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SABATO 27 novembre 2010 - TORRE MAURA OCCUPATA

… ALL’ACCATASTARSI DELLE INCHESTE GIUDIZIARIE
RIAFFERMIANO IL SOSTEGNO AI COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE
PERCHÈ IN LOTTA CONTRO LA SOCIETÀ DELLO SFRUTTAMENTO…

CONCERTO BENEFIT CON:
OSS!
TETANO
INJURY BROADCAST
LIVORE

distro anarchica – cucina vegan – birreria – granbazarderraccatto – demasterizzazione selvaggia
sottoscrizione libera

Torre Maura Occupata
Via delle Averle 10, Roma
Bus 105 – 556 – 312 Trenino Roma Giardinetti

 

25 novembre 2010
RIBELLARSI SEMPRE RIBELLARSI TUTTE

 
Giovedì 25 novembre ci vediamo, donne, compagne, femministe, lesbiche in piazza Trilussa dalle 16.00 in poi, a ribadire, ancora una volta, il nostro NO ad ogni forma di violenza nei confronti di tutte le donne.

 
La nostra lotta contro i Cie, dove si è internate/i, non per aver commesso un reato, ma per condizione, dove i soprusi, le vessazioni, i pestaggi e la violenza di genere sono realtà quotidiana, dove le donne non sono considerate nemmeno secondo il dualismo della società patriarcale, o santa o puttana, ma solo puttane, ci ha fatto comprendere fino in fondo che...

 
Non ci sono donne di serie A e di serie B, regolari e irregolari, per bene e per male, donne violentate e offese che meritano attenzione e altre meno, a seconda di interessi partitici, di alleanze, interessi economici, convenienze.

 
Non ci possono essere distinguo, né giustificazioni, né omertà nei confronti di chi agisce la violenza contro le donne sia marito, amante, ex, padre, figlio, poliziotto o istituzioni.
Non esistono “mele marce” o “malati”. Le donne vengono violentate, ammazzate, offese da uomini che sanno perfettamente quello che fanno, figli della società patriarcale che, qui e ora, è una società basata sullo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano,dove è stata volutamente sdoganata la prevaricazione del più forte sul più debole,del povero sul più povero e sul diverso.

 
Tutte quelle /i che strumentalizzano la lotta contro la violenza sulle donne,che la utilizzano solo in alcuni casi per convenienza e opportunità e guardano altrove in altre occasioni sono complici.

 
Il privilegio di chi è bianca, “cittadina”, “emancipata”, comporta una posizione inaccettabile perché poggia, direttamente e indirettamente, sull’oppressione di altre donne. L’unica possibilità che abbiamo è quella di smantellare il sistema razzismo/sessismo/classismo, perché se non siamo libere tutte non è libera nessuna.

 
L’impegno e la lotta contro ogni forma di violenza nei confronti di qualunque donna, da chiunque venga agita, è il collante che unisce tutte le donne che lottano e si ribellano quotidianamente nel privato, in famiglia, nei luoghi di lavoro, nei Cie.

 
Saremo sempre dalla loro parte e con loro, e saremo il 2 dicembre a Milano, all’udienza preliminare del processo contro Vittorio Addesso, non perché crediamo nei tribunali, espressione di una società che non ci appartiene, ma perché siamo dalla parte di una donna che si è ribellata, che si è fatta carico di una lotta che appartiene a tutte le donne.

 
NON ESISTONO DONNE DI SERIE A E DI SERIE B

 
Invitiamo le donne, le compagne, le femministe, le lesbiche a partecipare

all’assemblea aperta di lunedì 15 novembre alle ore 20.00 al 22 di via dei volsci

per condividere e costruire una giornata di lotta!

 
Donne-femministe-lesbiche contro i Cie
 

Serata a sostegno di Squatting Europe (Sqek)collettivo internazionale di ricerca sul/per il movimento delle occupazioni.


