Mobilitazione dell'Immagine Ritrovata
Corrispondenza sul presidio/assemblea pubblica dei lavoratrici e i lavoratori de L’Immagine Ritrovata
Corrispondenza sul presidio/assemblea pubblica dei lavoratrici e i lavoratori de L’Immagine Ritrovata
I grant you refuge è una mostra fotografica collettiva e diffusa che presenta immagini straordinarie de sei fotografi della Striscia di Gaza, in rappresentanza delle decine di fotoreporter che vivono e lavorano in quell'area, testimoni oculari di uno dei conflitti più devastanti del nostro tempo. La mostra si propone di dare voce e visibilità alla sofferenza e alle atrocità che il popolo palestinese sta subendo, nel silenzio assoluto dei media occidentali.
Con una attivista della Land Convoy to Gaza, diamo un aggiornamento sulla situazione degli 11 attivisti e attiviste prigioniere nella Libia orientale dal 24 maggio scorso, in uno dei centri illegali di detenzione non ufficiale gestiti da milizie armate. Gli aggiornamenti sulla condizione de* detenut* sono esclusivamente informali, dal momento che è molto difficile portare avanti un dialogo sia con le autorità libiche che con i rappresentanti della diplomazia italiana a Bengasi, il cui atteggiamento sembra improntato ad un'accondiscendente prudenza.
Panoramica delle iniziative in Italia al fianco della resistenza palestinese
Ciccio Collina, RSA SI Cobas alla Logiport (gruppo Grimaldi) di Salerno, lo scorso 26 maggio è stato licenziato perché da anni si batte per la sicurezza sui Terminal e a causa del suo impegno sindacale contro l'economia di guerra e contro il traffico di armi dirette ad alimentare il genocidio del popolo palestinese. Nelle stesse ore alla De Luca di Napoli due operai ricevevano la lettera di licenziamento in tronco con motivazioni pretestuose, in realtà perché avevano aderito al SI Cobas per porre fine alla barbarie dei turni spezzati e del lavoro a chiamata. Sabato 6 giugno, ore 17,30 asse
Oggi, venerdì 5 giugno, 2026 dalle 9.30 presidio all'Università di Torvergata per chiedere la libertà per Mahmoud Talal Al-Najjar, ricercatore e ingegnere palestinese, che vinta una borsa e ottenute tutte le carte necessarie per la mobilità, era atteso per un master all'Università di Roma2 a Tor Vergata, quando lunedì 1 giugno le forze di occupazione israeliane hanno sequestrato al valico di Kerem Shalom. Per 48 ore non si è saputo più niente di lui, ora sappiamo solo che è rinchiuso nel carcere di Ashkelon.
Collegamento in diretta telefonica con un compagno dal Laurentino: l* compagn* sono davanti al Teatro Elsa Morante al Laurentino 38 perché fra un paio d'ore verrà Sigfrido Ranucci di Report a presentare il suo libro. L'obiettivo di questo momento di visibilità è quello di parlare di quello che accade nei quartieri popolari.
Mahmoud Al-Najjar è l’unico sopravvissuto del suo nucleo familiare. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i suoi quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, a causa di un bombardamento israeliano. Atiya Al-Najjar, fratello di Mahmoud, ha dichiarato che la famiglia è venuta a conoscenza del suo arresto oggi tramite uno dei colleghi che lo accompagnavano nella missione.
In collegamento con Laura della scuolina popolare di Tor bella monaca parliamo del territorio e delle realtà autorganizzate per supportarsi vicendevolmente come nel caso di questa scuola.
DI seguito il comunicato per l'iniziativa di autofinanziamento del 5 GIUGNO:
Festeggiamo l'anno trascorso insieme con una serata di convivialità pensata per chiudere in bellezza questo percorso e, soprattutto, per raccogliere l'energia e le risorse necessarie a riaprire a settembre ! 🚀