Ore 19.00 presentazione dell' Agenda Scarceranda,
Ore 20.30 Apericena
a seguire Dj set a cura di Radio Onda Rossa
Ore 19.00 presentazione dell' Agenda Scarceranda,
Ore 20.30 Apericena
a seguire Dj set a cura di Radio Onda Rossa
CONTRO CARCERE E CARCERIERI
CONTRO LO STATO CHE UCCIDE
CONTRO OGNI REPRESSIONE
PERCHE' NOI NON DIMENTICHIAMO
TOTAL BENEFIT
PER IL SUPPORTO LEGALE A GENOVA 2001,NO TAV,A.C.A.D.,SPESE LEGALI LOTTA PER LA CASA.
Cogliamo l'occasione della presentazione della Scarceranda, agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal1999, per condividere insieme ai compagni della radio alcuni ragionamenti sul carcere e sulla repressione.
\\ Il dibattito è moderato dagli studenti e le studentesse di Sapienza Clandestina, trasmissione in onda sulle libere frequenze 87.9 di R.O.R. tutti i mercoledi dalle 10.30 e che dà voce alle lotte del mondo della formazione. //
----->> A seguire aperitivo sociale a sostegno di Radio Onda Rossa FM 87.9
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Scarceranda è un'agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal 1999. Il suo motto fin dalla nascita è “contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva”.
L'agenda ospita le “Ricette evasive”: ricette culinarie di facile preparazione pensate soprattutto per chi è prigioniero/a riutilizzando anche parte del vitto fornito dall'amministrazione penitenziaria.
Partecipa ogni anno alla mostra "Crack! Fumetti dirompenti" organizzata al CSOA Forte Prenestino di Roma, esponendo le tavole delle edizioni passate e raccogliendo disegni per l'edizione dell'anno successivo. Scarceranda viene donata alle persone prigioniere che ne facciano richiesta o segnalate a Radio Onda Rossa che provvede alla spedizione postale in carcere
Nella Sala da The' del Fronte del Porto Fluviale
ore 19.30: presentazione della Scarceranda 2015
ore 20.30: cena benefit a sostegno di radio ondarossa
via del porto fluviale, 18 - Roma.
NESSUNA GABBIA RINCHIUDERA' LE NOSTRE VITE!
di donne, uomini e animali
Serata a sostegno di RADIO ONDA ROSSA - 87.9 FM
dalle ore 18 dibattito e presentazione della campagna internazionale "Senza Ritorno", contro Air France/KLM,l’azienda aerea numero uno nel trasporto di animali destinati ai laboratori di vivisezione, e del commercio delle espulsioni dei migranti.
dalle ore 20 cena vegan libera tutt*
dalle ore 22:30 (puntuali) concerto con:
Serpe in Seno rap hardecore - roma
The Dirty Jobs turbo R'n'R - roma
LAFURIA rap/punk hc - roma
Kalashnikov Collective romantic punx - milano
Ingresso a sottoscrizione ror
VERITA' PER SAKINE, FIDAN E LEYLA!
Il silenzio è dei complici
I prossimi giorni, nel secondo anniversario dell'assassinio delle militanti curde Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Soleymez, la comunità curda marcerà a Parigi per continuare a denunciare la complicità di Francia e Turchia in queste atroci uccisioni. Lo slogan che raccoglierà la giornata di lotta sarà “IL VOSTRO SILENZIO È DOVUTO AL VOSTRO ESSERE COMPLICI”. Tra il 9 e il 10 gennaio 2013, all'interno dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan nel cuore di Parigi, furono uccise a colpi di pistola tre militanti curde impegnate anche dall'esilio a costruire la pace per il loro popolo: Sakine Cansiz era tra le fondatrici del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, ancora considerato un'organizzazione terrorista dalla Turchia, dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea. Fidan Dogan era impegnata a livello diplomatico in Europa nel processo di soluzione democratica della questione curda. Leyla Saylemez era una giovane militante che aveva deciso di dedicare tutto il suo tempo alle attività dei giovani. Tutte e tre avevano dovuto sperimentare l'esilio, e sono state colpite perchè rappresentavano la forza delle donne nel movimento curdo.