Vino, cibarie & proiezione del documentario


"a Tornallom"

Interverranno Eliseo Fucolti e Enric Peris, regista del documentario
sulla lotta contro
la demolizione dell'area de La Punta a Valencia nel 2002

Libreria Anomalia/Centro di Documentazione Anarchica,
via dei campani 73

Ingresso a sottoscrizione


 

 

Incontro e cena, al csoa La Strada con Mariam Abu Daqqa, proveniente dai territori occupati palestinesi della Striscia di Gaza. Presidente della Associazione "Palestinian Development Women Studies Associations" PDWSA, compagna del Fronte Popolare di Liberazione della palestina (PFLP), conduce diverse battaglie nella Striscia di Gaza, per la liberazione dall'occupazione, per la liberazione delle donne, per la liberazione dei detenuti/e politici in israele.


 

 

 

ORE 19:30 PRESENTAZIONE SCARCERANDA- ESPOSIZIONE SCARCERANDE STORY ORE 20:30 PROIEZIONE VIDEO AUTOPRODOTTO CONTRO IL CARCERE ORE21:00 CENA CON LE RICETTE EVASIVE DI SCARCERANDA  

 

 

 

verso il 25 novembre 2010
RIBELLARSI SEMPRE RIBELLARSI TUTTE

 
Giovedì 25 novembre ci vediamo, donne, compagne, femministe, lesbiche in Piazza Trilussa dalle 16.00 in poi, a ribadire, ancora una volta, il nostro NO ad ogni forma di violenza nei confronti di tutte le donne.

 
La nostra lotta contro i Cie, dove si è internate/i, non per aver commesso un reato, ma per condizione, dove i soprusi, le vessazioni, i pestaggi e la violenza di genere sono realtà quotidiana, dove le donne non sono considerate nemmeno secondo il dualismo della società patriarcale, o santa o puttana, ma solo puttane, ci ha fatto comprendere fino in fondo che...

 
Non ci sono donne di serie A e di serie B, regolari e irregolari, per bene e per male, donne violentate e offese che meritano attenzione e altre meno, a seconda di interessi partitici, di alleanze, interessi economici, convenienze.

 
Non ci possono essere distinguo, né giustificazioni, né omertà nei confronti di chi agisce la violenza contro le donne sia marito, amante, ex, padre, figlio, poliziotto o istituzioni.
Non esistono “mele marce” o “malati”. Le donne vengono violentate, ammazzate, offese da uomini che sanno perfettamente quello che fanno, figli della società patriarcale che, qui e ora, è una società basata sullo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano,dove è stata volutamente sdoganata la prevaricazione del più forte sul più debole,del povero sul più povero e sul diverso.

 
Tutte quelle /i che strumentalizzano la lotta contro la violenza sulle donne,che la utilizzano solo in alcuni casi per convenienza e opportunità e guardano altrove in altre occasioni sono complici.

 
Il privilegio di chi è bianca, “cittadina”, “emancipata”, comporta una posizione inaccettabile perché poggia, direttamente e indirettamente, sull’oppressione di altre donne. L’unica possibilità che abbiamo è quella di smantellare il sistema razzismo/sessismo/classismo, perché se non siamo libere tutte non è libera nessuna.

 
L’impegno e la lotta contro ogni forma di violenza nei confronti di qualunque donna, da chiunque venga agita, è il collante che unisce tutte le donne che lottano e si ribellano quotidianamente nel privato, in famiglia, nei luoghi di lavoro, nei Cie.

 
Saremo sempre dalla loro parte e con loro, e saremo il 2 dicembre a Milano, all’udienza preliminare del processo contro Vittorio Addesso, non perché crediamo nei tribunali, espressione di una società che non ci appartiene, ma perché siamo dalla parte di una donna che si è ribellata, che si è fatta carico di una lotta che appartiene a tutte le donne.

 
NON ESISTONO DONNE DI SERIE A E DI SERIE B

 
Invitiamo le donne, le compagne, le femministe, le lesbiche a partecipare

all’assemblea aperta di lunedì 15 novembre alle ore 20.00 al 22 di via dei volsci

per condividere e costruire una giornata di lotta!

