Trento

Trento: G7 intelligenza artificiale

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Durata 20m 32s

Il 15 marzo a Trento si terrà un convegno sull'intelligenza artificiale. Ci ha raggiunto telefonicamente un compagno che ci racconta come la città sta reagendo a quest'evento e ci riporta anche i rapporti che l'Università ha con la guerra.

Riportiamo l'appello:

RESTIAMO UMANI. CON GAZA NEL CUORE, CONTRO IL G7 SULL’IA A TRENTO

In vista del G7 vero e proprio che si terrà a giugno in Puglia, in Italia ci saranno diversi vertici settoriali.

Mentre a Verona si terrà il G7 su industria e aerospazio (che verterà anche sul sistema Starlink, adoperato ora in Ucraina), a Trento il 15 marzo ci sarà il G7 sull’Intelligenza Artificiale (IA).

I ministri con delega all’innovazione di Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone e Canada discuteranno di IA, nel momento in cui a Gaza si sta consumando il primo genocidio non solo in diretta social, ma anche su base algoritmica. Pensiamo al sistema Habsora (The Gospel) usato dall’esercito israeliano e basato in gran parte sull’IA, sistema che un ex funzionario dell’intelligence israeliana ha definito una «fabbrica di omicidi di massa». Noi la chiamiamo automatizzazione del genocidio.

L’utilizzo da parte dell’esercito israeliano dell’IA per compiere i bombardamenti sui gazawi si affianca al ricorso a tecnologie di sorveglianza da parte del sistema dell’apartheid sionista: check-point automatizzati, applicazioni per la schedatura dei palestinesi, uso dell’IA per il riconoscimento facciale…

Questo orrore 4.0 non nasce dal nulla, viene prodotto nei centri di ricerca, nelle start up, nelle università.

Attraverso la sperimentazione continua sulla pelle dei palestinesi lo Stato d’Israele è diventato un laboratorio mondiale per le nuove tecnologie e uno dei principali esportatori delle stesse.

Tecnologie che estendono il “modello Israele” anche nelle nostre città – dove sono sempre più diffusi sistemi di sorveglianza come quelli Marvel e Protector sperimentati a Trento e andati incontro a un parziale ridimensionamento solo dopo alcune proteste.

Sono ad esempio di fabbricazione israeliana le telecamere “intelligenti” utilizzate per incriminare gli antifascisti arrestati a Budapest nel 2023, tra cui l’italiana Ilaria.

Le implicazioni epocali dell’IA si ripercuotono in ogni ambito e in modo sempre più allarmante: agricoltura digitale che strangola l’autonomia alimentare; giustizia predittiva che rende letteralmente inumano il sistema penale; automazione dei magazzini e delle raccolte stagionali che spinge al ribasso i salari di una manodopera sempre meno necessaria.

Deve far riflettere il fatto che le attuali regolamentazioni europee sull’IA (peraltro spesso più formali che altro), proclamate tutele dei “diritti fondamentali”, non si applichino per i migranti e la gestione delle frontiere (attraverso rilevamento biometrico e facciale, ecc.).

L’IA è insomma guerra dei miliardari e dei milionari (padroni della produzione e dei profitti di questi sistemi) contro le sfruttate e gli sfruttati, contro tutti quelli come noi che stiamo in basso, contro le nostre condizioni di vita materiali, esistenziali e culturali, contro la nostra comune umanità.

Se la resistenza palestinese ha saputo rompere la gabbia tecnologica creata dallo Stato d’Israele, il legame tra tecnologia e guerra è stato colto dal il movimento internazionale e internazionalista a sostegno della resistenza palestinese e contro il genocidio.

Negli Stati Uniti c’è stata una campagna d’azione contro Amazon (che fornisce software a Israele, in particolare attraverso il progetto Nimbus), nel Regno Unito i lavoratori sanitari si oppongono all’accordo tra il sistema sanitario nazionale e l’azienda Palantir (che si occupa di IA sia per i dati ospedalieri che per l’apartheid israeliano), in Italia sono stati bloccati al porto di Salerno i container della TekApp (una start up italo-israeliana).

Alla guerra “smart” possiamo e dobbiamo opporci qui dove viviamo.

I legami tra complesso militare-accademico-industriale israeliano e quello italiano sono organici e articolati, come dimostra la presenza di numerosi rettori – tra cui il trentino Deflorian – nel comitato scientifico della Fondazione MedOr di Leonardo (ex-Finmeccanica).

Il Trentino gioca da anni un ruolo importante in questo senso, attraverso accordi tra la Provincia Autonoma e le istituzioni sioniste, ma soprattutto attraverso la Fondazione Bruno Kessler.

Ha un bel dire il rettore Deflorian, in una lettera pubblicata dal quotidiano locale (pochi giorni dopo un picchetto di protesta sotto il Rettorato), che Unitn non ha nessuna collaborazione con la guerra.

Le principali aziende belliche italiane sono presenti nei dipartimenti universitari e nei centri di ricerca trentini, che molto stanno puntando su Intelligenza Artificiale e Aerospazio.

Troviamo progetti finanziati dalla NATO del Manta Labdi Unitn (tra cui Safe-Ucomm, che vede partecipi Italia, Regno Unito, Canada e Israele – e verte sulla comunicazione subacquea per mezzi a guida autonoma delle marine militari), la partecipazione di Unitn e FBK alla Fondazione Fair per lo sviluppo dell’IA (di cui fanno parte anche Leonardo e STMicroeletronics, azienda questa che fa componenti per missili impiegati in Ucraina), l’unità trentina del progetto ELLIS sull’IA (che ha tra gli sponsor Microsoft, Google e Thales).

Il G7 sull’IA a Trento sarà un summit in cui i burocrati statali, protetti da folti schieramenti di polizia, prenderanno accordi rispetto a quello che sta marciando a passo dell’oca all’interno dei centri di ricerca.

Il G7 passerà ma i centri di ricerca rimarranno ed è su di questi che dovremo fare pressione per sabotare e interrompere le collaborazioni con il genocidio e bloccare lo sviluppo delle armi impiegate per le guerre, del presente e del futuro.

Per questo facciamo un appello a partecipare alle mobilitazioni contro il G7 sull’Intelligenza Artificiale a Trento come contributo alla più ampia mobilitazione contro la guerra e il genocidio che ha avuto due date importanti nelle giornate del 23 e 24 febbraio scorsi (sciopero generale in tutta Italia e corteo internazionalista a Milano).

Il 9 marzo, il sabato prima del G7, scenderemo in strada per un corteo (con concentramento alle ore 15 in piazza Duomo) che porti con forza, nella maniera più ampia e partecipata, l’attenzione su quanto sta accadendo in Palestina e sul suo rapporto con i centri di ricerca trentini.

Durante i giorni del G7 invece intendiamo lanciare altre iniziative (in fase di definizione), consapevoli della forza pervasiva degli apparati culturali e propagandistici dominanti e degli apparati repressivi della libera protesta e della possibilità di scegliere sulle proprie vite che il vertice porterà in città e che già vediamo rivolti contro le piazze per la Palestina, contro gli studenti a Pisa, Firenze e Catania. Allo stesso tempo siamo consapevoli della necessità di rompere il silenzio che i governanti vorrebbero camuffare da assenso alle loro politiche di morte.

Assemblea in solidarietà alla Palestina – Trento

 

Trento, occupata la facoltà di sociologia

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Durata 6m 53s

Occupata a Trento la facoltà di sociologia, studenti e studentesse contestano il festival dell'economia cheha preso avvio ieri nell'ateneo. Di seguito il comunicato che chiama all'occupazione.

