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Repressione

Roma: Sgomberato L38 squat, appuntamento alle 16

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Sgomberato dopo 35 anni di occupazione all'alba di oggi L38 squat al Laurentino a Roma, la nostra corrispondenza con uno degli occupanti. La violenza degli operai di Ater sta spaccando tutte le case senza ritegno rispetto alle centinaia e migliaia di persone che sono senza casa. 

Ogni possibilità di resistere è importante soprattutto farlo insieme. 

Alle 16 appuntamento nel quartiere. 

Staffetta radiofonica: la censura del dissenso politico

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Pubblichiamo tutte e 5 le ore di trasmissione andate in onda domenica 19 aprile come staffetta radiofonica sul dissenso politico. 

La repressione come nello specifico la censura del dissenso politico è  sempre stato uno degli strumenti con cui il potere si è affermato nel tempo. Il movimento in Italia, come le sue radio, ha sperimentato in prima persona le tecniche repressive, a volte arrivando fino alla chiusura delle radio stesse. Di certo nelle democrazie liberali, le democrazie che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni in occidente,  questa repressione è stata meno violenta che in forme di potere più autoritarie - principalmente grazie al potere economico di cui le libertà occidentali hanno fin'ora goduto.

Ognuna delle nostre radio ha una storia di censura da raccontare, e crediamo che uno dei modi migliori per reagire a questo attacco sia la condivisione e la solidarietà soprattutto in questi ultimi anni in cui forse è stato l'atticco contro chi manifesta solidarietà alla resistenza palestinese. 

Nell'ordina abbiamo trasmesso

RADIO CITTÀ FUJIKO

  •         - Intervento di Christian Elia, giornalista freelance, sul "Progetto Nimbus" con cui Israele ha finanziato Google, Meta, ecc... per oscurare contenuti palestinesi
  •         - Intervista a Chiara Avesani di Rete No Bavaglio, che insieme ad Articolo 21 ha denunciato il fenomeno dell'esposto temerario per zittire i giornalisti che si occupano del genocidio in Palestina
  •         - Intervista a Matteo Pucciarelli su definizione di "antisemitismo" e il suo uso per zittire le critiche al governo israeliano
  •         - Intervista all'avvocato Fausto Gianelli sul processo a Mohammad Hannoun e altre otto persone accusate di finanziare Hamas attraverso la solidarietà. L'inchiesta della Procura di Genova sta venendo smontata in tribunale.

RADIO ONDA ROSSA

    Proponiamo un pezzo sul caso di Seif, licenziato da una scuola e represso per aver condiviso un post sulla Palestina, e poi ci vorremmo collegare alla censura durante il genocidio in Palestina. In particolare, vorremmo fare un focus sul ruolo che ha avuto la rai sentendo di nuovo Alessandra mancuso. 

RADIO ONDA D'URTO

Interventi di: 

  • - Luigi Borrelli, lavoratore presso l'aeroporto civile di Montichiari (BS) per aver denunciato il transito di armi; 
  • - la Dottoressa di Cospito Milia per aver parlato delle condizioni di Alfredo in sciopero della fame
  • - l'intervista a Giorgio Rossetto sullo sgombero di Askatasuna
  • - un commento a unire i temi con Silvano Cacciari,  docente di Sociologia e Media all’Università di Firenze e redattore di Senza Soste, portale di movimento livornese

RADIO CIROMA 

  • - Caso del sito Iacchité oscurato 
  • - Intervento Cesare dalla Francia
  • - Attivisti Pedro di Padova arrestati
  • - Report I SUD SI ORGANIZZANO
  • - intervento La Base
  • - intervento No Ponte Messina
  • - Palestina Carla Monteforte 

RADIO BLACKOUT

Contributi sui casi di repressione legati all'esperienza della radio
Conclusioni e rilancio sull'importanza delle radio libere e indipendenti

Hai detto consulente tecnicx di parte?

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Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale:
giovedì 9 aprile scorso al Che Guevara di Roma
domenica 19 aprile al CSOA Ipo' di Marino, dove verranno presentati i libri Internet Mon Amour e Assalto alle piattaforme, tra vari laboratori e momenti di convivialità :)

e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso. 

