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due voci sulle violenze di Marzo nel carcere di Modena

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La prima voce è quella di un compagno passato per il carcere di Modena. Partiamo da Marzo per descrivere quanto è accaduto per arrivare all'esposto presentato da cinque detenuti per i matrattamenti ricevuti in due carceri diversi.

La seconda voce è quella di un parente che testimonia le violenze subite dal fratello in questa circostanza.

Campidoglio: Gemma Guerrini e la brutta mistificazione della violenza

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In Campidoglio si studia la violenza delle donne sugli uomini con l'obiettivo di «costituire un baluardo dei diritti maschili» .
“Sottotraccia ieri la Commissione del Comune di Roma sulle pari opportunità ha ritenuto necessario affrontare l’argomento della violenza subita dagli uomini per mano delle donne. Non essendoci, come è evidente, il supporto dei numeri di un fenomeno assai marginale e non sistemico, il dibattito è stato tutto ideologico ed ha avuto il chiaro intento di decostruire gli interventi di contrasto alla violenza sulle donne, introducendo elementi di equivalenza di ogni forma di violenza.
Lungi dal voler mortificare quegli uomini che hanno vissuto esperienze di violenza, vogliamo ricordare a chi ricopre ruoli istituzionali, dunque alla Presidente della Commissione del Campidoglio e alla Giunta Capitolina nel suo insieme, che nessun tentativo di mistificazione della realtà potrà passare senza che le associazioni femministe facciano sentire la propria voce.
Un fenomeno drammatico come quello della violenza sulle donne, con statistiche purtroppo costanti e trasversali tra gli strati della società, non merita di essere messo alla stregua di qualsivoglia comportamento deviante: la violenza sulle donne, i femminicidi, sono frutto di una cultura del possesso che appartiene a questa società e che da decenni le donne, in un lungo processo di emancipazione, stanno contrastando. Quando si registra una vittima (donna), uccisa dal suo compagno o ex, ogni 2 giorni, occorre scegliere da che parte stare, perché ogni ambiguità assume sapore di complicità. In questo momento storico, proprio mentre vi è il rischio di un depotenziamento della convenzione di Istanbul, con la Polonia e la Turchia che minacciano l’uscita, scivoloni come quello di ieri non sono ammessi. Il Campidoglio pensi dunque ai centri antiviolenza che ricostruiscono percorsi di uscita dalla violenza per centinaia di donne e pensi ad aprire case rifugio dove possono vivere per non morire per mano di uomini, compagni, padri e mariti, ne servono di più ne servono a centinaia.
Così in una nota le associazioni e le realtà che operano da anni al contrasto alla violenza di genere.

Egitto: ciao all'attivista Sarah

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Sarah era un’attivista egiziana Lgbtqi. Nel 2017 era stata arrestata per aver sventolato una bandiera arcobaleno durante un concerto dei Machrou Laila (un gruppo libanese) al Cairo. Torturata e violentata in carcere, era stata rilasciata su cauzione. Sarah aveva trovato asilo in Canada dove domenica si è tolta la vita. 

Roma: 7 dicembre Nudm FLASH MOB Un Violador En Tu Camino

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Le compagne cilene e di tutto il mondo ci hanno ispirate e fomentate, ora siamo pronte!

Ci vediamo sabato 7 dicembre alle 15.00 per prepararci
e cominciare alle 15.30 super puntuali!

📌Venerdì 6: il TERZO appuntamento
dalle 19:30 Acrobax via della vasca navale, 6
zona Marconi / San Paolo

🎥 VIDEO TUTORIAL
https://www.youtube.com/watch?v=6q12Ro_3mRI&feature=youtu.be

📣 TESTO riadattato
La colpa è del patriarcato
Il braccio armato dello stato
Dice che sono il problema
Giustificando il suo sistema
4 tempi

Il patriarcato punta il dito
E ci giudica iimpunito
Il nostro castigo
E' la violenza che ora vivo
6 tempi

Femminicidio
Impunità per l'assassino
6 tempi

E' l'abuso
E' lo stupro
6 tempi

E la colpa non è la mia
Nè dentro casa
Nè per la via (X2)
4 tempi

Y la culpa no era mia
Ni donde estaba
Ni como vestia (X2)
4 tempi

L'assassino sei tu
Lo stupratore sei tu
6 tempi

Le guardie
6 tempi
I giudici
6 tempi
Lo stato
6 tempi
La chiesa
6 tempi

E lo stato oppressore
E' un macho stupratore (X4)
4 tempi

L'assassino sei tu
Lo stupratore sei tu (X2)
9 tempi

Siamo il grido
Altissimo e feroce
Di tutte quelle donne
Che più non hanno voce (X2)
4 tempi

El violador eres tu.

Il collettivo cileno Lastesis chiama a raccolta tutte le donne e dissidenti del mondo per riproporlo nelle proprie città, nella propria lingua e nella modalità che più si preferisce!

"EL VIOLADOR ERES TU,
Y EL ESTADO OPPRESSOR ES UN MACHO VIOLADOR"

🌈il video originale
https://www.youtube.com/watch?v=0zad42X6Rpg&fbclid=IwAR2Un6GSc9iJ2UZ8ej0oWGMQr71U_anhNwQ_C_2hEnpCvdzr90OhkQeR8gg
 

Cile: Radio Placeres su Daniela Carrasco e il 25 novembre

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Continuiamo le coorispondenze con Radio Placeres dal Cile. Questa settimana.

Il 20 ottobre 2019 in mezzo alle proteste viene trovato il corpo senza vita di Daniela Carrasco (36 anni) conosciuta come “la mimo” a Santiago del Cile.
Immediatamente varie organizzazioni e collettivi emettono dichiarazioni indicando prove di aggressione e tortura da arte di agenti dello Stato.
 
L’Associazione di Avvocate Femministe ABOFEM contatta la famiglia e prende in carico il caso. L’organizzazione invita a rispettare la volontá della famiglia, che in svariate occasioni ha chiesto cautela e un trattamento dignitoso nel rispetto del lutto.
Nei social circolano molte notizie infondate, nonostante l’investigazione sul caso sia ancora in corso. Fino ad ora é stata confermata la presenza di una lettera che spiegherebbe l’eventuale suicidio e non sono stati rilevati segni evidenti di tortura o abuso sessuale, nonostante ció non si scarta l’ipotesi di nuovi e diversi risultati delle investigazioni ancora in corso.
La famiglia di Daniela richiede inoltre di non commercializzare la sua immagine, giacché tale l’iniziativa non é loro e rappresenta un ulteriore fonte di sofferenza per il loro lutto.
 
Forse é per questo che alla manifestazione femminista convocata dalla Coordinatrice 8 marzo qui a Valparaíso per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il 25 novembre, non si sono viste immagini della “mimo”. Quello che ha marcato la giornata sono state le innumerevoli performance di collettivi e associazioni di donne ed gli interminabili slogan per l’aborto libero, la libertá di scelta sulla propia sessualitá e per la giustizia di ogni caso di violenza di genere durante questo mese e mezzo di rivoluzione.
 
Da Radio Placeres vorremmo cmq spiegare la ragione per la quale immediatamente si é sospettato un caso di omicidio da parte degli agenti dello Stato; infatti in Cile le forze repressive in varie occasioni hanno assassinato e poi insabbiato il crimine facendolo passare per un suicidio, grazie alla complicitá dei medici forensi nelle autopsie. I casi emblematici che rappresentano questa pratica sistematica sono:
- Il caso di Salvador Allende, presidente del Cile fino al colpo di stato l’11 settembre 1973, il quale fu assassinato nel palazzo di governo. I Militari che entrarono nell’edificio, uscirono poi con la cosiddetta “arma suicida”, un AK-47 omaggio di Fidel Castro, con la notizia che il presidente si era suicidato. Il dottore forense difese l’ipotesi del suicidio, ma con il passare degli anni si é potuto dimostrare che Salvador Allende fu assassinato con un revolver da parte di un militare.
- Macarena Valdés , donna combattente che difese il suo territorio ancestrale dall’invasione dell’industria estrattivista, fu assassinata il 22 agosto 2016 davanti a suo figlio minore e poi impiccata per simulare un suicidio. Il rapporto ufficiale della prima autopsia dichiaró un suicidio, poi un secondo rapporto realizzato privatamente dimostró che la ferita sul collo era post mortem, lasciando csí in evidenza il crimine.
- Alejandro Castro, dirigente dei pescatori artigianali di Quintero – la zona di sacrificio della cittá di Puchuncaví – il quale lottava per la difesa della sua comunitá contro la contaminazione dell’industria del carbone, gas, petrolio e termoelettrica, é stato trovato impiccato e senza vita a Valparaíso il 4 ottobre 2018. Date le ripetute minaccie di morte ricevute, il sospetto d’omicidio é latente.
Camilo Catrillanca fu assassinato a sangue freddo dal gruppo di operazioni speciali (GOPE) mentre viaggiava nel suo trattore insieme a un minore d’etá, il quale si salvó, il 14 novembre 2018. Camilo era il figlio del presidente della comunitá mapuce Temucuicui.
 
Nonostante sul caso di Daniela non si possano ancora trarre conclusioni, possiamo cmq dire che il tipo di aggressioni e violenze che si sono sospettate su di lei, sono sí un fatto reale nelle almeno 79 denunce di casi di abuso sessuale da parte di carabinieri e altre forze dello stato, secondo l’istituto di diritti umani. Il fatto che il caso di Daniela abbia colpito cosí profondamente la sensibilitá dell’opinione pubblica nazionale e internazionale é forse la prova che quando la notizia di una morte ci arriva tramite una storia, fotografie e altri dettagli, la sentiamo piú vicina piú umana. Ora cerchiamo di immaginarci una storia, una foto, una vita intera dietro a ognuno di quei 79 casi. Non certo per affliggerci ancora di piú ma bensí per svegliare ancora piú forte la nostra coscienza umana e non rimanere mai piú indifferenti e silenziosi davanti agli abusi e alla violenza contro l’umanitá.

Notizie di genere dal mondo: violenze di genere e resistenze.

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Vittoria della class action a nome di oltre 1,3000 donne contro la J&J per l'impianto di 'reti vaginali' contro prolasso (vaginal mesh).
Proposta di legge antiabortista nello stato dell'Ohio (USA) in cui si pretende dare personalita' giuridica all'embrione e obbliga il personale medico a rimpiantare gravidanze extrauterine (tecnica attualmente impossibile). Ottimo esempio di autodifesa dallo stato di New York: una donna di 82 anni si autodifende dal suo aggressore.

23N: NonUnaDiMeno in piazza contra la violenza maschile sulle donne

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In occasione del 25N (giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne) parliamo della Manifestazione nazionale a Roma indetta da Non una di meno per sabato 23 novembre contro la violenza maschile e di genere: Contro la vostra violenza, la nostra rivolta!
Corrispondenze telefoniche da Torino, Napoli e Reggio Calabria