Con la dichiarazione finale della prima conferenza delle donne del Medio Oriente si è deciso di fare del 9 gennaio la giornata contro i femminicidi politici.
Anche a Roma è importante mobilitarsi per rompere il silenzio, ricordando le compagne uccise con una giornata di lotta che dimostri la nostra solidarietà concreta con chi oggi sta combattendo una dura guerra contro l'Isis, per difendere il progetto dell'autonomia democratica che è contro il sistema capitalista e patriarcale, un progetto di rivoluzione sociale sulle proprie terre e un modello per tutto il Medio Oriente e oltre.
Numerosi gruppi di compagne e compagni stanno incontrando abitanti e rifugiati da Suruç al Rojava, i preziosi incontri di questi ultimi mesi non possono altro che spingerci a scendere in strada.
VENERDÌ 9 GENNAIO DALLE ORE 13 ALLE ORE 18 APPUNTAMENTO DAVANTI L'AMBASCIATA FRANCESE
PIAZZA FARNESE PER CHIEDERE CHE LA FRANCIA COLLABORI A FARE PIENA LUCE E A INDIVIDUARE TUTTI I RESPONSABILI, MATERIALI E POLITICI, DELL'ASSASSINIO DI SAKINE, FIDAN E LEYLA
Rete romana di solidarietà con il popolo kurdo, Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia (UIKI), centro socio-culturale
Ararat, coalizione popolare internazionale contro l'ISIS
Info e contatti: info@retekurdistan.it
Toccano una, toccano tutte! Liberiamoci insieme dalla violenza contro le donne
E' il 12 febbraio del 2012 quando Rosa si trova con una sua amica in una discoteca a Pizzoli.
E' sabato sera e a L'Aquila fa molto freddo. Nella discoteca non ci sono tante persone se non quei militari che il terremoto ha portato là per l' Operazione strade sicure.
Verso le 4:00 di mattina Rosa verrà ritrovata in mezzo alla neve, con una temperatura sotto zero, sanguinante e in stato di non coscienza. Altri cinque minuti e sarebbe morta. Almeno tre i militari direttamente responsabili della violenza.
L’8 gennaio 2015 alla Corte Suprema di Cassazione si svolgerà l'ultima tappa del processo per lo stupro avvenuto quel 12 febbraio. L'unico imputato su tre responsabili, Francesco Tuccia (Michele Schiavone e Stefano Buccella, gli altri due), dopo esser stato condannato colpevole, sta prestando servizio di ambulanza in Campania.
Un processo che la dice lunga sull'ipocrisia e sulla violenza istituzionale caratteristiche di qualsiasi processo per stupro, nei quali è la donna a ritrovarsi colpevolizzata e ridicolizzata; dove il Pronto Soccorso dell'ospedale cerca di nascondere la violenza efferata prescrivendo solo 20 giorni di prognosi ad una ragazza in fin di vita; dove diventa legittimo che un avvocato difensore faccia il nome e il cognome della ragazza stuprata in diretta televisiva; dove il sistema legislativo e giudiziario mostra la non volontà della ricostruzione dei fatti accaduti in quella discoteca a Pizzoli, poiché il piano legale non può rischiare di contraddire la cultura dello stupro che lo regge. Una cultura imbevuta della violenza maschile sulle donne che permea la nostra società ed è l’arma con la quale esercitano il controllo su di noi.
Nei tribunali, nelle questure, per strada e in famiglia, lo Stato e la Legge si impegnano a cancellare la voce delle donne che nominano e reagiscono alla violenza. La Legge non potrà mai corrispondere alle nostre esigenze perché essa si preoccupa di difendere e perpetuare, la cultura dello stupro. Tutto questo risulta evidente anche dall'ultimo decreto antifemminicidio.
