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stupro

Consenso negato

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Parliamo in apertura dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori al Liceo Archimede-Pacinotti, che ieri 20 Aprile ha concluso un percorso di mobilitazioni che ha fatto emergere diverse criticità: la mancanza di dialogo con tutte le componenti scolastiche produce un peggioramento del clima lavorativo nel Liceo romano. La corrispondenza con un componente della RSU.

Da Catania il racconto della grande mobilitazione di studenti a seguito del tragico suicidio di una liceale, Claudia, vittima di bullismo e isolamento: l'analisi del disagio non adeguatamente affrontato dalle istituzioni, della depoliticizzazione di queste vicende, delle scuole attente più all'immagine che alla sostanza.

Dall'Aristofane arriva la notizia del mancato rispetto dell'identità dii un ragazzo trans: una docente del Liceo insiste ad utilizzare il dead name presente nel registro elettronico, a fronte della richiesta della persona coinvolta (e della famiglia).

Lanciamo il presidio di domani, 22 Aprile, dalle ore 11:30 in piazza Vidoni, non lontano dal Senato, per bloccare il DDL Valditara sul "consenso informato", in via di approvazione definitiva, legge sponsorizzata anche da Provitaefamiglia, volta a vietare di fatto l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

Il Liceo Farnesina, Roma Nord, è protagonista di un articolo di Repubblica che racconta fatti terribili: una studentessa del Liceo ha denunciato di aver subito una violenza in una festa di fine anno, unito al ritrovamento in un tablet scolastico di una lista stupri, contenente anche il nome della studentessa. Riflessione sull'assunzione di responsabilità della scuola fatta con strumenti neutri: le comunicazioni del Dirigente, prese dal sito del Liceo, di "contrasto al bullismo e cyberbullismo", il protocollo seguito, per finire con l'incontro "formativo" di due ore scarse con i Carabinieri.

Concludiamo con il resoconto dell'assemblea pubblica organizzata da Controprofitto e da diversi collettivi di Roma est la scorsa settimana: la questione salariale sia dei docenti sia del personale Ata a confronto con gli stipendi dei Dirigenti, la precarietà strutturale della scuola pubblica, il reclutamento dei/delle docenti, l'autoritarismo dei dirigenti. Prossima assemblea largo Agosta giovedì 23 Aprile ore 18, puntuali.

 

 

DDL Bongiorno verso la manifestazione nazionale del 28 febbraio

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Domenica dalle 11 alle 13 ritorniamo a parlare del DDL Bongiorno a ROR aprendo i microfoni. Trovate l'audio nel primo file.
Abbiamo parlato in particolare della storia del piacere delle donne per non cadere nel binomio di scelta si o no che rimanda comunque l'accettare o il rifiutare il piacere maschile, è giunto il momento di mettere la centro della storia il piacere delle donne*. Il consenso come paradigma di prospettiva di rivolta che questo governo vuole annulla iniziano dal decreto rave a quello sulle sostanza a quello sul dissenso. La lotta contro il del Bongiorno deve quindi essere abbracciata da tutto il movimento come parte integrante di un percorso contro queste destrerà autoritario che voglio legiferare su tutte le nostre scelte e sulla nostra autodeterminazione. Diverse telefonate da Scosse e Nudm Roma che rimandano alla manifestazione nazionale del 28 ottobre e poi all'8 marzo e allo sciopero del 9 marzo. 

Con l'avvocata Tatiana Montella ritorniamo ancora sul DDL Bongiorno e sul cambio giuridico che si vuole apportare alla legge contro la violenza sulle donne sostituendo la parola consenso con il dissenso. Dopo la manifestazione nel centro di roma del 15 febbraio scorso, giovedi c'è assemblea alle 17 all'Università Roma3 alla facoltà di lettere per poi arrivare al corteo nazionale del 28 febbraio.

