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Roma: comunicato Ex51 sulla campagna diffamatoria

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«Se veniamo attaccati dal nemico, è un bene, poiché ciò dimostra che

abbiamo tracciato una linea di demarcazione molto precisa tra noi e

il nemico. E se quest'ultimo ci attacca con violenza, dipingendoci a

fosche tinte e denigrando tutto ciò che noi facciamo, è meglio ancora,

poiché ciò dimostra non soltanto che noi abbiamo tracciato una linea

di demarcazione molto precisa tra noi e il nemico, ma anche che

abbiamo conseguito un notevole successo nel nostro lavoro».

 

Dopo la grande manifestazione del 31 gennaio a Torino abbiamo assistito a una forte reazione del governo in due direzioni: una stretta securitaria e autoritaria, già parte del suo programma da destra radicale, e un importante sforzo mediatico per attaccare l’opposizione reale, quella sociale e di piazza.
La prima è uno strumento completamente nelle loro mani che ha preso la forma di un nuovo decreto sicurezza e di un disegno di legge; a essi è necessario contrapporsi ancora in maniera decisa, riprendendosi metro dopo metro gli spazi di libertà negata. Non è certo sufficiente osteggiare simili provvedimenti timidamente e con qualche frase ad effetto, come magistralmente fa la sinistra istituzionale, per beceri motivi elettorali e che, qualora al governo, avrebbe reagito in modo analogo. Il secondo, cioè la propaganda mediatica, àmbito nel quale l’apparato statale è egemone, sembrerebbe non aver funzionato a dovere fin da subito. Forse perché preso dalla foga, forse perché screditare una piazza da 50.000 persone non era semplice; forse perché parzialmente controbilanciato da una stampa più vicina alla sinistra partitica e pallidamente scettica su vari aspetti (esclusivamente per i suddetti motivi elettorali, non ci si illuda: un identico attacco al corteo è comunque arrivato anche da loro); forse perché, nonostante gli ingenti e costosi mezzi di comunicazione, non può incidere su ogni argomento. Etichettare la rabbia sociale esclusivamente come la cosiddetta “violenza dei centri sociali” e addirittura “terrorismo” non ha apparentemente raggiunto i risultati sperati, visto che è evidente alla maggior parte della popolazione come la realtà sia ben distante e più articolata. Ciò ha spinto gli apparati dello stato a rincarare la dose: infatti, il copione si è ripetuto dopo la manifestazione di Milano del 7 febbraio contro la devastazione economica e ambientale prodotta dalle olimpiadi. La retorica del potere, se possibile, si è dimostrata ancora più vuota: chi manifesta è “nemico dell’Italia!”. Una nuova inchiesta, se così si può dire, ha quindi preso di mira in modo subdolo e vigliacco alcuni spazi sociali di Roma, tra cui l’Ex 51, cercando di dipingerli con un’immagine distorta, attraverso riprese acquisite di nascosto e montate ad arte, con musiche cupe, tinte fosche e una dose massiccia di sensazionalismo. La narrazione è così grottesca e lontana dalla realtà che non vale neanche la pena analizzarla nel dettaglio. Non è nostro interesse dare loro alcuna attenzione. Anzi, quasi ci rallegra questo interesse morboso e accanito nei nostri confronti, perché ci offre l’opportunità di rilanciare e mostrare, anche a chi non ci conosce, chi siamo veramente e che cosa facciamo. Come altri centri sociali, collettivi e realtà che si autorganizzano per proporre dal basso alternative concrete allo stato di cose, ci sentiamo di dire che il nostro spazio rappresenta una vera opposizione. In un quartiere e in una più ampia zona di Roma - quella del quadrante Nord-Ovest - dove i problemi sono tanti, profondi e radicati e al contempo ignorati dalle istituzioni, l’attenzione mediatica, invece di curarsi della desolazione e dell’abbandono in cui la popolazione vive, dei diritti negati e delle condizioni materiali ogni giorno peggiori, cerca, per conto di chi governa, di criminalizzare chi costruisce percorsi per opporsi a tutto questo.

