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Sgomberato il rifugio autogestito di Oulx in alta Val Susa

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La casa cantoniera, occupata nel dicembre del 2018, era un luogo nato per dare solidarietà alle persone che volevano attraversare il confine italo-francese al Colle del Monginevro. "Un luogo di lotta e di autorganizzazione, contro tutte le frontiere e i dispositivi militari e politici che cercano di controllare e selezionare".

Dopo due anni e mezzo dalla sua apertura, è stata sgomberata il 23 marzo mentre all'interno c'erano circa sessanta persone donne, uomini, bambine e bambini in transito, le compagne e i compagni che avevano aperto il posto, ne parliamo con una di loro

Valsusa: liberiamoci dal Tav

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Durata 25m 37s

In collegamento telefonico con un compagno parliamo della nuova riappropriazione dei terreni nel comune di San Didero, della lotta NoTav e dello stato attuale dei lavori in Val di Susa. 

 

LA LOTTA NON SI FERMA: OCCUPATI I TERRENI DEL FUTURO AUTOPORTO DI SAN DIDERO. LA CURA E’ NELLA TERRA
In questo momento pandemico, dove con i continui tagli alla sanità degli ultimi anni ci si ritrova un sistema sanitario senza strumenti, sembra ancora più assurdo continuare a sprecare miliardi di euro per la costruzione del Tav.
Secondo il progetto di TELT, nell’area di San Didero dove sorge il vecchio autoporto (mai entrato in attività e oggi ridotto a dei ruderi) verrà costruito un nuovo autoporto che sostituirà quello attuale di Susa. Nella piana segusina, infatti, non si sa nemmeno cosa sorgerà: forse una stazione internazionale, forse una discarica per lo smarino estratto dai lavori del tunnel. Ciò che gli interessa, è avere un modo per spendere i soldi.

La gestione di questa seconda ondata pandemica mostra bene cosa viene considerato “importante”, e quindi da proteggere, e cosa sacrificabile, in nome della lotta alla crisi sanitaria. Salute, malattia, benessere dipendono dall’ambiente e dalle condizioni in cui ognuno vive.
– Il degrado delle terre ex-autoporto di San Didero non è dovuto all’abbandono, ma a quarant’anni di “cultura industriale”. Coloro che ne hanno avuto possesso finora non hanno diritto a continuare ad averle in affido, tanto meno a peggiorarne lo stato.
– La cementificazione è per sempre. Chi ha inquinato, sversato, sepolto rifiuti o non ha fatto nulla per impedirlo, non si pulisca la faccia con promesse di bonifica. Il loro interesse sono i soldi e la cementificazione permanente e irreversibile di un altro pezzo di Valle.
– Gli industriali seguono i loro interessi. Non vogliono nuove infrastrutture per dare “lavoro alla gente”, ma il contrario: vogliono collegamenti veloci per delocalizzare, chiudere e licenziare. Non dobbiamo ringraziarli di nulla.
– I cantieri per l’alta velocità vengono prima occupati con la forza e poi legittimati con le procedure di esproprio. La legge è il vestito buono del prepotente, è arroganza legalizzata. Nessun diritto per chi abusa della terra.
– Il Covid-19 è causato da un virus, ma la pandemia dal sistema sociale in cui viviamo. Le misure di protezione dal virus sono necessarie per proteggere noi stessi e soprattutto le categorie più vulnerabili, ma le cause della pandemia vanno combattute sul piano sociale e storico. Dobbiamo affrontare il modo in cui l’uomo vive sulla terra, l’industrialismo, l’urbanizzazione, la globalizzazione.

Hanno appena assegnato il primo appalto per l’inizio dei lavori che partiranno a San Didero. Di una gara di quasi 50 milioni di euro, 5 milioni verranno destinati unicamente alla costruzione di una recinzione a “difesa” dei terreni interessati dai lavori che trasformerà l’area in un nuovo fortino di TELT. Da contratto, i lavori per la presa di possesso dei terreni dovrebbero cominciare entro il 31 dicembre 2020, pena la perdita dei finanziamenti europei.
Per questo da oggi saremo presenti qui, con un presidio fisso, a occupare i terreni che dovrebbero venire recintati.
Se dovranno venire su queste terre per la presa di possesso, ci troveranno qui.

Non vogliamo un nuovo autoporto, né qui né altrove. Non vogliamo il Tav!

No Tav: "ai nostri posti ci troverete"

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Da ormai tre giorni la valle resiste in un presidio permanete ai Mulini messo in campo in corrispondenza della ripresa dei lavori del cantiere TAV.

Molti i solidali che nella giornata di ieri hanno raggiunto il presidio, circondato dalle forze dell'ordine, per portare viveri e solidarietà ai resistenti.

A sarà dura!

NoTav: verso la grande manifestazione dell'8 Dicembre

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La questione Tav nelle ultime settimane è stata al centro del dibattito politico, con la manifestazione organizzata da partiti e sindacati del fronte Si Tav, mentre il movimento No Tav organizza, come tutti gli anni una grande mobilitazione. Abbiamo parlato dell'assemblea nazionale che sin è tenuta questo Sabato in Val Susa contro le grandi opere inutili, e dell'iniziativa di disturbo al cantiere di ieri.

La Val Susa continua a bruciare - aggiornamento

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In Piemonte, gli incendi partiti una settimana fa non accennano a fermarsi. Centinaia di persone evacuate dalle proprie case e soccorsi insufficienti. Il riscaldamento globale prodotto dall'inquinamento umano ha cambiato completamente il clima delle montagne italiane portando ad un innalzamento impressionante delle temperature ed alla siccità. Inoltre, i boschi di conifere delle montagne piemontesi non hanno ricevuto, in questi anni, l'adeguata manutenzione e pulizia dei sottoboschi che evita disastri di questa portata. La Valle che resiste da circa 27 anni alla devastazione della costruzione del Tav anche in questi giorni sta resistendo agli incendi pronta a far pesare le responsabilità di questa ennesima calamità che si poteva evitare mettendo a disposizione quelle risorse che vengono, invece, usate per costruire opere inutili. Ai microfoni di Radio Onda Rossa una compagna del Movimento No Tav

Sabato 6 maggio: marcia popolare NO TAV in Val di Susa

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Durata 3m 37s
Durata 4m 41s

C’eravamo , ci siamo e ci saremo. Sempre: questo lo slogan della manifestazione che il Movimento No Tav della Val di Susa ha promosso per oggi, sabato 6 maggio, con ritrovo alle ore 13 a Bussoleno.

La marcia terminerà a San Didero con una grande pastasciuttata all’amatriciana insieme alle Brigate di Solidarietà Attiva.

 

Presenti alla marcia delegazioni No TAP, compagni dal Centro Italia, No TRIV e solidali stranieri.

 

Una prima corrispondenza con un nostro redattore.

No Tav, la Valle che resiste: verso il festival Alta Felicità

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Durata 2m 26s

Un aggiornamento flash dalla Val Susa dove un compagno ci dà il punto della situazione poco prima di partecipare all'assemblea popolare dove si è lanciata una manifestazione nazionale a Roma in vista del referendum costituzionale.

 

Continuano intanto le visite dei/delle compagni/e al cantiere dell'Alta Velocità.

 

Nei prossimi giorni (22/23/24 luglio) la Valle sarà protagonista di un festival con musica e teatro (e possibilità di campeggio, per ulteriori informazioni vedi qui: Festival Alta Felicità).