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Cosa vuol dire data common?

Data di trasmissione
Durata 1h 21m 28s
Durata 22m 56s

Leggiamo dai principali quotidiani che alla guida del fondo innovazione (fondo che gestisce moltissimi soldi pubblici destinati alle startup) sta arrivando Francesca Bria, sostenitrice della sovranità digitale e della creazione di data commons. Cos'è dunque la sovranità digitale? E i data commons? Come mai citano Smith e Benkler? Come hanno implementato le idee "radicali e di sinistra" (per citare laRepubblica) in materia di smart city, negli anni di governo di Barcellona?

Finita la predica sulle smart city, ripeschiamo un altro dei nostri cavalli di sorveglianza: la sorveglianza elettronica. La Cina cerca di consolidare in vari modi la sua posizione dominante nel settore del riconoscimento facciale; la russia continua il suo progetto di rendersi autonoma dall'Internet globale, senza tuttavia disconnettersi; il sistema di tracciamento e pubblicità su Internet periodicamente ci rassicura che le informazioni davvero sensibili non vengono raccolte: altrettanto periodicamente scopriamo che non è vero.

L'auto a guida autonoma e la forma delle nostre città

Data di trasmissione

In questa puntata continuiamo il tema dei trasporti soffermandoci in particolar modo sulla guida autonoma. Come tutti gli altri sistemi "ibridi" tra trasporto pubblico e trasporto privato, ci dicono che queste tecnologie si affiancheranno  ai sistemi tradizionali, lasciandoci liberi di scegliere. Tutto il contrario emerge andando a guardare meglio le caratteristiche tecniche di questi sistemi: la guida autonoma impone infatti una città costruita a sua misura, densa di sensori, beacon che trasformano i più banali cartelli stradali in messaggi comprensibili dalle centraline elettroniche, corsie dedicate e molto altro. In compenso potremo vedere trenini di auto che viaggiano felici sulle loro corsie preferenziali.

Smart city per chi?

Data di trasmissione
Durata 1h 45m 40s

Una delle parole che vanno di moda ultimamente è smart city:cosa significa? quale idea di città c'è dietro quest'idea? A quali interessi risponde? ma soprattutto: da quando in qua Roma è una città smart?

Rimamendo in tema di città sorvegliate, pare che il riconoscimento facciale automatico usato dalla polizia di Londra fallisca nell'80% dei casi. Google e Amazon, per non fare gli stessi errori, ammettano di registrare gli audio che i loro "assistenti" - tramite il microfono dei vostri smartphone - ascoltano, e lasciano intendere che i loro affiliati abbiano accesso a questi audio.

C'è una certa probabilità che saremo in onda anche domenica prossima (21 luglio) ma sicuramente non saremo in onda il 28. Dopo, chi lo sa. Ciao!

Smart city dal basso

Data di trasmissione
Durata 15m 53s

Dal post smart city si, ma dal basso ed ecocompatibile, una riflessione radiofonica con Graffio.

 

Una città non è più smart e i propri cittadini non vivono meglio se le grandi imprese immettono grandi quantità di sensori collegati in rete che raccolgono dati (che finiscono in server di proprietà dell’impresa stessa e quindi vengono espropriati ai cittadini che li producono) con il fine (di facciata) di usarli per riprogettare meglio le città. La prospettiva, neanche tanto lontana, è quella di avere il frigorifero in rete che rileva la mancanza di yougurt, si collega con il supermercato e ordina la marca di yougurt preferita.
 
Al contrario i cittadini di una città vivono meglio, per fare un esempio, se si possono spostare più facilmente senza inquinare: illuminazione a led, piste ciclabili e microsolare. In sostanza i cittadini vivono meglio se vengono utilizzate tecnologie decentrate e controllabili dal basso.