La nostra opposizione si manifesta attraverso un conflitto reale, costruito con percorsi di lotta dal basso, contro lo stato attuale delle cose, e, al contempo, attraverso iniziative di informazione e condivisione, formazione e dibattito, attività sociali a tutti i livelli. Basterà dire che abbiamo avuto conoscenza del servizio, in parte anche a noi dedicato, subito dopo una bella giornata di distribuzione indumenti nell’àmbito del nostro progetto di Guardaroba Solidale e apprestandoci a discutere della prosecuzione del percorso nazionale, tracciato a partire dalla grande assemblea del 17 gennaio a Torino. Siamo entrambe le cose, seppur per il potere ciò non sia concepibile né ammissibile, e in ogni caso da reprimere. Rifiutiamo e non ci riconosciamo nella dicotomia tra buoni e cattivi, sempre più spesso utilizzata da questo governo, come anche da quelli precedenti, per dividerci e criminalizzarci. L’apparato dello stato ci attacca con le sue armi. Dobbiamo sempre ricordare che, oltre alla necessità di difenderci, ciò offre opportunità e che la scelta del campo di battaglia spetta a noi. Crediamo che questo campo sia nei quartieri delle città, nei piccoli centri e in ogni comunità che si forma attorno a bisogni che questo sistema tradisce quotidianamente. Si trova nelle attività sociali e culturali che le realtà propongono dal basso. Si trova nei movimenti e nelle piazze che, con le loro specificità, sono attivi ogni giorno per creare un’opposizione concreta a questo stato di cose.

La lotta mediatica non ci appartiene: al momento è sproporzionata in termini di forze e la propaganda, che avvelena le persone sedute davanti alla TV, non può essere affrontata ad armi pari. Ma possiamo mostrare a tutti che cosa realmente siamo, nella quotidianità e nelle lotte, mantenendo la nostra identità, la nostra narrazione e soprattutto la nostra agenda, nella consapevolezza che un mondo diverso, senza disparità o ingiustizia, è possibile.

Ci appelliamo quindi a tutti i centri sociali, i collettivi, le assemblee e le realtà della città che vogliano condividere con noi idee e proposte per rilanciare un percorso cittadino di lotta, che difenda e promuova gli spazi e tutto ciò che facciamo quotidianamente, che unisca contro il costante attacco e ribalti il tavolo, che faccia vera opposizione in base alle proprie pratiche e specificità.

Proprio per questo invitiamo collettivi, percorsi e singole individualità ad un’assemblea per discutere di tutto il 1 marzo alle 14:30 presso il nostro spazio in via Aurelio Bacciarini, 12, Valle Aurelia.

Ci vedremo in piazza il 14 febbraio per L38 e il 21 febbraio in ricordo di Valerio Verbano. Ad Askatasuna la nostra solidarietà militante, vicinanza ideale e gratitudine per quanto fa e rappresenta.

A ZK Squat e Leoncavallo la complicità e la vicinanza per i recenti sgomberi. A L38 Squat, Officina 99, CaseMatte e Spin Time la solidarietà per le minacce ricevute. A tutti gli spazi e i collettivi oggi sotto attacco la nostra rabbia, perché, se continuiamo la lotta, gli apparati dello stato non potranno fermarci mai.

Contro il governo Meloni Contro ogni oppressore Contro il pacchetto sicurezza e l’attacco mediatico. In difesa degli spazi sociali e per il rilancio di un’opposizione reale, dal basso e conflittuale. Il popolo si ribella Ostinatamente,

Spazio Sociale Ex 51- Valle Aurelia - Roma, 11 febbraio 2026

Dub Grade

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Diciannovesima puntata (nonostante i calcoli del nostro Ufficcio Puntate, Cifre e Numeri Vari), della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

Con il nostro ormai clasico trio, formato da Samer, Mariano e Barabbas, abbiamo proposto una puntata con informazione e musica. Durante la prima ora abbiamo fatto un giro per l'Italia con alcune notizie provenienti da Milano, Roma e Torino. Poi, abbiamo commentato la notizia sulle cifre delle vittime del genocidio in Gaza riconosciute dalle stese IDF.

