LA LIBERTA’ NON CADE DAL CIELO Il 15 Ottobre 2011, come a Genova nel 2001, eravamo 300.000 a gridare per le strade di Roma la nostra rabbia contro le politiche di austerità, un grido che voleva risvegliare le coscienze di una Italia ancora assopita di fronte alla crisi economica provocata dalle grandi lobby del capitalismo globale e fatta pagare in maniera pesantissima,per intero, alle classi subalterne. Questo mentre in tutta Europa e nei Paesi arabi si sviluppavano mobilitazioni e rivoluzioni. Una manifestazione che non poteva essere incastonata nelle logiche del corteo - parata più affini alla rappresentanza politica e sindacale. Le tante iniziative prodotte sin dalla partenza del corteo, infatti, hanno voluto segnalare simboli e responsabili della crisi, indicando nella riappropriazione diretta l'unica possibilità di porre le nostre vite "contro e fuori" dalle politiche di saccheggio ed austerità che stiamo subendo. Come tutti e tutte sappiamo, non si è fatto attendere l'intervento dei tutori dell'ordine, che hanno tentato di stroncare sul nascere la combattività di una manifestazione e di un possibile movimento attraverso una gestione di piazza letteralmente criminale, con caroselli di blindati lanciati a tutta velocità, utilizzo di lacrimogeni e idranti, cariche che hanno tentato di sgomberare piazza San Giovanni. La resistenza della piazza, però, è stata forte, partecipata e determinata, nutrita da una rabbia covata nella quotidianità per le condizioni di ingiustizia, sfruttamento, saccheggio dei territori che ci vengono consegnate ed imposte. Una resistenza ed una rabbia che rivendichiamo non solo come giuste, ma anche come necessarie allo sviluppo di un processo di trasformazione radicale dell'esistente che ci porti a liberare le nostre vite dallo sfruttamento e dalle gabbie del capitalismo. In quella giornata e nei mesi successivi si sono susseguiti arresti e processi, con condanne pesantissime. Oggi è arrivata a chiusura l'indagine che coinvolge 25 compagne e compagni accusati del reato di devastazione e saccheggio. Un nuovo processo sta così per cominciare. Si, perché ancora una volta, proprio come a Genova 2001 lo Stato e i suoi magistrati hanno "tirato fuori dal cilindro" questo reato per affibbiare condanne pesantissime,un monito a chiunque pensi e provi a mettere il proprio corpo e le propria esistenza in gioco, partecipando a un processo di conflitto e di cambiamento. Una drammatica beffa visto che quel giorno, come altre mille e mille volte eravamo scesi in piazza proprio contro chi devasta e saccheggia quotidianamente le nostre vite! Al di là della narrazione e delle valutazioni su quella giornata e delle sue conseguenze legali, sentiamo con forza la necessità di aprire, dentro ed oltre i recinti delle realtà di movimento, un confronto ed una discussione che non eluda il tema della repressione, ma che ci porti al contrario collettivamente a farcene carico e ad affrontarlo. L'utilizzo della fattispecie di reato di "DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO" viene sempre più di frequente utilizzata per colpire ogni forma di espressione di rabbia e conflittualità. Le lotte sociali sono ridotte così a mero problema di ordine pubblico, additate come fatto delinquenziale. Su questa base, vorremmo iniziare un ragionamento concreto, partendo da un confronto tra chi agisce le lotte sociali qui a Roma, città grande, difficile, complessa, ricca di storia, di esperienze e pratiche concrete dell'alternativa allo stato di cose presenti. Un confronto che sia in grado di superare i disperati ed isolati urli contro la repressione, che abbia la capacità di costruire un filo rosso che a partire della rivendicazione di una "libertà di movimento e di conflitto" riesca, quindi, a