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Estrattivismo dei dati

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Puntata 23 di EM, quinta del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di tre storie diverse, con un unico filo conduttore: il potere che stiamo consegnando alle macchine e alle infrastrutture che le governano.

Nella prima parte partiamo da Kill Chain: l’automazione militare, le catene decisionali opache e il modo in cui la tecnologia può distribuire la responsabilità fino a farla sparire (il caso del sistema Maven e l'uccisione di 175 bambini in Iran).

Nella seconda entriamo nel mondo degli AI Agents: sistemi presentati come autonomi e intelligenti, che aprono scenari inquietanti in cui l'essere umano diventa una loro interfaccia (Human API) da utilizzare esattamente come altre interfacce software, per procedere autonomamente nello svolgimento di compiti complessi. Strumenti in realtà ancora pieni di limiti pratici, fragilità operative e promesse spesso molto più grandi dei risultati reali.

Nella terza guardiamo a ciò che accade fuori dai laboratori e dai boardroom: la crescente rivolta contro l’AI, che a Londra ha visto scendere in piazza migliaia di persone per protestare contro Google, Meta, OpenAI e contro un modello che concentra ricchezza, dati e potere.

Una puntata su guerra, automazione, propaganda tecnologica e conflitto sociale.

Estrattivismo dei dati

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Puntata 19 di EM, quarta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di identità digitale con Jaromil, hacker, sviluppatore e attivista italiano tra i protagonisti della scena internazionale del software libero e della crittografia. Con lui esploriamo i rischi e le promesse dei nuovi sistemi di identità digitale – dal progetto europeo alle alternative decentralizzate basate su crittografia e web of trust – fino agli scenari futuri in cui saranno agenti di intelligenza artificiale a gestire deleghe e credenziali per nostro conto. Una conversazione su libertà, privacy e potere nell’architettura delle identità online.

Estrattivismo dei dati

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Puntata 5 di EM, prima del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale dal punto di vista dello sfruttamento socio-ambientale che la rende possibile: consumo di risorse materiali, energetiche, acqua, suolo, impatti sulle popolazioni locali. Lo facciamo con un’ospite che ci ha raggiunto nella nostra redazione di San Lorenzo a Roma6, Sara Marcucci, ricercatrice e membro del collettivo AI + Planetary Justice Alliance, che si occupa proprio di rendere visibili gli impatti planetari dell’intelligenza artificiale.

Dopo la prima parte di presentazione delle attività del collettivo e di alcuni degli strumenti di cui si è dotato per analizzare gli impatti dell’AI nei più disparati scenari globali, nella seconda parte parliamo degli AI Hyperscaler Data Center, fabbriche di calcolo a scala mastodontica, spesso dislocate in regioni già fragili, dove causano scarsità d’acqua e di energia, con aumenti straordinari dei costi in bolletta e dove le persone cominciano a ribellarsi.

Nella terza parte, proviamo a ragionare su cosa si può fare per non cedere all’inevitabilismo tecnologico, a partire dalla divulgazione e dalla diffusione di conoscenza, fino all’advocacy politica e all’autorganizzazione dal basso per la resistenza ai soprusi dei Big Tech.

Estrattivismo dei dati

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Puntata 27, ottava del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di digitale e psicoanalisi. Presentiamo "I Popoli dell’Es", il nuovo libro di Chiara Buoncristiani e Tommaso Romani, entrambi psicoanalisti e ricercatori a Roma. Tra riflessioni sul nostro rapporto con le tecnologie e l’ibridazione delle soggettività.

Prima parte: istituzioni digitali e apocalisse quotidiana

Si parte dal rito del doomscrolling, che rivela come i feed personalizzati abbiano preso il posto di scuole, famiglie e chiese: le “istituzioni” che un tempo garantivano orientamento psichico, vengono oggi sostituite da algoritmi e flussi informativi. L’attenzione, moneta del capitalismo cognitivo, ci cala in un sentimento apocalittico — inteso sia come rovina sia come rivelazione — che da un lato manifesta la crisi di poteri gerarchici e, dall’altro, apre spazi di desiderio politico orizzontale. Tra i rischi di fake news e neo-verità, emerge però la possibilità che molte voci marginali trovino finalmente ascolto.

