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26 marzo: sciopero della scuola, Manifestazioni locali

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Durata 21m 16s

Con un compagno del Cobas Scuola parliamo della mobilitazione del 26 marzo condivisa con il movimento di Priorità alla scuola e con il Coordinamento nazionale dei precari scuola per promuovere nel maggior numero di città mobilitazioni che coinvolgano tutto il popolo della scuola pubblica: docenti, Ata, studenti, genitori e, in generale, cittadini democratici. Tre gli obiettivi strutturali improrogabili: 1) ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe e a 15 in presenza di alunni diversamente abili; 2) garantire la continuità didattica e la sicurezza, assumendo con concorsi per soli titoli i docenti con 3 anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi; 3) intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei ad una scuola in presenza e in sicurezza. Ma è anche una protesta contro l’ulteriore riduzione del diritto di sciopero imposta dal recente accordo tra governo e Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

Qui l'appello

 

La retorica del tempo perso

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Nella prima parte della trasmissione parliamo con Giovanni Carosotti, autore di recenti contributi su Roars a proposito della proposta dell'associazione Condorcet, avallata dalla Fondazione Agnelli, di tenere aperte le scuole per tutta l'estate per "recuperare" il "tempo perso" con la Dad. La discussione si allarga al paradigma di scuola neoliberista da tempo portato avanti da questi soggetti anche come forma di disciplinamento di docenti e studenti.

A seguire una corrispondenza con Mario Sanguinetti dell'Esecutivo Cobas Scuola sul tema della riapertura delle scuole superiori a partire dal documento dell'Esecutivo stesso su questo argomento.

Infine si parla della mobilitazione studentesca sempre in merito alla riapertura delle scuole superiori per la quale ieri, 11 gennaio, molti/e studenti hanno scioperato e manifestato davanti al Ministero e alla prefettura.

Scuola: precarie e precari interdette/i

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La trasmissione approfondisce il tema del lavoro precario nella scuola con due corrispondenze (Mario Sanguinetti dei Cobas e un’insegnante del Coordinamento precari Bologna) in cui si analizza l’inadeguatezza dei concorsi appena banditi: l’immissione di 62.000 docenti in tre anni a fronte di 150.000 cattedre vacanti dal 1° settembre prossimo. E tutto senza considerare gli adeguamenti strutturali indispensabili per il rientro nelle scuole. Il mancato rinnovo delle graduatorie per le supplenze, con possibili gravi conseguenze sull’arbitrarietà delle nomine. Ovvero: il merito come propaganda, la precarietà come sistema.
Nella seconda parte presentiamo altri due interventi, il primo sul lavoro del personale Ata, il secondo di Anna Angelucci (Scuola per la Repubblica), sulle allarmanti prospettive della ‘Didattica del Futuro’ paventata da alcuni “esperti”.

Continueremo a raccogliere le esperienze e le riflessioni di insegnanti, genitori e di chiunque abbia a cuore la scuola, potete dire la vostra telefonando allo 06 56566682 e registrando un audio dopo il bip, oppure collegandovi al sito https://messaggeria.degenerazione.xyz/ror, infine scrivendo a oradibuco@ondarossa.info.