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Scripta manent: sentenza rinviata ancora alla cassazione

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Oggi, Lunedì 5 Dicembre, la corte d'appello di Torino rimanda nuovamente alla cassazione il pronunciamento sull'accusa di strage politica per Alfredo Cospito e Anna Beniamino, all'interno dell'inchiesta Scripta Manent.

La sentenza era attesa per oggi.

Nello spazio redazionale parliamo di 41 bis e ergastolo ostativo, a cui Alfredo è sottoposto e contro cui sta lottando con lo sciopero della fame, insieme a Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”.

Nella seconda corrispondenza potete ascoltare un estratto della registrazione fatta in aula delle parole di Alfredo Cospito, di fatto le uniche parole che ci arrivano da Alfredo da quando è detenuto nel carcere di Bancali.

Dub for Freedom

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Settima puntata, della Stagione 22/23, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa, piena di voci diverse e good vibes.

Durante la prima ora, grazie alla collaborazione della Redazione ROR, abbiamo ascoltato le testimonianze di Leila Daianis (Associazione Trans Libellula), Milo (Le Tre Ghinee), GenderX e Azione Trans per il TDOR (Trans Day Of Remembrance) che si svolgeva a Roma.

Sempre nella prima metà della puntata abbiamo fatto una comunicazione telefonica con Laura, dello Spazio Sociale Idea Libera di Sassari, sul caso di Alfredo Cospito e l'aberrazione giuridica, politica e umana che significa una pena come quella del 41bis.

Nella seconda parte abbiamo presentato il nuovo materiale di Mystical Powa per poi chiudere in bellezza con le selections del nostro caro Paolo Barabbas.

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Pliers - Bam Bam
Yellowman - Bam Bam
Dennis Brown, Gregory Isaacs, Freddie MC Gregor - Run Come

Danny Coxson - Come back Yah so
Vivian Jones - Physical
Anthony B - Dem can't stop we from talking

Eccleton Jarrett - Free Up (Tuff Scout)

Mystical Powa - No Justice No Peace
Mystical Powa - No Dub No peace

Backyrad Methods ft. Roberto Sanchez - Lift up your conscience
Dub Judah & Dennis Rootical - Better to be good

Winston Francis - Let's go ti Zion
Ammoye meets Vibronics - Lock Down
The Navigator meets The Mifgty Prophet - The gift of Jah
Jah Version - Credentials

 

Al fianco di Alfredo Cospito presidi in tutta Italia

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Oggi primo dicembre si è riunito il tribunale di sorveglianza di Roma per decidere se Alfredo Cospito rimarrà in 41bis per i prossimi 4 anni. Lungo tutta la mattina abbiamo cercato di dar voce non solo ai vari presidi, ma anche alle varie lotte che la repressione ha colpito. Soprattutto abbiamo sottolineato come di fronte alla repressione siamo tutt* uguali e chi lotta non sarà mai sol*. La lotta di Alfredo non è solo una lotta fra lui e lo Stato, fra gli/le anarchic* e lo Stato, ma è una lotta per continuare a lottare, per arginare quest'avanzata repressiva che potrebbe colpire chiunque oggi, come domani, voglia alzare la testa di fronte a una qualunque ingiustizia. Spesso magistratura e giornali cercano di tracciare una linea fra "buon* e cattiv*", differenza che rifiutiamo categoricamente in quanto per noi l'unica linea che esiste è fra chi opprime e che è oppress*. Esiste un unico orizzonte, crediamo sia importante essere unit* contro gli attacchi repressivi e per questo rilanciamo l'appuntamento di domani 2 dicembre sciopero generale e del corteo di sabato ore 14 – piazza della Repubblica, ROMA

Aggiornamenti su Alfredo Cospito e le prossime mobilitazione

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Diamo alcuni aggiornamenti riguardo la condizione di Alfredo Cospito e commentiamo la situazione con il suo l'Avvocato. In ballo, il primo dicembre, c'è molto di più che la vita di Cospito. Rompere il silenzio, la cappa che ha sorretto il 41bis, sembra sempre più difficile. Martedì ore 16 a La Sapienza ci sarà un incontro pubblico in cui si cercherà, ancora, di infrangere questo vetro protettivo dell'inumanità democratica. 

Interverranno: 

AVV. Caterina Calia la quale ha seguito 3BR in 41bis. 

 

AVV. Flavio Rossi Albertini, legale di Alfredo Cospito attualmente in 41bis 

 

Intervento di 'pagine contro la tortura' 

 

Nicoletta dosio da remoto. 

 

Alleghiamo comunicato del presidio per il 1/12

 

 

FUORI ALFREDO DAL 41 BIS

Giovedì 1° dicembre 2022 ore 9.30

PRESIDIO AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA A ROMA

 

Il 1° Dicembre si svolgerà l’udienza del riesame sul provvedimento di applicazione del regime detentivo 41bis per i prossimi quattro anni all’anarchico Alfredo Cospito.