Seconda parte: ibridazione e scrittura collettiva

Il cuore del libro pulsa in un approccio assemblage, dove mondi interiori e realtà digitali non si fronteggiano ma si intrecciano in un “tra” di soggettività multiple. La scrittura diventa pratica politica: non un dialogo a due, ma un montaggio di frasi e contributi — da psicoanalisti, antropologi, filosofi, teorici queer e artisti — che dà forma a un «collettivo» di voci. Il capitolo “Nexa”, realizzato in forma collettiva, incarna l’idea deleuziana di concatenamento, mostrando come ogni soggettività sia a sua volta un piccolo arcipelago di relazioni.

Terza parte: tecnologie, corpo e intelligenza artificiale

Conclude la puntata un’immersione nell’ibridazione tra corpo reale e “corpo algoritmico”: protesi, botox, like sui social diventano spinte pulsionali che rimodellano i nostri desideri. Dal cyber-femminismo alla nozione di “soggetto nomade”, si esplora come le IA non ci rispecchino passivamente, ma diventino l’altro con cui negoziare un «macro-organismo» postumano. Tra visioni transumaniste di potenza e prospettive postumane più democratiche, il futuro si gioca nella capacità di coesistere — umani, altre specie e macchine — in un equilibrio dinamico e ancora tutto da raccontare.

 

Trascrizione integrale della puntata.

 

Estrattivismo dei dati

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Puntata 23 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei dati.

Nella prima parte, esploriamo il cuore ideologico della Silicon Valley. Parliamo del “golpe tecno-filosofico” in corso: dal tescrealismo all’onnipresenza di personaggi come Peter Thiel, Elon Musk, David Sacks o Alex Karp e della lora visione elitista del futuro. Un’ideologia che, tra accelerazionismo e tecnoreligione, tenta di ridisegnare il mondo a propria immagine, aggirando e sgretolando le istituzioni democratiche.

Nella seconda parte, ci soffermiamo sul potere trasformativo dell’intelligenza artificiale. A partire dall’articolo “Da strumento a istituzione”, analizziamo come i modelli linguistici non siano più solo software, ma veri e propri attori istituzionali. L’intelligenza artificiale non si limita a fare; comincia a decidere, organizzare, governare. Dobbiamo guardare ad essa come ad un'istituzione, ci dobbiamo con essa relazionare come ci si relaziona con un'istituzione, se vogliamo esercitare un'azione di pressione e rivendicazione.

Infine, nella terza parte, apriamo uno spiraglio su pratiche di resistenza concreta. Con Dan McQuillan parliamo di opposizione attiva alla colonizzazione infrastrutturale dei territori da parte dei data center, di critiche neoluddiste alle imposizioni dei potenti tecnocrati e di ritrovo di una misura nel tempo presente. Perché difendere singoli individui e comunità può voler dire anche rifiutare centri di calcolo energivori ed inquinanti, coltivare un sano e profondo spirito critico rispetto alla moderna società ultra-tecnologica e ai suoi rischi e condividere un rispetto assoluto per la Natura, i suoi tempi e le sue meraviglie. Anche questo è, oggi, opposizione agli autoritarismi reazionari determinati in larga parte da sempre più sofisticate mediazioni artificiali.

 

[00:00-24:00] Esploriamo di nuovo il cuore ideologico della Silicon Valley parlando del “golpe tecno-filosofico” alla base della moderna tecnocrazia reazionaria.

[27:40-48:40] A partire da un recente articolo “Da strumento a istituzione” comparso su Il Sole 24 Ore, analizziamo come i modelli di IA generativa non siano più solo software, ma veri e propri attori istituzionali.

[52:53-71:40] Ragioniamo su pratiche concrete di resistenza agli autoritarismi tecnologici indotti da sempre più sofisticate mediazioni artificiali.

 

 

Estrattivismo dei dati

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Puntata 15 di EM, quarta del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di Deepseek, modello di intelligenza artificiale generativa cinese. Ripercorriamo quello che si è detto dopo il suo dirompente ingresso recente nella competizione mondiale dei Large Language Model. Si tratta davvero di un'alternativa economicamente ed ambientalmente sostenibile, tanto da far sperare in un rallentamento del dispiego di potenza computazionale e degli investimenti folli nel campo? Quel che è certo è che si è dato avvio ad un dibattito a cui prendiamo parte con la puntata di oggi.