 
Donne-femministe-lesbiche contro i Cie
 

Brescia: Maroni, così non si fa!

 Esprimiamo tutta la nostra indignazione e tutta la nostra rabbia per quanto succede in queste ore a Brescia, dove espulsioni e rastrellamenti stanno seguendo al violento sgombero del presidio in sostegno agli immigrati che dal 30 ottobre sono saliti su una gru per protestare contro la sanatoria “truffa”. Due ragazzi egiziani già espulsi, 20 in attesa di espulsione in custodia presso la Questura di Brescia, tre già tradotti al CIE di Torino, due, forse tre a Milano Corelli, numerosi feriti, due compagni che compariranno davanti a un giudice domani, tutto questo mentre la polizia impone di fatto il coprifuoco alla città,  rastrellando almeno altre 50 persone e portandole in Questura.  Per tutta risposta i ragazzi sulla gru hanno deciso di entrare in sciopero della fame e della sete a oltranza. 

Gli immigrati di Brescia chiedono il rilascio del permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla sanatoria “truffa”, il prolungamento del permesso per chi ha perso il lavoro e per chi denuncia il datore di lavoro in nero e lo sfruttamento, una legge per il diritto di asilo, cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia, e diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni. Le stesse richieste che altri  5 ragazzi immigrati fanno dall’alto della torre di via Imbonati a Milano da tre giorni. Domani a Roma faremo nostra la loro lotta, e manifesteremo contro le politiche assurdamente repressive del governo italiano schiavo delle posizioni estremiste di una Lega razzista e xenofoba. I fatti di Brescia rappresentano solo l’ultimo degli sfaceli di cui si è reso responsabile questo governo inadeguato e dalla mano pesante: da Rosarno  a Terzigno, dai pastori sardi, alla tav finanche contro i terremotati de L’Aquila.

Domani dalle ore 15.00 appuntamento in piazza dell’Esquilino per un presidio pubblico con assedio sonoro e di massa al Ministero dell’Interno.

Da Brescia a Milano, da Roma in tutta Italia, la lotta non si ferma, si allarga!

 

Prime adesioni: Comitato Immigrati in Italia, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Associazione Senzaconfine, Acrobax, Blocchi Precari Metropolitani, , Horus project, Action, Sinistra critica, Partito della Rifondazione Comunista, ex51, collettivo antagonista prima valle, macchia rossa, Partizan

 

Per adesioni: ondarossa@ondarossa.info

Brescia May day! May day!
 
Da settimane i migranti bresciani sono in mobilitazione permanente contro la sanatoria truffa che dopo aver aperto una speranza di regolarizzazione ha sbattuto le porta in faccia ai tanti e tante costretti alla clandestinità da leggi disumane come la Bossi- Fini e il Pacchetto Sicurezza targato Maroni. Proprio da Maroni arriva l'ordine perentorio di stroncare la protesta: distruggendo i presidi che si erano organizzati e costringendo sei persone a salire su una gru a 35 metri di altezza dove stanno dal 30 ottobre. Ma la follia sanguinaria di chi gestisce l'ordine pubblico non si è fermata neanche di fronte a questo gesto di disperata determinazione e alla imponente manifestazione di massa tenutasi sabato scorso: questa mattina all'alba hanno scaricato la loro violenza sui presenti al presidio provocando decine di feriti e oltre 30 persone in stato di fermo.
 
Brescia lancia l'allarme rosso e Roma risponde convocando un'assemblea cittadina per questa sera alle ore 19.00 presso il Volturno con lo scopo di (auto)organizzare la nostra solidarietà attiva, quella di tutte le realtà ed i singoli impegnati quotidianamente nella battaglia per i diritti per tutti/e.
 