Alfredo, trasferito dal circuito di Alta sicurezza 2, è stato rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari in regime 41 bis dal 5 maggio e contro questo provvedimento ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza dal 20 ottobre.

Nel frattempo Juan Sorroche, Ivan Alocco e Anna Beniamino si sono unitx allo sciopero della fame da altre carceri e il sostegno alla lotta è arrivato da numerosi prigionieri rivoluzionari.

È passato più di un mese ed è sempre più urgente rispondere con la solidarietà.

 

L’udienza nei confronti di Alfredo si svolgerà presso il tribunale di sorveglianza di Roma che ha competenza esclusiva per le decisioni sui reclami avverso i provvedimenti applicativi del regime di 41 bis per qualsiasi persona detenuta.

 

Negli anni le procure sono passate da varie inchieste antiterrorismo, con tutto il seguito di mediaticità e propaganda degli organi di stampa e di stato, al facile inserimento dei reati associativi, per poi arrivare all’oscura ombra del 41bis.

Un regime di tortura che rappresenta una minaccia e un pericolo che riguarda tutte e tutti.

Sappiamo infatti che la repressione si muove su più livelli: non solo quello punitivo della pena inflitta per il reato contestato, ma anche quello preventivo, di monito, per chiunque pensi possibile ribellarsi, e quello vendicativo, volto a debellare l’idea rivoluzionaria e di lotta in generale.

 

Alfredo ha sempre contribuito al dibattito con scritti pubblici e ha continuato l’attività di editoria anarchica anche dal carcere. Proprio questa è stata ritenuta dagli inquirenti “istigatoria” del movimento anarchico, descritto come una organizzazione formale con ruoli e gerarchie.

Quindi, la logica del 41bis di recidere i contatti con la presunta “associazione” di appartenenza esterna viene messa in pratica vietando, nell’isolamento totale, rapporti epistolari con chiunque, la socialità e perfino letture di quotidiani, libri e riviste, anche di movimento.

L’obiettivo è l’annientamento di un prigioniero rivoluzionario.

Al punto che, al giorno d’oggi, non è possibile conoscere la dichiarazione con cui Alfredo spiegava le ragioni dello sciopero della fame perché, durante il processo in videoconferenza, il giudice ha tolto l’audio al microfono.

 

Vogliamo fermare questa spirale repressiva. È la lotta di Alfredo in sciopero della fame che sta rischiando la sua vita, è quella di Juan, Ivan e Anna ed è la nostra lotta.

 

PER CHI HA A CUORE LA VITA DI ALFREDO, JUAN, IVAN E ANNA

Giovedì 1 dicembre ore 9.30 presidio al Tribunale di sorveglianza in via Triboniano 5 (nei pressi di piazza Cavour).

FUORI ALFREDO DAL 41 BIS

CONTRO IL CARCERE E LA SOCIETÀ CHE NE HA BISOGNO

 

anarchiche e anarchici

 

Milano: sulla gru in solidarietà con Alfredo, Juan, Ivan

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Durata 6m 25s

Ieri a Milano un'azione ha posto uno striscione sulla gru a Piazza della Scala che recitava 41bis=tortura. Continuano le azioni in solidarietà dello sciopero della fame di Alfredo, Juan e  Ivan contro il 41 bis, regime a cui è sottoposto Alfredo Cospito ormai da diverso tempo.

Sentiamo una compagna che ci ricorda anche la manifestazione nazionale del prossimo 12 novembre a Roma.

VOCI CONTRO IL 41bis

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Dal 5 maggio 2022 un anarchico è stato trasferito in 41bis. In questo regime di isolamento non è permesso alcun rapporto con l'esterno, viene concessa solo un'ora al mese di colloquio, con un vetro che rende impossibile alcun contatto fisico. Un'ora d'aria al giorno, fra quattro mura troppo alte per permettere di guardarvi oltre, la possibilità di immaginare viene attaccata e limitata. La posta è censurata o bloccata, nessun libro, rivista, nulla proveniente dall'esterno. Si tratta del 41 bis, regime di annientamento e deprivazione sensoriale, nonché una vera e propria tortura con l'obiettivo di annichilire, piegare il sottoposto e far da monito a chi vi guarda dall'esterno. Siamo di fronte alla forma più esplicita del carcere come tortura di Stato.

Dal 20 ottobre l'anarchico Alfredo Cospito ha cominciato uno sciopero della fame contro il regime di 41 bis e l'ergastolo ostativo, che intende portare fino alla fine. Tutto questo avviene nell'indifferenza della quasi totalità di politici e delle principali testate giornalistiche. Prendere parola sembra sempre più difficile, il tema ha l'aria di costituire un tabù sul quale non ci si possa esprimere criticamente senza subirne uno stigma. In questo approfondimento cerchiamo di rompere questo silenzio e lo facciamo in compagnia di un avvocato che ci spiega meglio in cosa consiste e come nasce questo regime di isolamento. Al seguito di questo intervento contattiamo anche chi, nonostante il clima, prova a costruire una mobilitazione su queste tematiche e in solidarietà con Alfredo. 

