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Bombardamenti pesantissimi sul Libano dall'inizio della "tregua"

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Intorno alle 13 di oggi Israele ha rovesciato su tutto il Libano più di cento raid che hanno provocato ingenti distruzioni, morti, feriti, panico. L'attacco è continuato anche nel pomeriggio con missili su Beirut. Il Ministero della salute ha dichiarato che hanno già confermato 132 morti e 837 feriti ma sono cifre molto a ribasso perché c'è da scavare sotto le macerie. L'Iran nel frattempo ha nuovamente chiuso lo stretto di Hormuz per la rottura degli accordi mentre Trump ha dichiarato nuovamente il falso ossia che non era previsto il cessate il fuco in Libano. 

Continua l'attacco imperialista sionista contro il Libano

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In comunicazione telefonica con Mauro Pompili, giornalista recentemente rientrato a Roma dal Libano, abbiamo annalizzato l'odierna situazione dello Stato levantino, il cui territorio al sud del fiume Litani si trova sotto attacco e occupazione da parte dello Stato sionista d'Israele.

Israele vorrebbe occupare di nuovo il sud del Libano come dall'82 al 2000 per il grosso quantitativo di acqua presente in quella regione e della produttività dell'agricoltura. Questo comporterebbe anche uno spostamento dei confini marittimi e quindi l'appropriazione dei giacimenti di gas e petrolio ancora non sfruttati proprio per la non definizione dei confini. Gli obiettivi di Israele quindi sono antichi e molteplici. 

Il tentativo di invasione sta comunque fallendo per non avendo la resistenza in Libano nè aerei nè armi tali e potenti come i sionisti. Diversi i carri armati sionisti saltanti ma la linea del sud è stata completamente rasa al suolo tanto che sembra Gaza. Usano anche fosforo bianco poiché Israele vuole convincere la popolazione del sud ad andarsene. Stanno anche bombardando i ponti proprio per tagliare i rifornimenti agli Hezbollah. 

Corpi, guerra, capitale e criminalità: gli Epstein Files in Asia

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Ovviamente negli Epstein files, tra gli altri, si trovano vicende e uomini che hanno a che fare con l'Asia, dove lo stesso Jeffrey aveva varie "attività": dall'Asia dell'Ovest a Giappone e Filippine passando per India e Cina. Questa trasmissione cerca di tenere insieme ministri e banchieri che si dimettono, scienziati, bambine e ragazze dalla pelle quasi sempre bianca stuprate e sfruttate, il Partito Comunista Cinese, fondi d'investimento, JP Morgan, il traffico di armi e scandali internazionali, del resto quello che vorremmo far emergere è come la classe dirigente che girava intorno a Epstein - la Epstein Class - fosse una realtà globale. Una trasmissione che parla del filo rosso tra bio-geo-politica e criminalità internazionale negli Epstein file in Asia. 

Silenzio sulla Palestina, missili anche su Israele

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L'inizio della guerra devastante scatenata da Trump e Netanyahu contro l'Iran ha anzitutto oscurato la situazione della Palestina, dove nella Striscia di Gaza si subiscono sempre più restrizioni, i valichi sono nuovamente chiusi e continuano gli attacchi di Israele (dall'inizio della "tregua" i morti sono 600); in Cisgiordania si assiste alla chiusura di tutti i centri abitati e a violenze sempre più efferate e diffuse dei coloni.

In Israele gli allarmi sono frequenti, ancora di più lo erano i primi giorni di conflitto, i missili che arrivano dall'Iran spesso sono abbattuti dall'esercito israeliano ma a volte no e ci sono state distruzioni e morti la cui documentazione viene impedita; il consenso però verso gli attacchi a Iran e Libano è molto alto. 

Di tutto questo parliamo con Michele Giorgio, giornalista de Il Manifesto

 

Un commento al DDL Antisemitismo

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Con il professore Nicola Perugini commentiamo le recenti votazioni al Senato sul DDL Antisemitismo: la proposta Del Rio e la spaccatura nel PD, il controllo nelle Università dei corsi. Tutto questo dopo che il nostro Parlamento sta adottando la definizione di antisemitismo dell'Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemiti…) che equipara la comunità ebraica a Israele: le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica.

Un assunzione pericolosissima non voluta neanche da tutta la comunità ebraica. 

Qui il testo: https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/REST/v1/showdoc/get/fragment/19/…

 

Le ragioni della guerra all'Iran

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Dietro le ragioni della guerra all'Iran c'è tutto tranne quella "umanitaria". Gli interessi di Trump e Netanyahu sono abbastanza chiare: dagli interessi sul petrolio per salvare dal collasso l'economia americana a quella di ridisegnare completamente il medioriente da parte degli israeliani che mentre attaccano Iran, attaccano anche il Libano mentre proseguono le operazioni in Cisgiordania. Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia presso l’Università di Pisa, nonché collaboratore di Altreconomia. 

Durata 20' ca.

Libano: è guerra

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Israele sta ormai da più di 24 ore bombardando pesantemente il sud del Libano, Sidone e il sud della città di Beirut, dopo che comunque negli ultimi 16 mesi aveva sistematicamente e quotidianamente infranto la tregua ufficialmente sancita.

Ne parliamo con il giornalista Mauro Pompili che dà Beirut dà conto della sitauzione nel paese: almeno 70 morti e 200 feriti, persone in fuga dal sud e la prospettiva di un ennesimo conflitto molto lungo.

L'accademia di fronte al genocidio

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Con un ricercatore di "CoRDA - Coordinamento Ricercat*, Dottorand* e Assegnist* dell'Università di Padova", presentiamo il Report "L'Accademia di fronte al Genocidio - Sulle collaborazioni tra l'Università di Padova e Israele", che nasce dalla necessità di fare chiarezza sui legami tra Università di Padova ed enti di ricerca israeliani. Il Report, si propone l'obiettivo di mostrare il livello e l'estensione delle collaborazioni accademiche esistenti, al fine di stimolare azioni di boicottaggio contro gli accordi con le Università israeliane, da sempre coinvolte nell’apparato militare-industriale, nel sostegno alle politiche di occupazione, genocidio e apartheid, e nella negazione del diritto allo studio, all'insegnamento e alla ricerca delle persone palestinesi e di lingua araba. Il Report è consultabile qui,

Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?

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Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.

La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.

Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.

All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato.

Concludiamo con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.