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Roma

Roma sa da che parte stare

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E' arrivata alla fine la raccolta di firme promossa da "Roma sa da che parte stare" per la delibera di iniziativa popolare, rivolta al consiglio comunale di Roma per l'interruzione dei rapporti con Israele. Verranno consegnate al Comune ben più di 16.000 firme, oltre il triplo delle firme necessarie. La campagna è stata un successo ed anche in altre città, come Milano e Torino, sono partite campagne analoghe a quella di Roma. Venerdì 24 aprile ci sarà la conferenza stampa in Campidoglio alle ore 12.00. La campagna quindi ufficialmente si chiuderà ma resterà ancora un gran lavoro da fare per garantire che la delibera venga discussa dall'Assemblea Capitolina. Per festeggiare i 3 mesi di lavoro intensissimo Domenica 26 aprile al circolo Arci "Concetto Marchesi", via del Frantoio 9/C, a partire dalle ore 17.30 si terrà un'assemblea/dibattito e a seguire cena e concerto con Titubanda, Musicanti di Brama, Luca e Tempesta di Assalti Frontali, Konspirators, e tanti altri artisti.

Corrispondenze dal corteo NoKings

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Corrispondenze dal corteo contro le guerre "No Kings" che è partito dalle 14 da piazza della repubblica, doveva fermarsi a Piazza San Govanni ma le 100mila partecipanti hanno deciso di proseguire fino ad occupare la tangenziale e ritornare a san lorenzo. Una ampia partecipazione che ha visto la solidarietà alla palestina come collante sia nelle bandiere sia negli slogan. 

La Roma che resiste si interroga sulle trasformazioni della città. Puntata due

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In studio e al telefono compagn@ di diversi movimenti dei territori romani e dei Castelli sono intervenuti sui processi speculativi che stanno trasformando Roma e la nostra regione. Il consumo di suolo e la sua messa a profitto, anche alla luce del recente disegno di legge costituzionale su Roma Capitale in discussione in Parlamento, rivelano i processi di finanziarizzazione dei nostri luoghi di vita.

Qui la puntata precedente

https://www.ondarossa.info/redazionali/2025/09/roma-che-resiste-si-inte…

28 febbraio in piazza contro la speculazione sugli Ex Mercati Generali

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É lunghissima la lista delle adesioni al primo corteo cittadino convocato dal Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Generali. Oltre centoventi realtà territoriali, comunità di base, associazioni del terzo settore, sindacati, comitati, forze politiche della sinistra hanno sottoscritto l’appello per la manifestazione che attraverserà i quartieri di Garbatella e Ostiense sabato 28 febbraio

Chiediamo l’azzeramento del progetto affidato alla multinazionale statunitense Hines e la revoca della relativa convenzione approvata dal Campidoglio. Chiediamo il il blocco delle ruspe, che hanno già distrutto un’area umida di grande pregio e centinaia di giovani salici e pioppi.

Partecipando ai tre tavoli di “dialogo e ascolto” convocati tardivamente dalla giunta capitolina nel tentativo di contenere il crescente malcontento popolare seguito alla mobilitazione del Comitato, abbiamo verificato che il progetto Hines di studentato di lusso non è sostanzialmente modificabile.

È e resta un progetto di speculazione finanziaria, di gentrificazione selvaggia e oltretutto opaco in termini amministrativi. È la svendita di un bene comune con una lunga e radicata storia nel quartiere senza alcun tornaconto per i cittadini di Roma.

La vicenda degli ex Mercati Generali è anche un paradigma, quello di una città asservita agli interessi delle multinazionali, che sotto la scusa della “rigenerazione urbana” - a Roma come a Firenze, a Napoli, a Milano - si appropriano di aree ed edifici pubblici per realizzarvi appartamenti ed hotel da affittare a prezzi stellari a ricchi turisti internazionali e “nomadi digitali”. Resteranno presumibilmente beneficiarie fin quando il business sarà per loro conveniente, salvo poi lasciare in eredità alveari di cemento e degrado alle amministrazioni di cui hanno utilizzato i favori.

La capitale è interessata da altri progetti edificatori fortemente impattanti, nell’VIII municipio e altrove, progetti che rispondono alle stesse logiche affaristiche e prefigurano un nuovo “sacco di Roma” del terzo millennio. Le realtà sociali e politiche che hanno aderito alla manifestazione di sabato 28 febbraio lo hanno compreso.