proiettarsi ben oltre la miseria del presente. E' in atto, infatti, un ampio processo di criminalizzazione sociale e di controllo sociale preventivo che colpisce chiunque non si piega alle leggi del mercato, marcando in forme diverse la propria alterità e/o incompatibilità. Pensiamo, ad esempio, a quei particolari laboratori della repressione che si sperimentano negli stadi, sui migranti, sul precariato delle periferie. Non solo, va posta la giusta attenzione al tentativo di interdizione delle lotte sociali attraverso l'uso di dispositivi di controllo e repressione, il bavaglio mediatico imposto alle opposizioni, il controllo poliziesco sugli attivisti, l'uso della legislazione speciale antiterrorismo. Tasselli che, se considerati nel contesto politico e sociale nel quale si ascrivono, contribuiscono a delineare uno scenario a dir poco preoccupante ed allarmante, una vera e propria svolta autoritaria e liberticida degli apparati dello stato. La proposta che lanciamo è quella di confrontarsi e ragionareinsieme attorno a questi temi per costruire una campagna politica comune: perché se è vero che la migliore risposta alla repressione la si dà continuando a portare av anti e a sviluppare i propri percorsi di lotta giorno dopo giorno; è altrettanto vero che, per dare spazio allo sviluppo dei conflitti stessi, è necessario denunciare con forza che problemi sociali come la casa, il lavoro, la scuola, non possano essere trattati come questioni di ordine pubblico. Che si criminalizzano studenti, lavoratori, sfrattati, disoccupati che legittimamente protestano contro i tagli a scuola, sanità, la reforma pensionistica, lo smantellamento dei residui di welfare, la precarietà delle condizioni di vita e di lavoro, le privatizzazioni, i licenziamenti, la devastazione dei territori in nome del profitto. Questo, come abbiamo detto, in una fase in cui le condizioni di vita di larghe fasce di popolazione sono letteralmente in caduta libera,rappresenta un segnale chiaro e preoccupante rispetto al presente ed al futuro che la governance capitalistica vorrebbe cucirci addosso. Appare necessario e urgente, di contro, trasformare l'ingovernabilità e la rabbia crescente, indicare la direzione di marcia collettiva verso un'altra idea di società, verso una nuova utopia possibile da immaginare e conquistare insieme. Lanciamo già da ora un PRESIDIO PER IL 4 APRILE prossimo, DI FRONTE AL TRIBUNALE DI ROMA , per sostenetere i compagni e compagni che vedranno iniziare il processo contro di loro. Proponiamo UN’ASSEMBLEA PUBBLICA PER IL 12 APRILE prossimo che, a partire dalla ineludibile solidarietà e complicità con gli/le compagni/e sotto processo, ABBIA LA VOLONTÀ DIINIZIARE A TESSERE UN RAGIONAMENTO COLLETTIVO ED UN PERCORSO COMUNE. Inoltre, in solidarietà con le/i compagn* di Teramo ed in particolar modo con Davide Rosci, attualmente detenuto nel carcere di Viterbo, invitiamo tutte e tutti a partecipare al PRESIDIO SOTTO AL TRIBUNALE DI ROMA L’11 APRILE , giorno in cui si esprimerà il Tribunale del riesame. LIBERE TUTTE – LIBERI TUTTI COMPAGNI E COMPAGNE DI ROMA
Come ogni ultimo venerdi del mese Cena Scarceranda, contro ogni carcere, giorno dopo giorno.
Menu della serata:
Rigatoni senza manganelli...so piu' belli
Gnocchetti aprilucchetti
Sformatino antisecondino
Ratatuja antipattuja
Insalata libera tutti/e
Presentazione dell'iniziativa
Roma 14 aprile 2013 Carcere minorile di Casal del Marmo
GET FREE OR DIE TRYING
Rap in solidarietà ai reclusi e alle recluse del carcere minorile di casal del marmo
GHETTO YOUTH
JUNGLA BEAT
MR.T
DJ DEMIS
PUGNI IN TASCA
PFDB
FORI DAR CENTRO
ARSE
OCCHI VIOLA
SERPE IN SENO
KIWI
IL NANO
PHEDRA
Una società che emargina e rinchiude ha qualcosa di profondamente sbagliato.