Trovate gli altri redazionali qui

- con i Centro Antiviolenza Befree e Lucha y Siesta -- https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/02/consenso-mobilitazione-p…

-- con il centro Donna Lisa e il CSA Astra -- https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/02/15-febbraio-piazza-ribad…

Prossima riunione lunedi 23 gennaio al CSA Astra - Via Capraia 18

 

Epstein Files e la banalità del patriarcato

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Parliamo degli Epstein Files con la giornata de Il fatto quotidiano Antonella Zangaro che ne ha scritto molto. Sta uscendo fuori un materiale immenso e siamo solo all'inizio, materiale che non ha però scaturito al momento nessun procedimento penale. E' dal 1996 che alcune ragazze hanno cominciato a parlare degli stupri che avvenivano da parte di uomini potenti amici di Epstein. Fino al libro di Virginia Giuffrè che si è poi suicidata poco dopo non potendo più a vivere con la violenza subita dal Principe Andrew Windsor. Una confraternita di maschi che suggellano la propria appartenenza patriarcale violalndo i corpi altrui.

Parliamo anche con Nina Ferrante, artista terrona a partire da una sua riflessione (https://substack.com/home/post/p-187403480). Vedere nel buoi cosa vuol dire per una donna in questa momento? Che mondo è quello che non protegge le sue figlie dalle violenza della cricca di Epstein fino al genocidio in Palestina? Una cerchia è di eletti sicuramente dotata delle eccezionali capacità di decidere sui corpi, la vita e la morte di intere popolazioni, una cerchia di eletti maschi che non dovranno mai vedere nel buio e a cui basta girarsi dall'altra parte per sentirsi fuori dai cattivi. 

Epstein files rilasciati soltanto a partire dal 2024 quindi dopo 40 anni dalle prime denunce delle ragazze rappresentano proprio uno spaccato radicale e inquietante del patriarcato e della sua banalità, intesa come la sistematica e normale routine con cui il potere maschile oggettivizza e sfrutta i corpi femminili. 

Importante anche l'articolo di Carlotta Cossutta uscito su Il manifesto
https://ilmanifesto.it/epstein-files-i-corpi-delle-donne-nella-macchina…

 

Nel secondo file abbiamo sentito Maddalena Fragnito che il nove febbraio scorso aveva scritto per Effimera un articolo dal titolo Epstein Files. O dell’irriformabilità del maschio cishet (e dell’Occidente) che trovate a questo link: https://effimera.org/epstein-files-o-dellirriformabilita-del-maschio-ci…

lo commentiamo con lei 

 

Sulle mobilitazioni a Roma contro il DDL Bongiorno e prossimi appuntamenti

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Una compagna parla del corteo che il 15 mattina ha percorso le vie di Cinecittà, e nella seconda corrispondenza parliamo della manifestazione cittadina del pomeriggio sempre di domenica alle 16 a Piazza SS. Apostoli.

Si è partite da varie metro periferiche per confluire nella manifestazione volantinando e parlando del DDL Bongiorno. A piazza Santi Apostoli si sono rotte le transenne con cui la piazza era stata chiusa per manifestare tra le vie del centro fino a piazza del Popolo.

Prossimi appuntamenti:

giovedi 19 alle 17 all'univeristà Roma3 Assemblea 

domenica 22 redazionale dai microfoni ROR dalle 11 alle 13

sabato 28 febbraio corteo nazionale 

15 febbraio in piazza per ribadire che senza consenso è stupro

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Con il CAV Centro Donna Lisa continuiamo a parlare del DDL Bongiorno che vuole cambiare la legge contro la violenza sulle donne approvato dopo 20 anni di dibattito nel 1996. Allora e anche grazie alla Convenzione di Istambul la legge considerava stupro qualsiasi atto che andasse contro il consenso dell'altra persona. Oggi invece si vuole sostituire il termine consenso con il dissenso, cioè è stupro solo se dici no. Sappiamo quanto sia difficile spesso riuscire a respingere chiaramente un partner violento che ad oggi si sentirà sempre più autorizzato a praticare la sua volontà di portare a compimento un atto sessuale perchè non si sente dire no. Anziché sentire la donna che ha davanti ed entrare in relazione con essa perchè si è in due ad avere un atto sessuale, si riporta alla non corporeità delle donne che devono essere sempre disponibile.  

Per questo in tutta Italia i CAV, i collettivi femministi, transfemministi le varie soggettività si stanno mobilitando per fermare in maniera determinata questo disegno di legge.

Parliamo anche del 21 febbraio e del corteo per Valerio Verbano che sarà attraversato anche da interventi sul disegno di legge. 

