CAMPAGNA di FINANZIAMENTO
● Radio Onda Rossa 87.9 FM ●
la voce dei senza voce, la voce di chi se la sente dal 1977 senza padroni senza pubblicità
Venerdì 15 Ottobre 2010
'NA MANO SUR CORE
nel corso di 8berFest: festa per gli 8 anni di occupazione di Strike
ore 20 cena romanesca (anche vegetariana)
dalle 22 letture e musica con
ELIO GERMANO
JOHNNY PALOMBA
PONENTINO TRIO
TAMARA BARTOLINI e MICHELE BARONIO
col pensiero al nostro partigiano
FRANCO BARTOLINI
STRIKE S.P.A.
via Umberto Partini 21
(zona Portonaccio)
sottoscrizione 5 euro
DIAMO SOGGIORNO AI DIRITTI
Settimana di mobilitazione per i diritti delle e dei migranti
L’attacco ai diritti e alla dignità dei migranti, che ha conosciuto la sua pagina più oscura nelle giornate di Rosarno, continua. Il progetto di aprire altri CIE, gli sgomberi e le deportazioni senza alternative dei Rom e Sinti sono solo alcuni esempi della cronaca di questi giorni di un ulteriore imbarbarimento causato da scelte politiche che considerano i migranti solo come manodopera a buon mercato. L’attacco ai diritti dei migranti è un aspetto dell’attacco ai diritti di tutti.
La crisi è in questo senso il terreno sul quale insieme, migranti e non, possiamo costruire un nuovo orizzonte di lotta, contro la precarietà, per i diritti dei migranti e di tutti.
Per farlo, abbiamo bisogno di guardare alla specificità della condizione dei migranti, alla brutale violenza che caratterizza il governo dei loro corpi e delle loro vite, per costruire una nuova presa di parola collettiva, politica, culturale e sociale, che partendo dall’universalità del diritto rivendica il diritto di voto amministrativo, la cittadinanza basata sullo ius soli per i cittadini migranti, il permesso di soggiorno per uscire dalla clandestinità forzata.
Per questo daremo vita ad una settimana di mobilitazioni contro lo sfruttamento, il razzimo e la camorra per la regolarizzazione e i diritti così articolata:
8 Ottobre Sciopero dei migranti “Stop Sfruttamento, Diritti e Dignità”– Blocco delle rotonde contro lo sfruttamento e il caporalato. Tra Caserta e Napoli in tante rotonde i lavoratori immigrati rifiuteranno di lavorare per meno di 50 €
9 Ottobre - h. 9.30 Via Domitiana 564 - Corteo contro il razzismo, lo sfruttamento e le camorre a Castel Volturno per il permesso di soggiorno e i diritti di cittadinanza.
La mobilitazione proseguirà a Roma il 14 e del 15 ottobre, quando daremo vita ad un presidio davanti al Ministero dell’Interno insieme a quanti in tante parti di Italia hanno lottato e aperto vertenze, lanceremo un ponte verso le mobilitazioni contro la precarietà e per i diritti che si svolgeranno in quei giorni, a partire dal corteo contro la crisi indetto dalla Fiom il 16 ottobre che si propone come spazio pubblico comune e quindi come occasione per rimetterci in cammino in tanti, uniti contro la crisi.
Contrastare lo sfruttamento del lavoro nero, con il recepimento della Direttiva Europea 52, applicare ed estendere l’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all'irregolarità del lavoro, ma anche e soprattutto mettere in campo un percorso permanente di emersione che, oltre a dare la possibilità a chi è stato truffato nel corso dell'ultima sanatoria di ottenere il permesso di soggiorno, offra una uscita generalizzata dalla schiavitù e dallo sfruttamento per centinaia di migliaia di migranti ancora oggi costretti alla clandestinità. Prorogare la durata del permesso di soggiorno, garantire il permesso a chi oggi ha perso il lavoro e fatica a trovarne uno nuovo senza che incomba la minaccia di espulsione. Queste sono alcune delle rivendicazioni che porteremo alle istituzioni locali e direttamente al Ministero dell'Interno il 15 ottobre a Roma
In queste mobilitazioni vogliamo costruire una forte iniziativa sociale che veda studenti, precari, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini italiani e migranti, rispondere insieme a chi sta utilizzando la crisi per annullare le conquiste sociali e riportare la società a un passato in cui vale solo la legge del più forte.
