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La transizione ecologica a 18 corsie: il passante di mezzo

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Daria della la Rete delle Lotte Ambientali Bolognesi ci ha raccontato cosa si nasconde dietro il passante di mezzo a Bologna, una maxi opera che premia il traffico privato su gomma, quello delle merci, che porterà a pochi km dal centro di Bologna un'autostrada larga fino a 18 corsie, però assicura il sindaco PD che il centro cittadino sarà tutto dedicato alle bici, in parole povere il greenwashing del centro sinistra.

Durata 10' ca.

Some prefer cake, festival di cinema lesbico

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Presentazione con una compagna dell'Associazione Luki Massa della tredicesima edizione di Some prefer cake, Festival di cinema lesbico. Il festival sarà in presenza a Bologna, al Nuovo Cinema Nosadella dal 24 al 26 settembreper  mentre dal 27 settembre al 3 ottobre sarà visibile su openddb.it la versione in streaming del festival, con un programma diverso da quello in presenza.
 

Aggiornamento sulle lotte alla Yoox e Italpizza e sciopero 8 marzo

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Con una compagna dell'Assemblea delle Donne del Coordinamento Migranti Bologna facciamo il punto sulle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori di Yoox e Italpizza e su come si stiano organizzando in vista dello sciopero dell'8 marzo. Qui potete scaricare per intero il loro comunicato.

 

Un lusso che non gli possiamo permettere. Lavoratrici in sciopero alla Yoox!

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Imposizione unilaterale di un cambio dei turni di lavoro che impedisce alle operaie di immaginarsi in un qualunque tipo di futuro, ripetuti atteggiamenti razzisti e discriminatori esercitati nei loro confronti, riduzione delle pause, mancato riconoscimento di buoni pasto mentre i padroni dell’ e-commerce festeggiano una crescita esponenziale dei profitti. Queste le condizioni di lavoro a cui le lavoratrici di Yoox - leader globale nel lusso e nella moda online - sono sottoposte e a cui stanno rispondendo con una lotta determinata che a partire dallo sciopero del 25 novembre sta andando avanti all’Interporto di Bologna. Ne parliamo con una compagna del Si Cobas. Qui l'appello delle lavoratrici.

 

XM24 - Accuse di devastazione e saccheggio

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L'8 ottobre a Bologna vengono effettuate perquisizioni ai danni di alcuni compagn di XM24 per i reati di devastazione e saccheggio in merito alla caduta di alcune lamiere del cantiere della zona del centro sociale. In una Bolognina che ogni giono si vede devastare dalla gentrificazione al servizio dei profitti e saccheggiare spazi di verde e agibilità della popolazione del quartiere.

Bologna, il CAS di via Mattei è una prigione: presidio 22 Febbraio

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Un testo scritto da chi vive nel Cas di Via Mattei (Bologna). Sabato 22 febbraio (ore 15 in Montagnola, lato piazza VIII agosto) saremo al loro fianco per supportare la loro protesta.
Alcune/i solidali

Siamo le persone che abitano nel CAS di via Mattei. Prima stavamo in altri centri gestiti da Lai Momo e non abbiamo capito perché ci hanno portato via da lì all’improvviso portandoci nel CASdi via Mattei senza spiegazioni. Perché ci hanno deportati lì dentro? Le cooperative, la prefettura e il governo hanno deciso al nostro posto dove e come dobbiamo vivere da quando siamo arrivati in Italia, e da novembre hanno deciso di buttarci qui. Ci sembra di essere stati gettati in prigione ed esclusi dalla società.

Per noi questo posto è una prigione ed una tortura mentale. Non ci sono cure mediche, il posto è sporco, 10 persone o più vivono in una stanza… A nessuno importa del nostro benessere. Non c’è la possibilità di cucinare in autonomia. Per entrare ed uscire dobbiamo usare il badge. Le condizioni igieniche fanno schifo e ci si ammala facilmente. Quando qualcuno si ammala, deve fare tutto da solo acquistando i farmaci. Ma come facciamo a comprare i farmaci se non possiamo lavorare? E come possiamo lavorare se non abbiamo i documenti? E chi ha il permesso di 6 mesi e sta lavorando ha dei contratti di 1 solo giorno. Immaginate se la persona non parla bene l’italiano, è tutto ancora più difficile. Ci sono operatori che affermano di lavorare per noi, però ci trattano come animali e sono proprio dei guardiani.
Questa non è vita, noi vogliamo libertà, documenti, e possibilità di decidere sulla nostra vita.

SE LA SCHIAVITÙ NON È ANCORA FINITA, DOBBIAMO DIRLO.