Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

FREE CHOICE FREE SEX FREE MUSIC [6aEDIZIONE]

RADIO SWAMP 18:00 // ad oltranza
I° PARTE CONCERTO 18:00 // 21:20
MIDNIGHT POLE COMPANY
II° PARTE CONCERTO 22:50 // 0X:??

Kalashnikov Collective
Dull Company Myself
Kaufmen
Pets on the Moon
Orange Jewish
Pelios

Torniamo per la sesta edizione del festival contro omofobia, lesbofobia e
transofobia, antirazzista e antifascista di Latina.
Tornano le band che lo hanno animato negli anni ed arrivano dalla palude e
da fuori nuovi suoni.
Il festival che da sei anni a questa parte porta in città il bisogno di
espressione dei desideri di ognuno ed
ognuna. Il bisogno di essere e sentirsi libere e liberi da ogni forma di
violenza e coercizione.
Ribadire il diritto alla contraccezione gratuita, all'informazione e
prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili,
alla libertà  di scelta sui nostri corpi, ad una scuola libera e senza preti
e l’importanza della lotta contro l’obiezione di coscienza
che ha di fatto reso impossibile praticare l’interruzione volontaria di
gravidanza in molte località  e contro cui ancora si lotta molto.
Contro ogni forma di controllo clericale e ingerenza religiosa sulle nostre
vite.
Il festival della gioia dei nostri corpi, dei nostri desideri, della nostra
sessualità , dei nostri stili di vita, della lotta contro la normalizzazione
e le gabbie dentro cui vogliono rinchiudere ogni percorso di
autodeterminazione di tutte e tutti, donne, lesbiche, gay, trans, queer,
migranti.

Un festival di suoni e colori dal sottosuolo ancora ricco e paludoso. Una
festa contro il grigio e freddo marmo.
Il festival per e di tutti e tutte.
Free Choice Free Sex Free Music

Ci si avvicina con un altro evento ai cinque anni del Collettivo
Autorganizzato Swamp quindi al Sottoscala9 aspettatevi RADIO SWAMP SOUND
SYSTEM, le incursioni musicali, microfono aperto per tutto l'evento, più
distro, banchetti informativi e molto, molto altro. Gruppi nuovi e vecchi
da Latina, amici di Cisterna, uno spettacolo a cura della Midnight Pole
Company e dei super ospiti per la palude, i Kalashnikov Collective dalla
nebbiosa e sognante lombardia anarcolibertaria e diy.
INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE PER COLLETTIVO AUTORGANIZZATO SWAMP E RADIO ONDA
ROSSA

start - 18!!
SOTTOSCALA9 // 27-05-2017
 

26 - 27 e 28 Maggio 2017

Dopo la prima edizione del 2016 a Xm24 (Bologna) torna il Festival delle Cucine Popolari Autogestite, quest' anno a Roma tra le mura del Forte Prenestino

programma completo:


Venerdi 26 Maggio
dalle 17:00 accoglienza, cena collettiva e presentazione dei progetti.

Sabato 27 Maggio

  • dalle 9:00 colazione e tavoli di discussione
  • h 13:00 pausa pranzo collettiva (porta ciò che vorresti trovare)
  • h 15:00 prosecuzione dei tavoli
  • h 18:00 assemblea plenaria conclusiva
  • h 20:30 cena

a seguire dj set per ROR

Domenica 28 Maggio
Largo Agosta - Piazza (quartiere Centocelle)
dalle 10:00 mercato, cucina di strada, laboratori e performance.


Mossi dalla convinzione che la cucina sia un campo assolutamente non neutro, che viva le contraddizioni e i ricatti del reale, che quindi debba essere un terreno di lotta e possa scatenare processi politici, intendiamo rilanciare per fine maggio il secondo incontro nazionale, transnazionale e intergalattico delle cucine popolari e autogestite. L'appello è a tutte le realtà organizzate,a tutti i/le cucinier* sovversivi che fossero interessati a condividere con noi questo spunto, che intendano la sovversione del nostro tempo come anche sovversione di ciò che ruota attorno al cibo.

Cucine di strada, mense, osterie e taverne, popolari e autogestite, tante e diverse sono le esperienze che negli ultimi anni sono nate in giro per l'Italia.
Oltre il mero autofinanziamento per l'autogestione, anche la cucina diventa spazio di rivendicazione politica e costruzione di autonomia.

Scommettiamo nell'incontro e nel confronto delle varie esperienze che vorranno partecipare e siamo mossi dal desiderio di contagio, con la convinzione che nessuno abbia la “ricetta rivoluzionaria” in tasca.

Che cosa è MindTheGap?

"Mind the gap è un festival che nasce da una forte esigenza di noi studenti e studentesse: rapportarci alla scienza in modo critico, uscendo dal paradigma didattico in cui ci fa vivere immersi l'istituzione universitaria ogni giorno. Ciò che abbiamo intenzione di fare è una passeggiata in quello che, visto dalle mura del nostro dipartimento, può essere definito il "mondo di fuori". Vogliamo vedere la scienza di cui ogni giorno ci occupiamo non solo come disciplina che sa spigare in modo rigoroso i fenomeni naturali, ma anche come attività umana partecipe dei rapporti e delle implicazioni sociali ed economiche esistenti all'interno della società. Ed è proprio per compiere questo piccolo salto che Mind The Gap ha preso vita negli ultimi due anni dandosi la forma di un percorso tematico che ogni anno sceglie un tema da approfondire e, passando per iniziative di autoformazione sui temi trattati, si conclude con un festival primaverile le cui parole d'ordine sono e saranno sempre "libera condivisione del sapere" e "interdisciplinarità".

Quali sono i fattori che maggiormente influenzano la direzione della ricerca scientifica?
Come funziona il meccanismo delle pubblicazioni scientifiche?

Questi, insieme a molti altri, sono gli interrogativi che ci siamo posti nelle scorse edizioni. Partendo dalla semplice volontà di approfondire la realtà che viviamo tutti i giorni nella nostra vita universitria, abbiamo trovato l'occasione di formarci, dibattere e produrre documenti scritti. Tante sono state le chiacchierate e molto variegato il campionamento dei nostri interlocutori (dal professore ordinario di filosofia al dottorando fresco di assegno, dallo storico della fisica in pensione al docente precario) come anche il gruppo che si è formato per portare avanti il percorso. Sono stati coinvolti studenti e studentesse di altre facoltà a
noi più vicine, come chimica, informatica, medicina, biologia, ingegneria. Ma è stato raccolto anche l'interesse da parte di facoltà non scientifiche come storia, filosofia, lettere.

Quest'anno stiamo approfondendo il tema della non neutralità della scienza, con particolare attenzione alle imlpicazioni sociali delle nuove tecnologie. Da una parte i rapporti di lavoro, dall'altra più in generale le interazioni tra le persone, sono sempre più mediate da dispositvi digitali che accumulano informazioni. Contemporaneamente il mondo della ricerca sembra essere alle porte di un'imminente "Big Data Revolution". Che tipo di relazione esiste tra questi fenomeni? Quali sono le ripercussioni sulla vita materiale delle persone?

Come ogni anno il tutto sarà inserito in un contesto di socialità con musica dal vivo, teatro, buon cibo ma soprattutto: TRASH VS TEKNO!!!

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Programma:

** Giovedì 25 Maggio **
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- H11 dibattito "bigData revolution - nuova scienza o nuova moda?"
intervengono:
Giovanni Pistone (Professore di statistica al Politecnico di Torino)
Giambattista Amati (Professore di "information retrieval" a Roma Tor Vergata)
Gaetano Salina (Professore di metodi probabilistici per la fisica a Roma Tor Vergata)


- H13 Pranzo sociale a cura dell'associazione Semiretta

- H17.30 dibattito “Bigdata, social, algoritmi - nuove e vecchie contraddizioni nel lavoro e nella società”
interverranno:
Francesco Piccioni (Epistemologo collaboratore del Manifesto)
Dario Guarascio (Ricercatore di economia all'Istituto Sant'Anna di Pisa)

- H20 Cena Popolare a cura di NED Punto Solidale Marranella

------------------------- H21 MUSICA LIVE --------------------------------------

*** Maleducazione Alcolica from Tuscia (Maleducazione Alcolica)
*** NoSenzo (Nosenzo)
Opening:
*** Red Clay
*** Cozza e i Frutti de Mare
a seguire dj set Electroswing -----> Dj Tom (Tommaso de Angelis)

** Venerdì 26 Maggio **
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- H9 Exhibit "The Scienze Zone" - Esibizione di esperimenti scientifici effettuati da giovani studenti delle scuole

