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resistenza palestinese

Coordinamento Regionale Sanita

Data di trasmissione
Durata 1h 40m 1s

1) Torniamo a parlare del Decreto Legge sulle liste di attesa: una presa in giro perchè ripropone norme già esistenti ma scarsamente applicate.

2) Assemblea pubblica a sostegno della resistenza palestinese ad Albano venerdì 14 giugno ore 17.30 in p.zza San Pietro.

3) Parliamo dell'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, accolta positivamente dalla resistenza palestinese che ne sottolinea però le ambiguità e le omissioni.

4) Devastazione ambientale ai Castelli Romani

Coordinamento Regionale Sanita

Data di trasmissione
Durata 1h 32m 1s

1) Corrispondenza con un compagno dei Movimenti di lotta per la casa su politiche della casa della Regione Lazio, iniziativa all'ex fiera di Roma, assemblee di piazza nelle case popolari, verso la mobilitazione alla Regione;

2) Intervento di una compagna del Movimento degli studenti palestinesi, sull'assemblea di giovedì 21 marzo ore 17 all'università "La Sapienza" facoltà di Fisica verso la manifestazione del 30 marzo. Riflessioni sul genocidio in atto e le mobilitazioni in corso;

3) Da Viterbo verso il presidio/tappa della carovana salva visite convocato per giovedì 21/3 ore 10 alla ASL di Viterbo;

4) Dalla Garbatella, intervento del collettivo in difesa del consultorio di Garbatella, San Paolo, Ostiense nel corso dell'assemblea di piazza sulla sanità pubblica nei territori;

5) Giornata mondiale dell'acqua: presidio/assemblea sabato 23/3 ore 15 alle sorgenti del Peschiera, contro ACEA e le grandi opere

8 marzo con la resistenza palestinese

Data di trasmissione
Durata 32m 8s

CON LA RESISTENZA PALESTINESE - 8 MARZO 2024 
Noi femministe, transfemministe, donne, lesbiche, bisessuali, persone trans, non binarie, queer, sentiamo la necessità, questo 8 marzo, di prendere parola contro il genocidio in Palestina: cessate il fuoco ora! Basta vendita di armi a Israele! Stop a ogni programma di cooperazione scientifica e accordi commerciali! 
Le aggressioni coloniali, la guerra, la cultura delle armi e della militarizzazione sono per noi da sempre fonte di oppressione. Lo stupro è l’arma più antica usata in qualsiasi guerra, occupazione, colonizzazione e presidio dei territori. Rifiutiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzare la lotta contro la violenza di genere: gli stupri non dipendono dalla provenienza geografica o dalla religione di chi li commette e soprattutto non possono giustificare l'occupazione e il genocidio del popolo palestinese che Israele porta avanti da molto prima del 7 ottobre. 
Per questo denunciamo la complicità dei governi dell’Europa e del nord America, i profitti delle industrie militari, la repressione contro chi esprime dissenso a questo ordine internazionale, le diverse ma comunque violente forme di colonialismo che i nostri paesi continuano a portare avanti. Oggi quindi condanniamo a gran voce il colonialismo d’insediamento, l’apartheid e la pulizia etnica che Israele mette in atto da decenni. 
I bombardamenti e l'invasione della striscia di Gaza, che proseguono indisturbati, sono solo l'ultimo atto del tentativo di cancellare la Palestina da parte di Israele: un'aggressione sistemica, capillare, che da tempo priva la popolazione di risorse, terre, persone, spazi di vita. Un'aggressione che inizia ben prima del 7 ottobre e che non riguarda solo la Striscia di Gaza ma la Cisgiordania, Gerusalemme, le carceri israeliane in cui sono detenute migliaia di persone palestinesi, tra cui migliaia di bambin*, in condizioni terribili di tortura e isolamento. 
La propaganda sionista pretende di giustificare il genocidio in atto presentandosi come “l’unica democrazia del medio oriente”, pur essendo di fatto uno stato confessionale che pratica l'apartheid, uno stato che nella sua legge fondamentale sancisce differenti diritti per i cittadini in base all'essere o meno ebrei, un sistema basato sull’oppressione razzista, istituzionalizzata e prolungata, di milioni di persone. 
Israele si pone come baluardo delle libertà e dei diritti delle donne e delle persone lgbtqia+, cerca di ripulire la propria immagine di stato occupante e genocida mostrandosi lgbtqia+ friendly, in apparente opposizione a una società palestinese,
che viene dipinta come musulmana, quindi omofobica, transfobica, sessista e arretrata, invisibilizzando le lotte queer e femministe arabe. La propaganda israeliana sulle tematiche lgbtqia+ è talmente radicata da assumere un nome specifico: pinkwashing. Non a caso Israele punta da anni sul turismo gay, una nicchia del mercato utilizzata per mostrarsi progressisti e aperti. 
Parallelamente il termine purplewashing indica la propaganda sulla presunta emancipazione delle donne in israele: immagini di donne israeliane in divisa vengono diffuse dai media ogni giorno, come se sparare alla popolazione palestinese e la leva militare obbligatoria rappresentassero un ideale femminista! 
Noi, in quanto femministe, transfemministe, donne, lesbiche, bisessuali, persone trans, non binarie, queer, sappiamo benissimo che per questa società ci sono vite che contano e vite che non contano, e queste seconde sono considerate inferiori, mostrificate e disumanizzate per ridurle al silenzio. 
Rifiutiamo con fermezza questa chiamata alle armi, così come rifiutiamo lo squallido tentativo di far passare le prese di posizione contro l'apartheid e il colonialismo dello stato di Israele per attacchi antisemiti. 
È ridicolo accusarci di antisemitismo, siamo antifascist* ora e sempre!
Noi non ci sentiamo con le spalle al muro: abbiamo la responsabilità di prendere fermamente parola, riconoscendo il nostro privilegio di persone bianche e occidentali, e per questo scendiamo in piazza anche oggi, 8 marzo, rispondendo agli appelli internazionali alla solidarietà e alla mobilitazione lanciati dall* compagn* queer e femministe palestinesi. 
Nessunə sarà liberə finché non lo saremo tutt3.

