Ciao Edda
Sabato 9 gennaio è morta Edda Billi, una colonna del femminismo romano dai primi anni Settanta a oggi. La ricordiamo con alcuni brani di un'intervista realizzata nel 2016.
Foto di Romina Mosticone
Sabato 9 gennaio è morta Edda Billi, una colonna del femminismo romano dai primi anni Settanta a oggi. La ricordiamo con alcuni brani di un'intervista realizzata nel 2016.
Foto di Romina Mosticone
Venerdì 3 dicembre seconda giornata della Rassegna Cinematografica “Operazione Peace Dreaming, Where Do I Belong?”, alla Casa internazionale delle donne di Roma. Ci illustra il programma la curatrice della rassegna, Parisa Nazari.
RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PEACE DREAMING WHERE DO I BELONG?
Venerdì 3 e giovedì 9 dicembre
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Officina delle culture in collaborazione con Associazione Lesconfinate e Casa Internazionale delle Donne in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne presenta la terza edizione della Rassegna Cinematografica Operazione Peace Dreaming a cura di Parisa Nazari e Azade Bizarghiti.
Quest’anno l’obbiettivo della rassegna è creare momenti di riflessione sulla condizione femminile in Iran e in Afghanistan attraverso documentari che trattano la vita di alcune donne che, in diversi contesti, hanno lottato per raggiungere i propri obiettivi nonostante i pregiudizi e le condizioni discriminatorie delle donne in Iran.
Oltre alla proiezione di 9 documentari, la rassegna prevede dibattiti, interviste, testimonianze e messaggi video di donne iraniane, afghane e italiane.
Venerdì 3 dicembre alle ore 20.00 la condizione delle donne in Afghanistan sarà l’argomento di conversazione con Soraya Malek di Afghanistan, Huma Saeed e Parisa Nazari.
Giovedì 9 dicembre alle 17.00 invece Leila Karami intervisterà Azadeh Bizarghiti sulla condizione delle donne attiviste e cineaste in Iran.
Venerdì 3 DICEMBRE
Ore 16.00 – Proiezione documentario
Touran Khanom di Rakhshan Banietemad & Mojtaba Mirtahmasb
Ore 17.30 – Proiezione documentario
Zinat One Special Day di Ebrahim Mokhtari
Ore 18.30 – Proiezione documentario
Fading portraits di Ali Shilandari
Ore 19.45 – Messaggi video delle scrittrici e attiviste afgane e iraniane
Ore 20.00 – Dibattito sulla condizione di donne in Afghanistan con Soraya Malek, Huma Saed
Giovedì 9 DICEMBRE
Ore 16.00 – Proiezione documentario
Mother of the Earth di Mahnaz Afzali
Ore 16.55 – Messaggio video di Naghme Samini
Ore 17.00
Leila Karami intervista Azadeh Bizarghiti
Ore 17.15 – Proiezione documentario
Half hidden of the Moon di Azadeh Bizarghiti
Ore 18.30 – Proiezione documentario
Poets of Life di Shirin Barghnavard
Ore 19.55
Messaggio video di Rakhshan Banietemad
Ore 20.00
Proiezione documentario
All my Trees di Rakhshan Banietemad
L’evento organizzato da:
Officina delle Culture & Lesconfinate
in collaborazione con:
Casa Internazionale delle Donne, Festival Cinema d’idea, Middle East Now Festival, Associazione Alefba, Rivista Culturale Bukhara, Women’s Film Caravan 40 Braids, Armanshahr Open Asia, Everyday Golshahr project, Taberna Persiana
Ingresso consentito ESCLUSIVAMENTE ai possessori di green-pass o certificazione
INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE LIBERA
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE (sala Carla Lonzi)
Via della Lungara, 19
Parisa Nazari, cocuratrice della rassegna cinematografica "Operazione peace dreaming, Where do I belong?" ci racconta i dettagli di questa bella e importante iniziativa, che si apre venerdì 26 novembre alla casa internazionale delle donne di Roma.
Di seguito il programma, che si può trovare anche a questo link:
Rassegna cinematografica Operazione Peace Dreaming
Where Do I Belong?
a cura di Parisa Nazari e Azade Bizarghiti
26/11
Ore: 16.30
Omaggio all’Afganistan: Performance di musica afgana, iraniana e indiana
con:
Rashmi V. Bhatt: voce e percussioni orientali
Reza Mohsenipour: tombak
Hamid Mohsenipour: robab
Ore: 17.30
Where Do I Belong?