Siamo tutt@ clandestin@
 
Antirazzisti e antirazziste roman@
 
Con l'invito a diffondere il più possibile
 

La repressione e il controllo sociale si intensificano sempre di più.
Piovono ovunque arresti, denunce, misure restrittive, licenziamenti, sanzioni amministrative mentre le condizioni di vita diventano sempre più precarie.
Questi sono i mezzi che il potere utilizza per contrastare e rendere innocui coloro che si oppongono a questo sistema in cui l’unica cosa che conta è la ricerca del profitto.

Chiunque si permette di alzare la testa viene definito socialmente pericoloso e represso senza mezzi termini. Ed è in questo contesto repressivo che il nostro compagno Tonino è stato arrestato, perché la sua carcerazione sia un monito per chiunque voglia rompere l’isolamento e il silenzio che ci circonda, per chiunque nutra il desiderio della rivolta.

Socialmente pericoloso è chi lotta contro la devastazione del proprio territorio, contro le politiche razziste e securitarie, contro i licenziamenti politici e lo sfruttamento del lavoro, contro il ricatto della precarietà e la disoccupazione.

Socialmente pericoloso è chi con la pratica e le idee contrasta gli strumenti del potere, siano essi l'autoritarismo della democrazia o l'abuso dei metodi che sempre più si avvicinano alle pratiche fasciste, la militarizzazione delle nostre strade e la mercificazione delle nostre vite.

Se lottare significa essere socialmente pericolosi, abbiamo già scelto.

Continueremo a lottare.

Contro la repressione.

Tonino libero, liberi tutti.

Venerdi presentazione della nuova Scarceranda 2011, l'agenda contro il carcere giorno dopo giorno. Ore 19.30 aperitivo presso l'enoteca, alle 20.30 cena e lettura di lettere dal carcere a seguire alle 22.30 proiezione del film "È stato morto un ragazzo" di Filippo Vendemmiati.

TONINO LIBERO! Verso la manifestazione nazionale di Napoli.

ASSEMBLEA CITTADINA mercoledì 3 novembre ore 18 Facoltà di Lettere Università La Sapienza
 

 

Il 6 novembre saremo a Napoli a manifestare, in piedi e a testa alta, con dignità ed orgoglio,
in opposizione e di traverso, davanti a questo Stato che garantisce con la forza i privilegi e gli
interessi delle classi dirigenti, delle lobbies della finanza, dei corrotti, degli inquinatori e degli
speculatori.
 
Sulle spalle dei cittadini, che si vorrebbero docili e disciplinati, affinchè, anch’essi trasformati
in merci, assicurino profitti sempre più alti, i poteri forti di questo Paese si spartiscono, come in
una grande abbuffata, le risorse che sempre più copiosamente depredano dal lavoro e dai territori.
In questa fase storica, la politica non assolve più il ruolo di mediazione tra gli interessi collettivi
e anzi rappresenta ormai apertamente la faccia, brutale e ipocrita, del capitale.
 
Le politiche promosse dai  nostri parlamentari e dai nostri governi negli ultimi anni  stanno  producendo,
nel seno della società, la divisione e lo scontro tra i ceti più deboli: la riduzione costante e progressiva
del salario, l’aumento dei tempi e dei ritmi lavorativi, lo sfondamento su garanzie e diritti,
la precarietà, la riduzione degli spazi di accesso ai servizi sociali essenziali come sanità, scuola,
università, trasporti, socialità, la riduzione feroce dei capitoli di bilancio ad essi dedicati, la
privatizzazione selvaggia di servizi e beni collettivi, l’inquinamento dei territori, provocano la messa
in competizione per l’accesso al lavoro, ai servizi, ai diritti di cittadinanza.
L’immigrazione: le centinaia di migliaia di esseri umani costretti da guerre, povertà, persecuzioni,
a lasciare la propria terra approdano sulle coste della fortezza Europa dove, attraverso una legislazione
volta all’esclusione dai diritti e la messa a profitto delle loro energie, capacità e saperi, vengono utilizzati
come la famosa pistola alla tempia delle classi lavoratrici nostrane. Carne da lavoro e capro espiatorio al
contempo.
 