Coordinamento antirazzista di Caserta
Venerdi 8 ottobre per la prima volta i migranti in Campania sciopereranno sulle rotonde stradali dove ogni mattina migliaia di lavoratori sono costretti ad accettare lavori supersfruttati, senza diritti e senza dignità! Beffa nella beffa la cosiddetta "direttiva Maroni contro il lavoro nero", che, per la prima volta nella storia, si è tradotta non in una battaglia contro i caporali e per i diritti, ma in continue retate di lavoratori che hanno la sola colpa di subire il ricatto di una condizione subalterna.
Su almeno una quindicina di rotonde in tutta la regione, invece, venerdi prossimo dalle 5 del mattino i lavoratori migranti dell'edilizia come dell'agricoltura sosteranno con cartelli del tipo "oggi non lavoro a meno di 50 euro" fermando nei fatti il mercato delle braccia.
Una protesta contro lo sfruttamento e per la regolarizzazione, senza la quale è difficile far rispettare i propri diritti, mentre con la crisi le paghe reali scendono ormai anche sotto i 25 euro per dieci-dodici ore al giorno, per non parlare delle inesistenti condizioni di sicurezza. Con questa prima e a suo modo storica iniziativa, tantissimi lavoratori vogliono ricordare alle istituzioni locali e nazionali che il lavoro migrante in questi territori non è solo quello di "colf e badanti" (a cui si è ristretta l'ultima sanatoria) e che solo un'ipocrisia interessata spinge a non vedere le tantissime persone che si ammazzano di fatica mentre contribuiscono alla fragile economia di questa regione. Superare il lavoro nero significa aiutare i lavoratori che lo subiscono a sfuggire il ricatto sociale ed economico in cui sono costretti. Solo così può aprirsi una stagione di diritti e dignità!
Un'iniziativa lanciata dal movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta, con il supporto delle reti antirazziste in tutta la regione.
Mentre il giorno dopo, sabato 9 ottobre, ci sarà la manifestazione a Castelvolturno contro il razzismo, lo sfruttamento e la camorra.
(pullman da napoli ore 8.30 - piazza Garibaldi - hotel terminus)
Le rotonde stradali interessate saranno a:
Licola, Pianura, Quarto, Casal di Principe, Castelvolturno, Villa Literno, Baia Verde, Giugliano, Qualiano, Afragola, Arzano, Scampia, Caivano...
Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta e della Campania
Care tutte,
FAITH DEVE ESSERE LIBERA!
Invece su di lei c'è solo silenzio.
E' quanto mai importante che la sua vicenda sia il più possibile conosciuta, dichiarata, resa pubblica, siano svelate omissioni, connivenze, omertà, responsabilità.
Solo così possiamo sperare che la violenza privata e istituzionale subita da una donna diventi patrimonio di lotta di tutte le donne e aiuti tutte a non subire, a non tollerare, a gridare forte che è giusto ribellarsi!
INVITIAMO TUTTE AL VOLANTINAGGIO DI SABATO 2 OTTOBRE ALLE 10.30 A PIAZZA VITTORIO!
(appuntamento davanti all'ingresso del mercato in via Principe Amedeo)
Donne-femministe-lesbiche contro i CIE - Roma
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di seguito il testo del volantino, a cura di noinonsiamocomplici, che verrà distribuito
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ANCHE L'ITALIA CONDANNA A MORTE!!!
SAKINEH
Tutti conoscono la sua storia, apparsa per settimane sulle prime pagine dei quotidiani, perché rischia la pena di morte per lapidazione in un paese che l'Italia considera ostile e a cui si prepara a fare l'ennesima guerra: l'Iran. Per lei sono stati fatti appelli su appelli, firmati da gente comune ma anche dai peggiori razzisti.
FAITH
Nessuno ne parla. Lo Stato italiano, dopo averla rinchiusa in un Cie (Centro di identificazione ed espulsione), l'ha deportata in Nigeria dove l'aspetta una condanna a morte per essersi difesa da una violenza sessuale e dove l'Eni, multinazionale italiana del petrolio, in nome del profitto saccheggia il territorio e massacra le popolazioni locali.
BASTA STRUMENTALIZZARE LE STORIE DI OPPRESSIONE DELLE DONNE IN NOME DEGLI INTERESSI ECONOMICI E DELLE GUERRE DELL'OCCIDENTE CAPITALISTA!