Nella seconda metà abbiamo avuto come ospite nello Studio 2 di Via dei Volsci a Filippo, outta Immiroots Sound System. Con lui abbiamo ascoltato tanta musica grazie alle sue selections, ma abbiamo anche presentato due nuove tunes della loro produzione, in collaborazione con Ranking Joe e Blue Shepperd

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Sly Dunbar - Mr. Bassie
Dennis Brown - Revolution
Sly Dunbar - Triplet
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Ken Broothe - Who gets your love
Yabby You - I am just dread
Jah Vakton - From Jamaica to Nigeria
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Mystic Music - Hard rock
Lancy Rankin - Life
Bitty Mc Lean - It's running over
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Immiroots meets Ranking Joe - High grade
Blue Shepherd meets Immiroots - Dub grade
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Jennifer - Do his works
Sharon Little - Mash up creation
Pablo Gad - Times hard
Lyrical Benjie - Gone this ya style (Rub a dub style)
Nadine Sutherland - Una me blood
Martín Campbell - Ignorance and Poverty
Immiroots & Sun System Hi FI meets SaxndDub - Summer love (dubplate)

Torino: domani corteo per Aska, contro guerra, governo e per gli spazi sociali

Data di trasmissione

Domani a Torino grande corteo nazionale dopo lo sgombero di Askatasuna del 18 dicembre 2025, lanciata dall'assembblea del 17 gennaio 2026, contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali.

ieri la conferenza stampa a Palazzo nuovo occupato ha anticipato una grande e variegata partecipazione, dal Comitato Vanchiglia Insieme, a movimenti studenteschi, centri sociali, sindacati di base, organizzazioni in solidarietà con la Palestina e molto altro, da tutta Italia.

Ne parliamo con una redattrice di Radio Black Out che seguirà in diretta il corteo, diretta che dalle ore 14 rimanderemo anche dai microfoni di Radio Onda Rossa

The last dub before Christmas

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Quindicesima puntata -e l'ultima del 2025-, della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rosa.

Con la ciurma ridotta a Samer e Mariano, abbiamo proposto una puntata con un annalisi dello sgombero dell'Askatasuna, riproponendo alcune testimonianze, direttamente da Torino, andate in onda sulle frequenze ROR la mattina del giovedì 18 dicembre.

Nella seconda metà abbiamo ascoltato tanta musica grazie alle selections del nostro Samer.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Yellow Man - Santa Clous never comes to ghetto
Eek a Mouse - The night before Christmas
John Holt - Happy X-mas (war is over)

Dennis Brown - Easy take it easy
Jhonny Clarke - Judge not a man
Nucleus Roots - State of mind

Yami Bolo - Be still in Babylon
Barry Issac & Dougie Conscious - Political stormtrooper
Shako Lee - None a Jah Jah children
Mystical Powa - Warriors
Yehoud I - Brother
The Toyes - Smoke Two joints
The Disciples feat. Roberto Sanchez - Tell the children (disco mix)
 

Torino: misure cautelari per il corteo per Ramy

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A sole 24 ore dalla sentenza del processo in cui è caduta l'accusa di associazione a delinquere nei confronti dei militanti di Askatasuna, questa mattina, all'alba, la questura di Torino ha deciso di notificare otto misure cautelari, di cui quattro arresti domiciliari e quattro obblighi di firma, a giovani compagni e compagne accusati di avere alzato la testa il 9 gennaio di quest'anno, quando migliaia di persone hanno deciso di scendere in piazza chiedendo verità e giustizia per Ramy. Ne parliamo con un compagno del collettivo universitario autonomo di Torino.

 

Processo Askatasuna, cadono i reati associativi

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Cadono, nel processo di primo grado contro 28 militanti del centro sociale Askatasuna di Torino, tutte le accuse più gravi relative a reati associativi, in particolare quella inerente a una supposta associazione a delinquere che avrebbe visto il coinvolgimento di tutte le persone accusate.

La nostra corrispondenza con una compagna di Askatasuna.