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Aprite le porte di Imrali!

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Si susseguono le voci su un peggioramento delle condizioni di salute di Abdullah Ocalan, da oltre venti anni sequestrato nel penitenziario dell'isola di Imrali. Mercoledì pomeriggio, di fronte a Montecitorio, presidio di solidarietà per chiederne la liberazione. Di seguito il comunicato ufficiale redatto da UIKI onlus.

Aprite le porte di Imrali, adesso! Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan

Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.

In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.

Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d’Europa appare incapace di seguire le accomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT).

Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione nelle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.

Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull’isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l’attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell’isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L’intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell’isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.

Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.

Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso! Chiediamo ancora una volta a tutti di:

• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.

• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all’isolamento

• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now. International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021

Per la libertò di Abdullah Ocalan

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Sabato 13 febbraio 2021, in occasione del ventunesimo anniversario della sua cattura, giornata internazionale di solidarietà con Abdullah Ocalan. In diverse città italiane saranno organizzati presidi e manifestazioni in solidarietà con il popolo curdo, a Roma l'appuntamento è alle 11.30 di fronte alla sede della RAI di viale Mazzini. Di seguito il comunicato che indice la manifestazione romana.

Il 13 febbraio dalle 11.30 – concentramento davanti alla sede RAI in viale
Mazzini 146, per rilanciare la campagna “Il momento è arrivato: libertà per
Abdullah Öcalan!”

Dal 15 febbraio 1999, Abdullah Öcalan, leader del popolo curdo e ideatore
del Confederalismo democratico, vive in carcere nell’isola turca di Imrali
in completo isolamento.

Durante questi anni in carcere ha teorizzato il progetto politico del
confederalismo democratico, un pensiero che parla di democrazia radicale e
diretta, liberazione delle donne ed ecologia sociale e che può essere una
soluzione di pace per molti popoli in Medio Oriente.

Tutto questo mentre la Turchia di Erdoğan mostra il suo volto più violento:
occupando la regione curda nel sud-est del paese, attuando una forte
repressione contro ogni forma di opposizione, opprimendo e uccidendo
sistematicamente donne e attiviste e invadendo il Nord-Est della Siria con
il supporto di truppe jihadiste.

Allo stesso tempo, ha inasprito le condizioni detentive di Öcalan.

Öcalan, infatti, non può incontrare altri prigionieri, gli viene impedito
di comunicare con l’esterno e non gode di nessuno di quei diritti legali
che sono concessi, invece, a migliaia di prigionieri in Turchia. Secondo le
convenzioni internazionali sui diritti umani, la sua sentenza è aggravata
dall’isolamento totale, che è una tortura incessante.

L’unica forza che può fermare lo Stato turco e mobilitare le istituzioni
internazionali e gli stati di tutto il mondo è l’opinione pubblica: sei tu
che stai leggendo questo testo in questo momento! Scendi in piazza per
chiedere alla RAI di fare informazione e pubblicizzare la campagna.

*Rete Kurdistan in Italia*
*Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia*

ROMA:corteo liberazione Ocalan

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Da 21 anni il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento.

Oggi nuovamente in piazza per chiederne la liberazione.

http://www.retekurdistan.it/2020/02/14/invito-per-manifestazione-nazion…

Manifestazione nazionale a Roma libertà Ocalan

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Sono 20 anni che il leader del popolo curdo Abdullah Ocalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento.

Oggi si scende in piazza per chiedere la sua liberazione e quella di tutti e tutte i detenuti e le detenute politici.

Nelle carceri turche la deputata HDP Leyla GÜVEN è giunta al 70° giorno di sciopero insieme a centinaia di detenute/i con l’intento di “porre fine all’isolamento di Ocalan”.

Una carovana proveniente da vari paesi europei si trova invece a Strasburgo sotto la sede della comunità europea in sostegno alla  mobilitazione in favore della liberazione di Ocalan.

