Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

ore 18:00 / dibattito  progetto Assalto al Cielo Napoli, Roma, Bologna, Madrid, Parigi incontro/confronto fra esperienze sul campo per progetti comuni  ore 20:00 / proiezione 

INFO - http://www.assaltoalcielo.net/

 

 

Democrazia Sconfinata

52' - colore - 2010 presentano il regista Danilo Liciardello e alcuni operai della Fiat di Pomigliano  ore 22:00 / concerto  MESCLA Lautari din Rosori (Romania) - le Ficufresche - Marzouk Mejri (Tunisia) happy birthday Mescla

ROMA - Sabato 25 settembre 2010
CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE
Ore 15.00 – Piazza della Repubblica

Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai
laboratori!

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Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di
vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati,
incatenati, legati ai tavoli operatori, avvelenati e lasciati soffrire e
morire. Questa è la ricerca medico-scientifica portata avanti dai baroni
della medicina, finanziata e avvallata dal governo. Una ricerca che
prevede lo sterminio di un milione di esseri viventi nella sola Italia,
ogni singolo anno. Giorno dopo giorno, agonia dopo agonia.

Questi esseri viventi sono prodotti su scala industriale dentro
allevamenti specializzati, cresciuti in condizioni asettiche e creati come
oggetti su cui accanirsi nella ricerca di non si sa quale soluzione ai
mali che noi stessi umani abbiamo provocato.

Green Hill di Montichiari (BS) è l’unico allevamento di cani “da
laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. Da
Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso
l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di
una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l’americana
Marshall Farm Inc.
Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non
vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale.
Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino
atroce.

La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato
migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per
dire NO alla vivisezione e NO alla tortura. Avere fermato i folli piani di
espansione di questo allevamento, che prevedevano la costruzione di altri
cinque capannoni sotterranei in cui imprigionare ulteriori 2500 cani, è
stato un primo grande successo, l’inizio di un cammino in cui molte
persone hanno finalmente scoperto di avere dentro di sé le potenzialità di
fare la differenza ed essere parte di un cambiamento. Fermare i loro
affari, smascherare chi ha legami con questo luogo di sofferenza, aprire
gli occhi sullo scottante problema della vivisezione, tenuto troppo a
lungo nascosto, sono gli attuali obiettivi della campagna “Salviamo i cani
di Green Hill”.

La lotta contro Green Hill sta assumendo sempre più importanza e valore
simbolico dal momento in cui non ci troviamo solamente noi contro di loro.
Non ci siamo infatti rinchiusi a Montichiari per una lotta ai ferri corti,
ma stiamo allargando il cerchio delle responsabilità di questa ignobile
situazione, andando sempre più in alto, laddove qualcuno si arroga il
potere di decidere delle sorti e delle vite di milioni di esseri viventi.
E proprio da queste persone vogliamo andare il 25 settembre con un corteo
che ha una valenza storica significativa.

La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal
Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo
allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri
allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia
hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill. Adesso l’ultima
parola spetta al Ministero. Lo stesso Ministero che ogni anno autorizza
esperimenti e decreta la morte degli animali, che autorizza sul territorio
italiano la presenza di multinazionali della sofferenza che allevano
animali per il solo e unico scopo di farli torturare a morte.

Qualcosa si smuove e il problema sta diventando tangibile anche per loro,
che stanno attendendo le nostre mosse.

Sabato 25 settembre dobbiamo essere di nuovo in tanti, tantissimi, con
l’intenzione di arrivare fino al Ministero. Manifesteremo per far sentire
la voce di chi è rinchiuso in una gabbia o in un laboratorio, per
pretendere la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti, per dire
NO alla vivisezione, per far vedere che non siamo più disposti ad
attendere oltre. Per cambiare finalmente qualcosa!

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APPUNTAMENTO:
SABATO 25 settembre – Ore 15.00 – Piazza della Repubblica - ROMA
============

Per maggiori informazioni: www.fermaregreenhill.net
roma25settembre.wordpress.com

>>Al momento sono previsti pullman da Brescia, Milano, Torino, Bologna,
Firenze, Napoli/Caserta e dalla Puglia. Altri pullman saranno confermati
a breve e i contatti visibili sui nostri siti. Se volete organizzare un
pullman dalla vostra città contattateci alla mail
info@fermaregreenhill.net

BRESCIA: brescia25settembre@yahoo.it
MILANO: milano25settembre@yahoo.it
TORINO: torino25settembre@yahoo.it
PUGLIA: puglia25settembre@yahoo.it
NAPOLI/CASERTA: napoli_caserta25settembre@yahoo.it
RIMINI: rimini25settembre@yahoo.it


>>PUBBLICIZZA IL CORTEO
Scarica dalla pagina “materiale” del nostro sito www.fermaregreenhill.net
il banner e pubblicalo sul tuo sito, blog o sulla tua pagina Facebook.
Diffondi quanto puoi questo appello.
Chiedici poster e volantini pubblicizzanti il corteo da diffondere nella
tua città.

INFO : http://www.assaltoalcielo.net/

 

 ore 18:00 / dibattito 

Videomakers in movimento Napoli, Roma, Bologna, Madrid, Parigi incontro/confronto fra esperienze sul campo per progetti comuni  ore 20:00 / proiezione  Russulella di Margherita Pescetti sarà presente la regista LadyFilmine di Giulia Vallicelli presenta la rete Ladyfest  ore 22:00 / concerto  24 GRANA La K-Bine (Parigi) Low-Fi, Scarlatti Garage, Funky Pushertz  ore 24:00 / dj set / vj set  La Plataforma (Madrid) Dj Maru, Trauma Studio (Roma)

ore 20:00 - proiezione di Sangue Verde  57' - colore - 2010 presentato dal Forum antirazzista e da alcuni migranti intervistati nel film

 

ore 22:00 99 POSSE  Kalifoo Ground Music System Fankam & Claude  - Torino 'Zulù - JRM - Valerio Jovine - Casapanza happy birthday Speaker Cenzou

 

INFO : http://www.assaltoalcielo.net/

 

Assemblea preparatoria verso la tre giorni contro le espulsioni a Torino
 
Le continue ondate di proteste, rivolte, evasioni che periodicamente e in tutta Europa scuotono i Centri per immigrati senza documenti rivolgono ai nemici di ogni galera e di ogni frontiera una semplice domanda: come portare il proprio contributo concreto alla lotta contro le espulsioni?
 
Abbiamo compreso che la “guerra alla clandestinità” non è altro che il prolungamento sul fronte interno della politica imperialista della “fortezza Europa”. Siamo d’accordo che il ricatto dell’espulsione è una delle armi degli sfruttatori puntata alla tempia di tutti gli sfruttati, immigrati e non. Siamo schifati dall’ipocrisia umanitaria di quegli enti che, come la Croce Rossa, gestiscono veri e propri lager. Nessun dubbio, quindi: la lotta contro le espulsioni è una parte della guerra di classe e una battaglia per la libertà. Ma, evidentemente, sapere tutto ciò non basta.
 
Per combattere davvero la macchina delle espulsioni occorre comprendere il suo funzionamento, identificare le sue articolazioni, toccare con mano i suoi nervi scoperti per incepparne gli ingranaggi. E anticipare il più presto possibile la sua evoluzione verso dispositivi sempre più efficienti, per non trovarsi impreparati domani. Le retate della polizia a caccia di “irregolari”, il loro concentramento nei campi di prigionia, gli imbarchi sui voli delle deportazioni (sempre più spesso organizzati dall’agenzia europea Frontex), ognuno di questi momenti è sempre un’occasione di resistenza – collettiva ed individuale – e un angolo di attacco.
 