DONNE E LESBICHE VENGONO DEPORTATE, PERSEGUITATE, AMMAZZATE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO, ITALIA COMPRESA
ASILO POLITICO PER DONNE E LESBICHE CHE FUGGONO DA SITUAZIONI DI VIOLENZA
LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE
CHIUDIAMO I CIE, LAGER PER MIGRANTI
LIBERARE FAITH, LIBERARE TUTTE!
noinonsiamocomplici
fip 27.09.2010
33° ANNIVERSARIO DELL'ASSASSINIO DI WALTER ROSSI
Sono passati 33 anni da quando fascisti dell'allora MSI di balduina scortati dalla polizia hanno ucciso Walter Rossi e ancora oggi nessuno, per lo stato italiano, è il responsabile dell'assassinio di Walter.
ore 9.30 piazza walter rossi deposizioni di fiori
ore 17 corteo da piazzale degli eroi (metro A - cipro)
ore 18.30 un fiore alla lapide di walter
ore 20.30 presso ex lavanderia: cena interventi concerto con assalti frontali ed ivano nardi
Walter vive nelle lotte degli operai, dei precari della scuola e degli studenti, dei senza casa, dei migranti, nella lotta contro i nuovi e vecchi fascismi, nella memoria che non si cancella
INFO - http://www.assaltoalcielo.net/
Democrazia Sconfinata
52' - colore - 2010 presentano il regista Danilo Liciardello e alcuni operai della Fiat di Pomigliano ore 22:00 / concerto MESCLA Lautari din Rosori (Romania) - le Ficufresche - Marzouk Mejri (Tunisia) happy birthday MesclaROMA - Sabato 25 settembre 2010
CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE
Ore 15.00 – Piazza della Repubblica
Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai
laboratori!
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Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di
vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati,
incatenati, legati ai tavoli operatori, avvelenati e lasciati soffrire e
morire. Questa è la ricerca medico-scientifica portata avanti dai baroni
della medicina, finanziata e avvallata dal governo. Una ricerca che
prevede lo sterminio di un milione di esseri viventi nella sola Italia,
ogni singolo anno. Giorno dopo giorno, agonia dopo agonia.
Questi esseri viventi sono prodotti su scala industriale dentro
allevamenti specializzati, cresciuti in condizioni asettiche e creati come
oggetti su cui accanirsi nella ricerca di non si sa quale soluzione ai
mali che noi stessi umani abbiamo provocato.
Green Hill di Montichiari (BS) è l’unico allevamento di cani “da
laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. Da
Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso
l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di
una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l’americana
Marshall Farm Inc.
Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non
vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale.
Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino
atroce.
La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato
migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per
dire NO alla vivisezione e NO alla tortura. Avere fermato i folli piani di
espansione di questo allevamento, che prevedevano la costruzione di altri
cinque capannoni sotterranei in cui imprigionare ulteriori 2500 cani, è
stato un primo grande successo, l’inizio di un cammino in cui molte
persone hanno finalmente scoperto di avere dentro di sé le potenzialità di
fare la differenza ed essere parte di un cambiamento. Fermare i loro
affari, smascherare chi ha legami con questo luogo di sofferenza, aprire
gli occhi sullo scottante problema della vivisezione, tenuto troppo a
lungo nascosto, sono gli attuali obiettivi della campagna “Salviamo i cani
di Green Hill”.
La lotta contro Green Hill sta assumendo sempre più importanza e valore
simbolico dal momento in cui non ci troviamo solamente noi contro di loro.
Non ci siamo infatti rinchiusi a Montichiari per una lotta ai ferri corti,
ma stiamo allargando il cerchio delle responsabilità di questa ignobile
situazione, andando sempre più in alto, laddove qualcuno si arroga il
potere di decidere delle sorti e delle vite di milioni di esseri viventi.
E proprio da queste persone vogliamo andare il 25 settembre con un corteo
che ha una valenza storica significativa.
La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal
Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo
allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri
allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia
hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill. Adesso l’ultima
parola spetta al Ministero. Lo stesso Ministero che ogni anno autorizza
esperimenti e decreta la morte degli animali, che autorizza sul territorio
italiano la presenza di multinazionali della sofferenza che allevano
animali per il solo e unico scopo di farli torturare a morte.
Qualcosa si smuove e il problema sta diventando tangibile anche per loro,
che stanno attendendo le nostre mosse.
Sabato 25 settembre dobbiamo essere di nuovo in tanti, tantissimi, con
l’intenzione di arrivare fino al Ministero. Manifesteremo per far sentire
la voce di chi è rinchiuso in una gabbia o in un laboratorio, per
pretendere la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti, per dire
NO alla vivisezione, per far vedere che non siamo più disposti ad
attendere oltre. Per cambiare finalmente qualcosa!