- H16 sessione di Talk Tematici:
-- BigData & Biologia
-- Bufale informatiche: le fake News

- H18 sessione di Workshop autogestiti:
-- Arduino live music installation
-- BigData, Metadati ed il loro utilizzo - a cura di AvANa
-- Difesta Digitale
-- corso di Ciclomeccanica Popolare IV edizione - a cura di Ciclofisica. Ciclofficina "Roberto Perciballi"
-- Lezione aperta di improvvisazione teatrale a cura della compagnia Artju

- H20 cena popolare a cura dell'Officina di Fisica "Roberto Perciballi" Sapienza
Spettacolo di improvvisazione teatrale a cura della compagnia Artju

- H21 Dj Dost (Lev Landau -> https://soundcloud.com/dost-2)

******************************* H22 LIVE SET ************************
TRASH VS TEKNO:
**** PAPA MAURY (Papamaury Selecta)
**** MIRKIONE DIGGEI (Mirko Mirkione Diggei)
**** PINCHE PERRO (El Pinche Perro alias Malverde)

**** MALA ADDICTIK (Mala Addictik -> https://soundcloud.com/mala-addictik)
**** AEREM (Ærem Urban Factory -> https://soundcloud.com/aerem)

INGRESSO LIBERO

Storico appuntamento sotto la sede della radio in via dei Volsci 56 nel quartiere San Lorenzo.

Quest'anno per l'occasione del 40ennale presenteremo il vinile rimasterizzato di Onda Rossa Posse "Batti il tuo tempo" (ascolta un assaggio).

Dalle 17 microfoni aperti e aperitivo in strada con:

  • Militant A (Assalti Frontali)
  • Ill Nano
  • Castro X (ak 47)
  • Dj Banana di Radio Onda Rossa

3 uscite collettive per chi ama la montagna e Radio Ondarossa: una arrampicata, una passeggiata, una escursione, in 3 domeniche diverse.

Secondo appuntamento: domenica 21 maggio ore 9.00- all'uscita di Colleferro, sulla A1, superato la rotonda con il missile a destra.

Passeggiata verso lo Sprone Maraoni, tra Carpineto e Gorga- A seguire pranzo all'Orto Occupato - Associazione Terra Madre di Montelanico con menù che comprende: verdure di stagione, formaggio primosale, frittate, focacce al forno.

Per partecipare scrivere, entro il 18 maggio a: giangi chiocciola ondarossa.info, sara chiocciola ondarossa info

La camminata proposta è adatta anche a bambine e bambine (comunque buoni camminatori!), segnalatecene la presenza!

 


 

Sull'argomento, ascolta anche la puntata di Silenzio Assordante. Di seguito il comunicato di indizione.


Il 22 gennaio 2017 muore a Napoli, nell’ospedale San Giovanni Bosco, Stefano Crescenzi di anni 38.

Stefano era entrato in carcere il 19 marzo 2013 e sin dall’inizio della sua carcerazione il suo stato psico-fisico si era rivelato del tutto inadeguato a sostenere il regime detentivo. Di lui, infatti, si sapeva che era sottoposto da anni ad una specifica terapia farmacologica poiché, a causa di un grave incidente stradale, soffriva di crisi epilettiche oltre ad essergli stata diagnosticata una sindrome bipolare. Sua madre si era immediatamente recata al commissariato per consegnare a coloro che avevano eseguito l’arresto i farmaci necessari alla salute di Stefano. Nonostante le rassicurazioni lo sforzo della madre risultò vano: i farmaci e la prescrizione medica non furono mai dati a suo figlio…

Durante il suo primissimo periodo di detenzione, passato nel carcere romano di Regina Coeli, Stefano provò a togliersi la vita ma un suo compagno di sezione riuscì a salvarlo.
I segnali premonitori di quanto sarebbe accaduto c’erano già tutti ma chi gestisce le vite altrui, i carcerieri nei loro molteplici peculiari ruoli (giudici, secondini, personale medico detentivo, periti di tribunali, colletti bianchi del DAP etc. etc…) non hanno occhi per vedere, accecati come sono dal loro ruolo di potere e di giustizieri. Stefano viene ritenuto uno che finge di stare male, perché in realtà ciò che vuole è uscire dal carcere… Porsi la banale domanda sul “chi non lo vorrebbe?” è legittimo ma ci porterebbe da un’altra parte.

