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12 febbraio a Roma e a Milano per la libertà di Ocalan

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Durata 27m 9s

12 febbraio di nuovo in piazza per chiedere la libertà di Ocalan, la fine del PKK nella lista nera dei terroristi e per una solidarietà alla rivoluzione del Rojava.

Dal sito di UIKI

Da 23 anni Abdullah Öcalan è stato imprigionato a seguito della cospirazione internazionale del 15 febbraio 1999. Per oltre dieci anni è stato l’unico prigioniero nell’isola fortezza di Imrali. Nonostante le condizioni indescrivibili del suo isolamento non ha mai smesso di sperare in una soluzione pacifica ai conflitti in Medio Oriente. Per diversi anni Öcalan è riuscito a negoziare  con il governo turco per raggiungere questo obiettivo. La stragrande maggioranza della popolazione curda vede Abdullah Öcalan come proprio rappresentante, e ciò è stato confermato dalla raccolta di firme di oltre 3,5 milioni di curdi nel 2005.

Ocalan è un attore politico e il suo status ha anche dimensioni politiche più ampie. La società curda, così come gli analisti politici, lo considerano un leader nazionale e il rappresentante politico dei curdi. La prigione dell’isola di İmralı, gestita dallo stato turco, continua ad essere sottoposta ad uno status straordinario. Il continuo isolamento di Ocalan, che dura già da 23 anni, si basa su pratiche  considerate illegali sia dalla magistratura turca che dal sistema giuridico internazionale.

Le Nazioni Unite hanno la responsabilità di garantire che la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si applichi e venga applicata anche per Ocalan. Il sistema İmralı può continuare ad esistere solo con il consenso, o almeno il totale disinteress di istituzioni internazionali come l’ONU.

Lo Stato turco sta attualmente sottoponendo Abdullah Öcalan a un regime di isolamento che non ha precedenti. Ogni visita dei suoi avvocati o dei suoi familiari è resa possibile solo attraverso lunghe lotte e mobilitazioni. Nel 2019, ad esempio, è stato possibile rompere l’isolmento attraverso lo sciopero della fame di migliaia di prigionieri politici nelle carceri turche e di esponenti della società civile durato diversi mesi.

Per la prima volta dopo molti anni gli è stato possibile entrare in contatto con i propri familiari e i propri avvocati. L’ultima breve telefonata tra Abdullah Öcalan e suo fratello è avvenuta nel marzo 2021, ma è stata improvvisamente interrotta. Il fatto che da allora non sia stato ricevuto un solo segno di vita fa temere per le sue condizioni di salute.

In tutto il paese le pratiche adottate sull’isola di Imrali sono state estese per ridurre al silenzio ogni voce di dissenso, ogni forma di opposizione che veda nella soluzione politica della questione curda una svolta per una trasformazione democratica di tutto il Medioriente. Attraverso Imrali lo Stato turco si sta sforzando non soltanto di isolare fisicamente Abdullah Öcalan come persona, ma di sopprimere i risultati democratici che sono emersi dalle sue idee.

Infatti il Confederalismo democratico introdotto da Abdullah Öcalan ha prodotto il risveglio della società in tutto il Kurdistan. I valori di uguaglianza di genere e di credo, per una società democratica ed ecologica, sono alla base di importanti processi di trasformazione democratica fondati sull’autogoverno come nel caso dell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est e dell’autogoverno degli yazidi di Shengal.

Sia che si tratti della guerra di invasione del Kurdistan del sud (nord Iraq), sia che si tratti dell’invasione del Rojava e o delle politiche fasciste del governo dell’AKP contro il popolo curdo in Turchia, questo modello democratico e partecipativo è sottoposto a pesanti attacchi da parte della Turchia e delle forze della modernità capitalista.

Per questa ragione oggi è più che mai necessario far sentire la nostra voce. Rompere l’isolamento e la liberazione di Abdullah Öcalan significano dare una prospettiva di pace e di democrazia  a tutti i popoli del Medioriente.

