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Non è un raptus è femminicidio! Non Una di Meno in presidio davanti al tribunale di Brescia

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Antonio Gozzini, l’uomo che un anno fa uccise la moglie Cristina Maioli a coltellate nel sonno, è stato assolto dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia che lo ha ritenuto non colpevole perché, al momento dei fatti, non era in grado di intendere e di volere a causa di un totale vizio di mente per "un delirio di gelosia". Questa mattina Non Una di Meno Brescia è fuori dal tribunale della città per chiedere giustizia e ridare voce a Cristina e a tutte le donne vittime del patriarcato e della violenza dei tribunali. Ci colleghiamo in diretta dal presidio con una compagna.

 

Intervista a Margherita Giacobino

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Diana E. H. Russell è morta il 28 luglio scorso. A lei, femminista, sociologa e criminologa, si deve l'invenzione e la diffusione del termine femminicidio. A partire proprio dal concetto di femminicidio proviamo ad approfondire con Margherita Giacobino i diversi piani che legano insieme patriarcato, violenza, repressione ma anche di solidarietà e lotta tra donne.

Palestina: le donne in piazza contro i femminicidi

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“Non può esserci liberazione per la Palestina senza la liberazione delle donne. Donne libere in una patria libera”. E’ stato questo lo slogan che, il 26 settembre scorso, è risuonato per la strade della Palestina occupata e nei territori del ‘48.

Da Ramallah a Rafah, da Haifa a Gerusalemme, passando per Jaffa e Taybeh e fino alla diaspora libanese ed europea, le donne palestinesi sono scese in piazza, fra cartelli gialli, canti e grida che inneggiavano alla “rivoluzione” e alla “libertà”.

E’ nato così, nel giro di poche settimane, un movimento dal basso che promette di mantenere il suo “stato di agitazione permanente”: si chiama Tàlia‘àt, “quelle che escono”, un termine che deriva dalla radice Tala‘a, in arabo “emergere, rendersi visibile”, utilizzato anche per descrivere il sorgere del sole.

Ne parliamo con la giornalista Cecilia Dalla negra.

Melfi: solidarietà femminista contro i femminicidi

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Lo scorso 8 maggio a Melfi è stata uccisa Maryna Novozhylova, 27 anni, con due colpi di pistola sparati da suo marito, guardia giurata di Melfi, che subito dopo si è tolto la vita.
Fin dai primi momenti di Maryna non si è parlato, quasi come se si volesse farla sparire nel silenzio. Per di più Maryna non è di Melfi, non è nemmeno italiana, nessuno ha cercato di difenderla, non ci sarà nemmeno nessun processo.
E' invece è poi partito il processo mediatico: la solita distorta narrazione della violenza ha cercato in tutti i modi di attribuire la colpa del gesto dell'uomo alla stessa vittima, salvandone da ogni responsabilità l'autore del gesto. Rivittimizzazione si chiama, Maryna è stata uccisa così due volte.
Per questi motivi, per ricordare Maryna vittima di femminicidio, per ribellarci a una strage senza fine che non può e non deve passare sotto silenzio, l'Associazione Telefono Donna di Potenza insieme a un gruppo di donne di Melfi, invita tutte e tutti, associazioni, sindacati, partiti ecce., a partecipare alla manifestazione che si terrà, a un mese dall'uccisione di Maryna, l'8 giugno, alle 19, presso la Porta Venosina di Melfi.
Indosseremo qualcosa di rosso, porteremo, da lasciare lì per 3 giorni presso la Porta Venosina, le nostre scarpe rosse, ascolteremo brani sul femminicidio, e altro ancora che vi diremo nei giorni prossimi.

Femminicidio Bruna Bovino: oggi ultima udienza del processo. Presidio dei centri antiviolenza a Bari

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Si è tenuto oggi, presso la corte d’Assise di Bari, l’ultima udienza del processo per il femminicidio di Bruna Bovino, uccisa nel suo centro estetico a Mola di Bari, il 12 dicembre 2013. L’imputato per l’omicidio è Antonio Colamonico.

Al processo, iniziato il 18 novembre 2014, si sono costituite parte civile l’associazione Safiya Onlus, Centro Antiviolenza di Polignano a Mare, su richiesta della famiglia della vittima, con l’avvocata Barbara Spinelli, l’associazione Giraffa Onlus di Bari con l’avvocata Andreina Orlando e, per la prima volta per un processo per femminicidio, la Regione Puglia.

 

Ai nostri microfoni la legale Barbara Spinelli, poi una militante di NonUnaDiMeno (Bari) e infine la presidente dell'associazione Safiya Onlus.

Toccano una, toccano tutte!

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Durata 6m 58s
Durata 4m 13s

oggi dalle dieci, Piazza Cavour, davanti alla Corte Suprema di Cassazione presidio in solidarietà a Rosa, stuprata con efferata violenza nel 2012, da militari dell'Operazione Strade Sicure vicino a L'Aquila. Il processo all'unico imputato su tre responsabili, Francesco Tuccia, arriva oggi in Cassazione.

1. La corrispondenza con una compagna della redazione intorno alle 10, all'inizio del presidio.

2. La corrispondenza conclusiva della mattinata

Maratona 8 Marzo: il contributo di BEFREE sulla vergognosa legge sul femminicidio

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Durata 36m 24s

Il decreto legge, approvato nell'agosto del 2013 sul femminicidio, ha suscitato non poche proteste tra le associazioni di donne e i collettivi femministi.

Ne parliamo con le compagne del collettivo BEFREE, una cooperativa che si occupa di donne vittime di violenza e di tratta.

 

Durata audio: 36:25"

 

Per ulteriori info vedi anche : http://www.befreecooperativa.org/wordpress/

Terza udienza del processo per stupro di L'aquila

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Durata 9m 51s

E' oggi in svolgimento la terza udienza del processo che vede come imputato Francesco Tuccia, il militare accusato di aver violentato e massacrato una studentessa fuori da una discoteca dell’Aquila e che era presente nel territorio all’interno dell’operazione "strade sicure". Anche oggi un presidio di solidarietà di donne, femministe, lesbiche, compagne da L'Aquila stessa, Roma, Tivoli...

Una corripondenza con una compagna del Centro Antiviolenza de L'Aquila