Documentario di:
Mahvash Shekholeslami
Ore: 18.30
Helia Hamedani dialoga con Reza Heidari Shahbidak, fondatore del progetto fotografico Everyday Golshahr
Ore: 19.00
Afganistan: Unveiling a never ending tale
Documentario di Diana Saqeb Jamal
Ore: 20.00
Interverranno:
Gaja Pellegrini-Bettoli
Mara Matta
Giuliano Battiston
Alieh Atayi
Diana Saqeb Jamal
Nasim Marashi
Jila Baniyaghoub
Maryam Barak
Sabera Chighbaf
L’evento organizzato da:
Officina delle Culture
& Lesconfinate
in collaborazione con:
Casa Internazionale delle Donne
Festival Cinema d’idea
Middle East Now Festival
Associazione Alefba
Rivista Culturale Bukhara
Women’s Film Caravan 40 Braids
Armanshahr Open Asia
Everyday Golshahr project
Taberna Persiana
INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE LIBERA
Ingresso consentito ESCLUSIVAMENTE ai possessori di green-pass o certificazione
Collegamento telefonico con il presidio convocato dalla Casa Internazionale delle Donne di questa mattina al Campidoglio per chiedere "Raggi, nasconde lo sfratto?"
Venerdi 11 ottobre alla Casa Internazionale delle donne il CLR presenta Valeria Solanas Mon Amour ore 18.30
https://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/eventi/solana…
Si parlerà ancora di Valerie Solanas anche sabato 12 ottobre alle 12.30 Al Pigneto a Inquiete, festival di scrittricihttp://www.inquietefestival.it/evento/da-leta-ridicola-alla-biografia-d…
In entrambe le presentazioni ci sarà Margherita Giacobino
Sabina Passi, una delle curatrici, presenta la rassegna Regìa alle donne, in corso alla Casa Internazionale delle Donne di Roma fino al 21 maggio 2019.
Qui il programma: http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/progetti/regia-alle-donne
Nadia Pizzuti, una delle curatrici della rassegna, presenta Il colonialismo italiano raccontato dalle donne (Roma - Casa
Internazionale delle Donne, 15-22-29 novembre 2018, A cura di Isabella Peretti, Nadia Pizzuti, Stefania Vulterini).
Nella foto il programma dettagliato.
Lo spettacolo "Io obietto" si terrà martedì 4 settembre alla Casa Internazionale delle Donne. Qui vi proponiamo l'intervista all'attrice Laura Nardi, effettuata in occasione della presentazione dello spettacolo al Teatro del Lido di Ostia (26 maggio '18).
IO OBIETTO: testo della ginecologa Elisabetta Canitano, portato in scena da Compagnia Causa con la regia di Amandio Pinheiro. A Roma alla Casa Internazionale Delle Donne all’interno della rassegna “Chiamata alle arti”.
In scena Chiara David, Natalia Magni, Laura Nardi, Valentina Valsania dirette da Amandio Pinheiro. Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Causa con
Teatro Biblioteca Quarticciolo/Vita di Donna/ La Casa Internazionale delle donne di Roma.
"Io Obietto affronta il tema dell’obiezione di coscienza e l’influenza della Chiesa nel sistema sanitario nazionale", ci tiene a precisare Elisabetta Canitano, ginecologa, attivista, presidente di Vita di Donna, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, che: “L’obiezione di coscienza è un meccanismo che impedisce alle donne di gestire il proprio corpo. Vorrei ricordare che ai cattolici obiettori è spesso vietata anche la contraccezione. Si parla oltretutto anche di obiezione per le disposizioni di fine vita, quindi il rifiuto dell' autodeterminazione del proprio corpo parte dalle donne ma poi coinvolge tutti i diritti civili. Vorrei anche ricordare che negli ospedali religiosi il personale non può essere divorziato. Vedere Io obietto ci dà la misura di cosa può succederci, in maniera del tutto inaspettata, se non vigiliamo sulla laicità delle cure.”
In Italia abbiamo il 70% di obiettori di coscienza. In alcune regioni si sfiora il 90%. In Italia l’aborto è garantito dalla legge 194 del 1978, ma l’obiezione di coscienza è così diffusa da rendere difficile anche nelle strutture pubbliche l’applicazione della normativa.
