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1 Maggio: giornata di lotta internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori

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1 Maggio giornata di lotta internazionale, istituita dall’Associazione Internazionale dei Lavoratori (II Internazionale) nel 1889 a partire dalle lotte negli USA per la riduzione a 8 ore della giornata lavorativa. Ne abbiamo parlato con compagne e compagni, fra gli organizzatori del corteo di quest’anno, riflettendo su questa giornata e in generale sulla declinazione odierna del conflitto capitale/lavoro e la sua dimensione internazionale. L’unità internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori è l’antidoto al nazionalismo e alle guerre?

Embargo militare bilaterale per Israele

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Made in Italy per l'industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele è il dossier redatto da Giovani palestinesi in Italia, People's embargo for Palestine, Palestinian Youth Movement, Weapon Watch con la consulenza di European Legal Support Center che documenta come l'Italia ha continuato a esportare armi e carburanti verso Israele senza sosta dal 7 ottobre 2023.

Cuba tra embargo e resistenza

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In studio, con due compagni da poco rientrati da Cuba, parliamo della situazione nell'isola, a fronte dell'embargo e delle minacce trumpiane, sempre più stringenti. Nonostante tutto questo, la popolazione cubana dimostra un profondo spirito di resilienza e cerca di risolvere le difficoltà legate alla carenza di carburante, di elettricità e di beni essenziali, soprattutto a L'Avana, dove la solidarietà popolare è molto forte: gli ospedali, pur mancando di medicinali e di attrezzature, continuano ad essere aperti, così come i musei, sia pure con orario ridotto.

RadioPillole contro il 41 bis: la direzione antimafia e antiterrorismo (DNAA)

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Entro il 4 maggio, a distanza di quattro anni dal 2022, dovrà essere riconfermato il 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Tra il 2022 e il 2023, grazie allo sciopero della fame di Alfredo Cospito e a una mobilitazione diffusa, per la prima volta nella storia recente si è parlato e si è messa in discussione l’effettiva umanità del regime di 41 bis. 

Ricondividiamo questa radio pillola che indaga la storia e il ruolo della Direzione Antimafia e Antiterrorismo (DNAA).

Staffetta antirepressione: le radio insieme

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Le Radio indipendenti Onda Rossa, Onda d’Urto, Blackout, Ciroma e Città Fujiko hanno organizzato per domenica 19 aprile 2026 una staffetta radiofonica che verrà trasmessa contemporaneamente su tutte le nostre piattaforme di streaming e FM.

Si va in onda a partire dalle ore 9 e fino alle ore 14 di domenica, con un tam-tam di voci, interviste, dirette e approfondimenti a tema censura e dissenso. La staffetta radiofonica verrà diffusa dalle sedi radio di Roma, Brescia, Cosenza, Bologna e Torino, ma attraverso lo streaming si potrà ascoltare da ogni angolo d’Italia (e fuori).

La resistenza non è reato: Ahmad Salem condannato a 4 anni

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Ahmad Salem, giovane palestinese di 24 anni cresciuto nel campo profughi palestinese di al-Baddawinel in Libano, nel chiedere protezione internazionale in Italia, viene invece condannato a 4 anni di carcere dal tribunale di Campobasso con accuse di terrorismo.

L'avvocato difensore Flavio Rossi Albertini racconta la sua storia e il processo che fa emergere chiaramente l'utilizzo strumentale dell'antiterrorismo per colpire chi resiste. 

 

 

Ripudio della comunità iraniana alla visita di Reza Palavhi a Roma

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In questo redazionale abbiamo avuto come ospite telefonico a Virginia, Presidente dell'Associazione Giovanni Iraniani in Italia. Con lei abbiamo parlato della sorpresiva visita in Italia di Reza Palavhi, il figlio dell'ex scià d'Iran, cercando di capire cosa è venuto a fare e cosa significa la sua visita per la comunità iraniana che lotta per un Iran libero, laico e democratico.

Corteo per la Palestina e il Libano

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Il 17 aprile, giornata dei prigionieri palestinesi, rappresenta un momento fondamentale di denuncia e mobilitazione. In questa data ricordiamo gli oltre 10mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, molti dei quali senza accuse né processo, sottoposti alla detenzione amministrativa. E' proprio in questo contesto che si inserisce un ulteriore, gravissimo passaggio: l'approvazione della pena di morte per i palestinesi. Questa decisione non rappresenta una rottura, ma l'ennesima conferma di ciò che Israele è e persegue, e un'ulteriore escalation del piano genocidiario di israele.