APPUNTAMENTI Il 15 febbraio in tante piazza italiane a Roma l'appuntamento è alle 16 a piazza santi apostoli

28 FEBBRAIO corteo nazionale a roma.

Per info senzaconsensoèstupro.com

Di seguito la seduta e le parole di Bongiorno

Nella seduta del 22 gennaio 2026, la Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha presentato in qualità di relatrice un emendamento che riformula l’art. 609 bis c.p. rispetto alla versione approvata dalla Camera.

Per il resoconto della seduta della Commissione Giustizia, clicca qui

Rispetto al testo del disegno di legge A.S. 1715, approvato alla Camera all’unanimità il 19 novembre 2025, l’emendamento Bongiorno:

a) abbandona il modello del consenso (“assenza di consenso” libero e attuale) in favore del modello del dissenso (“contro la volontà”, espressione che ricorre anche nella violazione di domicilio ex art. 614 c.p.). Il modello del dissenso è adottato ad es. nel codice penale tedesco (§ 177);

b) precisa il concetto di “volontà contraria” stabilendo che essa ricorre anche quando il fatto è commesso a sorpresa (come nel caso delle condotte repentine – es., palpeggiamenti) ovvero, approfittando dell’impossibilità della persona offesa di esprimere il dissenso (ad es., perché ubriaca o sotto l’effetto di stupefacenti). Tale precisazione riprende il modello del § 177 del codice penale tedesco, pure improntato al modello del dissenso. Da notare che non si fa riferimento a un dissenso che può essere manifestato in ogni momento (anche dopo un iniziale consenso), come già riconosce peraltro la giurisprudenza;

c) precisa – in linea con quanto prevede l’art. 36 della Convenzione di Istanbul per l’accertamento dell’assenza del consenso – che la volontà contraria deve essere valutata “tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”;

d) prevede non più la stessa pena per condotte dal differente disvalore (in particolare, quelle propriamente violente – per l’uso di forza fisica o minaccia –  e quelle non violente), ma - in linea con il principio costituzionale di proporzionalità della pena - modula la pena diversamente per i fatti commessi contro la volontà (reclusione da 4 a 10 anni), da un lato, e, dall’altro lato, per i fatti più gravi perché commessi con violenza o minaccia o abuso di autorità o approfittamento di condizioni di inferiorità psicofisica (reclusione da 6 a 12 anni, cioè la stessa pena comminata oggi dall’art. 609 bis c.p.). Da notare che, rispetto alla vigente cornice edittale, (una volta tanto) non viene aumentato il massimo ma diminuito il minimo per i fatti privi di particolari modalità della condotta (con effetti di retroattività della lex mitior, che sarebbe limitata ex art. 2, co. 4 c.p. ai procedimenti in corso e non anche a quelli definiti con sentenza irrevocabile)

e) abbandona il (non privo di problemi) riferimento all’abuso di non meglio precisate condizioni di “particolare vulnerabilità” della persona offesa (diverse da quelle di vera e propria inferiorità psico-fisica);

f) modifica l’attenuante dei casi di minore gravità facendola dipendere dalle modalità della condotta dallecircostanze del caso concreto nonché dal danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa (che sembra invero assai difficile da dimostrare);

g) non fa più riferimento ai fatti commessi traendo in inganno la persona offesa attraverso la sostituzione di persona (con effetto di abolitio criminis in rapporto a un'ipotesi non frequente ma non assente nella prassi: es., chi si finga medico o millanti di essere un agente nel settore del cinema, della moda o della musica, in grado di avviare la persona offesa a una promettente carriera).

14 febbraio a Montorio (Teramo) per cacciare il vicesindaco

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Il corteo partirà alle 15 e nasce come risposta alle mancate dimissioni del vicesindaco di Montorio al Vomano, Francesco Ciarrocchi, condannato in primo grado per violenza sessuale a 5 anni, violenza consumata durante quella che doveva essere una normale visita ginecologica ad una diciannovenne.
 