In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono:

> https://arachidi.noblogs.org/ (nuova sezione: Hai detto spyware?! ;)

https://lattuga.net/pubblica/ctp.pdf

infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI!

Report del processo attivista turca Pinar Selek

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Report dell'udienza del 2 aprile 2026 sul processo contro Pinar Selek, una ricostruzione della vicenda giudiziaria che dura da quasi trent’anni, segnata da persecuzione e ripetuti tentativi di riapertura del caso. L'iintervento della ricercatrice Şehlem Kaçar, la puntata propone una lettura critica che collega il caso Selek al più ampio contesto politico e culturale turco, evidenziando le implicazioni per la libertà accademica, i diritti umani e le pratiche di resistenza femminista.

Link alla questione della repressione LGBTIQ+: https://kaosgl1.org/en/single-news/turkiye-15-lgbti-organisations-issue…

e al blog aggiornato fino al 2023: https://solidarietapinarselek.noblogs.org/

L'Onu definisce la tratta atlantica il piu'grave crimine contro l'umanità, in Tunisia condannata la militante antirazzista Saadia Mosbah, Mali crisi del carburante.

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Il 25 marzo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione storica. La risoluzione, promossa dal Ghana, rappresenta un ulteriore passo avanti verso il riconoscimento delle riparazioni relative alla tratta transatlantica degli schiavi. L'adozione di questa risoluzione, sebbene in gran parte simbolica, rappresenta comunque un importante successo nel riconoscimento del debito storico nei confronti del continente. Ed è proprio per questo motivo che l'amministrazione Trump ha votato contro: gli Stati Uniti "non riconoscono alcun diritto legale al risarcimento per torti storici che non erano illegali secondo il diritto internazionale al momento in cui si sono verificati", ha affermato Dan Negrea, rappresentante di Washington presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Hanno votato contro ,oltre gli Stati Uniti , Argentina ed Israele . La maggior parte dei paesi europei, in particolare Francia e Regno Unito, si è astenuta, mentre nel continente africano la stragrande maggioranza ha votato a favore.

Un tribunale tunisino ha condannato l'attivista per i diritti umani Saadia Mosbah a otto anni di carcere e a una multa di 26.000 sterline (35.000 dollari). Saadia Mosbah è un'attivista per i diritti umani tunisina di primo piano che ha dedicato la sua vita a combattere il razzismo e sostenere i diritti dei tunisini neri e le vittime del razzismo e della discriminazione razziale, tra cui i migranti sub-sahariani. Presidente dell’associazione antirazzista Mnèmty, ("il mio sogno", un riferimento al discorso di Martin Luther King) è stata accusata di riciclaggio di denaro e arricchimento illecito ed è stata arrestata il 7 maggio 2024. Da quando il presidente Saied ha sciolto il parlamento nel 2021, figure dell'opposizione e organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato una costante erosione dei diritti e delle libertà nel Paese nordafricano.

Da settembre, i jihadisti del Gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM), affiliato ad Al-Qaeda, hanno attaccato i convogli di autocisterne in Mali, paralizzando completamente l'economia di Bamako. Stretto tra la carenza di carburante e la recrudescenza degli attacchi jihadisti sulle principali autostrade, il presidente di transizione Assimi Goita sta lottando per contenere una crisi che minaccia sia la sua autorità sia l'economia del Paese. Se non si trova rapidamente una soluzione, la legittimità del regime militare – fondata in parte sulla sua capacità di garantire la sicurezza in Mali e di unire la nazione attorno all'idea di una sovranità ritrovata – rischia di essere minata. La "guerra del carburante" potrebbe rivelarsi un momento cruciale per Assimi Goïta.

 

Comunicato della Rete di Resistenza Legale sui 91 fermi di domenica 29 marzo

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COMUNICATO CONGIUNTO
RETE DI RESISTENZA LEGALE

Oggetto: fermo preventivo di 91 attivist3

Di fronte al fermo preventivo disposto nei confronti di 91 persone, riteniamo necessario intervenire. La storia dimostra che le misure emergenziali tendono a trasformarsi in strumenti ordinari di controllo sociale, erodendo progressivamente le garanzie fondamentali.