 

Di seguito alleghiamo anche l'appello degli avvocati che viene menzionato durante l'incontro.



https://www.infoaut.org/divise-e-potere/appello-degli-avvocati-sul-preo… 

Carcere: dalle rivendicazioni delle persone detenute alla proposta di vaccini e nuove galere

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Durata 23m 17s

In collegamento telefonico con una compagna torniamo a parlare della situazione nelle carceri durante la pandemia. Approfondimenti sulle lotte in corso, sul dibattito riguardo l'amnistia e l'indulto e la promessa dei vaccini. 

Di seguito un appello in solidarietà con i 5 detenuti presenti a Modena durante la rivolta del mese di marzo e gli indirizzi per scrivere:

 

Modena – Aggiornamenti e appello alla solidarietà con i 5 detenuti del carcere di Modena

A fine novembre 5 persone detenute nel carcere di Ascoli hanno scritto un esposto alla Procura di
Ancona. In questo atto, con grande coraggio, hanno riportato quanto realmente accaduto a marzo
nel carcere di Modena e di Ascoli in seguito alle rivolte, in relazione ai pestaggi, agli spari e a alla
morte di Salvatore Piscitelli.
Il 10 dicembre sono stati trasferiti nel carcere di Modena. La scelta stessa di questo trasferimento è
subito apparsa una forte intimidazione agli occhi di chi, sin da marzo, non aveva creduto alla
narrazione delle “morti per overdose”, fossero essi/e parenti o solidali, seppur tra loro sconosciuti/e.
Le condizioni di detenzione in cui hanno tenuto i 5 ragazzi a Modena sono state altrettanto
intimidatorie: in isolamento (sanitario), con divieto di incontro tra loro, in celle lisce con vetri rotti,
senza possibilità di fare spesa e di ottenere accredito dei versamenti in tempi utili per poter fare la
spesa, senza i loro vestiti e con coperte consegnate bagnate qualora richieste.
Immediatamente, all’esterno, si è attivata un’eterogenea rete di solidarietà, costituita da parenti e
solidali, che si è mossa su più fronti: sostegno legale, saluti sotto le mura del carcere, lettere, mail di
pressione alla direzione del carcere, sollecitazioni ai garanti regionale e nazionale.
Varie testate giornalistiche, a distanza di 9 mesi dal massacro avvenuto nel carcere modenese, hanno
riportato i fatti, o si sono trovate costrette a farlo, data la forza della voce dei 5 detenuti e la
determinazione di parenti e solidali in loro sostegno. La verità è scomoda da dire e da sostenere,
infatti non in tutti i casi è stata riportata per quello che è o è stata detta parzialmente. In un caso,
invece, un giornalista è stato licenziato per l’articolo scritto.
Molti giornali e media ufficiali, a marzo, avevano riportato senza se e senza ma la voce dei
carcerieri: i 14 morti durante le rivolte di marzo, 9 dei quali deceduti a Modena o in trasferimento
dal carcere di quella città, erano morti per overdose a loro dire. Ma dei pestaggi e degli spari
nessuno aveva parlato.
A detta del carcere di Modena, gli interrogatori dei 5 uomini che hanno fatto l’esposto sarebbero
dovuti avvenire lunedì. La realtà è stata diversa: sin da venerdì 18 il procuratore ha svolto gli
interrogatori. A questi sono seguiti trasferimenti in differenti carceri. L’intento, ancora una volta, è
la frammentazione e l’isolamento.
Al momento si conoscono le destinazioni di 4 dei 5 detenuti. Tutti loro, dopo l’isolamento effettuato
a Modena, verranno sottoposti a nuovo isolamento nelle rispettive destinazioni.
Una cosa è chiara: la forza e il coraggio di queste 5 persone vanno sostenuti con forza.
La solidarietà, nelle sue molteplici forme, va portata avanti per ridurre l’effetto di questa
frammentazione.
Lanciamo un forte invito a scrivere a tutti loro! Non lasciamoli soli: una lettera, una cartolina, un
telegramma! Spezziamo l’isolamento e rafforziamo la solidarietà.

Di seguito gli indirizzi, ad ora conosciuti, delle nuove destinazioni:

Claudio Cipriani
C.C. Parma, Strada Burla 57, 43122 Parma

Ferruccio Bianco
C.C. Reggio Emilia, Via Luigi Settembrini 8, 42123 Reggio Emilia

Francesco D’angelo
C.C. Ferrara, Via Arginone 327, 44122 Ferrara

Mattia Palloni
C.C. Ancona Montacuto, Via Montecavallo 73, 60100 Ancona

Belmonte Cavazza
C.C. Piacenza, Strada delle Novate 65, 29122 Piacenza.

SE LE MURA DELLE CARCERI SONO ALTE, SE CON LA DISPERSIONE PROVANO A
DIVIDERE CHI ALZA LA VOCE INSIEME, LA SOLIDARIETÀ LE SUPERA E CI TIENE
UNITE/I.