Un “Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” che fa rientrare il contrasto alla violenza di genere in un pacchetto in cui la donna è dichiarata come “soggetto debole” da tutelare persino da se stessa, togliendole anche il diritto di autodeterminazione, laddove le impedisce di revocare la querela anche nel caso sia fatta da altri e non dalla donna che ha subito la violenza. Purtroppo di straordinario nella violenza maschile contro le donne c’è ben poco, non è un’emergenza in quanto è un dato strutturale della nostra società che non può essere affrontato con misure straordinarie.
Rispondiamo a tutto questo con la solidarietà tra donne, a fianco di Rosa, di tutte quelle che in diverse forme rompono il silenzio e che spesso per questo sono esposte alla vendetta e alla violenza del sistema giudiziario e mediatico. Affinché la fatica di raccontare i nostri vissuti e smascherare la violenza che subiamo sia compensata dalla forza che viene dalla consapevolezza e dalle nostre reazioni per combatterla.
Affinché la nostra voce si possa sentire nel rumore e nella confusione prodotti dalla cultura dello stupro. Affinché questo rumore confuso non ci impedisca di reagire insieme aldilà della denuncia legale!
8 gennaio ore 10 (puntuali) Piazza Cavour davanti alla Corte Suprema di Cassazione
Compagne femministe e lesbiche
militariallaquila@anche.no
7 GENNAIO:
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI
Dal 1979, il
7 gennaio la Roma antifascista si ritrova davanti la sede del Comitato di
Quartiere Alberone per impedire ai fascisti, nel giorno dell’anniversario dei
morti di Acca Larentia, di compiere impunemente le loro provocazioni nel
quartiere.
Questo
appuntamento non ha nulla di rituale ed anacronistico, ma è dettato dalla
necessità di ribadire con fermezza che nei nostri quartieri non c’è spazio per
l’apologia del fascismo, il razzismo, il sessismo, l’omofobia, il settarismo
religioso e l’odio verso chiunque venga percepito come “diverso”.
Oggi
più che mai, in un momento in cui la crisi del sistema capitalistico impone ai
padroni di condurre un duro attacco alle condizioni di vita e di lavoro delle
classi subalterne attraverso le politiche di taglio ai servizi sociali, la
riduzione dei salari, l’aumento delle tariffe, è necessario tenere alta la
guardia e smascherare il vero ruolo dei fascisti.
I recenti fatti di Corcolle,
Torpignattara, Tor Sapienza, solo per citare quelli maggiormente enfatizzati
dai mass media, in cui le diverse organizzazioni neofasciste hanno provato ad
inserirsi, in alcuni casi riuscendoci, per strumentalizzare la rabbia degli
abitanti di quei quartieri dovuta alle condizioni di disagio ed abbandono in
cui sono costretti a vivere, confermano che, oggi come ieri, il ruolo dei
fascisti è quello di cani da guardia di un sistema che giorno dopo giorno
provoca disuguaglianza, sfruttamento e devastazione ambientale.
La classe dirigente di questo paese,
utilizzando i fascisti come utili servi sciocchi, ha tutto l’interesse di
alimentare la “guerra tra poveri”, perché è l’unico strumento che ha per
distogliere l’attenzione dai veri responsabili della crisi che attanaglia i
ceti popolari: finché il nemico rimane il migrante, il rom, il “diverso”,
padroni e ceto politico potranno continuare a fare sonni tranquilli.
Inoltre, quanto sta emergendo in
questi giorni dall’inchiesta su “mafia capitale” conferma, come da sempre
abbiamo denunciato, la connivenza tra fascisti, malavita organizzata e gruppi
affaristici e clientelari trasversali al mondo della politica.
