Un compagno ci racconta del corteo a Bagnoli in cui più di 5000 persone hanno manifestato contro il decreto sblocca italia. Alla fine del corteo era prevista un'assemblea pubblica impedita da uno sbarramento delle forze dell'ordine.
Dopo un week-end che ha visto l'Italia mobilitarsi contro le devastazioni ambientali da Napoli alla Valle di Susa passiamo alle valutazioni post-corteo con due collegamenti telefonici. La presenza è stata molto vasta in entrambe le città per ribadire la contrarietà delle popolazioni alla Tav e al sistema di (non) smaltimento dei rifiuti campano. Annunciamo l'avvio della messa in sicurezza del reattore nucleare di fukushima: un'operazione molto delicata, mai stata utilizzata in precedenza e che presenta notevoli criticità. Passiamo poi alla caratterizzazione dell'acqua dell'aria e del suolo fatta dal comando Nato di Bagnoli per il modico prezzo di 30 milioni di euro. I risultati parlano di una contaminazione diffusa sul territorio e il documento invita inoltre i dipendenti militari e civili a non utilizzare i servizi idrici fuori dalle basi americane.
Puntata ricca di corrispondenze: iniziamo con un collegamento da Arquata Scrivia per parlare degli ultimi sviluppi del progetto TAV Milano-Genova (Terzo Valico) e lanciare la marcia popolare da Novi a Pozzolo del 20 aprile. Andiamo poi a toccare la spinosa questione del biogas, questa volta però con una buona notizia. Un compagno del comitato di Guidonia (RM) ci racconta come si è arrivati a bloccare i progetti di ben due impianti a biogas. L'azienda appaltatrice ha infatti ritirato i progetti dopo la battagliera reazione della popolazione, è il primo stop al bioga in provincia di Roma. Notizie meno entusiasmanti arrivano invece da Bagnoli, dove si è aperta un'inchiesta per disastro ambientale in seguito alla mancata bonifica dell'ex stabilimento siderurgico dell'Italsider. Quasi contemporaneamente è avvenuto lo sgombero del centro sociale Bancarotta Bagnoli, i due avvenimenti sono chiaramente collegati e ne parliamo con un compagno in diretta telefonica. Chiudiamo con le news da Taranto: la legge salva-Ilva, purtroppo, è salva ovvero la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla sua costituzionalità con parere positivo. Risultato invece negativo l'ha avuto il referendum popolare promosso da Taranto Futura per la chiusura dell'Ilva che non ha raggiunto il quorum.