In molte città italiane ed europee gruppi di compagni stanno accumulando esperienze riguardo alla lotta contro le espulsioni. Per discutere di queste pratiche, per metterle in comune ed affinarle, vi invitiamo a Torino per tre giorni di dibattito e iniziative, da giovedì 21 a sabato 23 ottobre 2010. Non un happening isolato, ma un’occasione di incontro per chi si oppone concretamente, giorno per giorno, alla macchina delle espulsioni. Non un prodotto preconfezionato, ma un’iniziativa da costruire insieme a tutti gli interessati. Per questo motivo proponiamo un’assemblea preparatoria sabato 18 settembre 2010 a Torino, e siamo disponibili a partecipare ad eventuali incontri che i compagni vorranno organizzare nelle rispettive città.
 
Per contattarci, per avere maggiori informazioni, per inviare contributi o suggerimenti, scrivete a next2010@autistici.org, o visitate il sito http://next2010.noblogs.org.
 
Alcuni amanti della libertà di Torino

 

venerdì 17 settembre 2010
Ror & Blues

C.S.A La Torre ore 21.00 via Bertero 13 (nomentana)


serata di musica, poesia e teatro a sostegno di RadiOndaRossa con:


“poesia e musica a colori”


Alfredo Rocca, Duetti al kilo


in funzione dalle 20.00 birreria e trattoriola
 

Una serata dedicata al tango, alle sue parole e alle sue musica. Una serata con Hernan Lucero,una delle nuove voci del tango che nasce e cresce a Buenos Aires. Una serata nata per gioco e per passione, buona per godersi una milonga spontanea ed intima. Una notte che riporta il tango nelle atmosfere popolari del buon tango, per vedere delle emozioni fatte musica, per ballarne i suoi ritmi.

 

 

LOA Arcobax,  ex-cinodromo, via della vasca navale,6 [Ponte Marconi]


I°  incontro nazionale di liberazione della terra
tre giorni sulle lotte per la liberazione animale, ecologiste radicali e antiautoritarie
10-11-12 SETTEMBRE 2010


L’idea di dare vita ad un momento di riflessione e approfondimento sulle tematiche di liberazione animale e della terra nasce perché riteniamo urgente e doveroso mettere in risalto, analizzando esempi concreti di lotte, la necessità di riconsiderare queste due pratiche di liberazione come parte di un percorso capace di minare le fondamenta di questa società.
Vogliamo sottolineare quindi la centralità ed il valore di questi due campi di intervento all’interno della lotta per l’ abbattimento delle logiche autoritarie e dei sistemi che essi hanno generato, contestualizzando nel capitalismo il sistema con cui dobbiamo scontrarci e riconoscendo nell’avanzata tecno scientifica il motore che consente il suo sviluppo e sopravvivenza.
Pensiamo che la critica debba necessariamente passare attraverso la pratica, per questo non è nostra intenzione fare di questo incontro la glorificazione di alcune teorie rispetto ad altre, vorremmo piuttosto preparare il terreno per generare una conflittualità diffusa, un tentativo quindi, di porre le basi per l’unità dei diversi fronti di lotta. 
I nostri percorsi nel corso degli anni si sono sviluppati tra la specificità miope di alcune lotte ,che ci ha lasciato e ci lascia tutt'ora perplessi, e  la ricerca eccessiva di una coerenza ideologica che troppo spesso da spazio solo alla riflessione. Di conseguenza, quello che pensiamo sia interessante affrontare è un approccio alle lotte, comprese quelle con obbiettivi specifici, che tenga conto non tanto delle differenze che caratterizzano le nostre priorità, bensì di quello che ci unisce verso un obbiettivo comune: l’abbattimento di questa maledetta società assassina. Le lotte per la liberazione animale ed ecologiste radicali, non potranno mai essere complete e tangibili se non supportate da una critica sociale, poiché è la società stessa che produce le dinamiche e logiche che portano allo sfruttamento in tutte le sue forme.
La storia ci insegna che un movimento è forte tanto più è coeso, il settarismo è controproducente e indebolisce tutti. Troviamo il tempo per cercare di gettarsi nella sperimentazione imprevedibile ed illimitata di una lotta che sappia tener conto della sostanziale unità del conflitto. 

www.incontroliberazioneterra.org

 

Il Silvestre,
Equal Rights Forlì,
Coalizione contro le nocività,
Anarchici e anarchiche di via del Cuore



 


 

La 3 giorni si svolgerà alla

Pinetina di Riotorto

, nell'entroterra di

Piombino

in provincia di Livorno, per permettere una locazione più centrale e raggiungibile da più parti e più regioni.

 

Per raggiungere Riotorto:

 

In auto:

 

    * Proveniendo dal Centro-Nord: raggiungere Livorno, indi immettersi nella SS1 Aurelia in direzione Sud. Uscire all'uscita Vignale - Riotorto e seguire le indicazioni per Riotorto.

 

    * Proveniendo dal Centro-Sud: raggiungere Roma, indi immettersi nella SS1 Aurelia in direzione Nord. Uscire all'uscita Vignale - Riotorto e seguire le indicazioni per Riotorto.

 

In treno:

 

La stazione di Vignale - Riotorto è servita da circa 10 treni al giorno per ogni direzione di marcia. Alternivamente è possibile fermarsi alle stazioni di Follonica (10 km da Riotorto), Campiglia Marittima (12 km) o Piombino (19 km): da tali stazioni è possibile proseguire in taxi o in autobus.

 

per info :http://www.atm.li.it/orari.asp

 

In aereo:

 

I più vicini aeroporti sono l'Aeroporto G. Galilei di Pisa (100 km da Riotorto), Firenze Peretola (150 km) e gli Aeroporti di Roma (250 km).


Vi ricordiamo che venerdi' mattina e' previsto un presidio nella zona (luogo e orario da definire), vi terremo aggiornati.

 

Chi viene in treno e ha bisogno di un passaggio per salire, per ogni altra informazione e aggiornamenti ci contatti tramite

 

- e-mail: incontroliberazioneterra@autistici.org

 

- sito web : www.incontroliberazioneterra.org

 
Il 27 agosto di quest'anno saranno quattro anni che Renato è stato ucciso; un’aggressione fascista che si è trasformata in assassinio.
Quattro anni di vita, di lotte, di sorrisi e di lacrime, di rabbia, di processi, di partenze e ritorni, di nuovi arrivi e nuove nascite, di sogni realizzati e altri lasciati in sospeso ma mai persi.
Quattro anni di cambiamenti, di crisi, di crescente delirio securitario.
Quattro anni in cui, nonostante il passaggio di questa città ad un’amministrazione di destra, i sani anticorpi antifascisti hanno continuato a difendere e a tenere viva la memoria di questa città ribelle e mai domata, di questa Roma Città Aperta.
Quattro anni di abbracci e sguardi forti, intrecciati con le storie di Dax, Carlo, Federico, di Carlos e Alexis, di Nicola, Aldo, di Stefano e di tanti altri purtroppo, per non dimenticare, per raccontare la verità, per chiedere giustizia.
Quattro anni in cui il nome di Renato ha risuonato ovunque, perché la sua storia è un pezzo di quell’ingranaggio collettivo che anima questa città e non solo.
Partigiani dei nostri tempi, con le radici forti strette alla memoria della Resistenza e con le ali robuste per volare e lottare nel tempo della crisi.
 