"Quest'anno l'8 marzo arriva prima, arriva il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, con un corteo organizzato dal basso a Montorio al Vomano.  Scendiamo in piazza perché siamo stufə del clima di silenzio e di paura che si è generato con la giunta guidata da Altitonante e i suoi compari. Lo facciamo per dare voce a chi ha subito la violenza da parte del ginecologo e vicesindaco Ciarrocchi. Una violenza di cui moltə sentono parlare solo adesso che la notizia ha straripato, ma che era già emersa 6 anni fa quando la vittima era stata costretta a subire vittimizzazione secondaria da parte della comunità". 
"Noi non pensiamo che la soluzione siano nuovi pacchetti sicurezza in cui si commisurano pene sempre più inasprite o esemplari. Noi crediamo che solo una rivoluzione sociale e culturale possa essere l'antidoto a tutto questo, una rivoluzione che distrugga la cultura patriarcale e dello stupro nella quale siamo immerse. Le dimissioni di Ciarrocchi non ci bastano: ridurre tutto a una questione individuale significa rifiutare di mettere in discussione questo sistema che alimenta abusi e soffoca chi prova ad alzare la voce. Il corteo del 14 febbraio è una chiamata collettiva che parte da questa piazza ma che deve arrivare a tuttə: LA VERGOGNA DEVE CAMBIARE LATO!",


 

Consenso: mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno

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Dopo la protesta dei centri antiviolenza e delle attiviste femministe e transfemministe davanti al Senato del 27 gennaio scorso per dire no al DDL Bongiorno che porterebbe  un arretramento grave cancellando anni di lotta per l'autodeterminazione delle donne sui propri corpi e contro la cultura dello stupro, le soggettività varie rilanciano appuntamenti contro il dominio maschile patriarcale: 

- lunedi 9 all'università La Sapienza assemblea pubblica alle 17 alla facoltà di Lettere per preparare il 15 appuntamenti vari territoriali e il 28 un corteo nazionale.

Partecipazione di massa e mobilitazione permanente.

Passa in commissione la cancellazione del consenso. Inizia la mobilitazione

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Oggi nella Commissione Giustizia del Senato è stata approvata la modifica proposta da Giulia Bongiorno che cancella la parola consenso dalla legge sullo stupro sostituendola con dissenso, facendo di nuovo ricadere il peso della violenza a chi la subisce. Davanti al senato femministe, transfemministe, centri antiviolenza che fra l'altro sono state circondate dalle forze dell'ordine. 

Da oggi parte la mobilitazione, i prossimi appuntamenti sono manifestazioni in ogni città il 15 febbraio e un corteo nazionale a Roma il 28 febbraio; per mettersi in contatto e firmare il documento d'indizione nonsuinostricorpi@gmail.com

NON SUI NOSTRI CORPI!
La proposta di modifica della norma sulla violenza sessuale, portata avanti dalla destra, è inaccettabile e pericolosa!

In spregio alla normativa sovranazionale, ed alla avanzata evoluzione della giurisprudenza sul tema del  consenso agli atti sessuali, si vuole introdurre la parola “dissenso” facendo ricadere sulle vittime l‘onere di dimostrare la volontà contraria all’atto sessuale.

Si vuole obbligare i Giudici e le Giudici a valutare tale volontà contraria tenendo conto della “situazione”, concetto vago che si presta a strumentalizzazioni e interpretazioni.

La costruzione di una norma penale deve rispondere a principi precisi e, soprattutto, tutelare chi il reato lo subisce.

Questa scellerata proposta sgretola anni di lotte e conquiste dei diritti delle donne e delle persone vulnerabili!

Contro tutto questo invaderemo le strade tuttə insieme!

Palermo, Caivano... la violenza di genere non ha classe, latitudine

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Con una compagna di Non una di meno Palermo torniamo a parlare dello stupro di gruppo che nel capoluogo siciliano ha subito una ragazza di 19 anni: reazioni pubbliche, mediatiche, istituzionali e soprattutto le risposte femministe e transfemministe, dalle passeggiate comunicative di Palermo, alla costruzione in atto di una mobilitazione capillare permanente

cultura dello stupro: ragionamenti a partire dal caso francese

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Partendo dal caso della donna francese stuprata ripetutamente da uomini coinvolti dal marito, riflettiamo sulle caratteristiche dell'uomo violento e sulle caratteristiche della società che lo legittima. Lo diciamo ancora una volta: lo stupratore non è uno sconosciuto, lo stupratore ha le chiavi di casa. Il sistema e la società in cui viviamo è patriarcale, la cultura dello stupro non è scomparsa. Quanto ancora dovremmo ripetere tutto questo? La strada per la liberazione delle donne e delle soggettività oppresse dal patriarcato è ancora lunga: noi la percorriamo lottando una al fianco dell'altr*.