Le classi dirigenti, unite sotto le insegne della retorica nazionalista, attraverso i media, veicolano la
loro ideologia: xenofobia, autoritarismo, sessismo, decadenza morale, annichilimento delle diversità,
criminalizzazione del dissenso, gestione poliziesca dei problemi sociali, militarizzazione dei conflitti.
 
Il capitale, nella sua guerra per l’egemonia sulla società, utilizza tutti gli strumenti: gli aguzzini in
divisa, che non hanno nessuna remora a pestare e uccidere e gli sciacalli, i dirigenti della così detta
sinistra
politica e sindacale, che con il dialogo irretiscono i lavoratori e i cittadini per meglio subordinarli.
In questi ultimi anni poi, si rispolverano i fascisti, burattini “del terzo millennio”, rivestiti a nuovo con
lo scopo chiaro di sostituire le aree e le organizzazioni dell’antagonismo sociale con un’opzione nazionalista
e gerarchica laddove emergono i conflitti. Le aggressioni che essi hanno perpetrato in questi ultimi anni ai
danni di immigrati, omosessuali, giovani di sinistra e l’impunità e la protezione che la politica e le forze
dell’ordine hanno loro garantito, parlano da sole e dichiarano la necessità, ancora e sempre in questo paese,
dell’antifascismo.
 
Lottiamo e manifestiamo per la liberazione di Tonino;
perché la vita non sia trasformata in merce ma dedicata alla ricerca della felicità;
affinché le città e i territori in cui viviamo non siano discariche puzzolenti e luoghi grigi che deprimono ma
lo spazio pubblico che ci accoglie, ci nutre e ci protegge;
perché il lavoro non sia subordinazione, alienazione, sfruttamento per la produzione di profitto  ma libera
espressione della personalità e delle capacità di ognuno;
perché gli “altri” da noi non siano guardati con ostilità ma vengano accolti come sorelle e fratelli nel rispetto
e nella condivisione;
perché la società non sia definitivamente trasformata in gabbia, lager, prigione, ma libera associazione di individui
che nell’uguaglianza di diritti concorrano alla felicità collettiva.
 
 
Per discutere di questi temi e organizzare insieme la partenza per la manifestazione nazionale contro la repressione
a Napoli, invitiamo tutte e tutti il 3 di novembre a partecipare all’assemblea pubblica presso la facoltà di Lettere
all’Università La Sapienza di Roma alle ore 18.00
 
Tonino libero. L’antifascismo non si arresta.

 Compagne e compagni di Roma

  1. A partire dalle 17 spazio banchetti:
  2. libri
  3. artigianato
  4. liquori
  5. erboristeria
  6. cibo
  7. distro

...e tutto quello che autoproduci!!!

 

Se vieni con il banchetto puoi rimanere a dormire!

 

BENCIVENGA SQUAT

 

via bencivenga 15 zona nomentana/pietralata bencivengaoccupato@autistici.org

  1.  

A sottoscrizione di Radiondarossa Tribù acustica in concerto.

 

No expulsions! Torino 2010 - Tre giorni contro le espulsioni dal 21 al 23 ottobre 2010
 
Le continue ondate di proteste, rivolte, evasioni che periodicamente e in tutta Europa scuotono i Centri per immigrati senza documenti rivolgono ai nemici di ogni galera e di ogni frontiera una semplice domanda: come portare il proprio contributo concreto alla lotta contro le espulsioni?
 
Abbiamo compreso che la “guerra alla clandestinità” non è altro che il prolungamento sul fronte interno della politica imperialista della “fortezza Europa”. Siamo d’accordo che il ricatto dell’espulsione è una delle armi degli sfruttatori puntata alla tempia di tutti gli sfruttati, immigrati e non. Siamo schifati dall’ipocrisia umanitaria di quegli enti che, come la Croce Rossa, gestiscono veri e propri lager. Nessun dubbio, quindi: la lotta contro le espulsioni è una parte della guerra di classe e una battaglia per la libertà. Ma, evidentemente, sapere tutto ciò non basta.
 