Per questo, anche quest'anno, vogliamo organizzare un appuntamento pubblico nel territorio in cui viveva Renato.

 
Sabato 28 agosto al Parco Schuster (San Paolo) con mostre, banchetti, buon cibo accompagnati dall’esibizione a partire dalle 18.00 di:
 
-Rock MC
-Mandrillos
-Taxi de brusse
-Palcoscenico al neon
-Reading resistente
-Ill Nano feat. Rancore
-Assalti frontali
-Ardecore
 
Una serata di musica e parole in una serata di fine agosto, come quella che ci ha portato via Renato in cui dare voce alle lotte e ai percorsi che portiamo avanti durante tutto l’anno, e dare spazio alle note di chi suona nella sala prove Renoize e non solo.
 
Finché ci saranno quelli/e come noi, ci sarà sempre il tempo di far vivere chi troppo presto, ingiustamente e con un’assurda e inconcepibile violenza ci è stato tolto.
Finchè ci saranno quelli/e come noi, si potrà sempre dire: “è una questione di memoria”.
L’invito quindi è quello ad esserci, ancora una volta, anche quest’anno!
Per ribadire che non facciamo un passo indietro e abbiamo gli occhi ben aperti, che i sogni di Renato vivono in noi, perchè chi pensava di fermarci ci vedrà muovere, chi pensava di zittirci ci sentirà urlare la verità!
 
«Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi».
Enio Sardelli “Partigiano Foco”
 

 

da
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/07/28/presidio-per-faith-e-
ngom-bologna-2-agosto

 
Dopo tempo rieccoci qua. Non eravamo sparite. Nel frattempo ci sono state rivolte nei Cie di mezza Italia; la presidente del Lazio, Renata Polverini, è riuscita a dire che a Ponte Galeria si potrebbero organizzare corsi di danza per le donne rinchiuse, come se si trattasse di un circolo ricreativo e non di un lager; altre donne e altri uomini sono state/i deportate/i; l'Italia ha firmato nuovi accordi coi paesi d'emigrazione per negare con maggiore ferocia il diritto a decidere per sé e per la propria vita; è stata deportata in Nigeria una donna che ne era fuggita perché condannata a morte per aver reagito con forza contro una violenza sessuale; nel Cie di Bologna, fra nigeriane disperate, Ngom, una donna senegalese, aspetta con ansia il verdetto di un giudice di pace per sapere se l'Italia la rimanderà dal marito violento da cui era scappata.
 
Intanto Bologna si prepara alla manifestazione per il trentennale della strage di Stato alla stazione, il 2 agosto.
 
E proprio per quel giorno alcune compagne hanno voluto indire un presidio di solidarietà, ma non solo, con Faith e Ngom per dire ancora una volta che la nostra vera sicurezza è ben altro da quella che vorrebbero farci digerire in silenzio.
 
Questo il testo del volantino:
 
PACCHETTO SICUREZZA?
La questura bolognese condanna a morte una donna che si ribella a uno stupro

 
Il 20 luglio la questura di Bologna ha deportato una ragazza nigeriana di 23 anni, Faith, proprio nel Paese dove era stata condannata a morte per aver reagito  ad un tentativo di stupro da parte di un uomo ricco e potente.
 
Faith era stata rinchiusa nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Mattei a Bologna, dopo che i vicini avevano chiamato la polizia sentendo le sue grida di aiuto perchè un  uomo cercava di violentarla.
 
La polizia ha pensato bene di arrestare lei solo perché non aveva il permesso di soggiorno. Dopo due settimane di detenzione è stata rimpatriata in Nigeria, dove potrebbe essere impiccata a breve da un governo corrotto e complice del peggior colonialismo occidentale.
 
E questo nonostante avesse già presentato domanda di asilo politico.
 
Benché l'Italia sia uno dei paesi promotori della moratoria contro la pena di morte, lo stato razzista italiano non ha esitato a consegnare ai suoi assassini una donna che ha saputo reagire alla violenza maschile, una donna da cui tutte abbiamo tanto da imparare.
 
Dopo questa vicenda, che segue purtroppo tante altre analoghe, sarebbe ora che ci si chiedesse di che genere di sicurezza blaterino i politici e perché dovremmo delegare a questa gente e ai loro servitori in divisa la protezione delle nostre vite.
 
La deportazione di Faith è un monito contro tutte le donne che si ribellano alla violenza maschile.
 
Allora ci chiediamo che futuro possa aspettarsi Ngom, un'altra donna immigrata, senegalese e madre di sei figli, arrivata in Italia dodici anni fa dopo esser fuggita da un marito violento. Ngom, sempre in nome della "nostra sicurezza", è da qualche giorno rinchiusa nel Cie di Bologna in attesa che un giudice di pace decida se accettare il ricorso contro l'espulsione o eseguire gli ordini della questura di La Spezia e rimandarla in Senegal dal marito-aguzzino.
 
Non smetteremo mai di dire che la nostra vera sicurezza è la solidarietà fra donne.
 
Per quanto tempo ancora intendiamo tollerare la presenza dei Cie ­ lager di Stato in cui le donne sono spesso sottoposte a ricatti sessuali, molestie e violenze per poi essere rimpatriate col rischio di essere addirittura uccise?
 
La nostra sicurezza non ha bisogno di confini,
 
né di lager, né di passaporti
 
Lunedì 2 agosto presidio alle 12 in piazza Roosevelt a Bologna
 
Mai più schiave!
 
(Chi non potesse partecipare al presidio ma intendesse comunque esprimere il proprio parere sulle connivenze tra l'Italia e i Paesi di provenienza di Faith e Ngom per quanto riguarda le deportazioni: ambasciata nigeriana ­ Roma 06683931; ambasciata senegalese ­ Roma 066865212/066872353)
 
Guarda il volantino
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/volantino_faith.pdf

 

 

venerdì 23 luglio 2010

 Ror & Blues

 

C.S.A La Torre ore 21.00
via Bertero 13 (nomentana)

serata di Blues e Jazz
a sostegno di radio onda rossa

con:
Ramblin' Souls
Don Juan & the Saguaros
Sam (sconosciuti al mondo)

in funzione: birreria e trattoriola

Immagine rimossa.

