Appuntamenti per la Palestina della settimana
Con Vincenzo, parliamo degli appuntamenti in solidarietà con la popolazione palestinese della prossima settimana
Con Vincenzo, parliamo degli appuntamenti in solidarietà con la popolazione palestinese della prossima settimana
Con una ricercatrice della Rete Ricerca e Università per la Palestina, commentiamo il comunicato "Solidarietà alle manifestazioni, contro la criminalizzazione del dissenso. Verso lo sciopero generale del 30 ottobre" pubblicato dalla Rete nei giorni scorsi. La RUP è nata, nel 2024, da un gruppo di accademici/e, ricercatori e ricercatrici che vogliono mettere al centro del proprio lavoro la difesa del diritto all'autodeterminazione della popolazione palestinese. Il comunicato che presentiamo è nato come risposta alla violenta repressione di cui sono state fatte oggetto le recenti mobilitazioni studentesche che chiedono finanziamenti per la scuola, la ricerca e l'università e non per le politiche di riarmo. Tale repressione, negli ultimi giorni, ha usato come capro espiatorio il giovane ricercatore Youssef Siher la cui colpa, non chiara, è stata estesa anche alla moglie, Sagia Hammoud. Shier e Hammoud sono stati oggetto di un processo di criminalizzazione e mostrificazione da parte della stessa stampa che, con poche eccezioni, ha contribuito a giustificare il genocidio in Palestina e a silenziare il crescente dissenso internazionale nei confronti delle politiche guerrafondaie, suprematiste ed ecocide del governo degli Stati Uniti. Ci soffermiamo quindi sul caso della professoressa Lisa Giunchi dell'Università di Milano, relatrice di tesi di Youssef Siher, le cui dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro del giovane ricercatore sono state oggetto di un violento linciaggio mediatico e successivamente smentite dallo stesso Ateneo. Tutto questo dimostra che l'Università, lungi dall'essere un luogo neutro, "autentica culla del sapere", è piuttosto la sede di elaborazione di un pensiero violento, repressivo, miltarista, in stretta relazione con l'industria bellica.
Una serie di corrispondenze dalle mobilitazioni che si sono tenute nello scorso fine settimana del 20 - 21 febbraio a sostegno dei prigionieri palestinesi in Italia: Melfi, Rossano Calabro, Ferrara, Terni. A seguire, parliamo con l'avvocato Dario Rossi, che difende Hannoun e ci aggiorna sulla sua situazione processuale. In conclusione, lanciamo il presidio del 1 marzo al carcere di Terni, dove è rinchiuso lo stesso Hannoun, accusato nel processo del finanziamento ad Hamas.
Corrispondenza da Tor Pignattara dove, alle ore 18:30, era stato convocato un presidio, trasformatosi poi in corteo per le strade del quartiere, in solidarietà con Gaza e con tutta la Palestina.
In una corrispondenza con una ricercatrice universitaria, riflettiamo sulle conseguenze della repressione violenta portata avanti,in USA e in Europa, nei confronti delle manifestazioni di solidarietà con la popolazione palestinese all'interno dei campus universitari.
Negli Stati Uniti,in particolare, la repressione ha interessato più di 60 campus, con un numero molto elevato di arresti, tra cui quello di Mahmoud Khalil; a ciò ha fatto seguito l'ordine esecutivo di Trump, relativo alla possibilità di deportare gli studenti stranieri coinvolti, ma forme di repressione particolarmente violenta hanno investito anche numerosi atenei italiani ed europei.
La corrispondenza si conclude con una riflessione sulle vittorie delle lotte e delle mobilitazioni universitarie dello scorso anno, in particolare la sospensione di molti accordi e collaborazioni con enti e fondazioni di ricerca israeliani.