebbe limitata ex art. 2, co. 4 c.p. ai procedimenti in corso e non anche a quelli definiti con sentenza irrevocabile)

e) abbandona il (non privo di problemi) riferimento all’abuso di non meglio precisate condizioni di “particolare vulnerabilità” della persona offesa (diverse da quelle di vera e propria inferiorità psico-fisica);

f) modifica l’attenuante dei casi di minore gravità facendola dipendere dalle modalità della condotta dallecircostanze del caso concreto nonché dal danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa (che sembra invero assai difficile da dimostrare);

g) non fa più riferimento ai fatti commessi traendo in inganno la persona offesa attraverso la sostituzione di persona (con effetto di abolitio criminis in rapporto a un'ipotesi non frequente ma non assente nella prassi: es., chi si finga medico o millanti di essere un agente nel settore del cinema, della moda o della musica, in grado di avviare la persona offesa a una promettente carriera).