Per combattere davvero la macchina delle espulsioni occorre comprendere il suo funzionamento, identificare le sue articolazioni, toccare con mano i suoi nervi scoperti per incepparne gli ingranaggi. E anticipare il più presto possibile la sua evoluzione verso dispositivi sempre più efficienti, per non trovarsi impreparati domani. Le retate della polizia a caccia di “irregolari”, il loro concentramento nei campi di prigionia, gli imbarchi sui voli delle deportazioni (sempre più spesso organizzati dall’agenzia europea Frontex), ognuno di questi momenti è sempre un’occasione di resistenza – collettiva ed individuale – e un angolo di attacco.
 
In molte città italiane ed europee gruppi di compagni stanno accumulando esperienze riguardo alla lotta contro le espulsioni. Per discutere di queste pratiche, per metterle in comune ed affinarle, vi invitiamo a Torino per tre giorni di dibattito e iniziative, da giovedì 21 a sabato 23 ottobre 2010. Non un happening isolato, ma un’occasione di incontro per chi si oppone concretamente, giorno per giorno, alla macchina delle espulsioni. Non un prodotto preconfezionato, ma un’iniziativa da costruire insieme a tutti gli interessati. Per questo motivo proponiamo un’assemblea preparatoria sabato 18 settembre 2010 a Torino, e siamo disponibili a partecipare ad eventuali incontri che i compagni vorranno organizzare nelle rispettive città.
 
Per contattarci, per avere maggiori informazioni, per inviare contributi o suggerimenti, scrivete a next2010@autistici.org, o visitate il sito http://next2010.noblogs.org.
 
Alcuni amanti della libertà di Torino

 

CAMPAGNA di FINANZIAMENTO
● Radio Onda Rossa 87.9 FM ●
la voce dei senza voce, la voce di chi se la sente dal 1977 senza padroni senza pubblicità

Venerdì 15 Ottobre 2010

'NA MANO SUR CORE
nel corso di 8berFest: festa per gli 8 anni di occupazione di Strike

 


ore 20 cena romanesca (anche vegetariana)

dalle 22 letture e musica con

ELIO GERMANO
JOHNNY PALOMBA
PONENTINO TRIO
TAMARA BARTOLINI e MICHELE BARONIO

col pensiero al nostro partigiano
FRANCO BARTOLINI


STRIKE S.P.A.
via Umberto Partini 21
(zona Portonaccio)

sottoscrizione 5 euro
 

DIAMO SOGGIORNO AI DIRITTI
Settimana di mobilitazione per i diritti delle e dei migranti


L’attacco ai diritti e alla dignità dei migranti, che ha conosciuto la sua pagina più oscura nelle giornate di Rosarno, continua. Il progetto di aprire altri CIE, gli sgomberi e le deportazioni senza alternative dei Rom e Sinti sono solo alcuni esempi della cronaca di questi giorni di un ulteriore imbarbarimento causato da scelte politiche che considerano i migranti solo come manodopera a buon mercato. L’attacco ai diritti dei migranti è un aspetto dell’attacco ai diritti di tutti.
La crisi è in questo senso il terreno sul quale insieme, migranti e non, possiamo costruire un nuovo orizzonte di lotta, contro la precarietà, per i diritti dei migranti e di tutti.
Per farlo, abbiamo bisogno di guardare alla specificità della condizione dei migranti, alla brutale violenza che caratterizza il governo dei loro corpi e delle loro vite, per costruire una nuova presa di parola collettiva, politica, culturale e sociale, che partendo dall’universalità del diritto rivendica il diritto di voto amministrativo, la cittadinanza basata sullo ius soli per i cittadini migranti, il permesso di soggiorno per uscire dalla clandestinità forzata.
Per questo daremo vita ad una settimana di mobilitazioni  contro lo sfruttamento, il razzimo e la camorra per la regolarizzazione e i diritti così articolata:

 
8 Ottobre Sciopero dei migranti “Stop Sfruttamento, Diritti e Dignità”– Blocco delle rotonde contro lo sfruttamento e il caporalato. Tra Caserta e Napoli in tante rotonde i lavoratori immigrati rifiuteranno di lavorare per meno di 50 €

 
9 Ottobre - h. 9.30 Via Domitiana 564 - Corteo contro il razzismo, lo sfruttamento e le camorre a Castel Volturno  per il permesso di soggiorno e i diritti di cittadinanza.