Giovedì 22 luglio
ore 21.30 p.zza Sant Ambrogio
presidio contro cie ed espulsioni

 
Dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza abbiamo visto moltiplicarsi gli episodi di rivolte, tentate e a volte riuscite fughe, nonche' gli episodi di autolesionismo dentro i cie (centri di identificazione ed espulsione,triste evoluzione dei centri di permanenza temporanea). Il pacchetto sicurezza,oltre ad un inasprimento generale delle pene relative ai reati cosiddetti "intollerabili" della societa', ha visto l'Italia allinearsi al trend europeo per quanto riguarda la carcerazione di stranieri irregolari, prolungando la permanenza dentro i centri fino a sei mesi. Sei mesi passati in strutture che sono veri e propri lager, e questo ci teniamo a sottolinearlo, in cui sono spesso negati i piu' elementari diritti, in cui i migranti, colpevoli solo di non avere un permesso di soggiorno in regola, sonno rinchiusi. Parlavamo di rivolte e fughe: il 19 luglio nel cie di Torino e'avvenuto tutto questo dopo che la polizia ha cercato di prelevare due tunisini per espellerli dall'Italia. I due stavano per tornare liberi per la decorrenza dei sei mesi di detenzione (che scadono il 23 luglio) ma sembra che accordi fra Italia e Tunisia stiano per dare il via al rimpatrio forzato di diversi reclusi di tale nazionalita'. Uno dei due tunisini, Sabri, e' riuscito a salire sul tetto del centro e non ha intenzione di scendere fin quando non sia garantito che lui e gli altri reclusi non vengano rimpatriati. Rimpatrio significa tornare nei propri paesi di origine in cui spesso si incorre in ulteriore detenzione o morte (ricordiamo l'enorme richiesta di asilo politico e protezione umanitaria), o spesso significa per chi sulle coste italiane non riesce ad arrivarci ma viene rispedito indietro, permanenza nelle carceri libiche, deportazioni in mezzo al deserto in camion stipati di esseri umani e vessazioni di ogni tipo. E' questa la politica sull'immigrazione dell'Europa che protegge i suoi confini con frontiere inaccessibili, frontiere che ora si trovano direttamente in Libia, paese che grazie ad accordi e patti di cooperazione con l'Europa, esercita con zelo il suo ruolo di poliziotto del Mediterraneo. Anche a Firenze il governo, con la complicita' della Regione ha deciso di costruire un CIE nei prossimi mesi: checche' ne dica Rossi con le sue idee di "piccole comunita' atte alla formazione e al lavoro", per noi i CIE sono e restano lager da combattere senza se e senza ma; pensiamo che sia necessario intensificare la lotta contro tali centri e impedire che ne venga costruito uno anche in Toscana e per questo riteniamo importante esprimere la nostra solidarieta' a chi si ribella nel CIE a Torino e lottare perche' non avvenga nessuna espulsione.

 

SOSTENIAMO I RECLUSI IN LOTTA
CONTRO I LAGER DELLA DEMOCRAZIA

 
Da lunedì 19 luglio Sabri è sul tetto del CIE di corso Brunelleschi.
Sabri sta lottando contro una legge iniqua e razzista. Sta reagendo ai soprusi subiti all'interno di una struttura repressiva violenta e disumana.
Sabri non aveva un pezzo di carta. Non aveva il permesso di soggiorno.
Un altro immigrato prigioniero, Maher, è in cella d'isolamento perché ieri si è tagliato, per
protesta, procurandosi delle lesioni a una mano.
I CIE sono campi di concentramento per immigrati dove spesso l'ultima forma di ribellione
che rimane è l'autolesionismo o peggio il suicidio.
Anche gli altri detenuti sono in fermento, e non solo a Torino, dopo le dichiarazioni del
Ministro Maroni che annunciano nuove imminenti deportazioni.
I CIE sono i luoghi in cui si concretizza il ricatto che consente di imporre condizioni di sfruttamento sempre più brutali, dove si crea una manodopera immigrata sempre più
servile, imponendo a tutti quanti, italiani e stranieri, condizioni di vita sempre più misere e
precarie. Se la minaccia di perdere il posto di lavoro è un incubo che incombe su chiunque,
questo per un immigrato significa diventare un essere illegale, carne da internamento e
deportazione.
I CIE sono non-luoghi di sospensione della dignità, dell'identità e della libertà. Luoghi dove
abusi, pestaggi, somministrazione coatta di psicofarmaci e perfino i tentati stupri sono
all'ordine del giorno. Da un momento all'altro la polizia del CIE potrebbe fare irruzione
nelle sezioni per prelevare i reclusi e trascinarli fuori per il rimpatrio, una procedura spesso
espletata a suon di calci e manganellate.
Affinché questi luoghi sommersi non rimangano buchi neri nella nostra coscienza e nella
nostra memoria invitiamo tutti a esprimere solidarietà a Sabri e a tutti i detenuti del CIE.
Da lunedì, un presidio permanente è attivo giorno e notte di fronte ai muri di corso
Brunelleschi per sostenere concretamente la lotta dei prigionieri, cercando di impedirne la
deportazione che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni; invitiamo tutti a partecipare e a
contribuire alla resistenza.

 
GIOVEDI 22 LUGLIO ALLE 21:00
MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ
con partenza dal presidio, in corso Brunelleschi / via Monginevro

 
Gli immigrati reclusi hanno già dimostrato di volersi battere e lo stanno facendo,
spetta a tutti noi, ora, contribuire a questa battaglia antirazzista per affermare il diritto ad
essere accolto sul territorio italiano per chi, magari in fuga dalla guerra e dalla miseria, ha
attraversato il mare rischiando la vita in cerca di miglior fortuna.
Sosteniamo gli immigrati in lotta unendoci al loro grido: LIBERTÀ!

 
Antirazzisti solidali con i reclusi di corso Brunelleschi

Giovedì 22 luglio 2010 - Ore 21.00
CENA VEGAN SICULA BENEFIT
per Costa, Silvia e Billy, anarchici detenuti in Svizzera,
nemici di ogni nocività e amanti di una terra libera dal dominio e dallo sfruttamento.

Sonoro contorno misto di 4 eFFe, una sola persona 3 concerti differenti:
Fabrizio pianoforte classico o quasi
Fulvio cantautorato ossessivo delirante
Fausto elettrosinfonismi psichedelici e microtonalità

 

TORRE MAURA OCCUPATA
via delle Averle 10, Roma
BUS 105/312/556 TRANVETTO ROMA-GIARDINETTI

 

In seguito alla rivolta avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 giugno scorso all’interno del Cie di Ponte Galeria, otto reclusi, accusati di esserne stati gli istigatori, sono stati arrestati e si trovano attualmente sotto processo con l’accusa di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento.

 
Il 22 luglio presso il Tribunale di Roma si terrà la seconda udienza nei loro confronti.
 

 
IN SOLIDARIETÀ CON CHI SI RIBELLA ALL’INTERNO DEI CIE

 
GIOVEDÌ 22 LUGLIO ORE 10.00
APPUNTAMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PIAZZALE CLODIO

 
Di seguito l’appello che lancia la giornata.
 
 

 
«Fino a quando gli immigrati annegano nei nostri mari oppure si accontentano di raccontare storie lacrimevoli e commoventi, il buon padrone bianco sente il dovere di indignarsi e magari di protestare. Ma non appena essi mostreranno di prendere l’iniziativa senza chiedere il permesso, ben pochi saranno disposti a seguirli».
 
La macchina delle espulsioni messa in atto dagli stati, oltre a creare un business economico intorno alla condizione di immigrazione forzata, serve ad accrescere il grado di ricattabilità degli individui, immigrati e non, costringendoli ad accettare infime condizioni di vita e di lavoro. Per guadagnare al massimo, il padrone ha bisogno di creare una categoria di persone da tenere sempre in pugno, sotto continua minaccia (l’internamento e la deportazione ne sono un esempio). Prima sfrutta i futuri migranti fino all’osso nei loro paesi e poi li attende nei cosiddetti paesi civili per continuare a speculare sulle loro spalle: in questo contesto il padrone ha sempre a disposizione una forza-lavoro terrorizzata e pronta a tutto per sopravvivere e in oltre sa bene che ogni sfruttato pur di non rimanere escluso dal mondo del lavoro si ritrova nella condizione di abbassare costantemente la testa.
  