Cosa succede alla donna se tutti i medici sono obiettori? Cronache recenti raccontano le tristi storie di donne morte perché i medici obiettori si sono rifiutati di praticare l’aborto terapeutico perché ancora presente il battito cardiaco del feto, comunque destinato a soccombere. Ricordiamo la storia di Valentina Milluzzo, incinta di 19 settimane che è morta di sepsi il 16 ottobre 2016 in un ospedale di Catania. O l’analoga vicenda di Savita Halappanavar, trentunenne, morta anch’essa di sepsi in un ospedale irlandese, 5 anni fa, perché i medici cattolici si erano rifiutati di intervenire finché non si fosse fermato il battito fetale.
Il regista Amandio Pinheiro, per affrontare un tema così serio e cupo, ha deciso di usare uno stile umoristico, quasi grottesco, che non esisteva nel testo originale. Ha cercato una specie di analogia: far ridere il pubblico "a tutti costi" diventa come preservare la vita “a tutti i costi”, persino con la morte di tutti quanti. Esattamente come nella storia/tragedia reale che ha ispirato questo testo. Inoltre le attrici devono continuamente rinunciare a una direzione, a una linea stilistica, insomma a prendere una decisione precisa, esattamente come ha fatto tutto il reparto medico dell’ospedale, dove Valentina Milluzzo e i suoi due gemelli hanno trovato la morte. Peter Handke fa dire al suo personaggio Kaspar “Da quando so parlare, cadere fa più male”. Più modi ci sono di raccontare una storia, più aumenta la sua gravità. Così in questo spettacolo si prova a raccontare la storia danzando, cantando, recitando il tragico, il comico, il drammatico, con uno stile ora classico, ora contemporaneo e niente sembra attenuare la caduta, il fallimento, il dolore!
Io Obietto parte quindi da un fatto di cronaca: “Bianca, incinta di venti settimane, gravidanza gemellare, viene ricoverata in ospedale perché ha l’utero dilatato. Tutti sanno che Bianca quei figli li perderà, ma nessuno interviene: finché c’è il battito fetale, anche se la madre corre pericolo di vita, anche se per i bambini non c’è più nulla da fare, GLI OBIETTORI non devono intervenire. Così tutti - medici, infermieri, ostetriche - fingono di non sapere, di non vedere o sentire, mentre Bianca muore tra atroci dolori insieme ai suoi gemelli”.
“Portare questo spettacolo a La casa Internazionale delle donne – spiega Elisabetta Canitano - significa ricordare a tutti che la cultura delle donne, femminista e non solo, è indispensabile per tutte le donne, sia quelle che la frequentano, che tutte le altre. Valentina era una ragazza che voleva un figlio e che è stata uccisa da una gestione della medicina che antepone i dogmi religiosi alla salute delle donne e anche alla loro stessa sopravvivenza. La Casa protegge tutte le donne, racconta la loro storia, rende plausibili le loro ribellioni alla violenza in casa e sul lavoro. Non è solo un posto dove si danno prestazioni, come crede la sindaca. Abbiamo difficoltà a spiegarglielo. La invitiamo a vedere lo spettacolo”.
Conclude Pinheiro: “La mia è una volontà esplicita di ‘denunciare la denuncia’. Mi spiego: denunciare significa: esporre qualcosa che non è d’accordo con la legge. L’obiezione di coscienza non è illegale. Anzi probabilmente viene apprezzata e vista dalla maggior parte della popolazione italiana come una virtù medica. Che la vita debba essere preservata è un’ideale perfettamente condivisibile; sono le vittime di questo ideale che costituiscono un paradosso. Le ‘vittime’ dell’obiezione di coscienza sono una minoranza (appunto le donne che vogliono o, più drammatico ancora, quelle che devono abortire per sopravvivere a una gravidanza). Ci vuole coraggio, tanto coraggio, per salvare vite, ma in Italia purtroppo I medici come Lisa Canitano che aiutano queste donne non sono neanche una minoranza, sono semplicemente rarissimi”.
Con Maria Brighi della Casa internazionale, facciamo il punto sulla situazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma, nel quadro più generale degli spazi femministi a Roma e in Italia, in vista dell'incontro nazionale che si svolgerà il 22 settembre, dalle ore 13, alla Casa delle Donne, Lucha y Siesta.
Continuano a parlare di Roma: della decisione del Comune di Roma di bocciare qualsiasi proposta della Casa Internazionale delle donne per risolvere il debito pregresso e con Marco Bersani della Cassa deposito e prestiti, nata con i risparmi dei buoni postali dei cittadini per finanziare opere pubbliche, riformata da Tremonti, oggi si trova ad essere in possesso del debito di molti capitale e di gestire in modo speculativo i beni cittadini.