Chi lucra sul nostro sfruttamento, non rinuncierà mai ai propri privilegi per bontà d'animo.
Spetta a noi strappargli la libertà con le unghie e con i denti, creare dei legami solidali tra esclusi, perchè delle galere rimanga solo un macabro ricordo lontano.
FERMATA AUTOBUS DEL CARCERE MINORILE DI CASAL DEL MARMO
L'iniziativa verrà registrata per creare un cd musicale da far arrivare ai ragazzi e alle ragazze recluse.
A seguire proiezione del film ''Vito e gli altri'' di Antonio Capuano
La sua scomparsa ha suscitato profonda impressione nella sinistra antagonista, perché la coerenza etica e la trasparenza politica della sua vicenda umana erano note a tutti, e avevano conquistato il rispetto delle vecchie e delle nuove generazioni. Ciononostante, l’imbarazzo delle classi dominanti verso questa ondata spontanea di cordoglio, si è presto mutato in aperto fastidio. Le polemiche seguite al funerale di Coviolo hanno parso confermare che in Italia non solo la riflessione sulla storia, ma nemmeno i sentimenti collettivi possono esprimersi in libertà.
Per questi motivi, abbiamo pensato di costruire una nuova occasione di ricordo per Prospero
Mercoledì 20 marzo 2013 ore 18.30 in diretta dalla Credenza di Bussoleno
Radio Blackout 105.250 fm e Movimento No Tav presentano:
LA VALLE IN RADIO
Il Movimento No Tav si racconta ai microfoni di Radio Blackout.
Una trasmissione radiofonica dalla Valsusa ribelle a soli tre giorni dalla grande manifestazione del 23 marzo
Interverranno alcuni tra i protagonisti della lotta No Tav:
Doriana Tassotti (comitato susa mompantero)
Gabriella Tittonel (cattolici per la vita della valle)
Guido Fissore (consigliere comunale e comitato Villarfocchiardo)
Maurizio Piccione (comitato Vaie e Spinta dal bass)
Daniele Forte (Etinomia)
Sandro Plano (comunità montana)
Lele Rizzo (comitato di lotta popolare)
Mario Cavargna (Pro Natura)
...e tanti/e altri/e!
Potrete ascoltarci nell'etere torinese sui 105.250 fm, in streaming su radioblackout.org
Per l'occasione, inoltre, il segnale di Radio Blackout verrà diffuso anche a Roma e nell'alto Lazio da Radio Ondarossa (87.9 fm - ondarossa.info) e in Lombardia e nord est da Radio Onda d'Urto (radiondadurto.org).
Di nuovo, quest’anno, per l’8 marzo 24 ore di trasmissioni radiofoniche di femministe e lesbiche organizzate dal Martedì autogestito da femministe e lesbiche
Ecco il programma:
H 00.00 – 01.00 – APERTURA lancio della 24 ore con tutte le MFLA e una compagna di Radio Vallekas di Madrid. Contributo di Nosotras en el mundo, la rete di trasmissioni di donne di lingua spagnola
H 01.00 – 06.00 – CI PIACE LA NOTTE – note e parole notturne: spazio di musica, letture e conduzione che ci traghetta fino all’alba.
Con collegamenti con lesbiche e femministe di altri fusi orari: dal Canada (verso le 2) e da New Delhi (verso le 3).
H 06.00 – 08.00 – BREAKFAST – spazio del buongiorno!