Ascoltiamo delle voci dal corteo e dalla delegazione.

 

http://www.uikionlus.com/16-febbraio-a-roma-liberta-per-ocalan-e-per-tu…

#DefendAfrin: aggiornamenti sulla situazione di Afrin, del popolo curdo, dell'intera area

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Durata 57m 27s

Nel giorno dell'anniversario della cattura di Ocalan, in vista della manifestazione nazionale di sabato prossimo 17 febbraio #DefendAfrin, con due compagni diamo anzitutto aggiornamenti sulla situazione di Afrin, il proseguimento dell'attacco militare turco alla città, la resistenza.

Si parla quindi necessariamente di Erdogan, dei rapporti tra Europa e Turchia, del conflitto siriano

https://www.retekurdistan.it/

Roma, 17 febbraio: solidarietà con il Kurdistan e libertà per Ocalan

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Manifestazione nazionale del 17 febbraio a Roma

Fermare le bombe turche su Afrin-Rojava – Libertà per Öcalan e le/i prigionieri politici – Pace e Giustizia per il Kurdistan

Il popolo curdo sta attraversando una situazione drammatica, perseguitato in Turchia dal regime di Erdogan, che distrugge i villaggi nel Kurdistan irakeno, che muove la guerra e bombarda il Cantone di Afrin complici Russia, Usa, UE, che resiste in Iran insieme a tutti i popoli.

Dopo il presunto golpe, Erdogan ha riempito le galere di oppositori tra cui migliaia di curdi, compresi sindaci e deputati HDP anche i due co-presidenti Demirtas e Yüksedag, mentre tutto il mondo trepida per la sorte del leader Ocalan. Ora l’escalation turco con l’aggressione militare al Cantone di Afrin per annettersi quel territorio, nell’intenzione esplicita di distruggere l’esperienza della rivoluzione in Rojava.

La criminale guerra dichiarata dal regime turco contro il popolo curdo portatore di istanze di pace e giustizia, pone oltremodo la preoccupazione sulle sorti del leader Ocalan di cui non si hanno più notizie da due anni.

Per perorare la sua vicenda, a Strasburgo davanti la sede del Consiglio di Europa, è in corso da mesi un presidio del movimento curdo, a cui si aggiungerà dall’8 febbraio “la marcia internazionale per la liberazione di Ocalan, delle/dei prigioniere/i politici, per la pace e giustizia in Kurdistan”, che si concluderà con una grande manifestazione a Strasburgo il 17 febbraio, nel 19° anniversario dell’intrigo internazionale che consegnò il leader Ocalan nelle mani della Turchia.

In contemporanea della Marcia a Strasburgo intendiamo manifestiamo insieme alla comunità curda a Roma. Sarà l’occasione per mostrare ancora una volta al mondo quanto l’Italia sia vicina al popolo curdo e non dimentichi le responsabilità del governo italiano quando Ocalan giunse in Italia per chiedere asilo politico, soprattutto per rinnovare l’attenzione e l’impegno nella ricerca di una soluzione pacifica per quel popolo perseguitato.

Temiamo per la vita del leader Ocalan, vista la situazione di assoluto isolamento divenuta ormai pratica costante per tutte/i le/i detenute/i politici. La sua presenza è fortemente necessaria, rappresenta la speranza di un cambiamento radicale rispetto alle logiche degli Stati, che impediscono ai popoli di viveri liberi, in armonia e cooperazione sociale.

Il leader Ocalan deve vivere e tornare libero, per contribuire a riaprire il dialogo di pace e realizzare una condizione giusta e duratura per il popolo curdo e per tutti i popoli della regione mediorientale.

PACE E LIBERTA’ PER IL POPOLO CURDO E I POPOLI DEL MEDIO ORIENTE A FIANCO DI AFRIN CHE COMBATTE E RESISTE PER L’UMANITA’

17 FEBBRAIO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, h 14.00 Piazza della Repubblica