Il tempo della libertà è arrivato: Invitiamo tutti i partiti, le organizzazioni sindacali, gli esponenti della società civile e del mondo della cultura a partecipare alla giornata di mobilitazione nazionale del sabato 12 febbraio 2022 a:

Roma: Piazza dell'Esquilino Ore 14:30

Milano: Largo Cairoli Ore 14:00

Arriva la nave curda per la Libertà!

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Il 12 novembre, anniversario dell’arrivo di Ocalan in Italia, giungerà a Napoli una nave dalla grecia con una carovana di sessanta attivisti, rappresentanti politici, artisti e intellettuali curdi e internazionali. Un’iniziativa straordinaria per riportare all’attenzione dei movimenti e dell’opinione pubblica europea le rivendicazioni di pace e di giustizia delle donne e degli uomini che hanno sconfitto l’Isis e resistono al regime turco per un futuro di diritti per tutte e tutti, costruito con pratiche di democrazia diretta ispirate da una visione ecologica e dal protagonismo sociale e politico delle donne.

Gli appuntamenti:

– Manifestazione pubblica per accogliere la nave alle ore 11.00 Varco Pisacane del porto di Napoli (altezza piazza Nicola Amore) – Corteo fino alla Prefettura

– Ore 16.00 Conferenza pubblica Cinema Astra (via Mezzocannone) con la partecipazione della Carovana e di altri attivisti solidali con la causa del movimento curdo come Zerocalcare

– Ore 21.00 – Ex Asilo Filangieri (vico Maffei)- Concerto con i musicisti curdi presenti sulla nave e musicisti napoletani.

Nel momento in cui nuovi venti di guerra spirano sul Rojava e sulle montagne del Kurdistan Iracheno alimentati soprattutto dalle minacce del regime di Erdogan, in crisi sul piano interno e internazionale, parte da Napoli una carovana della libertà e dei diritti che individua le basi di un reale cambiamento per un futuro di democrazia e giustizia sociale della regione in tre punti fondamentali:

– La liberazione del Presidente Ocalan, cittadino onorario di Napoli e di molte altre città italiane, detenuto da 22 anni nell’isola prigione di Imrali. Simbolo della resistenza del popolo curdo all’oppressione e figura chiave nell’elaborazione del Confederalismo democratico, teoria e pratica politica della convivenza tra popoli e di un processo di emancipazione e di diritti oltre il militarismo degli stati nazionali e il fondamentalismo delle bande jihadiste.

– La fuoriuscita del Pkk dalla black list internazionale dove è stato inserito per esplicita imposizione del regime di Erdogan

– Il riconoscimento internazionale dell’esperienza di autogoverno democratico del Rojava nei colloqui per un futuro di pace e unità per la Siria

Una giornata che sarà per noi tutte e tutti un’ulteriore occasione di conoscenza e di approfondimento di un percorso politico che molto ha ispirato e può ispirare un cambiamento radicale anche nei nostri paesi, oltre la crisi dei modelli democratici causata dal neoliberismo
Rete Kurdistan Meridionale

Ne parliamo con un rappresentante dell' Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia

A Strasburgo per la liberazione di Ocalan

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Iniziativa a Strasburgo davanti al Consiglio d'Europa. Per la liberazione di Ocalan. Campagna "il tempo e' arrivato, liberta' per Ocalan" Previste 1000 persone a settimana dal 1 ottobre e per tutto il mese. Oggi conferenze stampa e  siting. Hanno parlato anche Simonetta Crisci per i Giuristi democratici italiani e il Legal Team Italia, oltre a Laura Corradi  docente ricercatrice di studi di genere, membra del Comitato  "il tempo e' arrivato, liberta' per Ocalan".

In serata la polizia inaspettatamente ha caricato i manifestanti, ora e' tutto finito e si aspetta di sapere il numero degli arrestati.

Aprite le porte di Imrali!

