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Diamo un calcio alla dittatura turca. Conferenza Stampa venerdì 11.6 h 10

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"Diamo un calcio alla dittatura turca"

Venerdì 11 Giugno CONFERENZA STAMPA h 10 -12 in  P.za Gentile da Fabriano

In occasione della partita inaugurale della Coppa Europea UEFA , Turchia-Italia,  giornata di solidarietà con i popoli curdo-mediorientali martoriati dal dittatore Erdogan, per la libertà,la pace e la democrazia in Turchia,Siria,Iraq e MediOriente.

Il prossimo 11 giugno allo stadio Olimpico, nel mentre la Turchia si appresta a competere con l'Italia mostrando il volto dello sport più amato dagli sportivi europei, l'altra faccia della medaglia mostra una Turchia sotto regime dittatoriale che segrega migliaia di oppositori tra cui centinaia di giornalisti,avvocati,scrittori,artisti, che mette fuori legge e arresta deputati HDP e sindaci curdi eletti, che detiene-tortura-uccide le minoranze etniche e bombarda-distrugge i loro  villaggi , che invade e occupa territori siriani e iracheni imponendo pulizia etnica,cacciando gli autoctoni e  sostituendo i profughi con orde jihadiste e fondamentaliste.

Vogliamo sperare che anche di questo si accenni e si approfondisca mentre si scrive e si parla dell'evento sportivo che inaugura il campionato UEFA.

I rappresentanti e i sostenitori dei diritti del popolo curdo sono qui a ricordarlo in nome dell'universalità dei diritti umani, e del messaggio di pace e democrazia che il movimento curdo sotto la guida lungimirante di Ocalan - il Mandela del Medio Oriente - propone a tutti i popoli che combattono le dittature.

Casa internazionale delle donne di Roma - Giunta: un aggiornamento

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Con una compagna della Casa internazionale delle donne di Roma riassumiamo i contenuti della conferenza stampa che si è svolta ieri: nessuna notizia dalla Giunt<a Raggi sulla trattativa che la Casa cerca di aprire da quando le è stata revocata la concessione dello spazio, arriva invece l'"Archiviazione" del bando per l'estate romana.

Continua l'assedio al 4 stelle

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La registrazione della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina di fronte all'occupazione abitativa del 4 stelle, di seguito il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma.

 

Continua l’assedio al 4 stelle:

 

Da sabato scorso, giorno in cui si è sviluppato un incendio che ha danneggiato una parte minima della struttura, l’occupazione abitativa del 4 stelle è sotto assedio da parte di istituzioni irresponsabili che, invece di preoccuparsi di 500 persone che stanno resistendo in mezzo a mille difficoltà, hanno deciso di utilizzare l’incidente per produrre lo sgombero.

A 48 ore dal sopralluogo della Commissione stabili pericolanti non si ha ancora l’esito sull’agibilità della struttura ma l’atteggiamento aggressivo di Acea svela perfettamente la strategia dell’assedio che il Comune di Roma ha deciso di mettere in campo, come già accaduto nell’occupazione di via Quintavalle a Cinecittà nell’agosto 2017.

Dopo aver staccato l’acqua e la luce sabato all’intero stabile, portandosi via la cabina elettrica e nella notte anche i tubi dalla strada, questa mattina Acea è intervenuta nuovamente per staccare un collegamento che garantiva da ieri sera un minimo di erogazione di acqua.

Di fronte all’inconsistenza delle proposte offerte dalla Sala operativa sociale, poche decine di posti in emergenza, peraltro da verificare, nella struttura della Croce Rossa a via Ramazzini, gli abitanti del 4 stelle hanno deciso di resistere per difendere la loro casa, consapevoli che l’unica prospettiva offerta dalle istituzioni è la strada.

Di fronte a questo atteggiamento aggressivo nei confronti di chi sta provando ad andare avanti, compresi 141 minori che continuano regolarmente a frequentare le scuole, dobbiamo difenderci collettivamente. L’acqua è un bene comune e in quanto tale va garantita, per questo non è tollerabile il comportamento di un’azienda come Acea.

Il comune di Roma vuole chudere il centro culturale Ararat

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Martedì 21 febbraio (ore 12) è indetta una conferenza stampa - in piazza del Campidoglio - per impedire la chiusura del centro culturale kurdo Ararat.

Il centro Ararat ha sempre pagato le quote concordate con il Comune di Roma. Si tratta quindi di una decisione unilaterale che avviene a fronte di reiterate richieste di incontri per l'individuazione di una soluzione condivisa.

 

Ne parliamo con Simonetta Crisci di Rete Kurdistan che si occupa della vicenda.