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Le condizioni nel carcere di Torino alla base dello sciopero della fame

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Il 21 gennaio Fabiola, Dana, Stefania ed Emanuela hanno cominciato lo sciopero della fame, costrette dalla grave situazione all’interno del carcere delle Vallette. Con lo scoppio della pandemia le condizioni delle carceri, già pessime, non hanno fatto che peggiorare ed è per questo che le detenute hanno richiesto il ripristino delle video chiamate, la possibilità di integrare le 6 ore di colloquio in presenza, con le video chiamate, visto che queste ultime non vengono assicurate, come da legge costituzionale, uno screening accurato di tutta la popolazione detenuta, così da verificare il reale stato dei contagi e la somministrazione dei vaccini a tutti i detenuti che lo vorranno.

“A seguito dell’impegno dell’amministrazione carceraria di Torino di garantire, ad effetto immediato, la possibilità di usufruire delle 6 ore ministeriali previste per i contatti con i propri familiari e a seguito delle notizie pubbliche rispetto al piano prevenzione Covid che da marzo riguarderà tutta la popolazione detenuta”, Fabiola, Dana, Stefania ed Emanuela hanno sospeso lo sciopero.

Non piegando mai la testa i rapporti di forza nella vita carceraria possono essere incrinati!

Ne parliamo in collegamento telefonico con un compagno
 

Buon Ascolto!

Valsusa: liberiamoci dal Tav

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Durata 25m 37s

In collegamento telefonico con un compagno parliamo della nuova riappropriazione dei terreni nel comune di San Didero, della lotta NoTav e dello stato attuale dei lavori in Val di Susa. 

 

LA LOTTA NON SI FERMA: OCCUPATI I TERRENI DEL FUTURO AUTOPORTO DI SAN DIDERO. LA CURA E’ NELLA TERRA
In questo momento pandemico, dove con i continui tagli alla sanità degli ultimi anni ci si ritrova un sistema sanitario senza strumenti, sembra ancora più assurdo continuare a sprecare miliardi di euro per la costruzione del Tav.
Secondo il progetto di TELT, nell’area di San Didero dove sorge il vecchio autoporto (mai entrato in attività e oggi ridotto a dei ruderi) verrà costruito un nuovo autoporto che sostituirà quello attuale di Susa. Nella piana segusina, infatti, non si sa nemmeno cosa sorgerà: forse una stazione internazionale, forse una discarica per lo smarino estratto dai lavori del tunnel. Ciò che gli interessa, è avere un modo per spendere i soldi.

La gestione di questa seconda ondata pandemica mostra bene cosa viene considerato “importante”, e quindi da proteggere, e cosa sacrificabile, in nome della lotta alla crisi sanitaria. Salute, malattia, benessere dipendono dall’ambiente e dalle condizioni in cui ognuno vive.
– Il degrado delle terre ex-autoporto di San Didero non è dovuto all’abbandono, ma a quarant’anni di “cultura industriale”. Coloro che ne hanno avuto possesso finora non hanno diritto a continuare ad averle in affido, tanto meno a peggiorarne lo stato.
– La cementificazione è per sempre. Chi ha inquinato, sversato, sepolto rifiuti o non ha fatto nulla per impedirlo, non si pulisca la faccia con promesse di bonifica. Il loro interesse sono i soldi e la cementificazione permanente e irreversibile di un altro pezzo di Valle.
– Gli industriali seguono i loro interessi. Non vogliono nuove infrastrutture per dare “lavoro alla gente”, ma il contrario: vogliono collegamenti veloci per delocalizzare, chiudere e licenziare. Non dobbiamo ringraziarli di nulla.
– I cantieri per l’alta velocità vengono prima occupati con la forza e poi legittimati con le procedure di esproprio. La legge è il vestito buono del prepotente, è arroganza legalizzata. Nessun diritto per chi abusa della terra.
– Il Covid-19 è causato da un virus, ma la pandemia dal sistema sociale in cui viviamo. Le misure di protezione dal virus sono necessarie per proteggere noi stessi e soprattutto le categorie più vulnerabili, ma le cause della pandemia vanno combattute sul piano sociale e storico. Dobbiamo affrontare il modo in cui l’uomo vive sulla terra, l’industrialismo, l’urbanizzazione, la globalizzazione.