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APPUNTAMENTO:
SABATO 25 settembre – Ore 15.00 – Piazza della Repubblica - ROMA
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Per maggiori informazioni: www.fermaregreenhill.net –
roma25settembre.wordpress.com
>>Al momento sono previsti pullman da Brescia, Milano, Torino, Bologna,
Firenze, Napoli/Caserta e dalla Puglia. Altri pullman saranno confermati
a breve e i contatti visibili sui nostri siti. Se volete organizzare un
pullman dalla vostra città contattateci alla mail
info@fermaregreenhill.net
BRESCIA: brescia25settembre@yahoo.it
MILANO: milano25settembre@yahoo.it
TORINO: torino25settembre@yahoo.it
PUGLIA: puglia25settembre@yahoo.it
NAPOLI/CASERTA: napoli_caserta25settembre@yahoo.it
RIMINI: rimini25settembre@yahoo.it
>>PUBBLICIZZA IL CORTEO
Scarica dalla pagina “materiale” del nostro sito www.fermaregreenhill.net
il banner e pubblicalo sul tuo sito, blog o sulla tua pagina Facebook.
Diffondi quanto puoi questo appello.
Chiedici poster e volantini pubblicizzanti il corteo da diffondere nella
tua città.
INFO : http://www.assaltoalcielo.net/
ore 18:00 / dibattito
Videomakers in movimento Napoli, Roma, Bologna, Madrid, Parigi incontro/confronto fra esperienze sul campo per progetti comuni ore 20:00 / proiezione Russulella di Margherita Pescetti sarà presente la regista LadyFilmine di Giulia Vallicelli presenta la rete Ladyfest ore 22:00 / concerto 24 GRANA La K-Bine (Parigi) Low-Fi, Scarlatti Garage, Funky Pushertz ore 24:00 / dj set / vj set La Plataforma (Madrid) Dj Maru, Trauma Studio (Roma)ore 20:00 - proiezione di Sangue Verde 57' - colore - 2010 presentato dal Forum antirazzista e da alcuni migranti intervistati nel film
ore 22:00 99 POSSE Kalifoo Ground Music System Fankam & Claude - Torino 'Zulù - JRM - Valerio Jovine - Casapanza happy birthday Speaker Cenzou
Assemblea preparatoria verso la tre giorni contro le espulsioni a Torino
Le continue ondate di proteste, rivolte, evasioni che periodicamente e in tutta Europa scuotono i Centri per immigrati senza documenti rivolgono ai nemici di ogni galera e di ogni frontiera una semplice domanda: come portare il proprio contributo concreto alla lotta contro le espulsioni?
Abbiamo compreso che la “guerra alla clandestinità” non è altro che il prolungamento sul fronte interno della politica imperialista della “fortezza Europa”. Siamo d’accordo che il ricatto dell’espulsione è una delle armi degli sfruttatori puntata alla tempia di tutti gli sfruttati, immigrati e non. Siamo schifati dall’ipocrisia umanitaria di quegli enti che, come la Croce Rossa, gestiscono veri e propri lager. Nessun dubbio, quindi: la lotta contro le espulsioni è una parte della guerra di classe e una battaglia per la libertà. Ma, evidentemente, sapere tutto ciò non basta.
Per combattere davvero la macchina delle espulsioni occorre comprendere il suo funzionamento, identificare le sue articolazioni, toccare con mano i suoi nervi scoperti per incepparne gli ingranaggi. E anticipare il più presto possibile la sua evoluzione verso dispositivi sempre più efficienti, per non trovarsi impreparati domani. Le retate della polizia a caccia di “irregolari”, il loro concentramento nei campi di prigionia, gli imbarchi sui voli delle deportazioni (sempre più spesso organizzati dall’agenzia europea Frontex), ognuno di questi momenti è sempre un’occasione di resistenza – collettiva ed individuale – e un angolo di attacco.
In molte città italiane ed europee gruppi di compagni stanno accumulando esperienze riguardo alla lotta contro le espulsioni. Per discutere di queste pratiche, per metterle in comune ed affinarle, vi invitiamo a Torino per tre giorni di dibattito e iniziative, da giovedì 21 a sabato 23 ottobre 2010. Non un happening isolato, ma un’occasione di incontro per chi si oppone concretamente, giorno per giorno, alla macchina delle espulsioni. Non un prodotto preconfezionato, ma un’iniziativa da costruire insieme a tutti gli interessati. Per questo motivo proponiamo un’assemblea preparatoria sabato 18 settembre 2010 a Torino, e siamo disponibili a partecipare ad eventuali incontri che i compagni vorranno organizzare nelle rispettive città.
Per contattarci, per avere maggiori informazioni, per inviare contributi o suggerimenti, scrivete a next2010@autistici.org, o visitate il sito http://next2010.noblogs.org.