I FATTI
Nella giornata del 29 marzo 2026 è stato applicato l’art. 11-bis del d.l. 59/1978, introdotto dal recente decreto sicurezza. Numerose persone sono state condotte negli uffici di polizia e trattenute per ore, mentre intendevano partecipare a una commemorazione pacifica in ricordo di due attivisti scomparsi, portando soltanto fiori.
Il fermo è stato adottato in modo generalizzato nei confronti di tutt3 i partecipant3 non risultando verificabili i presupposti per l’applicazione della misura che è una misura atipica adottata nell’ambito delle competenze di pubblica sicurezza e, come quella di cui all’art. 11, è svincolata dalla commissione di un reato.
Le ragioni del fermo sembrano basarsi esclusivamente sulla (presunta) adesione ideologica dei partecipanti all’anarchismo e sulla violazione di un divieto del Questore, motivato in termini incompatibili con i principi costituzionali di libertà di pensiero.
L’iniziativa, infatti, è stata vietata inquanto ritenuta "in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica attesa l’inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito…".
Il fermo, invece, richiede per la sua adozione che sussista un fondato motivo di ritenere che le persone fermate possano realizzare condotte idonee a determinare un concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, da valutarsi in considerazione a specifiche circostanze di tempo e di luogo (possesso di armi, strumenti per il travisamento, artifici pirotecnici, ecc.). Elementi assolutamente assenti nel caso di specie.
Anche il requisito dei precedenti penali o di polizia, necessario per l’applicazione del provvedimento, non sembra essere stato verificato (né verificabile) al momento del fermo, richiedendo accertamenti individuali incompatibili con interventi indiscriminati e immediati.
Il ricorso al fermo, allora, appare essere stato finalizzato unicamente a impedire la commemorazione, attraverso un uso generalizzato e distorto dello strumento (che vorrebbe, stando alla lettera, tutelare il pacifico svolgimento delle manifestazioni).

IL VUOTO DI TUTELE
Il fermo preventivo presenta gravi criticità sul piano delle garanzie: non è previsto alcun controllo giurisdizionale, né preventivo né successivo. Si configura così una compressione della libertà personale in assenza di adeguate tutele, in contrasto con i principi costituzionali sul diritto di difesa, sulla tutela contro gli atti della pubblica amministrazione e sulla riserva di giurisdizione. In più, l’applicazione con le modalità alle quali abbiamo assistito, non fa che affermare una logica di “pena del sospetto”, che consente limitazioni della libertà senza accertamento di responsabilità. Non è sicurezza: è la logica del “diritto penale d’autore” che ritorna, aggirando ogni garanzia processuale e trasformando una valutazione astratta in privazione concreta della libertà.


UNA SCELTA POLITICA
Colpisce che sia stata vietata una semplice commemorazione, espressione di pietà e memoria, anziché disciplinarla con eventuali prescrizioni. Ancora più significativo è che tale azione sia stata oggetto di uno specifico intervento della presidente del consiglio, a fronte di ben più gravi questioni sociali ed economiche.
D’altra parte, esperienze passate ci ricordano come misure emergenziali vengano spesso sperimentate su ambiti di dissenso politico, trasformati in laboratori di pratiche repressive.


IL RUOLO DELL'AVVOCATURA
Come avvocate e avvocati impegnati nella difesa dei diritti, anche di coloro che praticano il dissenso, riteniamo necessario prendere posizione.
La funzione difensiva non è neutrale: è presidio delle garanzie costituzionali.
È per questo che anche in assenza di rimedi immediati, promuoveremo iniziative di tutela e strategie di contrasto rispetto a quelle che appaiono violazioni della libertà personale e del diritto di manifestare. Invitiamo la società civile e la comunità dei giuristi a esprimersi: il nostro ruolo impone la difesa attiva dei principi fondamentali.
La libertà personale non si negozia in nome dell’emergenza: resta inviolabile ed il nostro impegno per tutelarla è politico quanto tecnico.