Il Dap (come spesso accade) inizia a fare di Stefano uno dei tanti “pacchetti postali” che di punto in bianco si trovano ad essere trasferiti da un carcere ad un altro. Regina Coeli, Torino e Terni, dove sembra alla fine essere assegnato. In quest’ultimo carcere le condizioni di salute di Stefano precipitano ed i familiari, che vanno regolarmente a trovarlo a colloquio, in pochi mesi si trovano di fronte un ragazzo dimagrito di oltre 50 kg, che si muove su una sedia a rotelle quasi sempre accompagnato da un altro detenuto, che persevera in atti autolesionisti, che non riesce a mangiare ma continua ad essere imbottito di psicofarmaci diversi da quelli che assumeva quando era libero, avendo il personale medico deciso di cambiargli la cura.

Da Terni, Stefano, viene mandato a più riprese ma sempre per brevi periodi nel carcere di Livorno e lì detenuto nel reparto di osservazione. Nel frattempo i suoi familiari presentano varie istanze al giudice competente chiedendo che il proprio caro venga ricoverato in arresto domiciliare presso un ospedale al fine di ricevere le cure adeguate. Il giudice, alla loro terza istanza, decide per una consulenza nominando un medico legale al fine di eseguire una perizia medica. La sera dello stesso giorno in cui il perito redige la relazione medica per la quale, a suo avviso, Stefano non solo è compatibile con la detenzione ma anche le cure ricevute all’interno del carcere sono adeguate, la direzione di Livorno decide di non voler più correre rischi assumendosi la responsabilità della vita di Stefano e, da buon Pilato, se ne lava le mani: lo trasferisce nel carcere di Secondigliano, dove c’è un reparto clinico.
Ma ormai è troppo tardi. Da Secondigliano, dopo una settimana, viene mandato urgentemente all’ospedale Cardarelli e da lì al San Giovanni Bosco in reparto rianimazione. Ed è lì che Stefano morirà il 22 gennaio.

Una storia, una storia come tante come troppe. Dall’inizio di quest’anno già 35 detenuti sono morti all’interno delle galere. Una storia alla quale non è possibile rassegnarsi. Non certo i familiari di Stefano i quali con coraggio e determinazione portano avanti la loro personale battaglia affinché quanto accaduto al loro caro non accada più. Queste le parole di Tamara, mamma di Stefano: “Non c’è solo mio figlio. E’ successo a mio figlio? Può essere che se noi denunciamo quanto accaduto la prossima volta questi giudici ci pensano due volte prima di rifare la stessa cosa con un’altra persona! C’è tanta gente che purtroppo finisce in galera! E allora, io lo faccio pure per gli altri! Per mio figlio e pure per gli altri!”

Ancora una volta l’arroganza degli esecutori della legge, il loro pregiudizio, ha avuto ragione sulla vita di qualcuno decretandone la morte. Ancora una volta il carcere si dimostra uno strumento esiziale. Scopo del carcere è distruggere: l’identità, il pensiero, la dignità, l’agire e persino i corpi di chi lì viene sequestrato.
Parlano di “custodia cautelare” ma si trasformano in carnefici!

SABATO 20 MAGGIO ORE 15:00
DAVANTI IL CARCERE DI LIVORNO – VIA DELLE MACCHIE

ODIANDO IL CARCERE GIORNO DOPO GIORNO

PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ CON LE PERSONE DETENUTE E I LORO FAMIGLIARI.
PERCHÉ QUELLO CHE È SUCCESSO A STEFANO CRESCENZI NON SUCCEDA MAI PIÙ

Per chi vuole organizzarsi e partire con i pullman da Roma: evasioni@canaglie.org

Onda Rossa Gialla e Verde

Dalle 23 la storia del reggae romano a sottoscrizione di Radiondarossa:

  • Radio Torre soundsystem feat. Country, Kontramina, Thanee
  • Daje pure te! (Lampadread & Sego)
  • More fire (B One, Fabio B & Jahnni)
  • Pecoz outta Villa Ada Posse

 

Allo Spa Strike - via Partini (Portonaccio)

Dalle 23 serata Gothic Electro Industrial

CSOA Forte Prenestino e Radio Onda Rossa presentano:
Venerdi' 19 Maggio 2017

WINTER SEVERITY INDEX in concerto

Ingresso a sottoscrizione a sostegno di RADIO ONDA ROSSA 
www.ondarossa.info 


Inizio h 22.30

A seguire dj set gothic,minimal,dark wave,industrial a cura di:

