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Palestina

Conferenza stampa e presidio a Montecitorio per la Global Sumud Flotilla

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Dopo il sequestro in acque internazionali di 500 membri della Global Sumud Flotilla da parte dello Stato sionista d'Israele, oggi mercoledì 20 maggio, è stata chiamata una conferenza stampa a piazza Montecitorio per chiedere l'intervento dello Stato italiano ed esigere l'interruzione di tutti rapporti con Israele, sanzioni contro lo stato sionista, la liberazione immediata dei 500 rapiti, il rientro immediato dei cittadini italiani e l’apertura immediata di un corridoio umanitario.

In comunicazione telefonica con Tony La Picirella, Coordinatore della Global Sumud Flotilla, abbiamo anticipato l'inizio della conferenza stampa per poi parlare con una compagna che ci ha fatto un riassunto e ha invitato a partecipare al presidio di piazza Montecitorio a partire dalle ore 15:00.

Sull'intercettazione della Flottilla, adesso in piazza a Roma.

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La flottilla è stata bloccata e intercettata. Piazze in tutta Italia in solidarietà agli equipaggi di mare e al popolo palestinese.

A  Roma l'appuntamento è adesso a Piazza Gaza (ex Piazza dei 500). Il corteo partirà a breve. 

Sentiamo gli audio che ci sono arrivati stamattina e nel primo pomeriggio da chi si trova sulle barche intercettate. 

Abbiamo sentito anche Tony La Piccirella per aggiornamenti. 

Palestina Libera. Tuttx Liberx.

Violenze israeliane a Gerusalemme, Nakba tra le macerie e i divieti

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Michele Giorgio, giornalista de Il manifesto, traccia un quadro dell'ostentazione di violenza di Israele, nelle strade di Gerusalemme, come ogni anno, per la marcia delle bandiere con cui lo stato sionista vuole rivendicare il possesso dell'intera città; quest'anno preceduta dall'invasione del ministro Wasserlauf della spianata delle moschee che mette a serio rischio l'accordo tra le tre religioni a Gerusalemme. Oggi la Nakba, giorno del dolore e della memoria per la popolazione palestinese, resa sempre più difficile da divieti e attacchi risreliani

Roma sa da che parte stare

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In studio, con un compagno e una compagna della Rete "Roma sa da che parte stare" parliamo dell'iniziativa che avrà luogo domani, giovedì 14 maggio, per la restituzione alla cittadinanza della raccolta di firme finalizzata a promuovere la Delibera di Iniziativa popolare che sancisce l'interruzione di ogni tipo di rapporto (culturale, accademico, economico) tra il Comune di Roma e lo Stato sionista di Israele, responsabile del genocidio. A questo punto, si apre il confronto con l'amministrazione capitolina perché ponga in discussione la delibera e non la nasconda in un cassetto. Per questa ragione, domani, giovedì 14 maggio, è stato chiamato un presidio in Campidoglio dalle 15:00 sino alle 22:00: la piazza sarà variegata, ricca di contenuti politici e interventi artistici. Anche il giorno dopo, il 15 maggio, anniversario della Nakba, è previsto un nuovo presidio in Campidoglio, questa volta dalle 10:00 alle 15:00.  Vi aspettiamo in piazza!

 

 

La Nakba, fondamento della memoria palestinese

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In studio, con due giornalisti palestinesi, uno di Gaza e l'altro della Cisgiordania,  nell'approssimarsi del 15 maggio parliamo della Nakba e della situazione attuale in Palestina. La Nakba, infatti, non è solo una vicenda che risale al 1948 ma costituisce il fondamento stesso della memoria collettiva della popolazione palestinese, a cui ogni giorno continuano a mancare terra, case e persone perdute. Attualmente, nei territori occupati, le persone vivono quotidianamente una vita fatta di dolore, violenza, evacuazioni forzate e morte: la presenza dei coloni è in continua crescita, con il sostegno e la collaborazione dell'esercito sionista: i dati statistici non sono sufficienti a rendere ragione dell'entità e della violenza delle forme di espropriazione. Gaza, invece, si trova sotto l'assedio israeliano da oltre 20 anni. Attualmente, non vi è nessun cessate il fuoco: tutti i valichi sono chiusi; non esistono più case; l'acqua è inquinata; non sono ammessi aiuti umanitari; l'occupazione sionista sta ancora usando la fame come arma di guerra. Quanto è accaduto a partire dal 2023, per Gaza, è stato una Nakba peggiore di quella del 1948. Nonostante tutto questo, la popolazione palestinese non vuole essere vista come vittima ma è fortemente determinata a continuare a lottare per una Palestina libera.

 

Teniamo accese le fiamme

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Sedicesima puntata dell'anno.

menù del giorno:

> Carretera de Almeria

> Huella negra

> Это было в России (Eta bila v Rassii)

> يا طالعين (Ya tal3in)

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