Così, sotto il ricatto delle leggi e dalla propaganda razzista gli immigrati continuano ad essere messi all’angolo e resi schiavi: prima sfruttati come manodopera a basso costo fino quando il mercato lo richiede, poi reclusi e infine deportati, nei loro paesi d’origine. Tutto questo al fine di garantire continuità al privilegio della classe dominante, ad un sistema economico che non potrebbe trovare sviluppo se non ci fossero ampie masse di uomini e donne da sfruttare. Per questo motivo ovunque nel mondo nascono rivolte spontanee ed autorganizzate per opporsi alla schiavitù, allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, allo sfruttamento dell'uomo sulla terra. Oppressione, controllo sociale, odio per il "diverso", guerra tra poveri, sono elementi indispensabili per chi ha intenzione di non rinunciare ad arricchirsi sulle spalle dei poveri e mascherare la propria ingordigia tra le maglie della cosiddetta democrazia.
  
Lager dunque, nuovi lager della democrazia vengono definiti i Cie, la loro essenza e la gestione che ne consegue ricordano quelle dei campi di Hitler e Stalin (paragone che qualche immigrato detenuto osa fare per definire la sua prigione). Luoghi sorvegliati costantemente dalla presenza di squadrett (polizia e militari armati) in cui vengono rinchiuse persone rastrellate dalle strade senza che neanche loro ne comprendano il motivo. Tenute costrette in delle gabbie in condizioni vessatorie a subire continue umiliazioni.
  
Come nel resto del mondo, visto che la macchina delle espulsioni è mossa da interessi globali e ha dunque prigioni sparse in giro ovunque sul pianeta, anche in Italia, in particolare dall'introduzione delle norme varate con il pacchetto sicurezza, molti/e reclusi/e nei Cie hanno alzato la testa scegliendo di non subire passivamente e nel quotidiano i soprusi del potere. Poco più di un anno fa si consumava una rivolta durante la quale veniva incendiato e reso inagibile il Cie di Lampedusa. Da quell'episodio in poi, non è praticamente passato giorno durante il quale non si siano registrati atti di protesta e rivolta all'interno dei Cie di tutta Italia. Nel corso del tempo e a seconda dei contesti i/le reclusi/e hanno risposto in maniera diversa alla miseria della loro condizione e all’infamia dei loro aguzzini. Scioperi della fame, della sete, atti di autolesionismo come tagli sul corpo o l’ingoio di oggetti, evasioni, gesti individuali di ribellione e vere e proprie rivolte collettive.
Rivolte come quella avvenuta a Roma il 15 marzo 2010, dove sono stati procurati centinaia di migliaia di euro di danni alla struttura oppure a Gradisca d'Isonzo dove, dal 2006, i reclusi hanno distrutto gran parte del centro collezionando più di un milione di euro di danni materiali. Devastazione dell'inferno nel quale sono costretti a sopravvivere che in alcuni casi ha portato alla chiusura della struttura stessa, come nel caso del lager di Caltanissetta e quello di Crotone.
  
A questi episodi sono susseguite violente reazioni da parte delle forze dell’ordine che non si sono mai risparmiate, hanno pestato a sangue (attività comunque praticata indiscriminatamente e in continuazione all’interno dei Cie, come altrove del resto) e messo in pratica vere e proprie persecuzioni nei confronti dei presunti "responsabili" dei disordini, i quali sono stati trasferiti, rimpatriati, minacciati, incarcerati. La segregazione, come strumento empirico della repressione e del controllo sociale, si rinnova fino a progettare nuovi Cie a prova d'evasione: proprio quando il recluso viene chiamato "ospite del centro" e l'evasione non può essere considerata un reato, il sistema si inventa un nuovo inferno tecnologicamente avanzato. Da qui nascono i nuovi progetti di costruzione e ristrutturazione dei Cie su tutto il territorio nazionale e nel caso del lager di Ponte Galeria, bottino della cooperativa Auxilium, inizia in questi giorni una ristrutturazione della sezione maschile che comporta, nella prima fase, il trasferimento e il rilascio "con foglio di via dall'Italia" di tutte le persone rinchiuse.
  
Il 22 luglio al tribunale di Roma verranno processati gli otto immigrati imputati per la rivolta del 3 giugno all'interno del lager di Ponte Galeria a Roma mentre, dopo tre mesi, è ancora in corso il processo per i diciannove immigrati incolpati per quella scoppiata il 15 marzo. Queste denunce si vanno ad aggiungere alle innumerevoli manovre repressive dello stato in cui vengono trascinati i migranti che osano ribellarsi, come chiunque osi con atti coscienti o istintivi opporsi alla brutalità del dominio. Dunque, in un sistema in cui la normalità sono i militari nelle strade, le assoluzioni degli assassini in divisa, lo sfruttamento dell'uomo e della terra e in cui solo una piccola parte di eletti ha diritto a far sentire la sua voce, è naturale e umano che chi viene schiacciato si ribelli con ogni mezzo, con quello che in quel momento ha a disposizione.
  
Per tutto questo noi scegliamo di sostenere i rivoltosi di Ponte Galeria.

  
22 LUGLIO 2010
ORE 10:00
DAVANTI AL TRIBUNALE DI ROMA
(PIAZZALE CLODIO)
  

PRESIDIO SOLIDALE SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI
(da Indymedia ER)

Da alcune settimane a questa parte, specialmente dopo il telegramma “urgentissimo” di Maroni che sollecitava le questure a deportare in massa tunisini ed algerini, la situazione nei Cie è tornata incandescente.

Da Trapani a Gradisca proteste e rivolte sono all’ordine del giorno e la repressione è sempre più violenta. Qualcuno riesce anche ad evadere. Qualcun altro, come Habibib, è da giorni sul tetto del Cie di Torino per opporsi alla deportazione, mentre un presidio di solidarietà sostiene la sua lotta ventiquattr’ore su ventiquattro.

Proprio ieri è stata deportata in Nigeria una donna, Faito, condannata a morte nel suo paese per aver ucciso chi stava cercando di violentarla.

Contro i lager della democrazia, contro la feroce macchina delle deportazioni, in solidarietà con chi lotta nei Cie, OGGI, MERCOLEDI 21 LUGLIO, DALLE 19.30 PRESIDIO SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI

Antirazziste e antirazzisti

 

Giovedì 15 luglio a L38 Squat, dalle ore 20.00 cena e dalle 21.00 incontro sui percorsi di lotta contro la macchina delle deportazioni: un momento di confronto, di condivisione e di riflessione tra chi lotta contro i CIE e il sistema che li produce e un compagno di Stop-deportation (Londra).
  
Stop deportation è un network libero di collettivi e individualità che, in Inghilterra, organizza azioni e percorsi di lotta contro la deportazione forzata ed ha come obiettivo la lotta contro i voli charter di deportazioni di massa www.stopdeportation.net. Si è formato circa un anno e mezzo fa e nasce dall’esigenza di concentrarsi e di creare uno spazio dedicato soltanto contro la macchina infernale delle deportazioni. Ci sembra importante e fondamentale parlarne in Italia, che insieme ad altri stati quali la Spagna e la Grecia, traccia i confini geo-politici del sud della Fortezza Europa. Roma, infatti, viene sempre più spesso designata ultima tappa in Italia e, spesso per alcuni voli europei, del percorso che precede la deportazione forzata.
 
Abbiamo pensato di focalizzare la chiacchierata su tre punti in particolare:
 
1) La macchina delle deportazioni di massa e deportazioni individuali
 
2) Il ruolo della Frontex, soprattutto i cambiamenti che ci sono stati nell’ultimo anno.
 
3) Un racconto delle azioni e delle lotte che sono più riuscite in UK e in IT.
 
“Deportazione” e “Frontex” - l'agenzia per la gestione delle frontiere dell'Unione europea – sembra ormai un binomio imprescindibile.
 
La Frontex, direttamente finanziata dal consiglio d’Europa, è responsabile dell’intero sistema pan-europeo di controllo e sorveglianza dei confini esterni ed applica attraverso tecnologie sofisticate e milioni di euro a suo favore, la politica razzista dei vari stati europei.
 
La Frontex ha un ruolo sempre più forte per quanto riguarda l'organizzazione delle deportazioni. Infatti, dal 3 febbraio 2010 abbiamo assistito ad un cambiamento della gestione dei voli charter:  un'altra deportazione di massa verso la Nigeria, gestita questa volta dalla Frontex e finanziata direttamente dall'Unione Europea, piuttosto che dai singoli stati, come dagli accordi decisi dal summit europeo lo scorso anno.
 
Diversamente dai precedenti voli, a cui era stato dato il numero di codice PVT007 e PVT008, il numero di codice, dato ai voli dal 3 febbraio, è 'JEUC', che presumibilmente sta per 'Joint EU Charter' - Unione dei charter europei.
 
Guarda caso proprio la Nigeria, uno dei paesi di cruciale importanza per diverse questioni e che può essere utilizzata come lente per leggere le politiche di sopraffazione che l’Occidente attua: lo sfruttamento e la distruzione della terra delle multinazionali; senza dimenticarci che molte delle donne e degli uomini deportati/e sono vittime di tratta, violenza, torture, stupro, mutilazioni genitali, del conflitto armato e dell’oppressione di stato.   
 
Centinaia di nigeriani sono stati deportati con la forza da vari paesi europei negli ultimi anni. Nel 2009, ci sono stati 17 voli verso la Nigeria organizzati dalla Frontex che hanno deportato un totale di 849 fra uomini e donne dall’Austria, Italia, Irlanda, Gran Bretagna e altri paesi europei. La Gran Bretagna ha preso parte a Quattro di voli e organizzato due di questi (uno insieme con l’Irlanda). L’Italia ne ha molti all’attivo.
 
Mettere insieme informazioni, intensificare la comunicazione e confrontarci sembra diventata, quindi, una necessità.
 
Questo invito non ha, ovviamente, la pretesa di essere esauriente ma di dare spunti da portare il 15 all'incontro.
 
Sotto potete trovare anche il testo dell’appello che era stato fatto girare per la settimana contro le deportazioni organizzata dal 1-6 giugno, potrebbe essere una piattaforma su cui partire o da utilizzare.
 
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Le deportazioni sono diventate una parte integrale del Regime europeo sull’immigrazione. Centinaia di rifugiati/e e di migranti sono forzatamente deportati/e ogni giorno per fare ciò che le persone hanno fatto per milioni di anni: emigrare alla ricerca di una vita migliore, fuggire dalla povertà, dalle persecuzioni, dagli abusi, dalle discriminazioni, dalla guerra, etc.
Il diritto di viaggiare e vivere dove si vuole è negato a tutti e tutte coloro che non sono bianchi/e, passaporto e conto in banca diversi. Queste persone sono trattate come ‘criminali’ e incarcerate in prigioni speciali che chiamano con vari eufemismi (centri di espulsione, centri di accoglienza e così via).
 
Gli abusi razzisti e sessisti e la violenza fisica, sessuale e psicologica esercitati dalla polizia che si occupa di immigrazione e dalle guardie private, sono istituzionalizzati e legittimati dall'uso della forza nelle operazioni di deportazione.
 
Dietro le deportazioni si nasconde un misto di razzismo, nazionalismo e imperialismo in un contesto di capitalismo globale: mentre il capitale e i cittadini/e dell'Unione Europea e degli altri Paesi del “primo mondo” sono liberi/e di viaggiare dove vogliono, le/gli altri/e dal lato sbagliato dei confini costruiti artificialmente, i cui paesi sono fatti a pezzi dai privilegi europei e dal capitalismo e dalle conquiste imperialiste, sono illegali, criminalizzati/e e impediti nell'esercizio dei diritti fondamentali. Semplicemente cessano di essere persone; diventano
“immigrati/e illegali”, “ che si trattengono oltre il “consentito” e “mancati richiedenti asilo” , di cui si può fare a meno quando non si ha più bisogno di sfruttare il loro lavoro o quando cercano di rivendicare i propri diritti. Come conseguenza, le lotte comuni e le comunità sono divise e prevale una cultura del sospetto e della sorveglianza.
 
Quando si emanano le ordinanze di espulsione, fa comodo dimenticare le cause dell’immigrazione. Le armi prodotte in Occidente e i conflitti armati, le guerre di aggressione alla ricerca di petrolio e di altre risorse naturali, i regimi repressivi appoggiati dai nostri democratici governi, i cambiamenti climatici e la sottrazione delle terre... tutto ciò può essere rintracciato all’interno delle nostre economie capitaliste, dello stile di vita consumistico e degli interessi imperialisti.
 
La lotta contro le deportazioni non è solo una singola campagna: si sceglie o si è forzati/e a migrare per varie ragioni.
 
Per far funzionare il sistema dei voli di deportazione, i governi europei appaltano ad una serie di privati o semi-privati il lavoro sporco che sarebbe toccato a loro. Le compagnie aeree sono un ingranaggio centrale della macchina delle deportazioni. Non solo sono una delle prime cause che contribuiscono alla morte del pianeta, ma molte compagnie aeree, nella loro
ricerca di profitto, sono ben liete di trasportare persone verso una possibile morte – sia con singoli individui, che in massa. Gli interessi dietro la macchina delle deportazioni includono altri tipi di opportunisti, quali le compagnie che provvedono al trasporto e all'accompagnamento
durante le deportazioni forzate e le compagnie di sicurezza delle multinazionali, come Serco e G4S, che gestiscono le prigioni per immigrati/e e portano avanti le deportazioni per conto delle autorità per l'immigrazione.
 
Inoltre, ci sono agenzie, agenzie inter-governative nell'ombra, che non devono rendere conto del proprio operato, come l'Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne (Frontex) e l'Organizzazione Internazionale per la migrazione (IOM), il cui ruolo è diventato sempre più influente negli ultimi anni e con le quali i governi europei cercano di portare avanti operazioni unitarie e coordinate. Questo non solo per risparmiare soldi, ma anche per mettere le deportazioni in mano ad enti europei e internazionali, che spingono la responsabilità su un altro livello al di là dei governi nazionali e delle autorità per l'immigrazione.
 
La Frontex ha recentemente assunto ulteriori poteri nell'ambito delle deportazioni di massa attraverso voli charter a nome dei governi europei, comprando attrezzature e sperimentando nuove tecnologie per il controllo dei confini dell'UE. Dopotutto, un super-stato, razzista e imperialista, come la Fortezza Europa ha bisogno di un esercito mercenario come Frontex per proteggere i propri confini artificiali.
 