 
La mobilitazione proseguirà a Roma il 14 e del 15 ottobre, quando daremo vita ad un presidio davanti al Ministero dell’Interno insieme a quanti in tante parti di Italia hanno lottato e aperto vertenze, lanceremo un ponte verso le mobilitazioni contro la precarietà e per i diritti che si svolgeranno in quei giorni, a partire dal corteo contro la crisi indetto dalla Fiom il 16 ottobre che si propone come spazio pubblico comune e quindi come occasione per rimetterci in cammino in tanti, uniti contro la crisi.
Contrastare lo sfruttamento del lavoro nero, con il recepimento della Direttiva Europea 52, applicare ed estendere l’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all'irregolarità del lavoro, ma anche e soprattutto mettere in campo un percorso permanente di emersione che, oltre a dare la possibilità a chi è stato truffato nel corso dell'ultima sanatoria di ottenere il permesso di soggiorno, offra una uscita generalizzata dalla schiavitù e dallo sfruttamento per centinaia di migliaia di migranti ancora oggi costretti alla clandestinità. Prorogare la durata del permesso di soggiorno, garantire il permesso a chi oggi ha perso il lavoro e fatica a trovarne uno nuovo senza che incomba la minaccia di espulsione. Queste sono alcune delle rivendicazioni che porteremo alle istituzioni locali e direttamente al Ministero dell'Interno il 15 ottobre a Roma
In queste mobilitazioni vogliamo costruire una forte iniziativa sociale che veda studenti, precari, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini italiani e migranti, rispondere insieme a chi sta utilizzando la crisi per annullare le conquiste sociali e riportare la società a un passato in cui vale solo la legge del più forte.

 
Coordinamento antirazzista di Caserta
 

 

Venerdi 8 ottobre per la prima volta i migranti in Campania sciopereranno sulle rotonde stradali  dove ogni mattina migliaia di lavoratori sono costretti ad accettare lavori supersfruttati, senza diritti e senza dignità! Beffa nella beffa la cosiddetta "direttiva Maroni contro il lavoro nero", che, per la prima volta nella storia, si è tradotta non in una battaglia contro i caporali e per i diritti, ma in continue retate di lavoratori che hanno la sola colpa di subire il ricatto di una condizione subalterna.
Su almeno una quindicina di rotonde in tutta la regione, invece, venerdi prossimo dalle 5 del mattino i lavoratori migranti dell'edilizia come dell'agricoltura sosteranno con cartelli del tipo "oggi non lavoro a meno di 50 euro" fermando nei fatti il mercato delle braccia.
Una protesta contro lo sfruttamento e per la regolarizzazione, senza la quale è difficile far rispettare i propri diritti, mentre con la crisi le paghe reali scendono ormai anche sotto i 25 euro per dieci-dodici ore al giorno, per non parlare delle inesistenti condizioni di sicurezza. Con questa prima e a suo modo storica iniziativa, tantissimi lavoratori vogliono ricordare alle istituzioni locali e nazionali che il lavoro migrante in questi territori non è solo quello di "colf e badanti" (a cui si è ristretta l'ultima sanatoria) e che solo un'ipocrisia interessata spinge a non vedere le tantissime persone che si ammazzano di fatica mentre contribuiscono alla fragile economia di questa regione. Superare il lavoro nero significa aiutare i lavoratori che lo subiscono a sfuggire il ricatto sociale ed economico in cui sono costretti. Solo così può aprirsi una stagione di diritti e dignità!
Un'iniziativa lanciata dal movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta, con il supporto delle reti antirazziste in tutta la regione.
 