  • Dj Elettrodo(Prove Tecniche di Trasmissione/Disorder R.O.R.)
  • In Noctibus Panis (R.O.R.)
  • Dj Mittageisen Giardino Violetto (R.O.R.)
  • Dj Skillahar


I Winter Severity Index sono:

  • Simona Ferrucci – voce, chitarra, basso, drum programming
  • Alessandra Romeo -sintetizzatori e tastiere


Winter Severity Index è un progetto dark wave di Simona Ferrucci, cantante, chitarrista e principiale compositrice. Nato inizialmente come gruppo tradizionale a quattro elementi femminili nel 2009 , ha successivamente preso la forma di un duo, nel quale Simona si è avvalsa della collaborazione di Valentina Fanigliulo, a.k.a. Mushy, ben nota nella scena alternative internazionale, e ora di Alessandra Romeo, già alle tastiere di gruppi storici della new wave romana, come i Cat Fud e i Bohemien, attualmente impegnata anche nel progetto No Fun.
Il progetto vede al suo attivo la realizzazione di un EP autoprodotto omonimo (2010), come band, distribuito da AF Music e attualmente sold out, l' EP "Survival Rate" (2013) come duo con Valentina Fanigliulo prodotto dalla Blood Rock Records in vinile, anch'esso sold-out, l'LP "Slanting Ray" (2014) con Alessandra Romeo, prodotto da Blood Rock in doppio vinile e Manic Depression in CD. La collaborazione fra Simona e Alessandra le ha viste suonare in diversi palchi italiani ed europei accompagnate dalla preziosa presenza al basso di Giovanni Staccone. Winter Severity Index ha in oltre realizzato tracce in varie compilations, tra cui ricordiamo "Embracing the Void" in Death#Disco vol. 2, la cover “Static Cold” per il tributo ai Frozen Autumn “Riding the Crest of the Frozen Wave”, prodotto da Calembour Records, la cover "Candidate" per "‪3.5 Decades - a Joy Division italian tribute‬", "Winter Taught me Silence" per la compilation del festival "Distanze", "The Brightest Days" per Death#Disco vol.4 e di "Anemone" nella compilation W A V E C O R E 4, prodotta da Any Wave. 
Nel 2016 Simona e Alessandra hanno realizzato il secondo LP di Winter Severity Index, "Human Taxonomy", presentato live per la prima volta al Wave Gothic Treffen. L'album è stato presentato anche all'NCN festival di Lipsia e in diversi live durante lo scorso anno e quest'anno, sia in Italia che in Europa. E' stato in oltre citato da più testate giornalistiche online e cartacee come uno dei migliori album cold wave del 2016 ed è stato presentato con un'intervista, in occasione della data madrilena della band del 28 Marzo scorso, anche a Radio 3, emittente nazionale spagnola, nel programma Disco Grande, uno dei più influenti programmi europei per quanto riguarda le ultime produzioni discografiche internazionali. Fra qualche mese Manic Depression e Blood Rock Records ristamperanno l'EP Survival Rate, che sarà accompagnato da altre tracce comparse solo su compilations, e del primo LP Slanting Ray con l'aggiunta del remix della track A Sudden Cold di HØRD, solo project francese elettronico, che presenterà quest'anno il suo primo album al Wave Gothic Treffen. 
Al momento la band continua la promozione dell'album e sta lavorando a nuove tracce che compariranno in compilation e collaborazioni. 

http://soundcloud.com/winter-severity-index
http://www.youtube.com/user/WinterSeverityIndex
https://www.facebook.com/winterseverityindex
http://winterseverityindex.bandcamp.com/

3 uscite collettive per chi ama la montagna e Radio Ondarossa: una arrampicata, una passeggiata, una escursione, in 3 domeniche diverse.

Primo appuntamento domenica 14 maggio ore 9.30 Palestrina (incrocio via Fiuggina/via Pio XII, vicino bar sotto i portici). Si va a Monte Guadagnolo per arrampicare. Necessaria attrezzatura, corde e scarpette.

Per partecipare, scrivere a: giangi chiocciola ondarossa punto info

"Presentazione del IV volume "Gli Autonomi" di e con Giorgio Ferrari e Marco D'Ubaldo.