Deportati e deportate, inclusi bambini/e, sono spesso ammanettati/e e accompagnati/e dalla sicurezza come pericolosi criminali (l'etichetta “criminale” è usata da chi è al potere). Ci sono state numerosi segnalazioni di maltrattamenti fisici e abusi razzisti e sessuali, che uomini e donne hanno subito da parte dalla polizia o dagli “accompagnatori” privati durante le deportazioni (sia individuali che di massa). La proposta di avere qualcuno/a che monitori i diritti umani sui voli per le deportazioni, come ha recentemente suggerito un membro della Commissione europea, può impedire alcune di queste pratiche ma può anche legittimare le
brutalità della deportazione stessa.
 
Sappiamo che resistere contro le deportazioni è un percorso continuo e non confinato ad alcuni giorni o a settimane di azioni: ogni giorno c'è chi cerca di attraversare i confini in condizioni pericolosissime. Scioperi della fame e le lotte nelle prigioni per immigrati, deportati/e e passeggeri/e consapevoli che si rifiutano di sedersi tranquillamente a bordo di un volo che altrimenti partirebbe senza che si noti nulla, comunità che si uniscono per difendere i loro membri; proteste regolari e azioni contro varie componenti della macchina delle deportazioni... molto altro ancora deve essere fatto, perché milioni di persone continuano ad essere forzatamente deportate ogni giorno.
 
STOP ALLE DEPORTAZIONI!
NO ALLA FORTEZZA EUROPA!
LIBERTÀ DI MOVIMENTO PER TUTTI E TUTTE!

 

IRROMPIAMO SUL BILANCIO...PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO!

 

 

GIOVEDI 15 LUGLIO

ORE 16:00

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

 

 

 

Ancora una volta assistiamo ad un balletto mediatico attorno ad una manovra finanziaria che si vorrebbe far passare per una necessità da digerire in silenzio, proprio mentre colpisce inesorabilmente e nuovamente i servizi sociali ed i circuiti delle cultura indipendente e di base, penalizza il mondo del lavoro e della cooperazione, dimentica ed aggrava l’emergenza abitativa investendo sull’idea di una “città vetrina”, sulla politica dei cosiddetti grandi eventi (grandi per chi?), scommettendo ancora una volta sulla rendita immobiliare ed il consumo di suolo. Anche i progetti di housing sociale che si vuole, con una tempistica furbesca, associare alla discussione sul bilancio, non solo sono, in realtà, lontani a venire, ma prevedranno case ancora troppo costose che non serviranno ad affrontare e risolvere l’emergenza profonda in cui stanno vorticosamente cadendo tutti i settori sociali colpiti dalla crisi. In un contesto nel quale l’impatto della crisi nel 2009 classifica Roma come la capitale della precarietà in Italia, dove la precarizzazione del mercato del lavoro colpisce soprattutto le giovani precarie generazioni strette tra contratti a termine, stage, lavori intermittenti e disoccupazione giovanile con i tassi più alti d’Europa. Le parole spese da Alemanno sono simili a quelle usate da Berlusconi, con il termine “sacrifici” che risuona come un tetro presagio insieme ad una generica e mediatica attenzione verso le famiglie e le fasce sociali deboli. La falsità di queste argomentazioni è evidenziata non solo dalla lettura del bilancio (fatti), ma soprattutto dal susseguirsi di iniziative che investono come controparte il Comune di Roma in questi giorni: le maestre d’asilo, gli operatori sociali, i lavoratori dei canili comunali, i movimenti per il diritto all’abitare, le reti sociali per i beni comuni e per la difesa dell’ambiente, le associazioni e gli spazi sociali che producono cultura indipendente, e tanto altro, spesso oscurato dalla cappa mediatica che sindaco dopo sindaco continua sempre più ad avvolgere la nostra città. Rivendicazioni e lotte unite da un unico filo conduttore: la denuncia che gli “sprechi” vanno cercati nelle consulenze pagate a peso d’oro, ne tanti soldi dispersi in mani amiche, nelle ruberie di una classe politica ormai in buona parte completamente asservita agli interessi privati; l’urlo collettivo di chi si rifiuta di pagare ancora una volta il prezzo salato della loro crisi. Proprio il “Bilancio Lacrime e Sangue” che il primo cittadino della capitale vuole propinarci, al rovescio, può rappresentare l’occasione di unire i tanti percorsi che dal basso si articolano, costruendo lotte ed agitando le acque della metropoli che quotidianamente attraversiamo e viviamo. Insieme possiamo smontare lo stile “piacione” che il sindaco ha utilizzato anche nella presentazione video ai cittadini - da novello Goebbels - , per aprire un contenzioso e una vertenza generalizzata sull’impostazione stessa della politica economica dell’amministrazione, mettendo in discussione a partire da questa, l’idea di città che ancora una volta si vuole disegnare e far passare sulle nostre teste. Possiamo iniziare così a tracciare un percorso che ci porti ad uscire dal vortice della crisi, mettendo all’angolo gli interessi privati e speculativi, riconquistando al contrario una nuova sfera di diritti sociali e di cittadinanza per tutti/e. La stagione delle “grandi opere” verso le Olimpiadi del 2020 sarà definita economicamente ed urbanisticamente opponendo la “necessità” di tenuta della rendita ai nostri bisogni, alle nostre lotte ed ai nostri desideri. Opponiamo noi, allora, la nostra fame di diritti, di cultura libera ed indipendente, di qualità della vita, al loro bilancio ed alla loro idea di città. Conquistiamo insieme, gettando il cuore oltre l’ostacolo, reagendo, un'altra idea di città libera dal cemento e dalle privatizzazioni, dagli sfratti e dalle dismissioni, dai licenziamenti e dall’emergenza abitativa, dalla precarietà.

 

Prime Adesioni: Movimenti per il Diritto all’Abitare - Blocchi Precari Metropolitani - Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa – Comitato Obiettivo Casa -, L.o.a. Acrobax, Rete degli Indipendenti, Collettivo l’Officina, Laboratorio Sociale la Talpa, Multivercity, Lavoratori e Lavoratrici dei Canili Comunali, , Rdb-USB, Usi-Ait, Operatori Sociali in Lotta, Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido”, Cinema Teatro "Volturno Occupato"

 

 

 

8-11 luglio 2010

 

 

Come arrivare

L'incontro avrà luogo nel nord dell'Italia. Se arriverete in aereo gli aeroporti più vicini sono quelli di Torino e Milano.

L'esatta località verrà resa pubblica alla fine di Giugno. Per aggiornamenti vi invitiamo a consultare questo sito più avanti o a mandarci una email con soggetto 'newsletter' e riceverete tutt le informazioni su indicazioni, programma definitivo dell'evento e linee guida.
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L'Incontro si terrà nella parte nord-occidentale dell'Italia, nelle vicinanze di Torino. Se arrivate in aereo, l'aereoporto più vicino è quello di Torino, mentre in treno da Milano ci vogliono circa 2 ore.
Appuntamento al presidio
di giovedì 8 luglio
Faremo un presidio a Torino, che useremo come punto di ritrovo per poi muoverci tutti insieme.
Si terrà giovedì 8 luglio, con concentramento in Piazza CLN, zona centro, non lontano dalla stazione dei treni.
Probabilmente faremo un corteo, ma potete tranquillamente lasciare i vostri zaini ai banchetti dell'organizzazione e riprenderli quando ce ne andremo.
Dopo la demo, alle 17.30, un bus accompagnerà tutti gli attivisti al luogo dell'Incontro, che si trova circa ad un'ora di viaggio. Il prezzo del biglietto è di 5 Euro.
Fino a una settimana prima è possibile prenotare il posto sul bus scrivendo a: arbusbooking@yahoo.it
L'indirizzo esatto del posto in cui andremo verrà comunicato alla fine di giugno. Controllate costantemente questa pagina per aggiornamenti e iscrivetevi alla mailing list per ricevere aggiornamenti su posto, programma e altre indicazioni.
 