H 8.00 – 9.30 – RASSEGNA STAMPA con mfla e zeroviolenzadonne
H 9.30 – 10.00 – PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA RADIOFONICA E DEL PALINSESTO
H 10.00 – 11.00 – I LIBRI DI DONNE CHE CI HANNO PIÙ ENTUSIASMATE NEL 2012 – a cura di Tuba
H 11.00 – 12.00 – IN COLLEGAMENTO CON IL COLLETTIVO FEMMINISTA MeDea in diretta da Radio black out di Torino:
-
- presentazione del dossier “Fare le italiane” su donne e fascismo
- maxi processo No Tav
H 12.00 – 13.00 – LIBERE DI AGIRE E CAPACI DI REAGIRE: le nostre lotte contro la violenza degli uomini sulle donne, dai presidi sotto il Tribunale dell’Aquila alla manifestazione Difendiamoci dai difensori di Bologna.
H 13.00 – 13.30 – IL 22 RESISTE E SI ORGANIZZA – la lotta contro lo sgombero dello spazio liberato di femministe e lesbiche di via dei Volsci 22 e il laboratorio creativo
H 13.30 – 15.30 – DONNE E LESBICHE PRENDONO I MICROFONI:
-
- MARGHERITA – a cura delle compagne di Radio cane, web radio di Milano
- Trasmissione a cura delle compagne di Radio di massa, web radio di Napoli
- HACIA EL SUR EN EL ALTANTICO. Se non sei femminista, che aspetti? – podcast di femminismo pop con musica e iniziative politiche e culturali di donne da Valladolid – Spagna
- ROSA O AZZURRO? VIAGGIO NELLA LETTERATURA NON GENDER PER BAMBINI E BAMBINE IRRIDUCIBILI – a cura di Beate lesbiche, trasmissione di Pianeta Viola, su Radio Onda d’Urto
H 15.30 – 16.00 – IO SONO LEI – I generi sessuali nella letteratura per l’infanzia. Gioco di spunti e liberi collegamenti sul tema della costruzione dell’identità di genere, a cura di Leila e di Sara di Scosse
H 16.00 – 19.00 – DONNE SENZA CONFINI, NÉ FRONTIERE – spazio di approfondimento dell’mfla e del collettivo femminista MeDea di Torino:
- in diretta da Radio onda rossa:
-
- intro sulle alleanze trasnazionali tra femministe
- collegamento telefonico con una compagna dall’Egitto sulle lotte delle donne contro gli stupri di stato e sulla situazione delle donne sotto i Fratelli musulmani
- in diretta da Radio black out:
-
- intervista ad attiviste kurde
- collegamento telefonico con le donne palestinesi del Fronte popolare di Gaza
- intervista ad una compagna greca, in Italia per la Campagna di solidarietà con le donne greche per il diritto alla salute, lanciata dalla rete Donne nella crisi
- in diretta da Radio onda rossa:
-
- con le 2511 di Milano, dove sono i tunisini dispersi dopo l’arrivo in Italia?
- donne rom e carcere
- No Cie – con donna nigeriana
H 19.00 – 19.30 – L’ASSEMBLEA DELLE DONNE DEI CASTELLI in studio
H 19.30 – 20.30 – L’OTTO TUTTO L’ANNO – Spazio dedicato alle mobilitazioni dell’8 marzo.
Collegamenti da Palermo (mfpr), Barcellona (giornate femministe autonome), Madrid, New Delhi, Vienna
H 20.30 – 21.00 – LE COMPAGNE DEL CENTRO DONNA L.I.S.A in studio
H 21.15 – 22.00 – IL MIO 8 MARZO PIÙ SIGNIFICATIVO? a cura del Coordinamento Lesbiche Romane
H 22.00 – 22.30 – AUTOPRODUZIONI FEMMINISTE:
-
- presentazione di Frammenti di autocoscienza del collettivo femminista separatista Benazir di Verona
- presentazione di S/catenate opuscolo su donne, lavoro e non-lavoro del MFPR
H 22.30 – 23.00 – POESIE COMICHE LESBICHE di/con Elena Rossi e Angela Soldani
H 23.00 – 24.00 – ULTIMA ORA IN COMPAGNIA DELL’MFLA – saluti al Kesbilé e alle donne del Laurentino in festa
giovedì 28 febbraio 2013
Scarceranda
"Apocalypse Town"
"Nomos"
Apocalypse Town
Con il termine metropoli indichiamo qualcosa di sostanzialmente eterogeneo rispetto al concetto di città.