Mentre il giorno dopo, sabato 9 ottobre, ci sarà la manifestazione a Castelvolturno contro il razzismo, lo sfruttamento e la camorra.
(pullman da napoli ore 8.30 - piazza Garibaldi - hotel terminus)
 
Le rotonde stradali interessate saranno a:
 
Licola, Pianura, Quarto, Casal di Principe, Castelvolturno, Villa Literno, Baia Verde, Giugliano, Qualiano, Afragola, Arzano, Scampia, Caivano...
 

Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta e della Campania

 

 

Care tutte,
 
FAITH DEVE ESSERE LIBERA!
 
Invece su di lei c'è solo silenzio.
 
E' quanto mai importante che la sua vicenda sia il più possibile conosciuta, dichiarata, resa pubblica, siano svelate omissioni, connivenze, omertà, responsabilità.
 
Solo così possiamo sperare che la violenza privata e istituzionale subita da una donna diventi patrimonio di lotta di tutte le donne e aiuti tutte a non subire, a non tollerare, a gridare forte che è giusto ribellarsi!
 
INVITIAMO TUTTE AL VOLANTINAGGIO DI SABATO 2 OTTOBRE ALLE 10.30 A PIAZZA VITTORIO!
(appuntamento davanti all'ingresso del mercato in via Principe Amedeo)
 
Donne-femministe-lesbiche contro i CIE - Roma
 
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di seguito il testo del volantino, a cura di noinonsiamocomplici, che verrà distribuito
 
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ANCHE L'ITALIA CONDANNA A MORTE!!!
 
SAKINEH
Tutti conoscono la sua storia, apparsa per settimane sulle prime pagine dei quotidiani, perché rischia la pena di morte per lapidazione in un paese che l'Italia considera ostile e a cui si prepara a fare l'ennesima guerra: l'Iran. Per lei sono stati fatti appelli su appelli, firmati da gente comune ma anche dai peggiori razzisti.
 
FAITH
Nessuno ne parla. Lo Stato italiano, dopo averla rinchiusa in un Cie (Centro di identificazione ed espulsione), l'ha deportata in Nigeria dove l'aspetta una condanna a morte per essersi difesa da una violenza sessuale e dove l'Eni, multinazionale italiana del petrolio, in nome del profitto saccheggia il territorio e massacra le popolazioni locali.
 
BASTA STRUMENTALIZZARE LE STORIE DI OPPRESSIONE DELLE DONNE IN NOME DEGLI INTERESSI ECONOMICI E DELLE GUERRE DELL'OCCIDENTE CAPITALISTA!
 
DONNE E LESBICHE VENGONO DEPORTATE, PERSEGUITATE, AMMAZZATE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO, ITALIA COMPRESA
 
ASILO POLITICO PER DONNE E LESBICHE CHE FUGGONO DA SITUAZIONI DI VIOLENZA
 
LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE
 
CHIUDIAMO I CIE, LAGER PER MIGRANTI
 
LIBERARE FAITH, LIBERARE TUTTE!

 
noinonsiamocomplici
fip 27.09.2010
 

   

33° ANNIVERSARIO DELL'ASSASSINIO DI WALTER ROSSI

Sono passati 33 anni da quando fascisti dell'allora MSI di balduina scortati dalla polizia hanno ucciso Walter Rossi e ancora oggi nessuno, per lo stato italiano, è il responsabile dell'assassinio di Walter.

 

ore 9.30 piazza walter rossi deposizioni di fiori

ore 17  corteo da piazzale degli eroi (metro A - cipro)

ore 18.30 un fiore alla lapide di walter

ore 20.30 presso ex lavanderia: cena interventi concerto con assalti frontali ed ivano nardi

 

Walter vive nelle lotte degli operai, dei precari della scuola e degli studenti, dei senza casa, dei migranti, nella lotta contro i nuovi e vecchi fascismi, nella memoria che non si cancella