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Si susseguono le voci su un peggioramento delle condizioni di salute di Abdullah Ocalan, da oltre venti anni sequestrato nel penitenziario dell'isola di Imrali. Mercoledì pomeriggio, di fronte a Montecitorio, presidio di solidarietà per chiederne la liberazione. Di seguito il comunicato ufficiale redatto da UIKI onlus.

Aprite le porte di Imrali, adesso! Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan

Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.

In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.

Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d’Europa appare incapace di seguire le accomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT).

Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione nelle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.

Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull’isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l’attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell’isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L’intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell’isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.

Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.

Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso! Chiediamo ancora una volta a tutti di:

• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.

• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all’isolamento

• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now. International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021

Per la libertò di Abdullah Ocalan

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Sabato 13 febbraio 2021, in occasione del ventunesimo anniversario della sua cattura, giornata internazionale di solidarietà con Abdullah Ocalan. In diverse città italiane saranno organizzati presidi e manifestazioni in solidarietà con il popolo curdo, a Roma l'appuntamento è alle 11.30 di fronte alla sede della RAI di viale Mazzini. Di seguito il comunicato che indice la manifestazione romana.

Il 13 febbraio dalle 11.30 – concentramento davanti alla sede RAI in viale
Mazzini 146, per rilanciare la campagna “Il momento è arrivato: libertà per
Abdullah Öcalan!”

Dal 15 febbraio 1999, Abdullah Öcalan, leader del popolo curdo e ideatore
del Confederalismo democratico, vive in carcere nell’isola turca di Imrali
in completo isolamento.

Durante questi anni in carcere ha teorizzato il progetto politico del
confederalismo democratico, un pensiero che parla di democrazia radicale e
diretta, liberazione delle donne ed ecologia sociale e che può essere una
soluzione di pace per molti popoli in Medio Oriente.

Tutto questo mentre la Turchia di Erdoğan mostra il suo volto più violento:
occupando la regione curda nel sud-est del paese, attuando una forte
repressione contro ogni forma di opposizione, opprimendo e uccidendo
sistematicamente donne e attiviste e invadendo il Nord-Est della Siria con
il supporto di truppe jihadiste.

Allo stesso tempo, ha inasprito le condizioni detentive di Öcalan.

Öcalan, infatti, non può incontrare altri prigionieri, gli viene impedito
di comunicare con l’esterno e non gode di nessuno di quei diritti legali
che sono concessi, invece, a migliaia di prigionieri in Turchia. Secondo le
convenzioni internazionali sui diritti umani, la sua sentenza è aggravata
dall’isolamento totale, che è una tortura incessante.

L’unica forza che può fermare lo Stato turco e mobilitare le istituzioni
internazionali e gli stati di tutto il mondo è l’opinione pubblica: sei tu
che stai leggendo questo testo in questo momento! Scendi in piazza per
chiedere alla RAI di fare informazione e pubblicizzare la campagna.

*Rete Kurdistan in Italia*
*Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia*

ROMA:corteo liberazione Ocalan

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Da 21 anni il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento.

Oggi nuovamente in piazza per chiederne la liberazione.

http://www.retekurdistan.it/2020/02/14/invito-per-manifestazione-nazion…

Manifestazione nazionale a Roma libertà Ocalan

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Sono 20 anni che il leader del popolo curdo Abdullah Ocalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento.

Oggi si scende in piazza per chiedere la sua liberazione e quella di tutti e tutte i detenuti e le detenute politici.

Nelle carceri turche la deputata HDP Leyla GÜVEN è giunta al 70° giorno di sciopero insieme a centinaia di detenute/i con l’intento di “porre fine all’isolamento di Ocalan”.

Una carovana proveniente da vari paesi europei si trova invece a Strasburgo sotto la sede della comunità europea in sostegno alla  mobilitazione in favore della liberazione di Ocalan.

Ascoltiamo delle voci dal corteo e dalla delegazione.

 

http://www.uikionlus.com/16-febbraio-a-roma-liberta-per-ocalan-e-per-tu…