Alcuni amanti della libertà di Torino
venerdì 17 settembre 2010
Ror & Blues
C.S.A La Torre ore 21.00 via Bertero 13 (nomentana)
serata di musica, poesia e teatro a sostegno di RadiOndaRossa con:
“poesia e musica a colori”
Alfredo Rocca, Duetti al kilo
in funzione dalle 20.00 birreria e trattoriola
LOA Arcobax, ex-cinodromo, via della vasca navale,6 [Ponte Marconi]
I° incontro nazionale di liberazione della terra
L’idea di dare vita ad un momento di riflessione e approfondimento sulle tematiche di liberazione animale e della terra nasce perché riteniamo urgente e doveroso mettere in risalto, analizzando esempi concreti di lotte, la necessità di riconsiderare queste due pratiche di liberazione come parte di un percorso capace di minare le fondamenta di questa società.
Vogliamo sottolineare quindi la centralità ed il valore di questi due campi di intervento all’interno della lotta per l’ abbattimento delle logiche autoritarie e dei sistemi che essi hanno generato, contestualizzando nel capitalismo il sistema con cui dobbiamo scontrarci e riconoscendo nell’avanzata tecno scientifica il motore che consente il suo sviluppo e sopravvivenza.
Pensiamo che la critica debba necessariamente passare attraverso la pratica, per questo non è nostra intenzione fare di questo incontro la glorificazione di alcune teorie rispetto ad altre, vorremmo piuttosto preparare il terreno per generare una conflittualità diffusa, un tentativo quindi, di porre le basi per l’unità dei diversi fronti di lotta.
I nostri percorsi nel corso degli anni si sono sviluppati tra la specificità miope di alcune lotte ,che ci ha lasciato e ci lascia tutt'ora perplessi, e la ricerca eccessiva di una coerenza ideologica che troppo spesso da spazio solo alla riflessione. Di conseguenza, quello che pensiamo sia interessante affrontare è un approccio alle lotte, comprese quelle con obbiettivi specifici, che tenga conto non tanto delle differenze che caratterizzano le nostre priorità, bensì di quello che ci unisce verso un obbiettivo comune: l’abbattimento di questa maledetta società assassina. Le lotte per la liberazione animale ed ecologiste radicali, non potranno mai essere complete e tangibili se non supportate da una critica sociale, poiché è la società stessa che produce le dinamiche e logiche che portano allo sfruttamento in tutte le sue forme.
La storia ci insegna che un movimento è forte tanto più è coeso, il settarismo è controproducente e indebolisce tutti. Troviamo il tempo per cercare di gettarsi nella sperimentazione imprevedibile ed illimitata di una lotta che sappia tener conto della sostanziale unità del conflitto.
www.incontroliberazioneterra.org
Equal Rights Forlì,
Coalizione contro le nocività,
Anarchici e anarchiche di via del Cuore
La 3 giorni si svolgerà alla
Pinetina di Riotorto
, nell'entroterra di
Piombino
in provincia di Livorno, per permettere una locazione più centrale e raggiungibile da più parti e più regioni.
Per raggiungere Riotorto:
In auto:
* Proveniendo dal Centro-Nord: raggiungere Livorno, indi immettersi nella SS1 Aurelia in direzione Sud. Uscire all'uscita Vignale - Riotorto e seguire le indicazioni per Riotorto.
* Proveniendo dal Centro-Sud: raggiungere Roma, indi immettersi nella SS1 Aurelia in direzione Nord. Uscire all'uscita Vignale - Riotorto e seguire le indicazioni per Riotorto.
In treno:
La stazione di Vignale - Riotorto è servita da circa 10 treni al giorno per ogni direzione di marcia. Alternivamente è possibile fermarsi alle stazioni di Follonica (10 km da Riotorto), Campiglia Marittima (12 km) o Piombino (19 km): da tali stazioni è possibile proseguire in taxi o in autobus.
per info :http://www.atm.li.it/orari.asp
In aereo:
I più vicini aeroporti sono l'Aeroporto G. Galilei di Pisa (100 km da Riotorto), Firenze Peretola (150 km) e gli Aeroporti di Roma (250 km).
Vi ricordiamo che venerdi' mattina e' previsto un presidio nella zona (luogo e orario da definire), vi terremo aggiornati.
Chi viene in treno e ha bisogno di un passaggio per salire, per ogni altra informazione e aggiornamenti ci contatti tramite
- e-mail: incontroliberazioneterra@autistici.org
- sito web : www.incontroliberazioneterra.org
Il 27 agosto di quest'anno saranno quattro anni che Renato è stato ucciso; un’aggressione fascista che si è trasformata in assassinio.