Questo quarto volume de “Gli autonomi” si concentra sull’esperienza politica dell’Autonomia operaia romana, la più importante per numero di militanti, realtà lavorative, studentesche e territoriali organizzate, radicamento sociale, quantità e qualità di lotte intraprese. La narrazione riguarda principalmente la componente dei Comitati autonomi operai, i famosi «Volsci», dal nome della via del quartiere romano di San Lorenzo che ospitava la loro sede. Ma riguarda anche tutta la variegata articolazione di decine e decine di collettivi sparsi nei quartieri della città, nelle periferie e nelle cittadine circostanti. L’arco temporale preso in considerazione è ventennale, dagli inizi dei Settanta agli inizi dei Novanta, con epicentro il ’77. Il libro contiene anche considerazioni teoriche che oltrepassano la perimetrazione temporale del passato, sapendosi misurare con l’attualità del dibattito sulla credibilità di un progetto rivoluzionario futuro.

Il casale ALBA2 si trova all’interno del parco di Aguzzano. Le entrate più vicine sono situate in via Fermo Corni e all’angolo tra via Emanuele Paternò di Sessa e via Gina Mazza. Le fermate autobus più vicine sono del 341, 350 e il 311. La metro più vicina è Rebibbia, linea B."

INAUGURAZIONE SABATO 13 MAGGIO, dalle ore 16.30
– dibattito “Neocolonialismo in Africa. Forme di sfruttamento e complicità tra occidente e governi locali” diretta su Radio Onda Rossa, PUNTATA SPECIALE DI RADIO AFRICA!
– cena africana benefit ondarossa
– musica ed esposizioni fotografiche

L'iniziativa è parte della settimana tematica organizzata da BAM. Leggi il programma completo sul sito di BAM.

Ascolta la trasmissione di presentazione dell'iniziativa.

Non si può morire così perché così non si può vivere

SABATO 13 MAGGIO H 16.00 PIAZZA DEI MIRTI CORTEO DELLA CITTA’ SOLIDALE

Marcello Blasi, alias Pocaluce Smallights, Sicello Blamar, Amilcare Persichetti....
Un fratello, un compagno, uno di noi.
A qualche anno dalla scomparsa intendiamo ricordare la figura di Marcello pocaluce attraverso quello che ha scritto, cantato, suonato, illustrato, ideato, montato, fatto e disfatto...
il più possibile lontani da intenti commemorativi fini a se stessi, ma con lo scopo di ripercorrere la sua esperienza di vita unica e irripetibile
da diversi punti di vista, la valorizzazione della quale siamo convinti possa fornire utili e piacevoli arricchimenti alla vita di tanti altri, oltrechè a noi stessi.
Una vita intensa e piena di cose, in tempi diversi sempre all'avanguardia sul piano dell'agire politico, in quello letterario e musicale, delle arti visive.
Alcuni frammenti della sua esperienza di vita hanno lasciato il segno e sono parte costitutiva indelebile del nostro patrimonio politico e culturale.
Sul piano politico, dal 68 in poi, è stato tra i protagonisti delle vicende della sinistra rivoluzionaria romana, dalle sezioni territoriali di base
prima alla nascita dell'autonomia romana poi; sul piano artistico e delle arti visive, con i suoi lavori e le installazioni che animavano le esposizioni negli
anni ‘70/’80. In seguito su quello più propriamente letterario e musicale, con i suoi racconti brevi e le vicende della band dei Move, tra le esperienze musicali
più interessanti della scena underground degli anni '80 a Roma. Giusto 40 anni fa infine, con Dario Paccino, Tano D'Amico e Piergiorgio Maoloni, realizzava il volume
fotografico "è il '77", la pubblicazione che senza parole e neanche una didascalia, meglio di altre ha raccontato la realtà di quella formidabile stagione di lotte.
"Essere felici è come sognarti dall'esterno dei tuoi occhi...Pocaluce...c'ha visto lungo".

Programma dell'iniziativa:
Dalle 19:00:
aperitivi, installazioni, sculture, video, cena, reading, fotografia, live painting, live set , dj set.

