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Presidio solidale per liberazione di Cospito dal 41bis

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Durata 12m 59s

Sentiamo la voce di un compagno che ci aiuta a ripercorrere la mobilitazione al fianco di Alfredo e ci restituisce anche aggiornamenti da piazza dei tribuni. La difesa ha presentato una revoca del 41bis ad Alfredo Cospito al seguito di ordinanze per altri procedimenti in cui l'imputazione per istigazione associativa non sono state confermate. I compagni e le compagne in piazza fanno sentire come la mobilitazione non sia finita.

Presidio Corte d'assise d'appello Torino 19 giugno - Scripta Manent

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Durata 6m 26s

corrispondenza con una compagna dell'assemblea torinese in solidarietà ad Alfredo contro il 41bis e l'ergastolo ostativo verso l'udienza del processo Scripta Manent del prossimo 19 giugno. Il processo vede imputati Alfredo ed Anna per il reato di strage politica e in concomitanza all'udienza è stato convocato un presidio di solidarietà di fronte al tribunale di Torino.

 

Segue il comunicato di indizione:

 

Appello alla presenza solidale

Lunedì 19 giugno, presso la Corte d'assise d'Appello di Torino, si terrà l'udienza per il ricalcolo delle  condanne per gli anarchici Anna Beniamino e Alfredo Cospito, nell'ambito del processo "Scripta
Manent".

Per quanto la Corte Costituzionale abbia dato indicazioni sulla possibilità di considerare alcune  attenuanti in questo ricalcolo, Anna rischia ancora una sentenza a più di 20 anni e Alfredo l'ergastolo.  Fattore non secondario: la giudice che aveva accettato l'eccezione sollevata dalla difesa degli imputati di ricorrere ad una consulta della Corte Costituzionale (rivelando così magari una sua predisposizione a  recepire l'indicazione di tale organismo) nel frattempo è andata in pensione e non si può prevedere come il giudice che presiederà l'udienza intenda comportarsi.

Di questo processo abbiamo già detto molto, soprattutto grazie allo sciopero della fame di Alfredo e la  mobilitazione che questa sua iniziativa ha reso possibile. Innanzitutto abbiamo cercato di evidenziare  come questa operazione di criminalizzazione di alcune idee e pratiche dell'anarchismo possa rivelarsi in  prospettiva un pericoloso precedente per la persecuzione delle azioni conflittuali, da qualunque  componente sociale o politica queste vengano messe in atto.
Per farla breve: quando si procede per "strage contro l'incolumità dello Stato" per sanzionare azioni che  non hanno fatto morti, feriti e neppure danni materiali rilevanti, l'oggettiva dinamica messa in atto dallo
Stato è quella di un irrigidimento repressivo che supera non solo il buon senso ma le stesse consuetudini giudiziarie. Uno "stravolgimento" dei termini e delle conseguenze penali che, facile prevedere, a cascata riguarderà anche altre azioni simili o, in proporzione, anche fatti di portata "minore".
Ma non è questo l'unico motivo per cui riteniamo sia importante una presenza solidale significativa per  l'udienza del 19 giugno. Due altre questioni vorremmo sollevare o ricordare per evidenziare
l'importanza di questo appuntamento.
La prima è la constatazione che queste condanne non vengono dal nulla ma sono frutto anche del  disinteresse che, a parte alcune componenti anarchiche e comuniste, ha accompagnato l'andamento del
processo "Scripta Manent". Considerata da molti, anche in ambito antagonista, come l'ennesima  operazione che andava a colpire i soliti, ritenuti marginali, ambiti dell'anarchismo d'azione, la mancanza
di un'attenzione diffusa e "trasversale" rispetto alle sorti dei/delle compagn* imputat* ha lasciato la
mano libera ai vari inquirenti per "andarci giù pesante". Non è la prima volta che accade certo, ma  altrettanto certamente è una questione su cui riflettere perché in futuro non ci si debba ritrovare, a giochi ormai fatti, a sbalordirsi per la dismisura delle pene comminate. E perché, soprattutto non ci si ritrovi  con la consapevolezza che nulla o poco si è fatto per impedire che, a uomini e donne che hanno lottato,  le sbarre chiudessero l'orizzonte per decenni se non per tutta la vita.
La seconda questione che, a nostro avviso, motiva con forza la partecipazione a questo momento  solidale sta nella coerenza con quanto si è espresso mille volte durante la mobilitazione degli scorsi  mesi: non solo non avremmo mai lasciato soli gli/le compagn* che con lo sciopero della fame ci hanno  messo il loro (tantissimo), ma l'impegno collettivo a rompere il silenzio che avvolge il 41-bis, l'ergastolo
ostativo, la persecuzione dei/delle rivoluzionari*, l'inasprimento repressivo generalizzato sarebbe andato
avanti al di là della specifica iniziativa dei/delle compagn* in sciopero.
Ora che si gioca una decisiva partita per il futuro di Alfredo e Anna, non possiamo relegare ai passati  mesi di forte mobilitazione la giusta tensione per contrastare la dinamica repressiva che vuole seppellirli in una cella e per continuare la lotta per una società senza oppressione né galera.
Il 19 giugno, dobbiamo esserci, in tant*,
fuori e dentro il Palazzo di Giustizia di Torino dalle 8.30!

Per chiudere
ci sembra opportuno ricordare che il 19 giugno, ogni anno, ci si mobilita in molte zone del  globo per la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero, data che rinnova la solidarietà a  tutt* i/le militanti imprigionat* in memoria del massacro di quasi 300 prigionier* politic* compiuto nel  1986 dall'esercito nelle carceri peruviane.


Assemblea contro il 41-bis e l'ergastolo ostativo - Torino
 

Modena: 12 marzo, corteo anticarcerario

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Corrispondenza con una compagna di Modena, città in cui a tre anni anni fa all'alba del lockdown sono scoppiate le rivolte nelle carceri di tutta Italia. Nel carcere di Sant'Anna, a Modena, persero la vita 14 persone. Domenica 12 marzo ci sarà alle 14 un corteo anticarcerario in piazzale primo maggio. Contro il 41bis, le condizioni delle carceri e per un mondo senza carceri.

Roma: contro il 41bis occupata la facoltà di Lettere a La Sapienza

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Durata 4m 39s

Oggi dopo una partecipatissima assemblea è stata occupata la facoltà di Lettere de l'Università La Sapienza di Roma per permettere una discussione con le studenti e gli studenti sul il 41bis e lo sciopero della fame di Alfredo Cospito ormai arrivato a 104 giorni. L'occupazione continuerà fino a sabato quando alle 15 c'è il corteo da Piazza Vittorio.