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Discarica di Albano, arrivano i primi Tir di rifiuti trattati

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Dopo l'arrivo del primo camion di ieri, i primi sette Tir di riufiuti trattati provenienti dal tmb di malagrotta, sono arrivati nella discarica di Albano scortati da numerose forze di polizia per contrastare i blocchi dei manifestanti.

Dopo i picchetti dei giorni precedenti, oggi, un responsabile della ditta di Cerroni, accompagna una delegazione di manifestanti all'interno dello stabilimento per mostrare il corretto uso e funzionamento della struttura. Anche il sindaco di Albano ha voluto vedere lo stabilimento e  alle domande dei manifestanti, risponde minimizzando e commentando la terribile puzza proveniente dai rifiuti trattati, come niente di grave.
Domani e nei prossimi giorni si teme il peggio, i sette Tir potrebbero diventare  cinquantacinque con più di 1000 tonnellate e l'odore diventerebbe insopportabile anche a chilometri di distanza.
Sia il Sindaco che il delegato di Cerroni, minimizzano sugli odori nauseabondi non tenendo conto delle 200000 tonnellate di riufuti che a breve inizieranno ad arrivare dalla capitale, dando la colpa dell'attuale puzza ai mezzi "sporchi" usati per il trasporto fino ad Albano.

Il tutto in barba alla relazione dello scorso giugno dell'arpa, che conferma il grave stato di inquinamento delle falde accquifere circostanti che peggioreranno ulteriormente dopo la riattivazione dell'impianto.
Questa sera, alle 21 è stata chiamata un'assemblea pubblica con i residenti e il coordinamento contro l'inceneritore, fuori i cancelli della discarica.

Nel collegamento telefonico ne parliamo con un compagno del coordinamento contro l'inceneritore. 

 

Colazione solidale in via Silvio Latino

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Colazione solidale questa mattina al prenestino a Roma, per fermare lo sgombero di cinque famiglie che vivono attualmente in uno stabile di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Di seguito il comunicato del Movimento per il diritto all'abitare capitolino

 

FERMIAMO LO SGOMBERO DI CINQUE FAMIGLIE IN VIA SILVIO LATINO 37

Immagine rimossa.Immagine rimossa. Martedì 27 luglio dalle prime ore del mattino COLAZIONE SOLIDALE

Ci siamo di nuovo. Il 27 luglio in via Latino Silvio 37 ci sarà la visita dell’ufficiale giudiziario per intimare alle cinque famiglie residenti di lasciare la struttura di proprietà delle Ferrovie dello Stato. L’apprensione sta già crescendo, anche perché dopo il censimento fatto dal Municipio Roma 5, non si hanno notizie di come l’amministrazione comunale intende affrontare la situazione di emergenza rappresentata dai cinque nuclei che rischiano di finire in strada senza soluzione alcuna.

Dopo il censimento e la verifica dei componenti delle famiglie interessate allo sgombero, il tutto doveva essere segnalato al Gabinetto della sindaca e cioè al dottor Cardilli. Non sappiamo se questo passaggio è avvenuto e se l’assessorato alla casa della Vivarelli si stia interessando al caso.

Riteniamo fondamentale non aggravare la già difficile situazione degli abitanti. Per questo chiediamo di avviare un percorso di soluzione alloggiativa senza lo stillicidio delle visite mensili dell’ufficiale giudiziario con conseguente rischio di ausilio della forza pubblica. È necessaria una sospensione dell’esecuzione del provvedimento tale da consentire i provvedimenti utili alla definizione del destino alloggiativo dei soggetti in emergenza.

Non sappiamo se il 27 luglio si presenterà anche la forza pubblica ed è per questo che ci mobiliteremo dalle prime ore del mattino per fare colazione in tante e tanti insieme alle famiglie di via Silvio Latino 37.

Invitiamo gli organi di informazione interessati ad essere presenti.
Movimento per il Diritto all'Abitare
#stopsfratti #stopsgomberi #oralecase

Roma: diretta corteo SiCobas

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Diretta radio del corteo Si Cobas, chiamato in seguito all'escalation di attacchi ricevuti dai lavoratori e dalle lavoratrici della logistica, culminato con l'omicidio padronale del sindacalista Adil, durante il picchetto fuori la Lidle di Novara.

 

Roma: alle 11 a Portuense contro i femminicidi

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Durata 12m 38s

FLASH MOB SABATO 5 GIUGNO ORE 11 – VIA GREPPI💥

Dona Shantini Badde Liyanage - Teresa - è l’ultima vittima di femminicidio, uccisa a Roma in zona Portuense il 29 maggio, finita a coltellate per strada, in un sabato pomeriggio. In uno di quei giorni in cui si inizia a parlare di fine del lock down e si torna finalmente a respirare accade l'ennesimo femminicidio, il ventiquattresimo nel 2021.

L’efferatezza del gesto, il luogo, l’ora, lasciano pensare che sia veramente tutto possibile, sempre, ovunque.
Ma non possiamo lasciare queste strade deserte, non vogliamo che il silenzio e l’oblio inghiottano l’ennesimo corpo straziato di donna. Donna uccisa senza un motivo che la ragione possa veramente comprendere, contemplare: la negazione dell’agire e del pensare in quanto essere umano. Siamo nel 2021 e, semplicemente, ancora molte donne non sono libere di esprimere i propri sentimenti e la propria volontà, di decidere di allontanarsi da una persona quando lo ritengono necessario nel percorso della propria vita. Siamo stanche, incredule, addolorate.

E’ per questo che sabato 5 giugno – ad una settimana dalla morte di Dona Shantini - alle ore 11 saremo in via Greppi, dove le residenti e i residenti del quartiere, le cittadine e i cittadini sensibili, le associazioni del territorio, vestiti di nero e di rosso, ricorderanno con un flash mob Dona Shantini Badde Liyanage.

Giornata mondiale dell'ambiente, una foresta in cammino

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In occasione della giornata mondiale dell'ambiente, sabato 5 giugno, la foresta del parco dell'ex Snia viscosa si rimette in cammino: appuntamento in via di Portonaccio alle ore 10.00, tappe alla scuola Toti in via del Pigneto, alla scuola Di Donato in via Bixio, alla fermata della metropolitana del Colosseo e conclusione al Campidoglio per l'ora di pranzo.

Ci racconta l'iniziativa Gianluca, del comitato di quartiere Pigneto

Palestina: UDAP il 5 giugno non scenderemo in piazza

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COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI PALESTINESI IN ITALIA SULLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 GIUGNO

Dopo molteplici vani tentativi di arrivare ad una sintesi comune insieme all’associazione “Comunità palestinese di Roma e del Lazio”, le associazioni palestinesi in Italia dichiarano, con rammarico, che non saranno presenti al corteo per la Palestina del 5 giugno a Roma.

La manifestazione del 5 giugno è stata organizzata senza una piattaforma comune condivisa e con modalità organizzative discutibili; il lancio della mobilitazione è partito unilateralmente senza che le associazioni e realtà politiche palestinesi in Italia fossero interpellate. A questo hanno seguito contatti volti ad arrivare ad un momento di mobilitazione unitario, purtroppo però la “Comunità palestinese di Roma e del Lazio” non ha poi tenuto fede agli impegni presi, ossia l’adozione di una piattaforma e di parole d’ordine comuni, la condivisione delle modalità organizzative e l’impegno ad evitare strumentalizzazioni di parte, di singole realtà a fini politici, in questa mobilitazione per la Palestina.

Dinanzi al nostro vano tentativo di contenere spaccature e frazionamenti ci è stato risposto con il lancio di una mobilitazione autoreferenziale; di conseguenza ci troviamo obbligati a non essere presenti a Roma in piazza il prossimo 5 giugno. Imputiamo la piena responsabilità di questo triste risvolto a chi ha voluto strumentalizzare il sentimento di solidarietà del popolo italiano con la Palestina in questa critica fase.

Associazioni palestinesi in Italia:

- Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)
- Associazione Palestinesi in Italia (API)
- Giovani Palestinesi d'Italia (GPI)

Colombia no se detiene

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Questo pomeriggio, venerdì 28 maggio 2021, manifestazione in solidarietà con la Colombia a partire dalle ore 16.00 in piazza SS.Apostoli. Un compagno del comitato Carlos Fonseca ci racconta la genesi e i motivi delle manifestazioni che da settimane si susseguono in Colombia, la terribile realtà di una repressione che ha lasciato sul campo, finora, almeno sessanta vittime tra i manifestanti e la decisione di scendere in piazza anche a Roma per mettere in campo vecchie e nuove solidarietà.

Autorecuperi a Roma, ancora ritardi

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Nei prossimi giorni la cooperativa Inventare l'abitare metterà in piedi una serie di iniziative per denunciare i colpevoli ritardi dell'amministrazione comunale per quanto riguarda i progetti di autorecupero sospesi di via dei lauri 15 e di via di grottaperfetta 315.
Via dei lauri assegnata, provvisoriamente, alla cooperativa ben 3 anni fa ha accumulato ritardi vergognosi che non stanno consentendo di iniziare i lavori e impediscono a 23 nuclei familiari di prendere possesso finalmente del proprio alloggio.
Via di Grottaperfetta, ancora con le transenne all'esterno, in un'area che suscita grossi appetiti dei padroni del mattone, è totalmente dimenticata dopo che, tre anni fa, l'allora assessora Gatta (lavori pubblici) aveva destinato 3 milioni di euro in bilancio per farne un progetto di avanguardia sul quale gli uffici del SIMU avevano stilato un progetto di massima che è rimasto nel cassetto.