Il 12 maggio 1977 migliaia di persone scendevano in piazza sfidando il divieto di manifestare. Tra loro la compagna diciottenne Giorgiana Masi, in strada per celebrare l'anniversario della vittoria referendaria che garantiva il diritto al divorzio. Giorgiana quel giorno venne assassinata da un colpo sparato per mano della polizia. Ogni anno da quel giorno le donne, le compagne, le femministe sono scese in strada per ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale, repressiva dello Stato che l'ha uccisa. Quella contro Giorgiana è una violenza di Stato. Giorgiana è solo una delle e dei tant* che quotidianamente sono colpite dalla violenza strutturale di una società fondata sui privilegi di genere, di classe, di etnia. La violenza che ha colpito lei, mentre si ribellava ad un divieto, ha la stessa mano della violenza che colpisce la moglie che si ribella al marito, la lavoratrice che lotta per migliorare la propria condizione, la migrante che si ribella ad una espulsione, chi scappa da una retata mentre cerca di sopravvivere.

A pochi metri da dove Giorgiana è stata uccisa, pochi giorni fa la violenza dell'ordine costituito ha fatto un altro morto: Niang Maguette, lavoratore immigrato dal Senegal, stava lavorando per sostenere se stesso e i suoi figli quando la violenta brutalità di una retata di vigili e polizia in borghese, trasformata in una caccia all'uomo, gli ha strappato la vita. Come femministe, donne, frocie, lesbiche, mogli, madri e figlie riconosciamo, perché ci colpisce da sempre, la violenza di quella mano che vuole annientare tutto ciò che non è decoroso, *normale*, assimilabile, valorizzabile, che non obbedisce a standard economici, morali, estetici sempre più elitari. Viviamo in una società in cui le parole legalità, decoro, sicurezza, significano semplicemente guerra alle/i pover*, alle/agli sfruttat*, alle/ai migranti, ai margini, alle donne che si autodeterminano, alle lavoratrici/tori che si autorganizzano e a chiunque provi a scegliere, o sia costretta ad inventarsi, modi diversi di vivere la propria vita.

Il 12 maggio saremo in piazza contro tutta questa violenza che ci vuole succubi ed inermi. Saremo rabbiose e indecorose come lo erano Giorgiana e Maguette.

Ci vediamo tutte a Piazza G.Belli, di fronte la lapide di Giorgiana, il 12 maggio dalle ore 18 per una casserolata rumorosa: portate pentole, coperchi, mestoli e facciamoci sentire!

Il 12 novembre dello scorso anno migliaia di persone, immigrate e non, sono scese in corteo nelle strade di Roma. Unendo le numerose lotte che attraversano il paese, hanno rivendicato una mobilità libera da confini e sfruttamento, a partire da chi vive e lavora nei distretti agro-industriali di diverse parti d’Italia, ed è soggetto alle forme più brutali di precarizzazione, segregazione e violenza. In quella giornata di lotta è stata aperta un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, ma con l’arrivo del nuovo ministro, Marco Minniti, qualsiasi comunicazione è stata interrotta, nonostante le rinnovate pressioni messe in campo in diverse città d’Italia con una ulteriore giornata di mobilitazione lo scorso 6 febbraio. Di contro, si sta intensificando l’ondata securitaria e repressiva, che ha contribuito a un generale peggioramento delle condizioni di vita di molt*.

In provincia di Foggia e nella Piana di Gioia Tauro assistiamo alla creazione di veri e propri campi di lavoro come soluzione abitativa alternativa ai ghetti, istituendo un sistema di controllo totale sui lavoratori. Le deportazioni che hanno accompagnato lo sgombero del Gran Ghetto in provincia di Foggia, e che interesseranno altri insediamenti nei prossimi mesi, sono misure propagandistiche che contribuiscono ad intensificare la precarietà e lo sfruttamento di chi è costretto a lavorare e vivere nei distretti agro-industriali d’Italia. Le istituzioni si sono ancora una volta macchiate del sangue di due lavoratori, Mamadou e Nouhou, morti durante l’incendio che ha accompagnato lo sgombero. Controlli a tappeto, arresti e sanzioni si sono verificati in provincia di Foggia come nella Piana di Gioia Tauro e in molti altri luoghi, nei confronti di chi non è cittadin* europeo come di chi si ribella a questo sistema.