In risposta all’occupazione della nostra città da parte del Festival dell’Economia, come studentx abbiamo sentito la necessità di riappropriarci pacificamente degli spazi che attraversiamo nel quotidiano. Desideriamo rendere Sociologia – e l’Università – uno spazio aperto a tutta la cittadinanza in cui dibattere e discutere su come creare un futuro alternativo, dal basso, collettivo.
In un Festival che si fa portavoce di discutibili narrazioni politiche, teoriche e scientifiche capitaliste, in un momento storico di profonda crisi, abbiamo deciso di prendere una posizione politica netta contro il Festival dell’Economia e il modello di società che rappresenta.
Poniamo una critica concettuale a un Festival che viaggia su categorie “scientifiche” veicolate da una retorica politica neoliberale, reazionaria e guerrafondaia. La presenza di ministri di questo governo (19) e amministratori delegati è indice di un preciso indirizzo politico. Multinazionali come Enel, Renault e partner come Intesa San Paolo, Ferrovie dello Stato, Confindustria e il Sole24Ore giostrano un Festival che di scientifico ha poco ma di interessi economici privati ne ha tanti.
Lo slogan “Il Futuro del Futuro” è un chiaro tentativo di distrarre il focus dell’attenzione: le persone presenti al Festival non sono assolutamente disposte a guardare il futuro, ma sono qui a imporci una visione pregna di una retorica politica anacronistica che ha ampiamente mostrato i suoi drammatici fallimenti.
Occupiamo per riappropriarci del nostro tempo, della nostra vita, del nostro futuro, della nostra Università. La giustizia e l’Italia che vorrebbe chi in questo festival presenzia è una chiara volontà di sovradeterminare le nostre vite e le nostre esperienze. Occupiamo contro un Festival che proclama di parlare di futuro ma che ignora temi come i provvedimenti omicidi del governo Meloni contro l’immigrazione. Occupiamo per denunciare la passività dei governi di fronte al collasso eco-climatico e la complicità criminale delle amministrazioni nel perseguire grandi opere disastrose come il TAV.
Occupiamo perché qui si svolge un Festival che nulla ha a che fare con l’Università e con chi la abita, perché la lotta parte anche da qua. Oggi Sociologia è rappresentazione di uno spazio universitario vissuto dal basso e autogestito da studentx, contro l’imposizione di un Festival e di decisioni calate dall’alto.
Occupiamo contro l’ideologia capitalista che, in questi giorni più che mai, viene venduta come scienza oggettiva e inconfutabile. Occupiamo contro il mito dell’apoliticità e della neutralità del sapere.
Occupiamo contro l’Università-azienda che segue un modello privatizzato. Occupiamo contro l’Università che incentiva la competizione, la performance e il merito come perpetuazione del privilegio di classe. Occupiamo contro l’Università di Trento che si configura sempre più come Università di nicchia. Occupiamo contro il carovita e la speculazione sugli affitti, di cui siamo vittime ignorate.
Occupiamo contro un’Università che finanzia una ricerca coloniale, guerrafondaia, ecocida ed eurocentrica. Occupiamo per riappropriarci di un sapere critico da cui l’Università è sempre più spogliata, e che lascia il posto a una ricerca scientifica che beneficia aziende e fini privati. La ricerca è libera se svincolata da logiche aziendali e non finalizzate al profitto. Allo stesso modo, la libertà di ricerca non può essere basata su precarietà e sfruttamento, ma è tale solo se si sostanzia di contratti e diritti che, ad ora, sono negati.
Per questo oggi occupiamo e costruiamo uno spazio autogestito, collettivo e di dialogo partecipato. Occupiamo per creare un bacino di sapere antiautoritario e critico rispetto alla narrazione dominante.
Occupiamo per un’istruzione orizzontale e un’Università anticoloniale, anticapitalista, critica, transfemminista. Occupiamo per il disarmo immediato, contro tutti i governi oppressori e dalla parte dei popoli che resistono. Occupiamo per dare voce a chi oggi non può esprimer il proprio dissenso verso questo sistema.
Occupiamo per costruire insieme una società libera e aperta in ribellione a un modello che il Festival vuole imporre: la società è un’altra e oggi occupa.
L'assemblea studentesca contro il Festival dell'economia

Smontare la gabbia: #StopCasteller - II manifestazione nazionale, Trento 10 aprile

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Durata 30m 39s

Con Marco dell'Assemblea Antispecista parliamo della II manifestazione nazionale STOP CASTELLER – SMONTIAMO LA GABBIA a Trento per chiedere la liberazione immediata degli orsi M49, M57 e DJ3, il sequestro della struttura e la liberazione immediata di tutti i plantigradi. Allarghiamo poi il ragionamento alla cornice entro cui la stessa manifestazione si inscrive: smontare la norma antropocentrica e il paradigma estrattivista (svelare il conflitto fra visioni dello “sviluppo” e del modo di vivere la montagna in cui orsi diventano ora un simbolo da sfruttare, ora mostruosi aggressori da abbattere), centralità dell'autodeterminazione dei soggetti e delle pratiche intersezionali. Maggiori info qui e qui

Cariche e tensione nel palazzo della provincia a Trento

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Durata 8m 27s

Ieri a Trento cittadine e cittadini sono state caricate e spintonate dalla polizia all'interno del palazzo della provincia dove si stava svolgendo un "incontro aperto alla cittadinanza" dal titolo ''Donne e uomini, solo stereotipi di genere o bellezza delle differenze?".  Incontro chiaramente in linea con i contenuti del congresso della famiglia che si svolgerà la prossima settimana a Verona.

Una compagna ce lo racconta ai microfoni della radio

Corteo Antifà a Trento per Andrea

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Durata 7m 35s

E' in corso a Trento il coorteo non autorizzato a  seguito dell'accoltellamento di un compagno sabato scorso.

Ne parliamo al telefono con un altro compagno che ci racconta la vicenda e ci spiega come si sta muovendo la manifestazione e  cosa vuole denunciare:

 

-la connivenza tra fascisti e forze dell'ordine

-l'aumento di aggressioone a seguito dell'apertura di casa pound a Trento..