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Libera la scuola, boicotta le banche complici del genocidio palestinese

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Nell'ultimo anno scolastico appena concluso abbiamo assistito al consolidarsi e inasprirsi di tendenze già attive prima del governo Meloni di trasformazione della scuola pubblica in senso repressivo e autoritario. Abbiamo cercato di rintracciare alcuni nodi determinanti che individuiamo nelle Nuove Indicazioni ministeriali per il primo ciclo e per i licei, nella riforma dei tecnici e dei professionali, nell'approvazione del "consenso informato", in un clima generale di repressione del dissenso e del pensiero critico che colpisce studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola. Il tema che ha reso estremamente visibile tutto questo è la solidarietà con la resistenza e la popolazione palestinese. Da qui, nella seconda parte, con una compagna di Bds Roma, abbiamo parlato della presenza di Leonardo Spa nelle scuole di Roma in particolare, che non è che uno dei campi dove è visibile la complicità al genocidio di Gaza: presentiamo così l'ultima in ordine di tempo della campagne di boicottaggio lanciata da BDS: Banche complici.

Nella prima parte sentirete le voci di Alessandra Gissi, docente di storia contemporanea a L'Orientale di Napoli e membre della Società Italiana delle Storiche, di una operatrice dell'associazione Scosse, di studenti del Liceo Machiavelli di Firenze, Righi e Caravillani di Roma, di Mamme in piazza per la libertà di dissenso di Torino e dell'Osservatorio contro la militarizzazione e dell'università.

 

Il governo Meloni e i regali per i fondi USA

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Partendo da un articolo di Alessandro Volpi su Altraeconomia, proviamo insieme all'autore a raccontare quali politiche economiche il governo Meloni porterà avanti dopo che ha presentato un nuovo Testo unico sulla finanza per rendere la Borsa di Milano più attrattiva ai capitali esteri, favorendo i grandi fondi internazionali e la “democratizzazione” della finanza tramite deregolamentazione e minori controlli. Parallelamente, una riforma delle pensioni mira a rendere obbligatorio il trasferimento del TFR ai fondi privati, creando mega-fondi legati ai gestori statunitensi. La Legge di Bilancio da 16 miliardi è insufficiente e austera: 10 miliardi derivano da tagli e 3 miliardi dalle banche, che anticipano imposte future in cambio dell’esenzione sugli extra-profitti.

Evidente è la subordinazione dell’Italia alla finanza globale, con lo spostamento del risparmio verso i grandi fondi USA.

Durata 18'

Anvedi la signora... Corruzione in Vietnam

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In questa puntata, un approfondimento sul Vietnam e sulla pratica sistemica della corruzione all'interno del paese, di cui analizziamo motivazioni e implicazioni storiche, sociali, economiche, arrivando alla conclusione che si tratta di un fenomeno che rilette un'eredità storica e geopolitica comune ad altri contesti della regione, fortemente legato all'eredità coloniale.

UBS acquista Credit Suisse: cosa si muove nel mondo della finanza?

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Dal crollo della Silicon Valley Bank il mondo delle banche e della finanza è tornato ad occupare le prime pagine dei quotidiani.
Questa settimana si parla dell’acquisizione da parte di UBS, la più grande banca svizzera, di Credit Suisse, in possesso di asset del valore superiore ai 500 miliardi.
Cerchiamo di comprendere le motivazioni di questa fusione fra grandi banche, che ha impattato nuovamente sui mercati europei insieme a Dario Di Conzo, dottorando in scienze politiche e sociali alla scuola normale superiore. Inoltre ci interroghiamo sui meccanismi macro che legano al questione Credit Suisse al fallimento della SVB.

14N a Torino: dal corteo degli studenti, bandiera NO TAV sulla banca Intesa San Paolo

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Il corteo studentesco di Torino, numeroso e molto determinato, ha sottolineato che la sede vera della crisi sta nelle banche e nella finanza, che costituiscono non solo un peso per chi conduce una vita precaria ma sono oggi anche i maggiori creditori degli stati e finanziatori delle grandi opere pubbliche.