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Dai reati associativi alla lotta alla repressione

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In un clima sociale sempre più stringente e repressivo, siamo stati testimoni ultimamente di accuse di reati associativi nei confronti di chi lotta ma non solo. Ne parliamo con un avvocato che commenta anche la repressione che ha coinvolto ultimamente alcuni compagni anarchici. Concludiamo il collegamento con delle riflessioni sul processo per i fatti del 15 ottobre 2011, sul valore della solidarietà e quindi la necessità di lottare contro la repressione.

Contro il carcere 7/11

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Assolto di nuovo, nonostante la evidente persecuzione giudiziaria, il sindacalista sardo Bruno Bellomonte. La Corte d'Appello ha confermato anche l'assoluzione per Manolo Morlacchi e Costantino Virgilioanche. Del gruppo degli imputati faceva parte anche Luigi Fallico, il romano morto il 9 maggio del 2011 in carcere a causa di un disturbo cardiaco non curato. Nei confronti degli imputati la corte aveva contestato i reati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, la violazione della legge sulle armi e la ricettazione.

Approfondimento sulle inchieste contro anarchici e anarchiche. 1° puntata

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Durata 1h 5m 22s

L'estate trascorsa è stata segnata dalle numerose incheste e perquisizioni ai danni di compagni e compagne dell'area anarchico-libertaria. é un disegno che parte da lontano e che mira a scompaginare esperienze di lotta che si sono affermate negli ultimi tempi. Per meglio collocare queste vicende si è deciso uno spazio radiofonico che prevede tre puntate: nella prima si è cercato di approfondire l'origine dei reati associativi e di ricostruire le inchieste degli anni 90 e del decennio successivo. Prossima puntata giovedì 8 novembre ore 20.

Denuncia della deriva repressiva degli stati europei per azzerare il conflitto sociale

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Colloquio con l'avvocato Simonetta Crisci sul convegno degli "Avvocati europei democratici" in merito alla deriva repressiva degli stati europei che, per contrastare e azzerare il conflitto sociale, utilizzando il penale perseguendo ogni movimento. La necessità di mobilitarsi il vista della cassazione per i dieci compagni/e condannati per i fatti di Genova 2001

Contro il carcere 25/4

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Durata 1h 0m

25 aprile, si festeggia la "liberazione" dal fascismo. In realtà questa liberazione è fortemente incompiuta. Basta dare uno sguardo al "codice penale" per rendercene conto. Non solo la data e la firma: 1931 in piena epoca fascista firmato da Mussolini. I reati associativi: "devastazione e saccheggio", "associazione sovversiva" sono stati una creazione del regime fascista per tenere sotto controllo penale gli oppositori. In quel codice, di chiara impronta fascista, tuttora in vigore che né governi di destra, né di sinistra hanno avuto il coraggio di cambiare, compare per la prima volta il concetto di "pericolosità sociale", qualcosa che ha a che vedere non tanto con i "reati", ma con la condotta di vita e con il carattere delle persone da dichiarare "socialmente pericolose", da contraollare, perché suscettibili di compiere atti contrari alla sicurezza dello Stato.