Con la nascita delle metropoli, "non vi è infatti crescita e sviluppo dell’antico modello di città, ma una sorta di rottura storica e epistemologica che coincide con l’instaurarsi di un nuovo paradigma."
Bisognerebbe assegnare il termine metropoli al nuovo tessuto urbano che si viene formando parallelamente al processo che porta il potere ad assumere la forma dell’Economia politica.
La metropoli è un nuovo dispositivo di distribuzione e governo degli spazi che razionalizza la circolazione delle merci e delle persone, e che perfeziona la sorveglianza dopo che la demolizione delle mura, resa necessaria dalla crescita economica, ha favorito l’afflusso di popolazione nell’urbe.
" Vi propongo, cioè, di riservare il termine metropoli al nuovo tessuto urbano che si viene formando parallelamente ai processi di trasformazione che Michel Foucault ha definito come passaggio dal potere territoriale dell’ Ancien régime al biopotere moderno" (Agamben "La metropoli e la città")
Programma dell'iniziativa:
Ore 20:30 - Cena anti carceraria a cura della Taverna del Forte Prenestino.
Ore 22:00 - Proiezione del documentario "Nomos", presenta l'autore.
Ore 22:30 - incontro-dibattito e reading del Duka.
Interverranno: Il Duka, Andrea Gadaleta Caldarola, Francesca Iovine, Valerio Bindi, Andrea Russo.
15 OTTOBRE: COMPLICI E SOLIDALI
CHE NESSUN@ RESTI SOL@
Partenza pullman ore 11.30 da piazzale del Verano
Costo del pullman: 11 euro a persona, andata e ritorno
Per informazioni e prenotazioni: 3333666713
CORTEO NAZIONALE A TERAMO
SABATO 9 FEBBRAIO ALLE ORE 15.30
In seguito alle pesantissime condanne a 6 anni di reclusione e 60000 € di risarcimento inflitte, lo scorso 7 gennaio, ai 6 ragazzi accusati di essere coinvolti negli scontri avvenuti nella capitale il 15-10-11, Azione Antifascista Teramo chiama all’appello tutti i gruppi, i movimenti e i singoli individui che si riconoscono nelle lotte e che vogliono dimostrare la loro solidarietà e vicinanza con i fatti, oltre che con le parole. Sabato 9 febbraio 2013 si terrà a Teramo un corteo nazionale le cui finalità saranno:
1_Esprimere la massima solidarietà a tutti i condannati, gli arrestati e gli inquisiti per i fatti del 15 ottobre 2011;
2_Rispondere in maniera forte ed unitaria alla repressione che ogni giorno colpisce chi ha la forza e il coraggio di non abbassare la testa e si ribella allo Stato di cose attuale;
3_Lanciare la battaglia contro il codice Rocco ed in particolare contro il reato di devastazione e saccheggio e tutte quelli leggi in forza delle quali ai singoli questori viene garantito il potere di limitare, in maniera del tutto discrezionale e priva di controllo, la libertà individuale attraverso l’emissione di fogli di via, avvisi orali e misure di prevenzione in generale.
Chiediamo a tutte le realtà e a tutti i singoli che intendano rispondere alla nostra chiamata di organizzarsi sin da oggi per raggiungere e far raggiungere Teramo nella giornata di Sabato 9 febbraio 2013, e di farsi carico di diffondere, ognuno nei rispettivi territori, questo nostro appello attraverso qualsivoglia mezzo.