Attraverso ottimizzazioni ingegneristiche di rilievo rispetto alle controparti americane, i modelli DeepSeek forniscono indubbiamente un contributo rilevante al processo di ricerca scientifica nel settore in grande evoluzione. Inoltre essi sono stati rilasciati ben descritti e sotto licenze che consentono a chiunque di scaricarli ed utilizzarli liberamente, sia in modo diretto che attraverso personalizzazioni (es. "fine tuning", "retrieval-augmented generation"). Tuttavia, sebbene i parametri (o pesi) dei modelli siano pubblici, DeepSeek non ha reso disponibili il codice sorgente completo o i dati di addestramento originali. Questo approccio, noto come "open weight", offre una trasparenza maggiore rispetto ad altri modelli proprietari, ma non soddisfa la definizione di open source secondo l'Open Source Initiative (OSI).

In effetti, i cinesi di DeepSeek non hanno realmente cambiato la traiettoria tracciata dai grandi hyperscaler statunitensi, e dunque proseguono su un percorso che appare insostenibile sia per l'ambiente che per la società umana. L'attuale modello di sviluppo dell'intelligenza artificiale statistica si traduce sempre in una crescita esponenziale della domanda computazionale, con un impatto energetico massiccio sulla natura e un'aggressione continua alle esistenze degli individui per estrarre dati. Stiamo attualmente costruendo un futuro in cui potenza di calcolo e dati continuano a dover crescere in modo folle, ma a quale prezzo? Mentre risorse cospicue vengono drenate per addestrare modelli sempre più grandi alla ricerca della cosiddetta intelligenza artificiale generale (realtà o chimera?), il mondo affronta bisogni primari irrisolti. Stiamo davvero avanzando o ci stiamo solo avvitando in un delirio tecnologico senza visione?

In questa puntata di Entropia Massima:

1) Ciò che è passato nei media occidentali sconvolgendo coscienze e finanze: DeepSeek ribalta Silicon Valley [00:00-21:00]

2) Il nostro "fact checking" in base agli articoli di ricerca pubblicati dagli scienziati cinesi: DeepSeek innova Silicon Valley, ma è proprio la "stessa minestra" [25:20-42:50]

3) L'attuale processo di sviluppo di IA statistica, indipendentemente dalla geografia, è troppo aggressivo su pianeta e società. La tecnopolitica globale ignora colpevolmente (per interesse a breve termine) questo aspetto. Rallentare o rifiutare per cercare una nuova visione per un futuro davvero sostenibile è proprio un tabù? [46:35-67:52]

Estrattivismo dei dati

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Puntata 12 di EM, terza del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di ideologie di destra basate sulla tecnologia, e in particolare di TESCREAL ed Elon Musk (PRIMA PARTE), di come la sinistra istituzionale si allinei, in particolare in Gran Bretagna con Keir Starmer (SECONDA PARTE), e di approcci alternativi dal basso per resistere a tali visioni tecnocratiche e distopiche (TERZA PARTE).

 

In questa puntata:

1) Conosciamo meglio la tecnocrazia conservatrice di governo US e le ideologie dogmatiche TESCREAListe (con solide radici eugenetiche) di Big Tech [00:00-34:05]

2) Raccontiamo come forze progressiste di governo (non) rispondano ai diktat Big Tech: il caso emblematico dei laburisti UK [34:05-51:40]

3) Prospettiamo approcci tecnologici avanzati e conviviali (es. "dal basso", con tante IA locali su piccola scala, da "imparare e costruire insieme", ciascuna sotto pieno controllo ed a servizio di cittadini di collettività circoscritte) per una società del futuro umana, partecipata, sostenibile ed equilibrata [55:30-70:43]

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Puntata 7, seconda del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di Intelligenza Artificiale e precarizzazione del lavoro, della moderna forma di produzione del valore legata alle tecnologie digitali, di come funziona l'Economia dell'attenzione e delle ripercussioni nelle nostre vite.

Il progetto Q* distruggerà il mondo?

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Secondo diversi rumors dietro il licenziamento, poi rientrato, di Sam Altman, AD di Open AI, uno dei principali laboratori di ricerca sull'intelligenza artificiale, ci sarebbero i timori nei confronti di un progetto denominato Q* i cui effetti sul genere umano potrebbero essere potenzialmente addirittura letali.

Ne abbiamo parlato con uno dei redattori della trasmissione Le dita nella presa.