Hanno appena assegnato il primo appalto per l’inizio dei lavori che partiranno a San Didero. Di una gara di quasi 50 milioni di euro, 5 milioni verranno destinati unicamente alla costruzione di una recinzione a “difesa” dei terreni interessati dai lavori che trasformerà l’area in un nuovo fortino di TELT. Da contratto, i lavori per la presa di possesso dei terreni dovrebbero cominciare entro il 31 dicembre 2020, pena la perdita dei finanziamenti europei.
Per questo da oggi saremo presenti qui, con un presidio fisso, a occupare i terreni che dovrebbero venire recintati.
Se dovranno venire su queste terre per la presa di possesso, ci troveranno qui.

Non vogliamo un nuovo autoporto, né qui né altrove. Non vogliamo il Tav!

Notav: 2 anni di condanna per Dana

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In seguito alla caduta di Luca dal traliccio di fu una iniziativa al casello autostradale di Bardonecchia. Nessuno doveva pagare l'autostrada. In seguito per quell'iniziativa ci sono state delle denunce e a 8 anni di distanza si concretizza così un altro pezzo di criminalizzazione del movimento. Dana in particolare secondo i giudici, che così si sono espressi, dovrà scontare 2 anni di carcere. Sono state rifiutate tutte le misure alternative proposte dalla difesa. Una delle motivazioni della sentenza è che Dana non si sarebbe allontanata nè dal movimento no tav nè dal territorio continuando a vivere in valle a Bussoleno.

Sentiamo un compagno notav e l'intervento di Dana durante la conferenza stampa che si è svolta ieri a Bussoleno

No Tav: "ai nostri posti ci troverete"

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Da ormai tre giorni la valle resiste in un presidio permanete ai Mulini messo in campo in corrispondenza della ripresa dei lavori del cantiere TAV.

Molti i solidali che nella giornata di ieri hanno raggiunto il presidio, circondato dalle forze dell'ordine, per portare viveri e solidarietà ai resistenti.

A sarà dura!

Le scontate parole del premier Conte sul TAV

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Che non esistono governi amici in Val di Susa la maggior parte dei e delle abitanti lo han capito da anni. Le parole del premier Conte e del governo sul TAV "che si farà" non spostano nulla della lotta all'alta velocità in Valle.
Ne parliamo con un compagno presente in questi giorni al Festival Alta Velocità.

Durata 10' ca.

Lavoratore torinese licenziato perchè NoTav

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Pierpaolo, tecnico informatico dell'università di Torino, è stato licenzito perchè No Tav, lo abbiamo sentito mentre si sta tenendo un presidio di protesta al rettorato dell'università. Queste le sue parole:

"Dopo 120 giorni di sospensione l’università ha deciso di licenziarmi senza preavviso

Legittimo o meno che sia, saranno i tribunali eventualmente a stabilirlo, credo che questa decisione non debba passare sotto silenzio come semplice atto amministrativo.

Ritengo sia opportuno anzi necessario discuterne, perché rappresenta un pessimo precedente con cui per la prima volta (credo) viene applicato l’articolo 13 del nuovo CCNL sottoscritto nell’aprile dello scorso anno.

Qual è il vero fine per cui si introduce in modo peggiorativo la legge Severino, che al massimo sospende la propria candidatura alle regionali, nel CCNL dove ha come esito il licenziamento del pubblico dipendente?

Non si era innocenti sino al terzo grado di giudizio?
Pier Paolo"

TAV: oltre il dibattito del governo

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Durata 14m 4s

In queste settimane continua lo scontro interno al governo sulla costruzione della linea ad alta velocità per il trasporto merci fra Torino e Lione. Si minaccia di perdere milioni di euro di fondi europei se la costruzione dell'opera non andasse avanti, eventualità che ormai si discute anche in parlamento dopo l'analisi costi e benefici. Insieme ad una compagna del movimento No Tav analizziamo cosa c'è di vero nelle dichiarazioni che leggiamo sui giornali, come si sta organizzando in questa fase il movimento, e come si sta preparando per partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma il 23 Marzo sulle tematiche ambientali e delle grandi opere.

Fiumi inquinati e fiumi potabili

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Questa settimana si parla di episodi di inquinamento nei fiumi del Lazio e del' imminente messa in servizio di un potabilizatore per il Tevere che distribuirà le acque del fiume nelle reti idriche di Roma e dintorni. Un approfondimento è dedicato alla Kiklos di Aprilia. Due chiacchiere sono dedicate al totodiscarica con le dichiarazioni di Zingaretti che sostiene che ci sia bisogno di una nuova discarica di servizio per Roma. La chiusura è dedicata all'assemblea NO TAV Sabato 23 Gennaio a Lettere La Sapienza.