Chiunque voglia dare la propria adesione formale alla manifestazione, sottoscrivere l’appello, fornire contributi ed essere aggiornato su tutto ciò che riguarderà il corteo può inviare una mail all’indirizzo:
teramo9febbraio2013 @gmail.com [1]
ROADMAP TO APARTHEID
8 febbraio 2013 alle ore 20.30
Cineteatro Volturno Occupato
via Volturno 37, Roma
Attingendo dalla loro esperienza personale, i registi Ana Nogueira (una bianca sudafricana) e Eron Davidson (un ebreo israeliano) esaminano in modo efficace e approfondito le analogie tra le forme sudafricane e israeliane di Apartheid.
Narrato da Alice Walker (Premio Pulitzer per Il Colore Viola), Roadmap to Apartheid (http://www.roadmaptoapartheid.org) riguarda tanto l'ascesa e il declino dell'Apartheid in Sudafrica quanto il perché tanti palestinesi sentono di vivere oggi in un regime di Apartheid mentre un numero crescente di persone in tutto il mondo è d´accordo con loro.
In questo loro primo film, gli autori sono riusciti a realizzare un quadro della situazione di occupazione coloniale da parte israeliana che non tralascia nessun aspetto dell'Apartheid: dalla pressione psicologica, alla prigione, alle torture, alle demolizioni delle case, agli attacchi militari, alle bombe, al sistema di permessi, ai checkpoint che sempre più accerchiano la popolazione palestinese in aree ridotte a Bantustan.
Esperti di rilievo sia sull'Apartheid sudafricana che su quella israeliana hanno confrontato i diversi aspetti e le diverse analogie, ma forse ancora più importante sono le voci di molti sudafricani e palestinesi, esperti in materia di apartheid per averla vissuta e per aver lottato contro di essa nel corso della propria vita quotidiana.
In chiusura il film esamina la combinazione vincente della resistenza interna e delle campagne internazionali per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni che ha contribuito a porre fine all'apartheid in Sudafrica, e che oggi rappresenta il mezzo più efficace per fare lo stesso in Israele e Palestina, creando un futuro comune basato sulla libertà e sull'uguaglianza per tutte le persone.
Sottotitoli in italiano a cura di BDS Italia. Il film è disponibile per l'acquisto dal sito Roadmap to Apartheid: http://www.roadmaptoapartheid.org/purchase/
Per informazioni: bdsitalia@gmail.com
BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.
Il processo ai notav si terrà nell’aula bunker del carcere delle Vallettecome stabilito nell’ultima udienza del 21 gennaio scorso, dove per il 1 febbraio la corte ha convocato tutti gli imputati in udienza. Crediamo sia un atto molto grave dal chiaro contenuto intimidatorio quello messo in piedi dalla procura di Torino e dal tribunale stesso. E’ palese anche la volontà, celata sotto quesytioni tecniche, di criminalizzare agli occhi dell’opinion epubblica il Movimento, accostandolo ad alti processi tenuti nell’aula bunker vent’anni fa, processi alla lotta lotta armata e alla mafia.
C’è da dire chelL’aulabunker delle Vallette è stata chiusa 20 anni e riaperta per il processo no tav ai sindaci (2!) per dei fatti riguardanti ti il 2005 (per i quali vennero assolti). (qui le foto da Repubblica), quindi la corte persevera nel tentativo di battere da parte sua un movimento che non molla.
In un sol colpo tutti gli incubi di una procura che vive di rancore del passato, si materializzano, così anche i notav potranno essere processati laddove i nemici del procuratore capo di Torino sono stati processati negli anni addietro, in un tribunale dal carattere speciale, almeno per il luogo, all’interno di una struttura carceraria difficile da raggiungere e invisibile agli occhi della città.
Non lasciamoli soli! PRESIDIO DAVANTI ALL’INGRESSO, VENERDI’ 1 FEBBRAIO DALLE ORE 9
Mercoledi al csoa Forte prenestino per la presentazione di scarceranda dalle
20 proiezione del documentario 1973 il carcere in italia a cura di videobase
21 cena evasiva
22 presentazione del libro Dentro di Sandro Bonvissuto sarà presente l'autore