Coordinamento Regionale Sanita

Data di trasmissione
Durata 1h 24m

Argomenti della trasmissione odierna:

1) nella giornata internazionale di supporto al popolo palestinese, ricordo e considerazioni

2) due giorni di iniziative al 4Stelle occupato: 2 e 3 dicembre

3) collegamento con il coordinamento lombardo di difesa della sanità pubblica su liste d'attesa e iniziative territoriali

Con Ali nel Cuore

Data di trasmissione
Durata 11m 29s

CON ALI NEL CUORE - Napoli Palestine connection 

Il 22 e 23 settembre il @centroculturalehandalaali , @csoa_officina99 @smashrepression e @mensaoccupata ospiteranno a Napoli il collettivo palestinese @juthour_ .
L'evento sarà l'occasione per ricordare il nostro compagno Ali Oraney   punto di riferimento della solidarietà tra Napoli e Palestina e della resistenza palestinese a Napoli.

Programma 22/09

h 16:00 al @centroculturalehandalaali "Racconti e versi in ricordo di Ali"
h 18:00 a @mensaoccupata
Bazar palestinese, e non solo
Dibattito "Come supportare la Palestina oggi?"
Open mic
h 21:00 cena palestinese

Programma 23/09
 c.s.o.a. officina99

h 19:00 Bazar
h 21:30 live hip hop show e dj set con una line up imperdibile:
Goldpanda (Qufr Qassim, Palestina)
Bn Khalti (Nazareth, Palestina)
Al Nard (Akka, Palestina/Siria)
Malkom (Nablus, Palestina/Siria)
Sabine Salameh (Beirut, Libano)
Ebaa Monther (Golan Heights, Palestina/Siria)
Qalaq (Latakia, Siria)

 

 Juthour è un gruppo di artistə e musicistə palestinesi provenienti da diverse parti della Palestina e della diaspora.
Gli eventi di Juthour sono un esempio di resistenza attraverso l'arte, una resistenza che abbatte i confini e che si racconta attraverso la musica, l’hip hop, l’aggregazione e la condivisione di arte, di storie di vita e di lotta.
Il programma degli eventi prevede il mercato di strada (bazar) e musica dal vivo con show hip hop, dj set e musica sperimentale.
Durante i tour in Europa, Juthour fa conoscere l'arte e la voce di artistə che non possono lasciare la Palestina a causa del regime di occupazione militare, racconta le loro storie e condivide la loro arte nel tentativo di costruire ponti con gli/le artstə in Palestina.
Acquistando dal bazar infatti si finanzieranno direttamente questə artistə; il ricavato dell'evento va a sostenere gli/le artistə che prendono parte allo show musicale e il progetto indipendente di Juthur, una parte degli incassi viene invece distribuito tra i campi profughi palestinesi e altri gruppi che possono trarne beneficio.
In occasione del festival Napoli - Palestina parte del ricavato sarà devoluto al @centroculturalehandalaali per sostenere le attività di supporto alla causa palestinese.

Presentiamo l' iniziativa con un compagno di Napoli del Centro Culturale Handala Ali.

 

 

A 75 anni dalla Nakba

Data di trasmissione
Durata 10m 58s

Dai microfoni della radio Maya dei Giovani Palestinesi Roma presenta la mobilitazione di sabato per ricordare la Nakba

75 anni di te, mia Amata Palestina

Non si tratta di gioiose nozze di platino da commemorare, ma di 75 anni di dolore e sanguinosa accondiscendenza da parte della comunità internazionale. Nel 1948 la Popolazione Palestinese fu espulsa dalle proprie terre natie per mezzo della violenta ed efferata mano sionista. Dopo 75 anni ricordiamo ancora il dolore di quel tempo che chiamiamo "Nakba", la "Catastrofe". Lo ricordiamo non perché si tratti di un anniversario, ma perché quel dolore viene ancora inflitto alla popolazione palestinese tutta. Non commemoriamo qualcosa che è stato, ma qualcosa che è e che, purtroppo, ancora sarà: la mano sionista israeliana schiaccia giorno dopo giorno la Popolazione Palestinese, la deruba di case e dignità, ne strappa un palmo di terra dopo l'altro, colonizza acri ed occupa città. Non siamo disposti ad assistere impotenti, attoniti, ed in silenzio a tale ingiustizia Oggi più che mai mostreremo la nostra fierezza e la nostra Resistenza, insieme ad ogni altro fratello e ogni altra sorella nel mondo che si unirà a questa Lotta.

C'è ancora Speranza, أمل (Amal)  Ci ritroveremo sabato 13 Maggio 2023 Roma-Piazza dell' Esquilino Ore 14.00-16.30

A seguire, ci sposteremo al Festival delle Terre, ore 17,00, con la presenza della giornalista del Palestine Chronicle Romana Rubeo ed Eliana Riva, regista del documentario “Il cielo di Sabra e Shatila”.

Finché non cambierà, Lotta dura sarà