Per questo il prossimo 24 aprile, sostenendo l’appello di chi vive e lotta in provincia di Foggia, chiamiamo ad una mobilitazione nazionale in risposta alla stretta repressiva e mortifera del governo, per ribadire ancora una volta il necessario e totale smantellamento dell’attuale dispositivo che regola la mobilità delle persone, immigrate e non – un dispositivo che tenta di dividerci e indebolirci. Saremo in piazza a Foggia per dare una risposta determinata e compatta agli ultimi, gravissimi episodi di repressione e violenza istituzionale abbattutisi su questo territorio e chi ci vive, per rafforzare e sostenere le mobilitazioni costruite in questi mesi e per opporsi ad ogni ipotesi di nuovi sgomberi in assenza di reali alternative. Facciamo appello a tutte le realtà politiche e sociali, i militanti di base, le organizzazioni sindacali, i solidali alle lotte e a chi viene colpito dalla repressione, di costruire una grande giornata di lotta, perché ciò che accade a Foggia è parte di una stretta generale, a cui reagiremo unit* ovunque sarà necessario.

Vogliamo documenti per tutte e tutti!
Vogliamo l’applicazione dei contratti in agricoltura!
No alla repressione, agli sgomberi e alle deportazioni!
No ai campi di lavoro, case per tutt*!

Maggiori informazioni su campagneinlotta.org

h16: lezione di taekwondo, capoeira
basket 3vs3
Laboratorio brakedance
Esibizione Urban Force kids

h17: Lezione aperta di Kick Boxing
Roda aperta di Capoeira

h17.30: esibizione di Boxe Giovanile (6-13 anni)

h17.45: Match di Boxe

h20: Conferenza "Giornalismo cartaceo e informazione dal basso" a cura dei ragazzi e delle ragazze di Scomodo

h13: pranzo sociale al pratone

h16: dibattito "Antifascismo e territori"

h20: Proiezione de "Gli occhi di Renato" a cura di Daniele Napolitano, interviene il comitato "Madri per roma Città Aperta"

Presentazione del libro di Giorgio Ferrari e G. Marco D'Ubaldo sulla storia dell'Autonomia operaia romana.

Il quarto volume della fortunata «serie» Gli autonomi si concentra sull’esperienza politica dell’Autonomia operaia romana, la più importante (con quella veneta) per numero di militanti, realtà lavorative, studentesche e territoriali organizzate, radicamento sociale, volume delle lotte intraprese.
La narrazione riguarda la componente dei Comitati autonomi operai, i famosi «Volsci», dal nome della via del quartiere romano di San Lorenzo che ospitava la loro sede. Ma riguarda anche tutta la variegata articolazione di decine e decine di collettivi sparsi nei quartieri della città, nelle periferie e nelle cittadine circostanti.
L’arco temporale preso in considerazione è ventennale, dagli inizi dei Settanta agli inizi dei Novanta, con epicentro il ’77, l’anno «insurrezionale». Il libro contiene anche rilevanti considerazioni teoriche con riferimento al dibattito tra i «romani» e le componenti autonome esistenti nelle altre città d’Italia.
E questo conferisce all’opera un carattere non localistico.
Le argomentazioni teoriche oltrepassano la perimetrazione temporale del passato sapendosi misurare con la più stringente attualità dei movimenti in corso. 

Presentazione del libro di Giorgio Ferrari e G. Marco D'Ubaldo sulla storia dell'Autonomia operaia romana.

Il quarto volume della fortunata «serie» Gli autonomi si concentra sull’esperienza politica dell’Autonomia operaia romana, la più importante (con quella veneta) per numero di militanti, realtà lavorative, studentesche e territoriali organizzate, radicamento sociale, volume delle lotte intraprese.
La narrazione riguarda la componente dei Comitati autonomi operai, i famosi «Volsci», dal nome della via del quartiere romano di San Lorenzo che ospitava la loro sede. Ma riguarda anche tutta la variegata articolazione di decine e decine di collettivi sparsi nei quartieri della città, nelle periferie e nelle cittadine circostanti.
L’arco temporale preso in considerazione è ventennale, dagli inizi dei Settanta agli inizi dei Novanta, con epicentro il ’77, l’anno «insurrezionale». Il libro contiene anche rilevanti considerazioni teoriche con riferimento al dibattito tra i «romani» e le componenti autonome esistenti nelle altre città d’Italia.
E questo conferisce all’opera un carattere non localistico.
Le argomentazioni teoriche oltrepassano la perimetrazione temporale del passato sapendosi misurare con la più stringente attualità dei movimenti in corso.