La nostra è un'idea di città diversa, fatta di servizi pubblici e gratuiti per le persone a basso reddito, di spazi sociali e culturali di autogoverno, di edilizia residenziale pubblica per il diritto all’abitare di tutt@, di parchi naturali e aree umide tutelate. È un’idea di libertà che passa nelle strade dei quartieri e nelle donne che le attraversano, per questo si connette alla lotta transfemminista.

La concomitanza del corteo per gli ex Mercati Generali con la manifestazione contro il DdL Buongiorno di sabato prossimo sarà solo l’occasione per uno scambio di interventi tra i due palchi, prefigurando una convergenza, anche di corpi oltre che di idee, in prossimi appuntamenti.

Il concentramento sabato 28 febbraio sarà a largo delle Sette Chiese alle ore 14 e 30, il corteo sfilerà fino all’ingresso degli ex Mercati Generali in via Ostiense seguendo un percorso a tappe con momenti di informazione e interventi dal camion, musica delle bande di strada.

Ci saranno molte bandiere della Palestina, anche per sottolineare la compartecipazione di capitali tra il fondo immobiliare Hines e l’assicurazione israeliana Menora Mivtachim, impegnata nella realizzazione di colonie illegali in Cisgiordania.

Ci vediamo in piazza sabato 28 febbraio, ore 14.40, Largo delle Sette Chiese. (Chiediamo a partiti e organizzazioni politiche e sindacali di non portare bandiere per rispettare il carattere civico del Corteo).

Fermiamo la speculazione sugli ex Mercati Generali!

Roma sa da che parte stare

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Con un compagno del "Comitato solidarietà con la Palestina in terzo", diamo un aggiornamento sulla campagna "Roma sa da che parte stare", finalizzata a raccogliere firme per una Delibera di Iniziativa popolare che prevede la rottura immediata di ogni rapporto con lo stato di Israele da parte dell'amministrazione capitolina. I risultati della campagna sono estremamente positivi, raccogliendo una forte adesione nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nei punti di aggregazione cittadina: il risultato delle 5000 firme è stato rapidamente raggiunto ma la campagna proseguirà nelle prossime settimane: l'obiettivo è quello di raggiungere quanto prima le 20.000 firme. Oltre ad offrire una manifestazione concreta di solidarietà per la popolazione palestinese, la campagna ha prodotto il risultato di riportare il discorso sulla Palestina nelle piazze e nelle strade di Roma per combattere contro tutte le forme di colonialismo e di imperialismo.

Di seguito, il comunicato stampa:

"La città di Roma sta rispondendo in numero sempre crescente alla campagna lanciata da "Roma sa da che parte stare". In migliaia, nei soli primi 15 giorni di raccolta, hanno firmato la delibera di iniziativa popolare che abbiamo presentato per la rottura immediata di ogni rapporto con lo Stato di Israele. Si tratta di un risultato importante che conferma la partecipazione di una città che, già nei mesi di settembre e ottobre 2025, aveva visto decine di migliaia di persone scendere in piazza per chiedere lo stop del genocidio in corso a Gaza e il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese. Una città che non si è fatta ingannare dalla falsa pace proposta da Trump e dai suoi alleati. e che continua a mobilitarsi di fronte al perdurare delle violenze. Al genocidio strisciante, fatto di bombardamenti, privazione di acqua e cibo a Gaza, si è aggiunta un'accelerazione della pulizia etnica in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, dove coloni ed esercito continuano nella loro opera di espulsione e uccisione dei palestinesi. La proposta di delibera di iniziativa popolare nasce da un percorso collettivo, pubblico e partecipato, in cui realtà, situazioni e sensibilità diverse si sono confrontate nel merito fino a costituirsi in un comitato promotore. E' da questo lavoro comune che ha preso forma il testo oggi sottoposto alla firma dei cittadini. Abbiamo appreso che prima il Movimento 5 Stelle e poi Sinistra Italiana hanno deciso di partecipare alla raccolta firme della delibera popolare presentata da "Roma sa da che parte stare", ne prendiamo atto come di un segnale che conferma la forza e la giustezza delle richieste avanzate. Ben vengano le adesioni e i contributi che vorranno sostenere questa campagna. Allo stesso tempo, resta intatto il percorso collettivo che ha dato origine alla proposta e il ruolo del comitato promotore che continuerà a portarla avanti con coerenza e determinazione. Proseguiremo quindi, con ancora più convinzione, in tutta la città nella raccolta delle firme per lanciare un messaggio chiaro al Sindaco e al Consiglio comunale: non faremo un passo indietro e porteremo fino in fondo questa battaglia affinché Roma interrompa ogni rapporto con lo Stato di Israele e assuma finalmente una posizione concreta di fronte a quanto sta accadendo al popolo palestinese.