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Intervista a Margherita Giacobino

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Diana E. H. Russell è morta il 28 luglio scorso. A lei, femminista, sociologa e criminologa, si deve l'invenzione e la diffusione del termine femminicidio. A partire proprio dal concetto di femminicidio proviamo ad approfondire con Margherita Giacobino i diversi piani che legano insieme patriarcato, violenza, repressione ma anche di solidarietà e lotta tra donne.

Repressione e patriarcato in Egitto

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Con una compagna facciamo il punto sulla repressione in Egitto a partire dagli aggiornamenti su Sanaa Seif, suo fratello Alaa Abdelfattah, Patrick Zaki, Mahienour al-Masry. Parliamo poi delle 8 giovani donne egiziane condannate a due anni di carcere per aver pubblicato sulla piattaforma social TikTok semplici video di danza violando per il regime "i valori e i principi della famiglia egiziana”. Oltre al carcere ognuna di loro è stata multata di 200.000 sterline egiziane (circa 25.000 euro). Infine tracciamo i contorni della violenza patriarcale in Egitto parlando delle lotte delle donne contro stupri e abusi.

Di patriarcato e repressione in Turchia

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Con il giornalista Murat Cinar parliamo dello scontro aperto tra il governo turco e Twitter, dopo che la piattaforma social ha deciso di sospendere ben 7mila account perché ritenuti falsi e costituiti al solo fine di essere impegnati in una narrazione favorevole al presidente Erdogan e al suo partito e di diffondere sistematicamente e consapevolmente notizie false soprattutto contro i partiti dell’opposizione.
Parliamo poi del decreto firmato da Erdogan alcuni giorni fa che ordina la riconversione della basilica di Santa Sofia di Istanbul in una moschea trasferendola sotto il controllo del Direttorato degli Affari religiosi turco che oltre ad essere una questione dall’alto valore simbolico si inserisce in un contesto più ampio che ricomprende un lungo percorso con cui il presidente ha progressivamente rimesso la religione al centro della vita pubblica della Turchia con un impatto importante in particolare sulla vita delle donne e delle soggettività lgbt. Abbiamo poi in particolare approfondito il tema delle proteste e delle lotte delle donne contro il patriarcato e la violenza maschile che hanno invaso le piazze turche negli ultimi giorni dopo l’ultimo femminicidio di una studentessa di 27 anni.

Sul processo per lo stupro di Parma

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Durata 40m 44s

Corrispondenza con una compagna sull'ultima udienza del processo per lo stupro avvenuto a Parma nel 2010, ai danni di Claudia, una giovane compagna, agito in una sede politica da sedicenti compagni. Con questa udienza si conclude il primo grado di giudizio con le condanne degli imputati.

https://www.ondarossa.info/redazionali/2017/07/comunicato-radio-onda-rossa-sullo-stupro

Il femminismo dagli anni '90 a Nonunadimeno

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Ripercorriamo con una compagna di un collettivo femminista attivo negli anni 90, il Pacha Mama, il femminismo di allora e di oggi, in vista dello sciopero globale delle donne lanciato da nonunadimeno per il prossimo 8 marzo. Due i temi affrontati, il separatismo e il sessimo nei movimenti. 

Violenza di genere: adesso basta! assemblea giovedi @cagnesciolte

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giovedì 24 settembre alle 19 dalle Cagne Sciolte, via ostiense 137, assemblea delle donne sulla violenza di genere.

 

ADESSO BASTA! E' ORA DI SCEGLIERE!

Negli ultimi mesi si sono verificati molti casi di violenza sulle donne negli spazi che, come compagne e compagni, viviamo. E' nata spontanea la voglia di vederci per dare delle risposte, ma anche per costruire un luogo di riconoscimento e di presa di posizione pubblica contro la violenza.

Speravamo che definendoci compagno o compagna avessimo ormai assunto l'antisessismo e la lotta al patriarcato come necessari, innanzitutto mettendo in discussione gli atteggiamenti maschilisti e di possesso che agiamo nelle relazioni, sia intime che collettive.
Evidentemente non è così, se bastassero l'asterisco e la chiocciola quando scriviamo avremmo fatto la rivoluzione!

Le compagne femministe hanno sempre preso posizione e fatto un lavoro comune(anziché di nuovo collettivo) sulla violenza, ma continuano a scontrarsi con le dinamiche che s'innescano intorno all' aggressore: minimizzare, sminuire e isolare la compagna, relegare la violenza all'ambito del privato. Una vera e propria rete di protezione interna che può arrivare a far passare la reazione all'aggressione come un attacco alla realtà politica in cui è avvenuta la violenza.
Quando si dice «non vogliamo fare processi» in realtà si produce un meccanismo di giustificazione per cui si elude il confronto collettivo e si istituiscono mille processi informali alla donna, alimentati dal chiacchiericcio, che costituiscono un'ennesima violenza.

Nominare la violenza e le sue dinamiche per scardinarle non è fare un processo. Parlare di antisessismo, maschilismo, patriarcato, criticarsi nell'agire oppressivo, porsi delle domande fà sì che si possano dare delle risposte collettivamente.
Ora è necessaria un'assunzione di responsabilità e una presa di coscienza dei privilegi del proprio genere e dei ruoli assunti come maschi, soprattutto se bianchi ed eterosessuali.
E' ormai necessario che i compagni si formino sulle questioni di genere e scelgano concretamente le pratiche per combatterli, scardinando i meccanismi di delega e i ruoli educativi normalmente attribuiti alle compagne.

Che genere di relazioni vogliamo? Ci possiamo fidare di rapporti non basati sull'antisessismo? Vogliamo continuare a condividere spazi con compagni che tengono stretti i propri privilegi? Che genere di conflitto possiamo agire nei nostri spazi? Quali strumenti ci diamo per costruire luoghi in cui siamo a nostro agio? In cui siamo libere di arrabbiarci, usare il sarcasmo o l'ironia contro il sessismo e il machismo dei compagni?

Adesso basta! E' ora di scegliere!

Le relazioni di potere ci tolgono forza nelle lotte che portiamo avanti. Affrontarle e sovvertirle è imprescindibile! I panni sporchi non si lavano in famiglia, ma collettivamente.
Per questo abbiamo iniziato ad incontrarci come donne in un'assemblea aperta ed in continua evoluzione. Vogliamo costruire una rete di sorellanza in cui sia possibile riconoscersi, ascoltarsi, sostenersi reciprocamente e trovare insieme le pratiche di autodifesa.

Il prossimo incontro sarà giovedì 24 settembre alle 19 dalle Cagne Sciolte, via ostiense 137.

La ragazza della Fortezza da Basso

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"La ragazza della Fortezza da Basso" così si firma la giovane donna che sette anni fa aveva denunciato uno stupro di gruppo davanti alla Fortezza da Basso a Firenze e la cui vita, come spesso accade, si trova a essere messa sotto accusa dai giudici della Corte d'appello che hanno assolto i sei: l'autoderminazione, le scelte sessuali, l'attività politiche della ragazza diventano motivi per assolvere i sei dallo stupro.

In questo redazionale leggiamo la lettera che la donna ha coraggiosamente pubblicato e proviamo a ragionarne.

Qui la lettera: https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/19/firenze-fortezza-signific…

 

Tutta la nostra solidarietà a "la ragazza della fortezza da Basso":

TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE!