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Turchia, Damasco e jihadisti attaccano la popolazione curda a Aleppo

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Dal 7 gennaio è iniziato un attacco contro i quartieri a maggioranza curda della città di Aleppo, bombardamenti che colpiscono la popolazione civile causando morti, feriti e fughe.

Si tratta di gruppi di miliziani islamisti sostenuti sia dal governo centrale di Damasco che dalla Turchia che ha l'obiettivo della polizia etnica; da parte curda non c'è un esercito in campo. 

Gli insediamenti curdi attaccati sono Sheikh Maqsoud, Ashrafiyah  e Beni Zeyd. La documentazione fornita dall’Agenzia di stampa curda ANHA riferisce che 9 persone— quasi tutte civili — hanno perso la vita, mentre almeno 46 sono rimaste ferite, tra cui molti bambini e bambine.

Ne parliamo con un compagno dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia

Pkk abbandona le armi, le reazioni politiche in Turchia

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Ieri a Sulaymaniyah abbiamo assistito alla deposizione delle armi da parte delle e dei militanti del Pkk a Sulaymaniyah, cerimonia simbolica della terza fase del processo di disarmo e smantellamento in corso, iniziato nell'ottobre 2024, ribadito nel febbraio 2025 da un messaggio di Ocalan da carcere di Imrali dove è rinchiuso da 26 anni e poi ancora dal video-messaggio dalla stessa prigione dove abbiamo potuto dopo decenni rivedere Apo.

Murat Cynar, giornalista riassume le tappe e poi dà un quadro delle reazioni politiche in Turchia. Dopo la corrispondenza riceviamo la notizia che Erdoğan ha riconosciuto i crimini contro l'umanità commessi dallo Stato turco contro il popolo curdo: 

 * Il massacro e la tortura dei curdi nella prigione di Diyarbakır.
 * L'incendio di villaggi.
 * Gli omicidi perpetrati con il "Taurus Bianco".
 * Le sparizioni forzate.
 * Il divieto imposto alle persone di parlare curdo con i propri familiari.

Jin Jiyad Azadi: una filosofia di trasformazione della vita

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Presentiamo la conferenza "Jin Jiyad Azadi: una filosofia di trasformazione" della vita che si terrà sabato 10 febbraio presso l'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Roma 3 organizzata da Jineolojî Center, TJK-E, Rete Jin Italia, Comitato italiano di Jineolojî, NUdM, Collettivo Marielle con una compagna di Uiki onlus e un compagna di Non una di meno Roma. 

Francoforte: 6/7 ottobre diretta streaming della conferenza Womenwavingthefuture

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Per quanto riguarda la diretta della conferenza womenwavingthefuture, sarà possibile seguirla in diretta dal sito: http://revolutioninthemaking.blogsport.eu/
Le traduzioni si potranno ascoltare direttamente in tutte le lingue da quel sito.

A tutte le donne, care amiche, le vostre sorelle della Mesopotamia e del Medio Oriente stanno lottando per la libertà da molto tempo – come le nostre sorelle in tutto il mondo. I problemi sociali, ecologici ed economici creati dal sistema patriarcale – mascherandosi in diverse forme lungo migliaia di anni – sono cresciuti ancora di più. Questo sistema non solo priva le donne, ma tutti i popoli, lavoratotrici, contadine, operaie della loro libertà. Come esseri umani, oggi, siamo di fronte a genocidi, femminicidi e un massacro della natura. 

Qui il programma.

 

Bruxelles: i tentativi di criminalizzazione di curdi/e da parte dello stato turco

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A partire dll'accoltellamento di tre attiviste e attivisti curdi che si stavano recando al consolato di Bruxelles per votare al referendum voluto da Erdogan per continuare il processo di fascistizzazione dello stato turco, con un compagno della redazione a Bruxelles, commentiamo il voto all'estero – e in particolare in Belgio – a questo referendum.
Si parla poi dell'invasività della politica turca nella politica interna degli stati europei, sul Belgio in particolare e dello specifico di un processo contro attiviste/i curde a Bruxelles nel quale lo Stato turco si è costituito parte civile.

Mfla: contro il 41bis

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Un redazionale che parte dalla presentazione del libro della curda Sakine Kansiz, ammazzata a Parigi e che nel suo secondo volume parla delle carceri turche e delle torture subite. Da Bologna, dove si stava presentando il libro interviene Severina Berselli spiegando molto bene come si passa dalle carceri speciali al 41bis. In studio una compagna che illustra la campagna Pagine contro la tortura proprio contro il 41bis.

No War e No Nato sotto l'ambasciata turca

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Le Reti NO WAR e NO NATO hanno convocato un sit in all' l'Ambasciata Turca contro il regime di Erdogan che massacra curdi e curde in Turchia, fa guerra alla Rojava  e sostiene i tagliagole dell'ISIS, per rafforzare le occasioni di contrasto al regime turco e in sostegno della resistenza curda.   A seguire, le Reti parteciperanno dalle ore 14 in poi al sit inv convocato dall'Associane Antigone all'Ambasciata Egiziana/ via Salaria-villa ADA per chiedere "verità e giustizia per Giulio Regeni".

La guerra di Erdogan contro le donne curde

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Intervista alle compagne del Dipartimento delle donne di Sur-Amed che abbiamo incontrato a dicembre 2015 in Germania. Alcune compagne del MFLA hanno incontrato a dicembre in Germania, all'incontro di wendo/autodifesa femminista di Kassel, Leyla, Rojda e Parwin, tre compagne curde che lavorano al dipartimento delle donne del quartiere di Sur, che è il centro storico di Amed/Diyarbakir, sotto coprifuoco di 24 ore imposto dal governo turco dall'11 dicembre scorso (ornai 74 giorni), una prigione a cielo aperto. Le compagne curde raccontano che nella guerra contro la popolazione curda, il governo turco ha deciso di prendere di mira soprattutto le donne, per la loro capacità di resistenza e per il loro portato rivoluzionario, come sosegno per tutta la comunità.

La Turchia continua ad attaccare i curdi

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Da 80 giorni c'è il coprifuoco in tutte le città del kurdistan turco. Emergenza per Cizre e per il centro storico di Diyarbakir, Sur. Neanche negli anni 90 il Governo bombardava le città. Al massimo bruciava i villaggi. La situaizone quindi è molto pesante e l'opinione pubblica non parla, non dice niente. Timidamente dice qualcosa solo per la Siria, dove la Turchia ha attaccato il cantone di Afrin. A Bakur anche c'è il coprifuco dopo che l'Hdp, dopo le elezioni, ha dichiarato autogoverno. 

 

Ypg ha smentito che l'attacco ad Ankara sia stato fatto da qualcuno delle sue unità. 

Così come il popolo curdo sta combattendo il Daesh così continuerà a combattere lo stato turco. 

 

Queste le dichiarazione nella corrispondenza che abbiamo fatto con la rappresentante di UIKI onlus.