Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

strage di bologna

Bologna, 2 agosto 1980 - La strage, i depistaggi, le bugie

Data di trasmissione

Ore 10.25, nella sala di aspetto della stazione di Bologna detona una valigia piena di tritolo. Muoiono 85 persone. Più di quante ne moriranno in tutte le altre stragi di cui è costellata la storia della Repubblica Italiana messe insieme.

La verità emersa dalle sentenze giudiziarie è agghiacciante: a mettere la bomba sono stati i fascisti dei NAR, a pagarla la P2 di Licio Gelli, ad orchestrare l’operazione ci hanno pensato i servizi segreti. È una verità inconfessabile: quella di una strage compiuta per procura, pagata milioni di dollari, organizzata dagli apparati dello Stato.

È una verità che viene insabbiata, nascosta e contraffatta. Depistaggi, false piste, improbabili alibi per coprire per oltre quarant’anni la più infamante delle colpe. Per insinuare il dubbio che chi ha le mani sporche di sangue possa in realtà essere innocente.

È una verità che non ha impedito l’ascesa dei diretti responsabili: dal mondo delle cooperative al mondo dello sport fino alle più alte cariche dello stato chi ha occultato le prove, chi ha diffuso bugie, chi ha materialmente eseguito la strage oggi accumula potere e denaro.

Ne abbiamo parlato con:

Mauro – compagno di bologna, tra i primi soccorritori la mattina del 2 agosto

Paolo Morando – autore di “Bellini, i Nar, i mandanti e un perdono tradito”

Paolo Persichetti – Storico Andrea Palladino - giornalista

40 anni dalla Strage della Stazione di Bologna: divieto di manifestare

Data di trasmissione
Durata 18m 30s

In diretta con un compagno di Bologna parliamo di questo assurdo divieto al corteo, a 40 anni dalla strage alla stazione di Bologna.

Lettera aperta alla Città di Bologna
Carissime e carissimi cittadini di Bologna
ci rivolgiamo a voi, consapevoli che capirete il nostro sconcerto, la nostra amarezza e la nostra indignazione nell’aver appreso che il prossimo 2 agosto, per uno scrupolo di sicurezza sanitaria, è stato posto il divieto al corteo che, sfilando per Via Indipendenza, raggiunge Piazzale Medaglie d’oro e porta un saluto alle 85 vittime e ai 200 feriti che una bomba fascista e di stato causò quarant’anni fa.
Da quarant’anni accompagniamo i famigliari delle vittime, ci stringiamo al loro dolore, siamo al loro fianco per chiedere verità e giustizia, una verità e una giustizia da sempre negata da continui depistaggi e menzogne.
In questi giorni è in corso un processo presso il Tribunale di Bologna dove, finalmente, una parte di quella verità sta emergendo e ci dice che a finanziare l’attentato furono gli affigliati alla Loggia massonica P2 e il loro capo Licio Gelli e che funzionari e agenti dei nostri servizi segreti non solo sapevano ma fecero in modo che la strage fosse compiuta senza intoppi; inoltre emergono testimonianze che altri  mercenari e assassini fascisti erano a Bologna quel giorno.
In questi lunghissimi quarant’anni responsabilità gravissime pesano anche sui governi che si sono succeduti alla guida del Paese, che hanno sempre promesso di adoperarsi per fare luce sulla strage ma mai hanno mantenuto la parola data ai famigliari delle vittime.
Come ci ricorda il Presidente dell’Associazione dei famigliari Paolo Bolognesi nell’intervista di qualche giorno, l’ultima beffa in ordine di tempo è venuta dall’ex premier Matteo Renzi che emanò una direttiva nel 2014 per la desecretazione e l’apertura degli archivi sulle stragi che insanguinarono l’Italia dal 1969 al 1984. Dice Bolognesi: “Abbiamo toccato con mano che nessuno stava dietro la cosa, che era una presa in giro. A Bologna, con gli atti che ci hanno dato, non avremmo potuto nemmeno avviare il processo di primo grado…”
Tutto questo ci porta a dire che vogliamo essere in Piazza Maggiore dove ci sarà la cerimonia ufficiale per ascoltare in rispettoso silenzio le parole di Paolo Bolognesi, che non intendiamo lasciare solo né lui né i famigliari delle vittime e che, al termine del discorso, inviteremo tutte e tutti ad uscire dalla piazza  in corteo  e chiederemo   ai famigliari delle vittime  di non accettare l’orribile proposta fatta loro di salire su un pullman per raggiungere  la stazione e sfilare come ogni anno tutti insieme. Non per mancare di rispetto a qualcuno ma non possiamo accettare questa assurda imposizione.
Bologna non si piegò allora davanti ad un vile attentato fascista e di stato, seppe rispondere, si rialzò ed è in grado anche oggi di manifestare in sicurezza per non lasciare soli i famigliari delle vittime e mantenere il ricordo.
La storia non si cancella, Bologna non dimentica