Manifesto

Lo stile di vita di milioni di persone condanna ad una vita di sofferenze incredibili un numero impressionante di animali, costretti a servire l'umanità in ogni suo presunto bisogno e capriccio.
Un olocausto che non ha precedenti e che sembra non avere mai fine.
Anche se molti esseri umani si dichiarano giustamente contrari a forme di discriminazione come il razzismo o il sessismo, non sono altrettanto compassionevoli nei confronti degli individui delle altre specie e con minor o maggior consapevolezza diventano i loro carnefici.
Il trattamento che gli viene riservato segue la logica folle di questa società devota ad un progresso che porta ovunque dolore, inquinamento, malattie e devastazione del mondo naturale e dei suoi abitanti.
Di fronte a questo scenario è naturale scoraggiarsi e sentirsi impotenti, la liberazione di tutti gli animali è forse ora un'utopia, anche se apre gli occhi su un'esigenza innegabile a qualunque essere vivente: essere libero di godere della propria vita.
Nessuno ha la soluzione a tutto ciò nel palmo della propria mano o conosce il percorso più efficace per contrastare tanta disperazione.
Ma una cosa in cui crediamo veramente è la necessità impellente di attivarsi in prima persona ed iniziare a gettare i semi di quelle che speriamo saranno le radici di un cambiamento futuro, per cui però bisogna battersi sin da ora.
Per la liberazione animale
AGISCI, PARTECIPA, INFORMA
 
Programma

L'incontro internazionale per la liberazione animale 2010 inizierà giovedì 8 luglio e continuerà fino a domenica 11, terminando con la colazione di lunedì 12 mattina.
Stiamo organizzando alcune proteste per giovedì 8 luglio, vicino al posto dove si svolgerà l'evento, in modo tale che funga anche da punto di raccolta per la maggior parte delle persone che verranno.
Il programma è in fase di pianificazione e i dettagli saranno pubblicati qualche settimana prima, aspettatevi tantissimi utili workshops su:

  • open rescues (recupero di animali dai luoghi di sfruttamento)
  • investigazioni
  • campagne
  • attivismo
  • repressione e come rapportarsi ad essa
  • dibattiti per discutere le strategie del movimento di liberazione animale
  • disobbedienza civile
  • come organizzare un campeggio di protesta
  • collegamenti tra liberazione animale e della Terra
  • teoria e pratica abolizionista
  • collaborazioni globali e campagne coordinate
  • sicurezza

e molto altro...
Se avete suggerimenti o idee sui workshops, sul programma o se intendete rendervi utili per dare una mano nell'organizzazione contattateci scrivendo agli indirizzi:

info@argathering.net

info@incontroliberazioneanimale.net

Come arrivare L'incontro avrà luogo nel nord dell'Italia. Se arriverete in aereo gli aeroporti più vicini sono quelli di Torino e Milano.

L'esatta località verrà resa pubblica alla fine di Giugno. Per aggiornamenti vi invitiamo a consultare questo sito più avanti o a mandarci una email con soggetto 'newsletter' e riceverete tutt le informazioni su indicazioni, programma definitivo dell'evento e linee guida.

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L'Incontro si terrà nella parte nord-occidentale dell'Italia, nelle vicinanze di Torino. Se arrivate in aereo, l'aereoporto più vicino è quello di Torino, mentre in treno da Milano ci vogliono circa 2 ore.

Appuntamento al presidio
di giovedì 8 luglio

Faremo un presidio a Torino, che useremo come punto di ritrovo per poi muoverci tutti insieme.

Si terrà giovedì 8 luglio, con concentramento in Piazza CLN, zona centro, non lontano dalla stazione dei treni.
Probabilmente faremo un corteo, ma potete tranquillamente lasciare i vostri zaini ai banchetti dell'organizzazione e riprenderli quando ce ne andremo.

Dopo la demo, alle 17.30, un bus accompagnerà tutti gli attivisti al luogo dell'Incontro, che si trova circa ad un'ora di viaggio. Il prezzo del biglietto è di 5 Euro.
Fino a una settimana prima è possibile prenotare il posto sul bus scrivendo a: arbusbooking@yahoo.it

L'indirizzo esatto del posto in cui andremo verrà comunicato alla fine di giugno. Controllate costantemente questa pagina per aggiornamenti e iscrivetevi alla mailing list per ricevere aggiornamenti su posto, programma e altre indicazioni.

 

Manifesto

Immagine rimossa.

Lo stile di vita di milioni di persone condanna ad una vita di sofferenze incredibili un numero impressionante di animali, costretti a servire l'umanità in ogni suo presunto bisogno e capriccio.
Un olocausto che non ha precedenti e che sembra non avere mai fine.

Anche se molti esseri umani si dichiarano giustamente contrari a forme di discriminazione come il razzismo o il sessismo, non sono altrettanto compassionevoli nei confronti degli individui delle altre specie e con minor o maggior consapevolezza diventano i loro carnefici.

Il trattamento che gli viene riservato segue la logica folle di questa società devota ad un progresso che porta ovunque dolore, inquinamento, malattie e devastazione del mondo naturale e dei suoi abitanti.

Di fronte a questo scenario è naturale scoraggiarsi e sentirsi impotenti, la liberazione di tutti gli animali è forse ora un'utopia, anche se apre gli occhi su un'esigenza innegabile a qualunque essere vivente: essere libero di godere della propria vita.

Nessuno ha la soluzione a tutto ciò nel palmo della propria mano o conosce il percorso più efficace per contrastare tanta disperazione.
Ma una cosa in cui crediamo veramente è la necessità impellente di attivarsi in prima persona ed iniziare a gettare i semi di quelle che speriamo saranno le radici di un cambiamento futuro, per cui però bisogna battersi sin da ora.

Per la liberazione animale
AGISCI, PARTECIPA, INFORMA

 

Programma

Immagine rimossa.

L'incontro internazionale per la liberazione animale 2010 inizierà giovedì 8 luglio e continuerà fino a domenica 11, terminando con la colazione di lunedì 12 mattina.
Stiamo organizzando alcune proteste per giovedì 8 luglio, vicino al posto dove si svolgerà l'evento, in modo tale che funga anche da punto di raccolta per la maggior parte delle persone che verranno.

Il programma è in fase di pianificazione e i dettagli saranno pubblicati qualche settimana prima, aspettatevi tantissimi utili workshops su:

  • open rescues (recupero di animali dai luoghi di sfruttamento)
  • investigazioni
  • campagne
  • attivismo
  • repressione e come rapportarsi ad essa
  • dibattiti per discutere le strategie del movimento di liberazione animale
  • disobbedienza civile
  • come organizzare un campeggio di protesta
  • collegamenti tra liberazione animale e della Terra
  • teoria e pratica abolizionista
  • collaborazioni globali e campagne coordinate
  • sicurezza

e molto altro...

Se avete suggerimenti o idee sui workshops, sul programma o se intendete rendervi utili per dare una mano nell'organizzazione contattateci scrivendo agli indirizzi:



info@argathering.net

info@incontroliberazioneanimale.net