Le donne nella Siria di oggi
Riceviamo e pubblichiamo un audio di una compagna siriana sulla situazione pesante che stanno vivendo oggi le donne in Siria
Riceviamo e pubblichiamo un audio di una compagna siriana sulla situazione pesante che stanno vivendo oggi le donne in Siria
Con Elisa, reporter appena rientrata in Italia dopo essere stata in Siria, proponiamo un aggiornamento sulla situazione del paese parlando delle perplessità sull'operato del governo provvisorio, delle condizioni di vita delle minoranze (alawiti, drusi, cristiani), del clima di paura che si respira nelle città, della frammentazione e dell'instabilità politica.
Segue un aggiornamento su quanto accade in Libano dove, a fronte della grave crisi economico finanziaria e delle devastazioni provocate dalle guerra, il 27 gennaio, allo scadere del cessate il fuoco, l'esercito israeliano ha rifiutato di ritirarsi dal sud del paese e forti ombre si addensano sul nuovo governo, presieduto da Joseph Aoun.
Mandiamo in onda un audio inviatoci dalla giornalista e fotoreporter free lance Elisa Gestri, attualmente a Damasco, che ci aggiorna sulla situazione in Siria dopo la presa di potere da parte di Hya'at Tahrir al-Sham (HTS).
A 12 anni dal triplice femminicidio di tre attiviste curde a Parigi, Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), la comunità curda in Europa e nel mondo e le organizzazioni solidali con il movimento delle donne curde come la Rete JIN, la rete Kurdistan, Non Una di Meno e il Comitato di Jineoloji in Italia, scendono in piazza oggi, 9 gennaio, alle 17.30 a Campo de’ Fiori, per chiedere verità e giustizia e per denunciare il ruolo della Turchia nella guerra di repressione e oppressione nelle regioni del Bakur nel sud della Turchia e del Rojava nel Nord-est della Siria a dieci anni dalla liberazione di Kobane da Daesh (ISIS) avvenuta il 26 gennaio 2015.
Ne parliamo con una compagna
Con una compagna facciamo il punto sulla situazione in Siria e su quello che potrebbe essere una proposta concreta di diffusione del Confederalismo democratico per tutta la Siria. Questo mentre la Turchia bombarda il Rojava e Israele bombarda Damasco.
Due gli appuntamenti a Roma per parlarne: mercoledì alle 1830 ad Ararat e venerdì 20 dicembre alle 1730 corteo da piazza Indipendenza
A Lorenzo Trombetta e Mauro Pompili, due giornalisti esperti di medio oriente, con particolare attenzione alla Siria ed al Libano, chiediamo un commento e degli aggiornamenti sulla situazione siriana, le ricadute sui paesi confinanti ed i possibili sviluppi futuri.
Sembrerebbe che il Grande Califfato di Erdogan e la Grande Israele di Nethanyau si trovino ormai a confrontarsi in Siria. Ne parla Mauro Pompili nella sua corrispondenza. Una situazione sicuramente tutta in divenire quella della Siria e anche quella in Libano che ha visto Hezbollah perdere un suo grande alleato come Assad. Stanno comunque tutti aspettando che arrivi Trump che possa riposizionare la Russia in mediooriente con la fine della guerra in Ucraina. Nel frattempo curdi e palestinesi stanno pagando i prezzi più alti.
Sentiamo anche il professore Fabrizio Eva ricostruisce quello che sta succedono in Siria partendo dallo Stato Islamico e la sconfitta da parte dei curdi. Erdogan vuole sicuramente chiudere l'esperienza politica della democrazia del femminismo e della ecologia del Rojava. Infatti l'esercito siriano controllato dai turchi già aveva fatto sfollare migliaia di persone dal nord est della Siria. I curdi riconosceranno qualsiasi governo che possa applicare il confederalismo democratico. Vedremo che cosa risponderà l'HTS.
Il dato preoccupante in entrambe le corrispondenza è il fattore religioso sempre più estremista e preoccupante, di tutte le religioni.
Con Michele Giorgio, inviato del manifesto da Gerusalemme, un aggiornamento sulla prosecuzione quotidiana del genocidio nella Striscia di Gaza con una situazione umanitaria ogni giorno più drammatica, la repressione sanguinaria in Cisgiordania per poi proseguire con un quadro geopolitico tra Israele, Libano, Siria e Turchia.
Con il giornalista Mauro Pompili commentiamo l'ennesima guerra in Siria.