Coloro che soffiano sul fuoco del
razzismo e della paura del diverso, che invocano la legalità contro le
occupazioni abusive, che parlano di “degrado”, sono gli stessi personaggi che,
dietro le quinte, speculano e rubano milioni attraverso la gestione dei campi
rom, dell’accoglienza dei rifugiati, dell’emergenza abitativa e del ciclo dei
rifiuti.
Lo diciamo chiaramente: non
permetteremo mai a fascisti, mafiosi e speculatori di spadroneggiare
impunemente nei nostri quartieri.
Il miglior antidoto contro i
rigurgiti neofascisti è quello di mettere in campo nei territori e nei posti di
lavoro vertenze reali portatrici di istanze di cambiamento radicale dello stato
di cose presenti.
MERCOLEDI’ 7 GENNAIO DALLE ORE 16,30
DAVANTI LA SEDE DEL COMITATO DI QUARTIERE ALBERONE - VIA
APPIA NUOVA, 357
PRESIDIO
ANTIFASCISTA
ANTIFASCISTE
E ANTIFASCISTI DI ROMA
Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, proclamata in seguito alla tortura e all’uccisione nel 1960 delle sorelle Mirabal da parte del regime di Trujillo, nella Repubblica Dominicana, donne impegnate nella lotta di liberazione del loro paese.
Proprio a Roma nel 1976 nasce la prima passeggiata contro la violenza, 20.000 donne invadono le strade al grido di Riprendiamoci la notte, a pochi mesi dal processo per il massacro del Circeo.
Questo bisogno ancora oggi è terribilmente attuale ed è per questo che il 25 novembre vogliamo invitarvi a riprenderci insieme le vie del Pigneto.
La violenza maschile è la prima causa di morte delle donne in Italia come nel resto del mondo, non ha classe né passaporto e nella maggior parte dei casi nasce tra le mura domestiche.
Non intendiamo solo ricordare e celebrare una data, scendiamo in strada per ribadire che la nostra libertà di vivere la città non è data dalle misure di controllo, dalle telecamere, dalla militarizzazione, dalla detenzione né dall’emarginazione, ma dalla nostra autodeterminazione dentro e fuori casa e dalla solidarietà e sorellanza tra donne, dalla potenza delle nostre rivendicazioni e dalla complicità e unione delle nostre lotte.
Abbiamo scelto il Pigneto perché è un quartiere in cui molte di noi escono, vivono e lavorano, sempre più spesso percorriamo le sue strade con gli occhi bassi, di fretta, e se possiamo non da sole.
Vogliamo rispondere alla violenza e alle paure riprendendoci le strade e invitando tutte a non rimanere indifferenti, a stare attente le une alle altre, a non legittimare omertà, atteggiamenti e atti sessisti, omofobi, lesbofobici, transfobici e razzisti.
Una passeggiata di rivendicazioni collettive, rumorosa, sonora. Illuminiamo le strade, facciamole risuonare di musica, risate, colori, desideri.
Ci vediamo il 25 Novembre alle 18.30 davanti alla scuola Pisacane (via dell’Acqua Bullicante, 30) per arrivare fino all’isola pedonale del Pigneto.
Dentro e fuori le case, contrastiamo la violenza tutte insieme!
nel nuovo spazio occupato “TRE SERRANDE” viale Regina Elena ingresso di fianco a Medicina Legale Università la Sapienza Roma
il nostro comunicato http://coordinamenta.noblogs.org/post/2014/11/13/25-novembre-a-roma/
Serata a sostegno di RadiOndaRossa
a partire dalle 20,30
Cena
Proiezioni viedo
SKASSO IN CONCERTO
Ska
TRIBU ACUSTICA IN CONCERTO
rootsrocksteadycalypsoglobal
Ingresso a sottoscrizione per ROR € 5,00
Video di Me ne vojo anna'
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=98uz1Q_hLzU
Cena di Finanziamento
Proiezione di video estratti dall'archivio storico di Radio Onda Rossa
Selezioni musicali a cura dei/delle DJs di ROR