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Chiude definitivamente l'agenzia MISNA

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Non sono bastati gli appelli e le numerose manifestazioni di stima e solidarietà giunte nelle ultime settimane per scongiurare la chiusura dell'agenzia di stampa internazionale MISNA.

Si conclude così l'esperienza di una importante agenzia di stampa che spesso si è occupata di paesi da cui vengono filtrate pochissime notizie.

 

Nell'audio trovate una corrispondenza con una redattrice che ci racconta come "i rappresentanti delle congregazioni hanno fatto tramontare ogni speranza per il futuro della testata che da 18 anni racconta l'attualità dei Sud del mondo" (cit. dal comunicato, vedi sotto).

 

Le redattrici e i redattori sono stati licenziati. Riportiamo il comunicato stampa diffuso dalla redazione: MISNA: 
 
Non sono bastati gli appelli, le numerosissime manifestazioni di stima e solidarietà giunte nelle ultime settimane per scongiurare la chiusura della 'voce di chi non ha voce'. L'assemblea dei giornalisti di Misna apprende oggi che anche l'estremo tentativo di salvare la testata, grazie al contributo e a una soluzione sostanziale proposta dalla Conferenza episcopale italiana, è stato fatto naufragare.
Ieri pomeriggio i superiori generali dei quattro istituti soci dell'agenzia (Missionari comboniani, Missionari della Consolata, Missionari Saveriani e Pime) hanno lasciato cadere nel vuoto la mano tesa di chi proponeva una 'exit strategy' alla crisi dell'agenzia. Con un voltafaccia inatteso e contrario agli auspici di buona parte del mondo missionario, del volontariato e dell'editoria cattolica e nazionale, i rappresentanti delle congregazioni hanno fatto tramontare ogni speranza per il futuro della testata che da 18 anni racconta l'attualità dei Sud del mondo.
Un vero e proprio tradimento nei confronti della redazione - che molto si era spesa in queste settimane per trovare una soluzione che ormai sembrava a portata di mano - ma soprattutto l'atto finale di un progressivo abbandono dell'unica realtà intercongregazionale nella quale i singoli istituti religiosi erano chiamati a lavorare insieme.
In tempi in cui si fa sempre più evidente la necessità di aprire al dialogo interreligioso ed ecumenico e all'inizio dell'anno del giubileo della Misericordia, è triste dover constatare che a spegnere la voce di Misna sia proprio l'incapacità delle diverse congregazioni missionarie a dialogare tra loro, mettendo da parte interessi particolari, a favore di un più ampio 'bene comune'.
Una sfida persa per il mondo dell'editoria cattolica, di cui a fare le spese saranno non solo le stesse realtà missionarie, confinate ognuna nel suo angolo, i dipendenti laici e le loro famiglie, ma le periferie del mondo su cui, da oggi, cala un po' più di silenzio.

Rassegna stampa vaticana (04.01.2016)

Data di trasmissione
La messa è finita - rassegna stampa vaticana (ogni lunedì dalle 10.30 alle 11)

 

La puntata si apre con due corrispondenze:

 

- nella prima, una redattrice di Misna (http://www.misna.org/) ci spiega cosa è successo all'agenzia di stampa internazionale dei missionari. La testata, ormai di fatto chiusa con i redattori licenziati, ha svolto un ruolo prezioso nel fornire notizie di prima mano dai diversi "Sud del mondo". Durata: 9 minuti ca;



- nella seconda corrispondenza Luca Kocci, giornalista di Adista e collaboratore de "il manifesto", ci spiega cosa sta succedendo al periodico di "informazione e cultura d'ispirazione cristiana" Il Regno. Qui, a differenza dell'agenzia Misna, i dehoniani che editano la rivista hanno ritirato i licenziamenti nonostante, come ci spiega Kocci, l'accordo è piuttosto articolato. Durata: 9 minuti ca.
Sull'argomento cfr. l'articolo uscito su Adista: http://www.adista.it/articolo/55819

 

Infine, a chiudere la rassegna stampa vaticana, l'importante accordo tra Vaticano e Palestina, l'inchiesta sui cattolici al tempo di papa Francesco e le polemiche seguite alla bestemmia andata in diretta su Rai1 la notte di Capodanno.

 

A chiudere, come sempre, le clericalate del mese.