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Il femminicidio di Sarah Everard e le proteste contro la violenza patriarcale in UK

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Con Sabrina Provenzani - giornalista inviata in UK - parliamo del femminicidio di Sarah Everard, rapita e uccisa mentre tornava a casa da un poliziotto, che ha dato vita a numerose proteste di donne in tutto il paese contro la violenza patriarcale alcune delle quali violentemente represse. Il parlamento inglese proprio ora peraltro discute una legge che darà alla polizia ancor più potere nel reprimere il dissenso.

Divorzio: un bilancio a 50 anni dalla legge

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Il primo dicembre 1970, con 325 sì e 283 no alla Camera e 164 sì e 150 no al Senato, viene definitivamente approvata la legge n.898 in tema di "Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio" (si evitò accuratamente la parola divorzio). L'Italia repubblicana si dota così di una legge sul divorzio che porta il nome dei primi firmatari Loris Fortuna, socialista, avvocato friulano e Antonio Baslini, liberale. Con l'avvocata Ilaria Boiano tracciamo un bilancio di questo mezzo secolo di legge tra diritto formale e sostanziale.

Il punto sulla repressione in Francia

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Con una compagna parliamo della violenza patriarcale e dei cortei del 25 novembre in Francia e in particolare della storia di Julie, approfondiamo la repressione di stato e il disegno di legge liberticida promosso dal ministro degli interni Gerald Darmanin che vieta di diffondere immagini di operazioni di polizia, pena un anno di carcere e una multa da 45.000 euro se le immagini permettano di identificare gli agenti in azione. Discutiamo dell'islamofobia veicolata dal governo all'interno del discoro pubblico predominante che ha ricadute pesanti sui corpi in particolare delle donne musulmane che indossano in pubblico il velo.

 

 

Messico - Con forza contro la violenza sulle donne e i suoi complici al potere

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Durata 9m 24s

Corrispondenza con una compagna che ci racconta la forza del movimento femminista a partire da un'azione del 3 settembre appena trascorso.
Mentre la situazione è in continua evoluzione nel paese con mobilitazioni diffuse, l'unico aggiornamento che aggiungiamo alla corrispondenza è che dopo l'occupazione e lo sgombero dell'ufficio dei diritti umani a Ecatepec, le compagne sono entrate per riprendere le proprie cose e poi l'edificio è stato devastato dalle fiamme.

Madri in rivolta – Dal 7 all’11 settembre davanti ai tribunali italiani sit-in di protesta contro la violenza istituzionale e la giustizia patriarcale

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Dal 7 all’11 settembre davanti ai tribunali italiani avrà luogo Madri in rivolta, manifestazione di protesta contro la violenza istituzionale e la giustizia patriarcale che massacra le madri, le loro figlie e i loro figli. Confermati i sit-in di numerose città tra cui Milano, Roma, Torino, Parma, Padova e Firenze: l’elenco delle città con orari e luoghi è in via di definizione e aggiornamento, consultabile sull’evento facebook Madri in rivolta! Protesta davanti ai Tribunali d’Italia.

Dall'approvazione della legge 54/2006 su bigenitorialità e affido condiviso si assiste ad allontanamenti ingiustificati di bambini e adolescenti dalle madri e tutto ciò in nome della “santa bigenitorialità”, ovvero, di fatto, del diritto astratto del padre. La cara vecchia “patria potestà” insomma, propugnata per motivi apparentemente opposti sia dai sostenitori della “famiglia tradizionale” che da quelli della “retorica paritaria”, con enormi problemi non solo nelle separazioni giudiziali, ma anche nelle c.d. consensuali, con madri tenute sotto minaccia di segnalazioni ai servizi sociali, denunce al tribunale e possibile sottrazione dei figli.

Il principio astratto della bigenitorialità non tiene conto dell’asimmetria di potere tra i sessi e viene sostenuto da “esperti” (psicologi, neuropsichiatri infantili, pediatri, psichiatri) che declassano sistematicamente la violenza a conflittualità di coppia. Quest’ultima, così come l’attaccamento materno, sono considerate alla stregua di gravi patologie da combattere, per così dire curare, con tutti i mezzi, e madri e figli diventano pericolosi soggetti resistenti all’ordine costituito: quello del “comunque Padre”. Se una figlia o un figlio osa mettere in discussione questo ordine costituito e si rifiuta di vedere il padre, viene minacciata/o di allontanamento forzato dalla madre e collocata/o nelle strutture di “rieducazione”, spesso separata/o anche da eventuali fratelli o sorelle, o persino affidata/o al padre violento. Bambine/i ed adolescenti divengono quindi persone usate dalle istituzioni prima come arma di minaccia, esattamente come fanno gli uomini violenti, e poi come accessori di pena.

Questo stato di cose, così penoso per molte persone innocenti, è però un vero e proprio “banchetto” per tante altre: sulla pelle di donne e bambine/i si costruiscono carriere, reputazioni, potere e ricchezza, come nella migliore tradizione patriarcale.

Ne parliamo con una delle organizzatrici dell'evento.

 

Aggiornamenti dal Perù post-covid

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Durata 18m 51s

La pandemia vista dal Perù presenta punti comuni con quello che è avvenuto in altri paesi e in Italia ma ci sono spunti di riflessione che sono invece specifici del locale contesto politico e sociale. Con una compagna approfondiamo il quadro economico-sociale pre e post covid, quali le ricadute della pandemia sulle classi più impoverite e quale la situazione in particolare rispetto alla violenza domestica a partire dalla notizia di 900 donne e ragazze scomparse durante il lockdown.

Encuentro internacional de Mujeres que luchan, resoconto

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In studio due compagne che hanno partecipato all'Encuentro Internacional de Mujeres que luchan svoltosi nel Caracol de Morelia, in Chiapas, Messico, dal 26 al 29 Dicembre

 

QUI, altri audio della giornata, con traduzione

Alcuni media e radio che hanno partecipato all'incontro:

Radio Zapatista

Luchadoras (Messico)

Radio Humedales (Chile)