Quattro anni di vita, di lotte, di sorrisi e di lacrime, di rabbia, di processi, di partenze e ritorni, di nuovi arrivi e nuove nascite, di sogni realizzati e altri lasciati in sospeso ma mai persi.
Quattro anni di cambiamenti, di crisi, di crescente delirio securitario.
Quattro anni in cui, nonostante il passaggio di questa città ad un’amministrazione di destra, i sani anticorpi antifascisti hanno continuato a difendere e a tenere viva la memoria di questa città ribelle e mai domata, di questa Roma Città Aperta.
Quattro anni di abbracci e sguardi forti, intrecciati con le storie di Dax, Carlo, Federico, di Carlos e Alexis, di Nicola, Aldo, di Stefano e di tanti altri purtroppo, per non dimenticare, per raccontare la verità, per chiedere giustizia.
Quattro anni in cui il nome di Renato ha risuonato ovunque, perché la sua storia è un pezzo di quell’ingranaggio collettivo che anima questa città e non solo.
Partigiani dei nostri tempi, con le radici forti strette alla memoria della Resistenza e con le ali robuste per volare e lottare nel tempo della crisi.
Per questo, anche quest'anno, vogliamo organizzare un appuntamento pubblico nel territorio in cui viveva Renato.
Sabato 28 agosto al Parco Schuster (San Paolo) con mostre, banchetti, buon cibo accompagnati dall’esibizione a partire dalle 18.00 di:
-Rock MC
-Mandrillos
-Taxi de brusse
-Palcoscenico al neon
-Reading resistente
-Ill Nano feat. Rancore
-Assalti frontali
-Ardecore
Una serata di musica e parole in una serata di fine agosto, come quella che ci ha portato via Renato in cui dare voce alle lotte e ai percorsi che portiamo avanti durante tutto l’anno, e dare spazio alle note di chi suona nella sala prove Renoize e non solo.
Finché ci saranno quelli/e come noi, ci sarà sempre il tempo di far vivere chi troppo presto, ingiustamente e con un’assurda e inconcepibile violenza ci è stato tolto.
Finchè ci saranno quelli/e come noi, si potrà sempre dire: “è una questione di memoria”.
L’invito quindi è quello ad esserci, ancora una volta, anche quest’anno!
Per ribadire che non facciamo un passo indietro e abbiamo gli occhi ben aperti, che i sogni di Renato vivono in noi, perchè chi pensava di fermarci ci vedrà muovere, chi pensava di zittirci ci sentirà urlare la verità!
«Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi».
Enio Sardelli “Partigiano Foco”
da
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/07/28/presidio-per-faith-e-
ngom-bologna-2-agosto
Dopo tempo rieccoci qua. Non eravamo sparite. Nel frattempo ci sono state rivolte nei Cie di mezza Italia; la presidente del Lazio, Renata Polverini, è riuscita a dire che a Ponte Galeria si potrebbero organizzare corsi di danza per le donne rinchiuse, come se si trattasse di un circolo ricreativo e non di un lager; altre donne e altri uomini sono state/i deportate/i; l'Italia ha firmato nuovi accordi coi paesi d'emigrazione per negare con maggiore ferocia il diritto a decidere per sé e per la propria vita; è stata deportata in Nigeria una donna che ne era fuggita perché condannata a morte per aver reagito con forza contro una violenza sessuale; nel Cie di Bologna, fra nigeriane disperate, Ngom, una donna senegalese, aspetta con ansia il verdetto di un giudice di pace per sapere se l'Italia la rimanderà dal marito violento da cui era scappata.
Intanto Bologna si prepara alla manifestazione per il trentennale della strage di Stato alla stazione, il 2 agosto.
E proprio per quel giorno alcune compagne hanno voluto indire un presidio di solidarietà, ma non solo, con Faith e Ngom per dire ancora una volta che la nostra vera sicurezza è ben altro da quella che vorrebbero farci digerire in silenzio.
Questo il testo del volantino:
PACCHETTO SICUREZZA?
La questura bolognese condanna a morte una donna che si ribella a uno stupro
Il 20 luglio la questura di Bologna ha deportato una ragazza nigeriana di 23 anni, Faith, proprio nel Paese dove era stata condannata a morte per aver reagito ad un tentativo di stupro da parte di un uomo ricco e potente.
Faith era stata rinchiusa nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Mattei a Bologna, dopo che i vicini avevano chiamato la polizia sentendo le sue grida di aiuto perchè un uomo cercava di violentarla.
La polizia ha pensato bene di arrestare lei solo perché non aveva il permesso di soggiorno. Dopo due settimane di detenzione è stata rimpatriata in Nigeria, dove potrebbe essere impiccata a breve da un governo corrotto e complice del peggior colonialismo occidentale.
E questo nonostante avesse già presentato domanda di asilo politico.
Benché l'Italia sia uno dei paesi promotori della moratoria contro la pena di morte, lo stato razzista italiano non ha esitato a consegnare ai suoi assassini una donna che ha saputo reagire alla violenza maschile, una donna da cui tutte abbiamo tanto da imparare.
Dopo questa vicenda, che segue purtroppo tante altre analoghe, sarebbe ora che ci si chiedesse di che genere di sicurezza blaterino i politici e perché dovremmo delegare a questa gente e ai loro servitori in divisa la protezione delle nostre vite.
La deportazione di Faith è un monito contro tutte le donne che si ribellano alla violenza maschile.
Allora ci chiediamo che futuro possa aspettarsi Ngom, un'altra donna immigrata, senegalese e madre di sei figli, arrivata in Italia dodici anni fa dopo esser fuggita da un marito violento. Ngom, sempre in nome della "nostra sicurezza", è da qualche giorno rinchiusa nel Cie di Bologna in attesa che un giudice di pace decida se accettare il ricorso contro l'espulsione o eseguire gli ordini della questura di La Spezia e rimandarla in Senegal dal marito-aguzzino.
Non smetteremo mai di dire che la nostra vera sicurezza è la solidarietà fra donne.
Per quanto tempo ancora intendiamo tollerare la presenza dei Cie lager di Stato in cui le donne sono spesso sottoposte a ricatti sessuali, molestie e violenze per poi essere rimpatriate col rischio di essere addirittura uccise?
La nostra sicurezza non ha bisogno di confini,
né di lager, né di passaporti
Lunedì 2 agosto presidio alle 12 in piazza Roosevelt a Bologna
Mai più schiave!
(Chi non potesse partecipare al presidio ma intendesse comunque esprimere il proprio parere sulle connivenze tra l'Italia e i Paesi di provenienza di Faith e Ngom per quanto riguarda le deportazioni: ambasciata nigeriana Roma 06683931; ambasciata senegalese Roma 066865212/066872353)
Guarda il volantino
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/volantino_faith.pdf
venerdì 23 luglio 2010
Ror & Blues
C.S.A La Torre ore 21.00
via Bertero 13 (nomentana)
serata di Blues e Jazz
a sostegno di radio onda rossa
con:
Ramblin' Souls
Don Juan & the Saguaros
Sam (sconosciuti al mondo)
in funzione: birreria e trattoriola
Giovedì 22 luglio
ore 21.30 p.zza Sant Ambrogio
presidio contro cie ed espulsioni
Dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza abbiamo visto moltiplicarsi gli episodi di rivolte, tentate e a volte riuscite fughe, nonche' gli episodi di autolesionismo dentro i cie (centri di identificazione ed espulsione,triste evoluzione dei centri di permanenza temporanea). Il pacchetto sicurezza,oltre ad un inasprimento generale delle pene relative ai reati cosiddetti "intollerabili" della societa', ha visto l'Italia allinearsi al trend europeo per quanto riguarda la carcerazione di stranieri irregolari, prolungando la permanenza dentro i centri fino a sei mesi. Sei mesi passati in strutture che sono veri e propri lager, e questo ci teniamo a sottolinearlo, in cui sono spesso negati i piu' elementari diritti, in cui i migranti, colpevoli solo di non avere un permesso di soggiorno in regola, sonno rinchiusi. Parlavamo di rivolte e fughe: il 19 luglio nel cie di Torino e'avvenuto tutto questo dopo che la polizia ha cercato di prelevare due tunisini per espellerli dall'Italia. I due stavano per tornare liberi per la decorrenza dei sei mesi di detenzione (che scadono il 23 luglio) ma sembra che accordi fra Italia e Tunisia stiano per dare il via al rimpatrio forzato di diversi reclusi di tale nazionalita'. Uno dei due tunisini, Sabri, e' riuscito a salire sul tetto del centro e non ha intenzione di scendere fin quando non sia garantito che lui e gli altri reclusi non vengano rimpatriati. Rimpatrio significa tornare nei propri paesi di origine in cui spesso si incorre in ulteriore detenzione o morte (ricordiamo l'enorme richiesta di asilo politico e protezione umanitaria), o spesso significa per chi sulle coste italiane non riesce ad arrivarci ma viene rispedito indietro, permanenza nelle carceri libiche, deportazioni in mezzo al deserto in camion stipati di esseri umani e vessazioni di ogni tipo. E' questa la politica sull'immigrazione dell'Europa che protegge i suoi confini con frontiere inaccessibili, frontiere che ora si trovano direttamente in Libia, paese che grazie ad accordi e patti di cooperazione con l'Europa, esercita con zelo il suo ruolo di poliziotto del Mediterraneo. Anche a Firenze il governo, con la complicita' della Regione ha deciso di costruire un CIE nei prossimi mesi: checche' ne dica Rossi con le sue idee di "piccole comunita' atte alla formazione e al lavoro", per noi i CIE sono e restano lager da combattere senza se e senza ma; pensiamo che sia necessario intensificare la lotta contro tali centri e impedire che ne venga costruito uno anche in Toscana e per questo riteniamo importante esprimere la nostra solidarieta' a chi si ribella nel CIE a Torino e lottare perche' non avvenga nessuna espulsione.
SOSTENIAMO I RECLUSI IN LOTTA
CONTRO I LAGER DELLA DEMOCRAZIA
Da lunedì 19 luglio Sabri è sul tetto del CIE di corso Brunelleschi.
Sabri sta lottando contro una legge iniqua e razzista. Sta reagendo ai soprusi subiti all'interno di una struttura repressiva violenta e disumana.
Sabri non aveva un pezzo di carta. Non aveva il permesso di soggiorno.
Un altro immigrato prigioniero, Maher, è in cella d'isolamento perché ieri si è tagliato, per
protesta, procurandosi delle lesioni a una mano.
I CIE sono campi di concentramento per immigrati dove spesso l'ultima forma di ribellione
che rimane è l'autolesionismo o peggio il suicidio.
Anche gli altri detenuti sono in fermento, e non solo a Torino, dopo le dichiarazioni del
Ministro Maroni che annunciano nuove imminenti deportazioni.
I CIE sono i luoghi in cui si concretizza il ricatto che consente di imporre condizioni di sfruttamento sempre più brutali, dove si crea una manodopera immigrata sempre più
servile, imponendo a tutti quanti, italiani e stranieri, condizioni di vita sempre più misere e
precarie. Se la minaccia di perdere il posto di lavoro è un incubo che incombe su chiunque,
questo per un immigrato significa diventare un essere illegale, carne da internamento e
deportazione.
I CIE sono non-luoghi di sospensione della dignità, dell'identità e della libertà. Luoghi dove
abusi, pestaggi, somministrazione coatta di psicofarmaci e perfino i tentati stupri sono
all'ordine del giorno. Da un momento all'altro la polizia del CIE potrebbe fare irruzione
nelle sezioni per prelevare i reclusi e trascinarli fuori per il rimpatrio, una procedura spesso
espletata a suon di calci e manganellate.
Affinché questi luoghi sommersi non rimangano buchi neri nella nostra coscienza e nella
nostra memoria invitiamo tutti a esprimere solidarietà a Sabri e a tutti i detenuti del CIE.
Da lunedì, un presidio permanente è attivo giorno e notte di fronte ai muri di corso
Brunelleschi per sostenere concretamente la lotta dei prigionieri, cercando di impedirne la
deportazione che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni; invitiamo tutti a partecipare e a
contribuire alla resistenza.
GIOVEDI 22 LUGLIO ALLE 21:00
MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ
con partenza dal presidio, in corso Brunelleschi / via Monginevro
Gli immigrati reclusi hanno già dimostrato di volersi battere e lo stanno facendo,
spetta a tutti noi, ora, contribuire a questa battaglia antirazzista per affermare il diritto ad
essere accolto sul territorio italiano per chi, magari in fuga dalla guerra e dalla miseria, ha
attraversato il mare rischiando la vita in cerca di miglior fortuna.
Sosteniamo gli immigrati in lotta unendoci al loro grido: LIBERTÀ!
Antirazzisti solidali con i reclusi di corso Brunelleschi
Giovedì 22 luglio 2010 - Ore 21.00
CENA VEGAN SICULA BENEFIT
per Costa, Silvia e Billy, anarchici detenuti in Svizzera,
nemici di ogni nocività e amanti di una terra libera dal dominio e dallo sfruttamento.
Sonoro contorno misto di 4 eFFe, una sola persona 3 concerti differenti:
Fabrizio pianoforte classico o quasi
Fulvio cantautorato ossessivo delirante
Fausto elettrosinfonismi psichedelici e microtonalità
TORRE MAURA OCCUPATA
via delle Averle 10, Roma
BUS 105/312/556 TRANVETTO ROMA-GIARDINETTI

