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Non è un raptus è femminicidio! Non Una di Meno in presidio davanti al tribunale di Brescia

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Antonio Gozzini, l’uomo che un anno fa uccise la moglie Cristina Maioli a coltellate nel sonno, è stato assolto dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia che lo ha ritenuto non colpevole perché, al momento dei fatti, non era in grado di intendere e di volere a causa di un totale vizio di mente per "un delirio di gelosia". Questa mattina Non Una di Meno Brescia è fuori dal tribunale della città per chiedere giustizia e ridare voce a Cristina e a tutte le donne vittime del patriarcato e della violenza dei tribunali. Ci colleghiamo in diretta dal presidio con una compagna.

 

Madri in rivolta – Dal 7 all’11 settembre davanti ai tribunali italiani sit-in di protesta contro la violenza istituzionale e la giustizia patriarcale

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Dal 7 all’11 settembre davanti ai tribunali italiani avrà luogo Madri in rivolta, manifestazione di protesta contro la violenza istituzionale e la giustizia patriarcale che massacra le madri, le loro figlie e i loro figli. Confermati i sit-in di numerose città tra cui Milano, Roma, Torino, Parma, Padova e Firenze: l’elenco delle città con orari e luoghi è in via di definizione e aggiornamento, consultabile sull’evento facebook Madri in rivolta! Protesta davanti ai Tribunali d’Italia.

Dall'approvazione della legge 54/2006 su bigenitorialità e affido condiviso si assiste ad allontanamenti ingiustificati di bambini e adolescenti dalle madri e tutto ciò in nome della “santa bigenitorialità”, ovvero, di fatto, del diritto astratto del padre. La cara vecchia “patria potestà” insomma, propugnata per motivi apparentemente opposti sia dai sostenitori della “famiglia tradizionale” che da quelli della “retorica paritaria”, con enormi problemi non solo nelle separazioni giudiziali, ma anche nelle c.d. consensuali, con madri tenute sotto minaccia di segnalazioni ai servizi sociali, denunce al tribunale e possibile sottrazione dei figli.

Il principio astratto della bigenitorialità non tiene conto dell’asimmetria di potere tra i sessi e viene sostenuto da “esperti” (psicologi, neuropsichiatri infantili, pediatri, psichiatri) che declassano sistematicamente la violenza a conflittualità di coppia. Quest’ultima, così come l’attaccamento materno, sono considerate alla stregua di gravi patologie da combattere, per così dire curare, con tutti i mezzi, e madri e figli diventano pericolosi soggetti resistenti all’ordine costituito: quello del “comunque Padre”. Se una figlia o un figlio osa mettere in discussione questo ordine costituito e si rifiuta di vedere il padre, viene minacciata/o di allontanamento forzato dalla madre e collocata/o nelle strutture di “rieducazione”, spesso separata/o anche da eventuali fratelli o sorelle, o persino affidata/o al padre violento. Bambine/i ed adolescenti divengono quindi persone usate dalle istituzioni prima come arma di minaccia, esattamente come fanno gli uomini violenti, e poi come accessori di pena.

Questo stato di cose, così penoso per molte persone innocenti, è però un vero e proprio “banchetto” per tante altre: sulla pelle di donne e bambine/i si costruiscono carriere, reputazioni, potere e ricchezza, come nella migliore tradizione patriarcale.

Ne parliamo con una delle organizzatrici dell'evento.

 

La ragazza della Fortezza da Basso

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"La ragazza della Fortezza da Basso" così si firma la giovane donna che sette anni fa aveva denunciato uno stupro di gruppo davanti alla Fortezza da Basso a Firenze e la cui vita, come spesso accade, si trova a essere messa sotto accusa dai giudici della Corte d'appello che hanno assolto i sei: l'autoderminazione, le scelte sessuali, l'attività politiche della ragazza diventano motivi per assolvere i sei dallo stupro.

In questo redazionale leggiamo la lettera che la donna ha coraggiosamente pubblicato e proviamo a ragionarne.

Qui la lettera: https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/19/firenze-fortezza-signific…

 

Tutta la nostra solidarietà a "la ragazza della fortezza da Basso":

TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE!