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INFOWARFARE – 13/14 dicembre due giorni di dibattito all’università di Torino

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L’intento dei collettivi è quello di costruire una visione critica con la quale interpretare la narrazione dominante dei fenomeni del nostro tempo, per emanciparsene, nonché capire di quali strumenti si ha a disposizione. Si aprirà con un dibattito di presentazione delle iniziative, si continuerà provando a mettere a critica i diversi modi in cui vengono presentate rivoluzioni, resistenze e forme di antiimperialismo dai media occidentali, partendo dagli esempi di Rojava, Palestina e Iran. Uno dei temi che toccherà la riflessione sarà la fornitura di armi in Ucraina, ingombrante nelle narrazioni dominanti, tanto da togliere totalmente spazio agli ambiti di autonomia dal basso che provano a rispondere alla guerra. Si proseguirà con un’analisi del mondo dei social dalla prospettiva diretta di chi prova a confrontarsi con quell’ambito, necessario per comunicare e aprire spazi di informazione alternativa ma che incontra problemi rispetto alla semplificazione dei temi politici o che comunque incontra l’ostacolo di un algoritmo che risponde ad un meccanismo di viralità e profitto.

Il grande tema dell’ecologia politica, grazie alla collaborazione con diversi collettivi, verrà affrontato in una maniera diversa, pratica, attraverso la costruzione di laboratori artistici per reinventarsi pratiche quotidiane collettive di autorecupero.

 

Ne parliamo con il Cua di Torino

Torino: due nuove occupazioni

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Durata 4m 27s

Nuova occupazione a Torino, viene occupata una banca.

Sono due le occupazioni a Torino nella settimane:

- La polisportiva occupata Iris Versari (occupata dai e dalle compas della palestra Iris Versari che stava all’Edera) occupata una settimana fa (sono dei campetti con spogliatoi che già si erano occupati simbolicamente la settimana dopo lo sgombero)
- Il circolo occupato La Crepa occupato stamane e che sarà uno spazio dove incontrarsi e portare avanti le lotte in quartiere ed in città (è una ex banca filiale Intesa San Paolo)

Pedalata contro lo sgombero di edera squat a Torino

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Sabato 15 ottobre a Torino pedalata contro sgomberi e repressione organizzata da edera squat, spazio sociale sgomberato all'inizio del mese. Di seguito il comunicato che ci arriva da Torino.

Lo sgombero dell'Edera è solo l'inizio: inizio di Edera on the Streetz, un modo diverso e diffuso di resistere. Inizio di una campagna di sgomberi che dichiara di non voler salvare nessun posto.
Per questo per noi è fondamentale esserci, ed esserci ora!
Sabato 15 Ottobre ci troviamo in Piazza Castello per una pedalata che attraverserà il centro città per portare una prima risposta nei punti sensibili della metropoli, per raccontare quanto accaduto ed indicare chiaramente i responsabili. La biciclettata si sposterà in seguito verso la periferia Nord-Ovest, verso quel quartiere che è dove abbiamo deciso di rimanere per continuare i percorsi di socialità e lotta che sono nati in questi anni.
Al termine della pedalata aperitivo musicale ai giardini Cavallotti.
Maggiori info presto.
Intanto, continuiamo a infestare la città, rilanciamo la mobilitazione, costruiamo resistenza al deserto che ci vogliono imporre.

La lotta delle ragazze di Torino alle Vallette

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Insieme ad una delle autrici di un articolo uscito sull'Essenziale di ieri, che parla della lotta delle detenute nella sezione femminile del carcere delle Vallette di Torino, approfondiamo chi sono e per cosa lottano le "Ragazze di Torino". Le condizioni nelle carceri italiani sono gravissime, il numero di suicidi dopo soltanto 2/3 del 2022 già eguagliano il numero di quelli del 2021. Dopo un'estate bollente per chi l'ha passata rinchiusa in una cella, tramite le relazioni costruite con le compagne del movimento No Tav che hanno attraversato la sezione femminile del carcere delle Vallette riusciamo a farvi arrivare il grido di lotta delle detenute.

Climate Social Camp Torino

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Collegamento con un compagno che si trova a Torino per il Climate social Camp. Il Climate Social Camp vuole riflettere sui danni della crisi ecoclimatica che si traduce anche in una crisi sociale, migratoria ed economica che colpisce in modi ed intensità diverse le diverse fasce della popolazione, prime fra tutte le categorie oppresse: i popoli del Sud del mondo, le classi sociali più povere, le persone migranti, le donne, le persone LGBTQI+, le persone con disabilità.

Manganelli e carcere contro il movimento studentesco

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Il 12 maggio a Torino sono state emesse diverse misure cautelari contro studenti in riferimento alla manifestazione del 18 febbraio quando un corteo studentesco protestava contro l'alternanza scuola-lavoro sotto Confindustria dopo la morte sul "lavoro" di Lorenzo e Giuseppe. A oggi alcun* sono in carcere, altr* agli arresti domiciliari, altr* hanno l'obbligo di firma. Ne parliamo con una studente.

Nella seconda parte di trasmissione, diamo lo spazio che non ha avuto nelle scuole alla giornata internazionale contro l'omo/lesbo/bi/transfobia.

8marzo: voci dalle piazze

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Corrispondenze dalle piazze, cortei della mattina, presidi, azioni:

a Torino presidio alla direzione regionale dell’agenzia delle entrate in sostegno alla lotta delle lavoratrici in sciopero, poi ritrovo davanti al tribunale in solidarietà e supporto ad una sorella, a Ancona presidio in piazza contro la guerra e l'alternanza scuola lavoro che ha ucciso lo studente Giuseppe Lenoci in quel territoio, per il diritto all'borto con la Ru486; a Padova davanti all'ospedale di Piove di Sacco con le lavoratrici delle pulizie in lotta, nel pomeriggio il corteo. All'Aquila centinaia di donne in piazza, a Roma un corteo partecipatissimo contro la guerra patriarcale e le devastazioni del capitale.

Studenti in lotta: dopo l'assemblea nazionale ripartono le occupazioni

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Nella trasmissione di oggi abbiamo riportato i temi trattati nell'assemblea nazionale indetta dal movimento la Lupa per le giornate del 5 e 6 febbraio, nelle quali erano presenti studenti e studentesse di tantissime città d'Italia: Palermo, Catania, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Venezia, ma anche le più piccole Livorno e Caserta.
La protesta ha assunto spontaneamente sin da subito un indirizzo fortemente anticapitalista e antagonista al governo Draghi. Il movimento si rifà apertamente agli ideali e le pratiche del confederalismo democratico kurdo e tra le tante ha lanciato anche la piazza del 12 febbraio per la liberazione di Ocalan, in carcere da più di 20 anni con la complicità del governo D'Alema.
Abbiamo avuto poi una chiacchierata con la compagna torinese del Gioberti occupato ed infine abbiamo raccontato dello sgombero di Nemesi, l'ultimo spazio femminista, recentemente chiuso, all'interno della città universitaria della Sapienza